Fondazione Adecco, in 25 anni ogni euro investito in inclusione lavorativa ne ha generati più di 4

(Adnkronos) – Accompagnare al lavoro una persona in condizione di svantaggio non cambia soltanto la sua vita: genera un valore che si misura anche nei conti pubblici. È quanto emerge dalla valutazione d’impatto sociale dei primi 25 anni di attività di Fondazione Adecco Ets, fondazione d’impresa privata e operativa nata nel 2001. La valutazione è stata realizzata con il supporto di Isnet e viene presentata oggi alla Camera dei deputati. Per ogni euro investito nei progetti che hanno visto coinvolta la Fondazione ne sono tornati 4,30 in impatto sociale: il valore generato è più che quadruplicato rispetto alle risorse impiegate. Infatti, a fronte di 12,8 milioni di euro investiti, le attività realizzate hanno prodotto un ritorno complessivo di 55,3 milioni di cui hanno beneficiato: la finanza pubblica, grazie al maggiore gettito da imposte dirette e indirette sui redditi da lavoro; lo stato sociale, per via del risparmio su assegni e indennità di assistenza e dell’aumento dei contributi previdenziali versati da lavoratori e datori di lavoro; la comunità, attraverso le ore di volontariato svolte dalle persone beneficiarie. In 25 anni la Fondazione ha sostenuto 11.359 persone in condizione di svantaggio, con 2.935 percorsi di educazione al lavoro e supporto all’inclusione lavorativa e 639 corsi di formazione professionale. Nel tempo è cambiato anche il volto della fragilità. Ai target storici, come le persone con disabilità e gli over 50, si sono affiancati i giovani a rischio di esclusione sociale, le donne che vivono in una situazione di svantaggio, le persone con un’esperienza migratoria e le persone detenute. Per le persone rifugiate, dal 2017 la Fondazione è implementing partner di Unhcr, l’Agenzia Onu per i Rifugiati.  

La collaborazione è finalizzata a promuovere l’occupabilità e l’autonomia di persone rifugiate e richiedenti asilo, agendo sui principali stakeholder coinvolti nei processi di inclusione lavorativa. In questo quadro, i percorsi di Capacity Building rivolti a enti del Terzo Settore, imprese e università favoriscono la creazione di un ecosistema integrato e multilivello capace di facilitare l’accesso al lavoro, valorizzare le competenze e rafforzare i processi di inclusione socioeconomica. Per le donne, il progetto D.O.T.S. punta sull’autonomia economica di coloro che sono sopravvissute alla violenza di genere, con il sostegno del fondo Women for Women istituito presso il Fondo Filantropico Italiano. R.I.T.A. finanziato nella sua ultima edizione da Fondazione De Agostini e Fondazione Azimut, rafforza invece l’occupabilità delle donne in condizioni di fragilità. Giunto alla quinta edizione, #Coloriamolinvisibile – Al lavoro per l’autismo porta avanti l’impegno di Fondazione Adecco rivolto all’inclusione lavorativa delle persone autistiche, con l’obiettivo di facilitarne l’ingresso nel mondo del lavoro. Il progetto lavora su due fronti: quello dell’empowerment delle persone autistiche e quello della promozione dei principi della DE&I in azienda. Promosso insieme a Fondazione Riva e giunto alla sua terza edizione, il progetto #RipartoDaMe si propone di sviluppare un modello di intervento innovativo finalizzato alla riduzione della recidiva attraverso il lavoro, valorizzando risorse personali, competenze e motivazioni delle persone detenute al di fuori del contesto penitenziario della Casa di Reclusione di Milano-Bollate. L’approccio adottato, caratterizzato da una gestione multidimensionale e multistakeholder, punta a diventare un modello di riferimento replicabile e scalabile in altri istituti penitenziari. 

Tra le iniziative più recenti, Fondazione Adecco ha lanciato, in aggiornamento al precedente documento del 2024, il ‘Vademecum per l’inclusione 2026 – Un percorso condiviso verso la DE&I’, uno strumento che nasce per aiutare le aziende e le organizzazioni a navigare il mondo normativo e fiscale della DE&I, supportandole nel promuovere un mercato del lavoro più equo e inclusivo. Progetti possibili grazie alla costante evoluzione del modello di intervento di Fondazione Adecco, con risorse economiche aumentate del 352,5% in poco più di 20 anni. In questo periodo, la Fondazione ha sviluppato 50 nuovi format di intervento, sensibilizzato 7.838 dipendenti di imprese e ha coinvolto 1.210 operatori e operatrici del Terzo Settore e degli enti pubblici in percorsi per rafforzare competenze e strumenti di accompagnamento di persone vulnerabili. La valutazione è presentata alla Camera in un evento in cui interverranno: Tiziana Nisini, vicepresidente Commissione Lavoro, Camera dei deputati; Tiziano Treu, Presidente Onorario di Fondazione Adecco e più volte Ministro della Repubblica; Maria Francesca Aceti, Ceo di Deltha Pharma, impresa partner della Fondazione. Con loro Severino Salvemini, Presidente, e Francesco Reale, segretario generale di Fondazione Adecco. “Dietro ogni numero di questa valutazione ci sono percorsi costruiti su misura, con partner diversi: ne sono un esempio le persone rifugiate che accompagniamo insieme a Unhcr e le donne che con D.O.T.S. e R.I.T.A. lavorano sulla propria autonomia e sulle proprie competenze – dichiara Severino Salvemini, presidente di Fondazione Adecco – Non avremmo potuto raggiungere da soli nessuno di questi risultati. Nel periodo 2021-2025 il 73,1% delle nostre risorse è provenuto da donazioni e liberalità di soggetti esterni al Gruppo Adecco: è la conferma che una fondazione d’impresa può diventare un ponte tra imprese, Terzo Settore e istituzioni, e che su questo modello si può continuare a crescere”. 

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