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Usa, inflazione al 3,4%: tengono i prezzi, nessun taglio dei tassi in vista

(Adnkronos) – I dati dell’inflazione statunitense sono stati in linea con le attese degli analisti. Una crescita del 3,4% data principalmente dal prezzo del petrolio che è tornato a salire come riflesso delle tensioni geopolitiche persistenti nello Stretto di Hormuz, ma la Fed non taglierà i tassi. “Il gas ha fatto +16, il petrolio +8. Con Hormuz bloccato, il numero delle navi circolanti è tornato vicino ai minimi da quando è iniziato il conflitto. Ci si attendevano dei riflessi sui prezzi al consumo, ma l’inflazione in linea con le aspettative, ci fa capire come la situazione sia sotto controllo. Visti i dati, la Federal Reserve non agirà, non toccherà i tassi” dice all’Adnkronos Fabrizio Barini di Integrae Sim. A tenere sotto controllo il carovita nell’ultimo mese è stato soprattutto il comparto energetico. L’indice generale dell’energia ha registrato un calo mensile del 1,5%, trainato da un ribasso del 2,9% dei prezzi della benzina al distributore (gli analisti lo davano tra il 2% e il 3%). Una boccata d’ossigeno che ha permesso di compensare la costante pressione della componente abitativa , cresciuta dello 0,1% nel mese e responsabile da sola di circa due terzi dell’aumento complessivo del paniere.  

La disoccupazione resta ai minimi storici, anche se gli ultimi dati riguardanti il mercato del lavoro avevano mostrato un aumento nel numero di disoccupati. Ancora più rassicurante per gli economisti è l’andamento dell’inflazione di fondo (Core Cpi), ossia l’indice depurato dalle componenti più volatili come alimentari freschi ed energia, che è scesa al 2,5%, toccando i livelli più bassi degli ultimi anni e riavvicinandosi al target del 2%, obiettivo dalla banca centrale americana.  

I riflettori restano puntati sul Medioriente. Un blocco totale di Hormuz e l’allargarsi del conflitto in Medio oriente, potrebbero far schizzare alle stelle l’inflazione, in un momento in cui gli Stati Uniti sono sotto pressione. Una debolezza smentita oggi dal presidente Donald Trump con un post sul social Truth, dove ha ribadito come gli Usa abbiano “il controllo totale” dello Stretto. “Il nostro blocco navale – aggiunge il tycoon – viene definito da tutti “un muro d’acciaio” e l’Iran non può farci nulla”. Trump ha definito la leadership iraniana come “incerta” e “al verde”, ribadendo come la situazione stia peggiorando. Il report di luglio è un tassello fondamentale per le future politiche della Federal Reserve guidata da Kevin Warsh. I dati in linea con le aspettative allontanano lo spettro di potenziali strette monetarie e fanno sperare per l’avvio di un primo taglio dei tassi di interesse nel corso dell’autunno. (di Marco Cherubini) 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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