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Toscana approva legge social freezing con contributo, Giani: “Non più privilegio, ma possibilità accessibile a più donne”

Toscana approva legge social freezing con contributo fino a tremila euro per le donne di età tra 25 e 39 anni con Isee fino a 30 mila euro.

La proposta di legge Pd, primo firmatario Andrea Vannucci, presidente commissione sanità, è stata approvata dal Consiglio regionale della Toscana dalla maggioranza con 22 consiglieri a favore, vale a dire Pd, AVS, Casa Riformista e M5S.

Astenuta Stefania Saccardi, Italia Viva – Casa Riformista, presidente del Consiglio regionale della Toscana.

Non ha partecipato al voto Irene Galletti, Movimento 5 Stelle.

Dodici i consiglieri contrari, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Eugenio Giani, presidente Regione Toscana: “Eugenio Giani, presidente Regione Toscana: “In Toscana il social freezing non sarà più un privilegio, ma una possibilità accessibile a più donne. Orgoglioso del nostro campo largo”.

Vannucci in aula: “Il provvedimento interviene nell’attuazione della libera e volontaria scelta di ricorrere alla crioconservazione dei gameti, all’interno del quadro normativo vigente, a fronte di una persistente contrazione della natalità e della tendenza al rinvio di progetti genitoriali. La Toscana è stata tra le prime a introdurre già nel 2019 misure sul cosiddetto social freezing. Riteniamo ora opportuno introdurre specifici interventi di sostegno, destinati alle donne che intendono avvalersi del social freezing, che comporta, rispetto agli uomini, maggiori complessità e costi. Con la norma in approvazione, la Regione assegna risorse alle Asl per la concessione di contributi a donne, una sola volta e nel limite massimo di 3mila euro”.

Consiglieri regionali Pd: “La Toscana compie una scelta di equità, libertà e autonomia per le donne. Il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge promossa dal Gruppo PD sul social freezing, di cui è stato primo firmatario Andrea Vannucci, che introduce un contributo strutturale per coloro che vogliono accedere a questa tecnica.

Il social freezing consente di crioconservare gli ovociti in anticipo, in vista di una gravidanza futura. Una possibilità che esiste già, ma il cui accesso è fortemente condizionato da costi non alla portata di tutte.
La legge regionale istituisce un contributo di 3000 mila euro per le donne tra i 25 e i 39 anni, residenti in Toscana da almeno un anno e con ISEE fino a 30.000 euro, con priorità per chi si trova nelle condizioni economiche più fragili.
È una misura che amplia le possibilità di scelta delle donne offrendo strumenti concreti per costruire liberamente il proprio percorso di vita, individuale e familiare.
Vogliamo che nessuna donna debba rinunciare a questa possibilità soltanto perché non può permettersela.
Perché la libertà di decidere non può dipendere dal reddito”. 
Eugenio Giani, presidente Regione Toscana: “La proposta nasce proprio con l’obiettivo di tutelare chi, per condizioni personali, lavorative, economiche o sociali, non è nelle condizioni di affrontare la maternità nel periodo di maggiore fertilità biologica.
Parliamo di una scelta profondamente legata alla libertà. Perché dietro la decisione di diventare madre ci sono desideri e progetti, ma anche il lavoro, la casa, la stabilità economica e le condizioni concrete della vita.
La medicina oggi offre questa possibilità e in Toscana esistono già centri di procreazione medicalmente assistita che effettuano il congelamento degli ovociti. Vogliamo fare in modo che l’accesso non dipenda soltanto dalle possibilità economiche di ciascuna.
Garantire pari opportunità significa anche questo: fare in modo che una possibilità offerta dalla medicina non diventi un privilegio per poche.
La Toscana sceglie di aprire una strada nuova, mettendo al centro la libertà delle donne di costruire il proprio progetto di vita e, se lo desiderano, di maternità”.
L’aula di Palazzo del Pegaso si è espressa all’unanimità su un ordine del giorno, illustrato da Luca Minucci (FdI) che impegna il presidente e la giunta regionale a promuovere un programma regionale di informazione in materia di fertilità e salute riproduttiva, da attuarsi attraverso le aziende sanitarie locali nell’ambito delle attività dei consultori e delle azioni di educazione alla salute previste dalla programmazione regionale in materia di prevenzione. A definire con apposito atto deliberativo le modalità di attuazione del programma, assicurandone l’omogeneità sul territorio regionale ed a trasmettere annualmente al Consiglio regionale gli esiti del programma, con particolare riferimento ai livelli di adesione e alle attività realizzate.

Simone Bezzini, capogruppo Pd Consiglio regionale: “Dietro la decisione di diventare madri ci sono desideri e progetti personali, ma ci sono anche le condizioni materiali della vita: il lavoro, la stabilità economica, la casa, la possibilità di costruire il proprio futuro. Arrivare alla maternità in età sempre più avanzata e incontrare maggiori difficoltà nell’avere un figlio è infatti una realtà che riguarda sempre più donne.

Con questa legge diamo quindi uno strumento in più per pianificare il proprio percorso di maternità, preservare la propria fertilità e costruire con maggiore libertà il proprio progetto di vita.
È una scelta che assume ancora più significato di fronte a un inverno demografico che non possiamo limitarci a osservare come sta facendo il Governo delle destre che si riempie la bocca della parola famiglia, senza mettere in campo nessuna misura utile a sostegno della genitorialità. Nel 2024 il numero medio di figli per donna in Italia ha raggiunto il minimo storico di 1,18, mentre continua a crescere l’età in cui si diventa madri. Mettere a disposizione strumenti che consentano una programmazione più consapevole delle proprie scelte di vita significa anche provare a dare risposte nuove a una società che è profondamente cambiata.
In un Paese in cui si fanno sempre meno figli e si diventa genitori sempre più tardi, la Toscana sceglie così di aprire una strada, in coerenza con la Puglia e l’esperienza internazionale della Francia, intervenendo in un ambito nel quale manca ancora una risposta da parte del Governo.
Lo facciamo partendo da un principio nel quale crediamo profondamente: garantire pari opportunità significa fare in modo che una possibilità non diventi un privilegio riservato solo a chi può permettersela.
Da oggi, per molte donne toscane, questa possibilità diventa più concreta”.

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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