Pisa, due nuovi depositi per esplosivi nell’aeroporto militare: appalto da oltre 6 milioni e proteste in città

PISA – Due nuovi depositi per esplosivi e munizionamento all’interno dell’aeroporto militare di Pisa. È il progetto dell’Aeronautica Militare che nelle ultime ore ha aperto un nuovo fronte di confronto politico e istituzionale in città.

La procedura ufficiale, denominata D-009/2026, è stata pubblicata dal secondo Reparto Genio dell’Aeronautica Militare nel giugno scorso. La gara riguarda la realizzazione di strutture destinate allo stoccaggio di esplosivi e munizioni per le esigenze della forza armata.
L’appalto è stato aggiudicato il 28 ottobre 2026 a un raggruppamento temporaneo di imprese formato da Celi Energia e Costruzioni Spa e Giambalvo Giuseppe, con un impegno complessivo indicato negli atti superiore ai 6,1 milioni di euro.

Due strutture da 10 tonnellate ciascuna

Il progetto esecutivo prevede la costruzione di due riservette in cemento armato di tipo igloo, ciascuna di circa 120 metri quadrati.
Ogni deposito è dimensionato per contenere indicativamente fino a 10 tonnellate di esplosivo netto equivalente, per una capacità complessiva iniziale di 20 tonnellate.
Le strutture saranno realizzate con caratteristiche di sicurezza specifiche, pensate per resistere anche alle sollecitazioni provocate da eventuali esplosioni accidentali nelle strutture vicine.
Il progetto comprende inoltre bastionature protettive, un’area coperta per lo stoccaggio temporaneo del materiale, recinzioni e locali di servizio. La durata prevista dei lavori è di circa 750 giorni.

In futuro potrebbero diventare sei

Uno degli elementi che sta alimentando maggiormente il dibattito è la previsione di spazi predisposti per una possibile futura realizzazione di altre quattro riservette analoghe.
Se questa seconda fase venisse concretizzata, la capacità complessiva potrebbe arrivare indicativamente fino a 60 tonnellate di materiale esplosivo.
Al momento, però, l’appalto riguarda le prime due strutture.

Le proteste

Il progetto è stato contestato da Diritti in Comune e dal Movimento No Base, che chiedono lo stop dell’intervento e maggiori informazioni sulle condizioni di sicurezza.
Le richieste riguardano soprattutto la posizione esatta dei depositi, le tipologie di materiali che potranno essere stoccati, le distanze di sicurezza, le procedure previste in caso di emergenza e le eventuali interferenze con l’aeroporto civile e con i quartieri di San Giusto e San Marco.
Anche la Cub Pisa è intervenuta chiedendo chiarimenti a Comune e Regione e collegando l’opera al più ampio potenziamento delle infrastrutture militari presenti sul territorio pisano.
Per il 14 novembre è stata inoltre annunciata un’assemblea pubblica al Circolo Alberone per discutere il progetto con cittadini e residenti.

Il ruolo strategico dell’aeroporto militare

Lo scalo di Pisa ospita la 46esima Brigata Aerea ed è uno dei principali poli italiani per il trasporto aereo militare di personale, mezzi e materiali.
Il progetto dei nuovi depositi si inserisce quindi in un più ampio rafforzamento della capacità logistica dello scalo.
Ed è proprio questo passaggio che oggi apre il confronto politico: da una parte le esigenze operative della Difesa, dall’altra le richieste di trasparenza e sicurezza avanzate da associazioni e forze politiche locali.
L’appalto è ormai aggiudicato. Ora il confronto si sposta su tempi di realizzazione, condizioni di sicurezza e rapporto tra infrastrutture militari, aeroporto civile e quartieri cittadini.

REDAZIONE

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