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Michelle Hunziker: “Non si fanno più figli perché c’è troppo pessimismo e poca follia”

Quando si parla di denatalità, emergono sempre due correnti di pensiero: chi mette al primo posto le cause economiche e chi quelle culturali. Sul tema è intervenuta anche Michelle Hunziker che ha un’idea molto chiara: “Le persone sono spaventate perché c’è troppo pessimismo e poca follia, nel senso che per fare figli bisogna essere un po’ folli: i figli costano, sono un impegno importante e le famiglie fanno fatica”.

La showgirl svizzera ha spiegato il suo punto di vista nell’ultimo episodio del podcast “The Italian Dream”, condotto da Alec Ross ed Elena Alberti.

Il difficile rapporto tra maternità e lavoro

Per Michelle Hunziker la matrice ‘psicologica’ non esclude quella materiale: “Una donna è in età fertile quando sta finendo l’università e per riuscire a trovare una collocazione deve rinunciare a qualcosa… purtroppo anche se parliamo tanto di longevity – osserva la conduttrice televisiva – l’orologio biologico della fertilità è inesorabile e a 40 anni diventa più difficile fare bambini”.

Come ricordato dal ginecologo Francesco Gebbia, ginecologo specialista in medicina della riproduzione Ivi Roma, e già sottolineato su queste pagine, “in media una donna di 30 anni ha il 69% di probabilità di restare incinta. Per ogni anno di posticipazione della maternità, le possibilità di restare incinta si riducono del 5%”.

Il welfare aziendale

La showgirl svizzera fa quindi il paragone con i Paesi nordici, dove il welfare aziendale è più strutturato: “Se in Italia le aziende, che comunque sono in difficoltà per tanti motivi, avessero la possibilità, come nel Nord Europa, dimettere gli asili e gli asili nido, già una mamma che lavora potrebbe sentirsi molto più serena”.

“A livello pratico – continua Hunziker – tu fai un bambino e se sai che te lo puoi portare in azienda, tu lavori e te lo gestisce qualcun altro all’interno di un asilo nido fatto apposta. Ci sono tante cose su cui lavorare, però il fatto di aver paura di perdere il lavoro, essere declassate, per noi donne è un fattore molto importante”.

Michelle Hunziker ricorda anche la scelta individuale delle neomamme che dicono: “Io però amo il mio lavoro, magari torno prima (dalla maternità, ndr)’”.

Sulla questione è tornata recentemente la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Maria Roccella che, ospite dell’evento Adnkronos Q&A “La demografia cambia la società” del 18 giugno, ha ribadito la sua prospettiva: la denatalità nasce soprattutto da una “ostilità culturale verso la famiglia”.

Popolazione

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

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