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Funerali di Khamenei, spunta un uomo col volto coperto: sui social è caccia a Mojtaba

(Adnkronos) – Impazza sui social la teoria di un uomo misterioso con il volto oscurato che avrebbe assistito al funerale di Ali Khamenei e che qualcuno ritiene possa essere il figlio Mojtaba. “L’uomo, in piedi a fianco di un piccolo gruppo di persone, è apparso in un video sgranato, diventato virale sui social media, alimentando il sospetto che si trattasse del figlio dell’ayatollah e nuovo leader supremo dell’Iran, Mojtaba Khamenei. Nel video il volto non era nitido e, a parte le vesti simili a quelle indossate da molti altri chierici sciiti alla cerimonia, non c’era nulla che indicasse che si trattasse proprio di Khamenei”. 

Successivamente, Reza Mousavi Vaez, un religioso iraniano, rileva la ‘Cnn’, ha dichiarato sui social network di essere lui l’uomo ripreso nel filmato. Tuttavia, il fatto stesso che il video sia diventato virale, sottolinea il canale all news Usa, “è emblematico: molti sostenitori erano più concentrati a cercare segni della presenza di Mojtaba che a seguire la solenne cerimonia per rendere omaggio al leader più longevo – e forse più influente – nei 47 anni di storia della Repubblica Islamica”. 

 

L’assenza dell’attuale Guida suprema Mojtaba Khamenei ai funerali del suo predecessore e padre Ali Khamenei ha sollevato anche interrogativi sul suo stato di salute e su una sua eventuale morte, ma potrebbe anche indicare un’evoluzione del ruolo del numero uno iraniano. Per sei giorni, milioni di persone hanno assistito alle cerimonie in onore di suo padre, ucciso in un raid israelo-americano il 28 febbraio, all’età di 86 anni, di cui quasi 37 trascorsi alla guida della Repubblica Islamica. I funerali si sono conclusi con la sua sepoltura nella città santa di Mashhad, dove hanno sfilato tutte le più importanti personalità politiche. Mentre Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento, Gholamhossein Mohseni Ejei, potente capo del potere giudiziario e Mostafa Khamenei, figlio maggiore di Ali, erano presenti ai funerali, non c’è stata traccia della nuova Guida suprema iraniana.  

 

Nominato poco dopo la morte del padre, Mojtaba Khamenei non ha ancora fatto alcuna apparizione pubblica, né ha rilasciato alcuna dichiarazione scritta. Tra le ipotesi più accreditate c’è quella della possibilità che sia rimasto ferito gravemente o addirittura sfigurato nel raid che ha ucciso suo padre. Anche se è ancora troppo presto per farlo fuori dai giochi, Mojtaba Khamenei sembra essere comunque una figura politica ben diversa da quella di suo padre o del fondatore della Repubblica Islamica Ruhollah Khomeini. La nuova Guida suprema sembra, infatti, lasciare maggiore spazio ai Guardiani della Rivoluzione. “La sua scarsa visibilità pubblica e la sua assenza ai funerali del proprio padre non sono un buon auspicio per la sua immagine presso l’opinione pubblica, ma potrebbe trattarsi solo di una situazione transitoria”, sottolinea Farzan Sabet, ricercatore presso l’Istituto di alti studi internazionali di Ginevra, intervistato dall’Afp. Secondo l’esperto, questa assenza è probabilmente legata a “diverse ferite che lo rendono impresentabile al pubblico” e a considerazioni di sicurezza “a causa del rischio che un’apparizione pubblica possa essere utilizzata per sorvegliarlo e preparare un attentato”. Sabet comunque sostiene che potrebbe verificarsi una “lotta per il potere” tra Mojtaba Khamenei e Ghalibaf, diventato, complice la guerra, la figura politica iraniana più in vista.  

Da parte sua, Jason Brodsky, esperto del think tank statunitense United Against Nuclear Iran (Uani), sottolinea che, sebbene la Guida suprema abbia potuto contare sul sostegno dei Guardiani della Rivoluzione per ottenere la sua carica, questo potrebbe renderlo “più dipendente” da loro. “L’equilibrio delle forze tra l’ufficio del leader supremo e i Guardiani della Rivoluzione è cambiato”, osserva. Brodsky descrive Mojtaba Khamenei come un “leader più debole” rispetto a suo padre, ricordando che ad Ali Khamenei comuque sono serviti “anni per consolidare la propria autorità” dopo essere stato nominato nel 1989, alla morte di Khomeini. “Mentre l’Iran cerca di mostrarsi forte e unito” dopo la guerra, l’assenza del suo nuovo leader supremo dimostra che “la paranoia e la paura vivono dietro le quinte”, a seguito della morte di numerosi funzionari nell’attacco del 28 febbraio. Alex Vatanka, ricercatore associato presso il Middle East Institute, evidenzia che Mojtaba Khamenei “non può superare il carisma di Khomeini né fingere di avere la stessa autorità di suo padre”. Tanto più che il rifiuto delle “successioni ereditarie” ha alimentato la rivoluzione che ha travolto lo scià nel 1979. “Mojtaba dovrà governare più attraverso le istituzioni che ponendosi al di sopra di esse”, scrive sulla rivista Al-Majalla. 

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