Rosa (Aibe) spinge sul risiko Ue: “L’Europa non lo ostacoli”

(Adnkronos) – “Il rafforzamento dei grandi gruppi bancari italiani è certamente un segnale positivo, che conferma la capacità del nostro sistema di esprimere operatori di primo piano nel panorama europeo”. Così Guido Rosa, presidente dell’Associazione italiana banche estere (Aibe) e membro esecutivo dell’Abi, commentando all’AdnKronos il matrimonio tra Unicredit e Commerzbank e Intesa Sanpaolo che avanza con sempre maggior forza, dopo l’assemblea di ieri del Monte, su Mps. “Eviterei però – spiega all’AdnKronos- di trasformare questo processo in una competizione tra sistemi bancari nazionali. La vera sfida oggi non è stabilire quale Paese abbia le banche più forti, ma fare in modo che l’Europa possa disporre di grandi gruppi bancari capaci di competere sui mercati globali”.  

“Le capitalizzazioni dei principali istituti italiani – afferma – hanno raggiunto livelli importanti, ma il confronto con i maggiori gruppi americani evidenzia ancora un divario significativo. E la dimensione conta: significa maggiore capacità di investimento, soprattutto nell’innovazione tecnologica, maggiore competitività internazionale e maggiori risorse per accompagnare la crescita delle imprese”. 

“Da questo punto di vista, le aggregazioni bancarie rappresentano un’opportunità importante, soprattutto quando consentono di superare i confini nazionali e di creare operatori realmente europei. Naturalmente devono rispondere a logiche industriali, generare valore e rispettare le regole della concorrenza. Quanto alle strategie dei singoli istituti, non credo spetti a noi indicare se e dove debbano espandersi. Ogni banca deve compiere le proprie scelte sulla base del modello di business e delle opportunità di mercato”. “Il punto politico – spiega – è un altro: l’Europa deve creare le condizioni affinché le banche possano crescere e competere su scala continentale, senza incontrare ostacoli legati a interessi e resistenze nazionali. Questo significa completare l’Unione bancaria, accelerare l’integrazione dei mercati finanziari e rimuovere le frammentazioni che ancora impediscono di sfruttare pienamente i vantaggi del mercato unico”. “Se vogliamo competere con gli Stati Uniti, dobbiamo superare la logica dei campioni nazionali e creare le condizioni per la nascita di veri campioni europei”, conclude.  

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