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Lorena Isceri, folla ai funerali a Squinzano: “Qui per prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia”

(Adnkronos) – E’ gremita la chiesa Maria Regina di Squinzano (Lecce) dove alle 17 di oggi sono cominciati i funerali di Lorena Isceri, la 45enne morta dopo essere stata lanciata da un viadotto dell’A1 all’altezza di Barberino del Mugello dall’ex fidanzato Federico Vella, 36 anni, che poi si è suicidato.  

Presenti circa 40 sindaci, il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino. In rappresentanza della Regione Puglia interverrà il consigliere regionale Stefano Minerva. Fuori molti cittadini seguono la cerimonia attraverso un maxischermo. 

‘Siamo qui, siamo in tanti. Non soltanto perché conoscevamo Lorena, perché le volevamo bene perché siamo suoi amici, parenti, conoscenti. Siamo qui anche perché vorremmo se fosse possibile prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia”, ha detto il parroco don Vanni Bisconti, durante l’omelia per i funerali di Lorena Isceri. 

”Vorremmo togliere almeno una parte di quella sofferenza a mamma a papà a suo fratello – ha aggiunto – Vorremmo potervi dire non siete soli. Questo dolore non dovete portarlo tutto da soli. Lo sappiamo nessun dolore e nessuna persona può togliere a un padre o una madre il dolore per la perdita di un figlio di una figlia. Nessuno può riempire questo vuoto che non possiamo stargli accanto. Possiamo piangere insieme. Possiamo pregare insieme. e facciamo almeno nostra un poco questa vostra immensa straziante sofferenza. Questo significa essere comunità”. 

E poi ancora: “Quello che è accaduto non possiamo liquidarlo semplicemente come il gesto di un folle. Certamente chi uccide si assume sempre una grande responsabilità. Ma noi tutti come società come adulti, come educatori, come genitori, come scuola, come pezzi di comunicazione di chiesa. Non possiamo far finta che intorno ai nostri ragazzi che poi diventano giovani e poi diventano uomini, non stiano circolando dei messaggi che mischiano tra loro amore e possesso, gioia e gelosia, passione, controllo, interesse, dipendenza e affetto e diventato un tutt’uno. A volte diciamo anche ‘ma sono ragazzi’ passerà’. E quando certi messaggi diventano mentalità possono indurre sofferenze devastanti”.  

Infine, ha concluso: ”Lorena, è difficile parlare di te al passato. Siamo ancora increduli. Tutte queste foto, queste immagini ci parlano di vita. Ti raffigurano viva in mezzo a noi. Quando una persona è giovane, quando ha ancora davanti a sé tanti progetti, tante possibilità, tanti giorni che davamo per scontati, la morte ci sembra ancora più assurda. Crediamo che la morte non è l’ultima parola, la nostra fede ci dice che tu Lorena non sei passata nel nulla, non sei scomparsa, non diventerai semplicemente un ricordo. Noi crediamo che la tua vita così tragicamente spezzata sulla terra è custodita da Dio. Crediamo che la morte non è la fine ma un passaggio, è l’ingresso nella vita eterna. Crediamo che colui che ha detto io sono la risurrezione e la vita oggi ti accoglie tra le sue braccia. E questa è una cosa straordinaria. La violenza può aver spezzato la tua vita terrena ma non può avere l’ultima parola sulla tua vita. L’ultima parola appartiene a Dio e la parola di Dio è vita”. 

“In questo momento il silenzio è il modo più giusto per esprimere cordoglio, affetto e vicinanza alla famiglia. Lorena è una ferita aperta che non si rimarginerà mai nei cuori della nostra comunità e di tutta Italia”, ha detto il sindaco di Squinzano, Mario Pede, parlando con i giornalisti davanti alla chiesa ‘Maria Regina’. La città, addobbata con nastri, lenzuoli e palloncini rossi, sta facendo sentire la sua vicinanza alla famiglia, il padre Franco Isceri, la mamma Antonietta Argentiero e il fratello Danilo. Oltre al lutto cittadino proclamato dal sindaco per la giornata di oggi, è stata prevista una fiaccolata per venerdì sera. Verranno anche illuminati di rosso due palazzi fino alla fine di settembre: Palazzo dell’Orologio e Palazzo Cleopazzo. “È stato un un momento in cui Squinzano – ha aggiunto Pede – si è vista unita nel dolore e lo testimoniano sia gli addobbi che i momenti di vicinanza organizzati in questi giorni per la famiglia e per Lorena e anche tantissimi volontari che io ringrazio non solo della Protezione civile, ma anche di associazioni e di semplici cittadini che si sono messi a disposizione anche per dare una mano in occasione del rito funebre, perché come potete immaginare per noi andare a gestire il flusso che si prevede non è semplice. Vedere che c’è tanta buona volontà e tanto affetto da parte di tantissimi nostri concittadini in qualche modo scalda il cuore in questo momento così drammatico”. 

”Negli ultimi giorni aveva paura. È stato tutto veloce, negli ultimi giorni di agosto, nell’ultimo mese, nelle ultime settimane. Non c’era prima un pericolo, che noi sappiamo. Se ci fosse stato questo pericolo, avremmo fatto tutto quello che avremmo potuto”. Così ai cronisti Francesca Pasimena, cugina di Lorena Isceri con cui era molto legata, giunta nella chiesa per l’ultimo saluto. 

”È successo tutto negli ultimi giorni – ha aggiunto – non stiamo parlando di una persona che ha subito per mesi e per anni violenze, questo ve lo garantisco perché mia cugina la conosco bene, è una persona che pretende rispetto e te lo dice, quindi non stiamo parlando di una persona che cova e si chiude. Ricordiamola bene Lorena, per quello che è, non diamo notizie che non la rispecchiano”. 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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