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Passo carrabile e marciapiede: dove finisce il diritto di accesso e dove inizia lo spazio pubblico

(Adnkronos) – Quando si parcheggia l’auto in prossimità di un passo carrabile, il dubbio è quasi inevitabile: l’ho lasciata nel punto giusto oppure rischio una multa, se non addirittura la rimozione con il carro attrezzi? 

Qualsiasi Comune realizza o modifica un marciapiede, lo interrompe o lo ribassa in prossimità di un ingresso, e da quel momento nasce il dubbio. È possibile parcheggiare davanti a quel punto? L’interruzione del marciapiede equivale automaticamente a un passo carrabile? E fino a dove deve arrivare il marciapiede quando incontra un accesso veicolare? 

La risposta parte da una distinzione essenziale, non ogni interruzione del marciapiede è un passo carrabile.  

Il passo carrabile, nel Codice della Strada, è l’accesso da una strada pubblica o aperta al pubblico verso un’area laterale idonea allo stazionamento o alla circolazione dei veicoli. Deve quindi servire realmente al passaggio di auto, moto o altri veicoli verso un cortile o ad un box. 

Se invece l’ingresso è solo pedonale, la presenza di un marciapiede ribassato, interrotto o raccordato alla carreggiata non basta, da sola, a trasformare quel punto in un passo carrabile. Il marciapiede in questione puo’ essere cosi’ costruito magari per una semplice scelta tecnica del Comune per risolvere un dislivello, per garantire l’accessibilità o per evitare barriere architettoniche. 

In presenza di un vero passo carrabile, il marciapiede non dovrebbe “sparire” come spazio pedonale, ma raccordarsi all’accesso veicolare. In altre parole, il percorso dei pedoni deve rimanere riconoscibile, sicuro e fruibile, mentre il bordo del marciapiede può essere abbassato o sagomato solo nella parte necessaria a consentire l’entrata e l’uscita dei veicoli. 

Il marciapiede a livello tecnico deve quindi garantire continuità al transito pedonale, anche quando attraversa un accesso carrabile.  

La parte ribassata deve corrispondere allo spazio effettivamente necessario all’accesso dei veicoli. Non è corretto estendere l’interruzione del marciapiede oltre il varco carrabile, perché quello spazio rimane assolutamente pubblico e conserva una funzione prettamente pedonale.  

Il divieto di sosta davanti a un passo carrabile presuppone un accesso regolare e un’apposita autorizzazione. Il segnale deve pero’ riportare l’ente proprietario della strada che ha rilasciato l’autorizzazione, oltre al numero identificativo e all’anno del rilascio. La mancanza di questi elementi può incidere sull’efficacia del divieto. Senza autorizzazione, un privato non può trasformare un ingresso in un divieto di sosta semplicemente apponendo un avviso, un cartello generico o un biglietto sui parabrezza. 

Per capire se davanti a un varco si possa parcheggiare, non basta osservare quindi solo la forma del marciapiede. Occorre verificare tre elementi importanti:  

• se l’ingresso è realmente carrabile 

• se esiste un’autorizzazione di passo carrabile 

• se è presente una segnaletica conforme.  

Se invece l’ingresso serve solo al passaggio delle persone e il marciapiede è stato ribassato per ragioni tecniche, ma non esiste un passo carrabile autorizzato, quello spazio può essere considerato utile per poter parcheggiare. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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