PISA – Il Comune di Pisa valuta l’introduzione di un sistema di controllo biologico per contrastare la proliferazione della zanzara tigre. Dopo i casi di malattie virali trasmesse dagli insetti (arbovirosi) registrati durante l’estate, che hanno reso necessarie disinfestazioni mirate, l’amministrazione ha riunito un tavolo tecnico-scientifico a Palazzo Gambacorti.
Al centro del confronto, svoltosi martedì 29 settembre, c’è l’ipotesi di sperimentare sul territorio la Incompatible Insect Technique, un metodo naturale basato sulla produzione e il rilascio di zanzare maschio per limitare la riproduzione della specie. L’incontro è servito a mettere in rete le professionalità necessarie per elaborare un progetto solido. Il piano di lavoro abbraccia molteplici aspetti: dallo studio dell’insetto come vettore di malattie alle ricadute sanitarie, fino alle fasi pratiche di produzione dei maschi, al monitoraggio entomologico e alla successiva valutazione dei risultati.
Il gruppo di lavoro, promosso dall’assessorato all’Ambiente, ha visto la partecipazione di esperti provenienti dai principali poli di ricerca e presidi sanitari. Tra i presenti figurano Mauro Pistello, professore dell’Università di Pisa e direttore di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, i medici Antonio Gallo e Serena Giorgi dell’Asl Toscana nord ovest, la ricercatrice Irene Del Lesto dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, e Maurizio Calvitti, dirigente di ricerca dell’Enea. Ai lavori hanno preso parte anche i dirigenti e i funzionari comunali del settore ambientale.
L’assessora all’ambiente Elena Del Rosso ha inquadrato i contorni dell’iniziativa, chiarendo che queste valutazioni si affiancano alle pratiche tradizionali: “Il Comune continua a investire negli interventi di controllo già in atto. Ora vogliamo capire, con il supporto di chi ha le competenze, se uno strumento in più può essere sperimentato a Pisa in modo rigoroso e misurabile, con un’area di confronto”. L’esponente della giunta ha inoltre invitato alla cautela sui tempi: “Non presentiamo una soluzione miracolosa e non anticiperemo date operative prima di aver completato l’iter autorizzativo”.
Attualmente gli esperti si concentreranno sulla fase preliminare di approfondimento tecnico. Qualora le procedure autorizzative andassero a buon fine, la sperimentazione sul campo potrebbe partire con la stagione 2027.
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