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Commercio agentico e IA, lo studio Ipsos Doxa

(Adnkronos) – Secondo i dati pubblicati all’interno dell’indagine The Agentic Pulse, condotta da Ipsos Doxa per conto di PayPal, l’evoluzione verso il cosiddetto commercio agentico, ovvero lo scenario in cui gli acquisti vengono delegati o assistiti da assistenti virtuali intelligenti, trova un forte traino nella stabilità delle infrastrutture di pagamento e nella protezione dei flussi di informazione. Lo studio, basato sulle risposte di un campione composto da 500 professionisti italiani con ruoli direzionali e decisionali, rivela che l’84% degli intervistati possiede già una familiarità strutturale con questo fenomeno e il 75% lo considera un cambiamento significativo per le dinamiche future dei mercati digitali. 

Sotto il profilo dell’implementazione pratica, il 54% delle aziende italiane ha già avviato iniziative formali legate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale lungo il percorso d’acquisto. Questa quota si ripartisce tra un 24% di imprese che ha completato l’integrazione nei propri processi operativi regolari e un 30% che sta conducendo specifici progetti pilota, mentre il 22% si trova in una fase preliminare di analisi dei possibili casi d’uso. L’adozione della tecnologia procede tuttavia con scostamenti rilevanti in base alle dimensioni aziendali: a fronte della rapidità d’azione delle grandi organizzazioni, il comparto delle piccole e medie imprese mostra un atteggiamento più conservativo, con il 43% delle PMI che dichiara di non aver ancora attivato alcuna misura d’integrazione, evidenziando una dipendenza strategica dalla disponibilità di soluzioni standardizzate e di partner tecnologici intermedi. 

Nonostante la diffusione dei progetti pilota, lo sviluppo commerciale riscontra un freno significativo nei fattori legati alla sicurezza e all’affidabilità dei sistemi algoritmici. Solo il 24% del campione esprime infatti una piena fiducia nella capacità degli assistenti virtuali di rappresentare correttamente l’identità del brand e le specifiche dei prodotti, mentre il 44% manifesta una fiducia moderata e il 18% dichiara di non fidarsi affatto. Le principali barriere all’adozione indicate dai decision maker si concentrano sui rischi connessi alla sicurezza dei dati personali e aziendali, segnalata dal 38% dei rispondenti, sulla vulnerabilità alle frodi informatiche, indicata dal 37%, e sull’entità dei costi di implementazione strutturale, che frena il 30% delle realtà monitorate. 

 

Vanina Acqualagna, Country Manager di PayPal Italia

 

 

 

 

La centralità della protezione informatica e delle transazioni finanziarie emerge come l’elemento determinante per abilitare la transizione verso i nuovi modelli operativi. Vanina Acqualagna, Country Manager di PayPal Italia, ha esaminato lo scenario attuale: “L’AI sta trasformando il commercio digitale, ma la vera sfida oggi è rendere questa evoluzione affidabile e semplice da adottare per aziende e consumatori. La ricerca evidenzia chiaramente che fiducia, sicurezza dei dati e protezione dalle frodi restano i principali fattori che influenzano l’adozione del commercio agentico. Per questo crediamo che le infrastrutture di pagamento avranno un ruolo sempre più strategico nell’abilitare esperienze di acquisto sicure, senza frizioni e integrate in un customer journey guidato dall’intelligenza artificiale”. Sul piano delle aspettative economiche, i benefici attesi includono l’intercettazione di nuovi segmenti di clientela per il 52% degli intervistati, l’incremento diretto delle vendite per il 46% e la personalizzazione dei servizi per il 44%, a fronte di un 54% di professionisti convinto che il mancato adeguamento tecnologico comporterà una perdita di competitività a vantaggio dei concorrenti. 

Le tempistiche stimate per l’impatto di questa trasformazione indicano una scadenza ravvicinata: il 59% delle imprese prevede effetti concreti sulle dinamiche di mercato entro i prossimi dodici mesi, mentre il 70% si attende una mutazione strutturale nel comportamento d’acquisto dei consumatori entro il 2027. Questo orizzonte temporale impone l’adozione del modello definito “agent-ready”, basato sulla reperibilità dei cataloghi da parte dei software di scansione automatica, sull’accuratezza dei listini e sulla solidità dei layer di transazione. Attualmente, tuttavia, il livello di preparazione del sistema industriale italiano appare limitato. Solo l’8% delle aziende si dichiara pronta a gestire il commercio assistito dall’intelligenza artificiale e appena il 13% attesta la piena idoneità delle proprie infrastrutture di pagamento a elaborare transazioni eseguite direttamente da agenti virtuali autonomi, delineando la necessità immediata di investimenti mirati all’ammodernamento dei sistemi informatici. 

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