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Dieci milioni e nuove tutele per l’indotto: la Toscana blinda il lavoro con una legge anti-crisi

La Regione Toscana si dota di un nuovo strumento legislativo per affrontare e prevenire le crisi aziendali. Il provvedimento, inedito nel panorama nazionale, codifica il sistema di gestione delle vertenze e istituisce un fondo specifico finanziato con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro.

La proposta di legge è stata illustrata a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente della Regione Eugenio Giani, insieme agli assessori Alberto Lenzi (lavoro) e Leonardo Marras (attività produttive) e al consigliere speciale Valerio Fabiani. Il testo, già condiviso con le parti sociali, passa al vaglio della giunta per approdare successivamente in Consiglio regionale. L’obiettivo, come spiegato da Giani, è rendere il modello toscano “sempre più capace di operare sui diversi fronti della tutela del lavoro e del nostro sistema produttivo”.

La misura nasce per rispondere alle esigenze di un tessuto economico basato sulle piccole e medie imprese, spesso prive dei parametri dimensionali necessari per accedere ai tavoli di crisi nazionali. Un limite evidente in una fase di forte riposizionamento per comparti storici come la moda e l’automotive.

Il perno normativo è rappresentato dal nuovo Fondo regionale per le emergenze occupazionali, destinato a finanziare la ricollocazione dei dipendenti coinvolti nelle crisi. La legge amplia il raggio d’azione delle tutele, garantendo la presa in carico non solo del personale diretto, ma anche dei lavoratori stagionali, dei precari e degli addetti dell’indotto.

Sul fronte operativo, l’Agenzia regionale per il lavoro (Arti) avrà il compito di strutturare servizi mirati, sfruttando la leva della formazione per evitare gli esuberi e non disperdere le competenze collettive acquisite dai lavoratori. Il testo promuove anche il cosiddetto ‘workers buyout’, ovvero il salvataggio e la rigenerazione dell’impresa attraverso l’acquisto da parte degli stessi dipendenti, e rafforza le attività di ricerca di nuovi investitori per i siti produttivi dismessi.

Accanto alla gestione dell’emergenza conclamata, il piano punta sulla prevenzione per intervenire prima che le difficoltà finanziarie diventino irreversibili. In quest’ottica si inserisce il coordinamento tra Fiditoscana e Unioncamere, finalizzato a supportare le aziende negli accordi di ristrutturazione del debito e nel recupero della competitività, anche tramite l’accesso agli aiuti previsti dal bilancio regionale e dai fondi europei.

Il nuovo quadro normativo interverrà su una mappa di vertenze complessa, costantemente seguita dall’Unità di Crisi Lavoro. Dall’inizio dell’attuale legislatura, la Regione ha risolto positivamente 62 casi, tutelando 7.500 lavoratori. Attualmente rimangono attivi 20 tavoli di negoziato che coinvolgono 7.350 addetti, mentre altre 24 situazioni, per un totale di oltre 6.000 persone, sono sotto monitoraggio preventivo. Completano il quadro 7 vertenze in fase di transizione e 18 tavoli chiusi, per i quali è attivo l’impegno istituzionale alla ricollocazione di circa 700 lavoratori.

REDAZIONE

© Riproduzione riservata

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