“Le attrici scadono invecchiando?”, la domanda a Geppi Cucciari e gli stereotipi di genere

Invecchiare è un privilegio o una condanna? Spesso, dipende dal genere: le donne hanno un’aspettativa di vita più alta degli uomini, ma invecchiano peggio in termini di salute. Secondo Fidel Kinori, psicologa clinica e membro del comitato per la salute delle donne presso l’ospedale Vall d’Hebron di Barcellona, ​​le donne invecchiano peggio degli uomini soprattutto per i “determinanti fattori culturali e socioeconomici”.

Gli stessi fattori sono stati al centro del confronto tra Geppi Cucciari e un giornalista che, nel corso della conferenza stampa del film ‘Zustissia’, le ha chiesto: “Ma le attrici possono scadere invecchiando?”. Una scelta lessicale impropria per l’attrice e conduttrice radiotelevisiva, che ha replicato: “Invecchiare è un privilegio. Perché non l’hai fatta agli uomini questa domanda?”. “Perché purtroppo le donne soffrono ancora questo stereotipo”, ha risposto il giornalista. La motivazione non ha convinto Cucciari, che ha invertito la prospettiva: “Non sono le donne, sono gli uomini che parlano delle donne in questo senso”.

I “ruoli” di una donna e l’affondo di Cucciari

La conduttrice di “Splendida Cornice”, programma televisivo in onda su Rai 3, ha denunciato con un pizzico di ironia il modo in cui la donna viene vista dalla società: “Io spero di tenermi bene per ancora una ventina di anni e di poter interpretare altri ruoli: dalla madre alla zia, alla nonna”. Rivolgendosi al giornalista ha poi concluso: “Non è che mi lasci senza parole, ma le uniche parole che mi vengono in mente mi scoccerebbe dirtele e non posso farlo in un luogo come il cinema. Quindi a volte si può anche scegliere di tacere”.

Il confronto è avvenuto a tre mesi di distanza dall’analogo dibattito tra Francesca Fagnani e Gigi Marzullo. A luglio, durante la presentazione di “Mala”, il libro-inchiesta sulla criminalità romana scritto dalla conduttrice di Belve, Marzullo ha chiesto alla giornalista: “Non hai fatto un figlio per scelta o per motivi medici?”. “Non sei pungente, fai una domanda che nel 2026 non è giusto porre”, ha replicato Fagnani. Secondo la giornalista romana “la maternità si esplica in mille modi diversi: con gli amici, con la famiglia, con la protezione, con i cani”. Una spettatrice presente all’evento che si è tenuto a Minori, in provincia di Salerno, ha chiesto retoricamente a Gigi Marzullo se lui avesse avuto figli: “No, neanche io sono diventato padre”, ha precisato il giornalista.

Gli stereotipi di genere nella società

Ma a che punto sono gli stereotipi di genere nella nostra società?

L’indagine L.U.I. (Lavoro, Uomini, Inclusione) 2025 promossa da Fondazione Libellula, con la partnership scientifica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, rivela che quasi un uomo su tre (29,5%) crede che la parità di genere sia già stata raggiunta, un dato in aumento rispetto al 21% del 2023. Allarmante è il calo di sensibilità tra i più giovani: il coinvolgimento nel contrasto alla violenza di genere, che si attesta al 77% nella popolazione maschile generale, crolla al 53,8% tra gli uomini della Generazione Z. L’indagine ha raccolto oltre 6.000 risposte, di cui 2.137 da uomini lavoratori in Italia, con l’obiettivo di accendere i riflettori sul punto di vista maschile in merito a parità, genitorialità, molestie e discriminazioni nel contesto professionale. Ne emerso un intreccio di “dati incoraggianti” e “segnali di resistenza”: il 90,5% degli uomini ritiene che una maggiore equità sia un vantaggio per tutte le persone, indicando un potenziale per una conquista collettiva. Nonostante questa apertura, solo il 34,6% dei padri ha usufruito per intero del congedo parentale.

Sul punto si è espressa recentemente la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugnenia Roccella in un’intervista a ‘La Stampa’, contraria all’ipotesi di rendere obbligatori i congedi parentali paritari: “Non amo gli obblighi, specie quelli che entrano nelle relazioni”, ha detto. “Dobbiamo far sì che la genitorialità non svantaggi né le aziende né le famiglie. Se resta uno svantaggio, suddividerlo non risolve il problema, semmai lo moltiplica”. Secondo la ministra, “il lavoro va cambiato adattandolo ai corpi delle donne, che sono generativi”.

Per approfondire: Congedi parentali paritari, Roccella contraria all’obbligo: “Il lavoro va cambiato adattandolo ai corpi delle donne”

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