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Saros, recensione dell’esclusiva per PS5

(Adnkronos) – Dopo i successi di Resogun e la complessa eredità di Returnal, Housemarque consolida la propria posizione tra i PlayStation Studios con Saros, un progetto che sembra aver fatto tesoro delle critiche del passato per raffinare l’esperienza dei bullet-hell in terza persona. Sebbene il genere sia noto per un livello di sfida spesso proibitivo, questa nuova produzione riesce a mitigare la frustrazione tipica dei roguelite attraverso un sistema di progressione più generoso. A differenza del predecessore, il fallimento non comporta la perdita totale dei risultati ottenuti: i punti esperienza e le risorse accumulate permettono di sbloccare potenziamenti permanenti, garantendo una sensazione di crescita costante che incentiva il giocatore a tornare immediatamente in azione. 

Il cuore dell’esperienza risiede in un sistema di combattimento ad alta intensità che sfrutta in modo estensivo le potenzialità tecnologiche del controller DualSense. L’integrazione dei trigger adattivi permette di gestire diverse modalità di fuoco con un unico tasto, distinguendo tra attacchi standard, secondari e speciali in base alla pressione esercitata su L2. Questa scelta di design elimina la necessità di navigare tra menu o ruote delle armi, mantenendo il ritmo degli scontri frenetico e fluido. La varietà dell’arsenale, che spazia da fucili d’assalto a cannoni portatili, impone una gestione tattica delle minacce, specialmente durante i brutali scontri con i boss che richiamano per rigore e soddisfazione le dinamiche tipiche delle produzioni FromSoftware. 

Dal punto di vista estetico e narrativo, Saros si presenta come un omaggio alla fantascienza d’autore, grazie al suo direttore artistico Simone Silvestri. L’ambientazione del pianeta Carcosa alterna scenari che evocano la maestosità cromatica di Leyndell alla decadenza industriale dei lavori di Ridley Scott. La figura della corporazione Soltari e l’intelligenza artificiale che guida la missione richiamano esplicitamente le atmosfere di Alien, delineando un contesto di mistero e corruzione aziendale. La performance di Rahul Kohli nel ruolo del protagonista Arjun Devraj conferisce profondità a una trama volutamente criptica, dove il ciclo di morti e rinascite si intreccia con i fenomeni astronomici di un mondo in costante mutamento. 

L’opera di Housemarque si inserisce in un 2026 già particolarmente ricco per l’industria videoludica, posizionandosi come un titolo tecnicamente impeccabile e narrativamente stimolante. La capacità di bilanciare la difficoltà punitiva con una struttura che premia la perseveranza rende Saros un prodotto accessibile anche a chi solitamente evita i titoli ad alta tensione. Con una direzione artistica di alto livello e un loop di gioco rifinito, il titolo non solo rappresenta una conferma per lo studio finlandese, ma stabilisce un nuovo standard per le produzioni AAA dedicate alla piattaforma Sony, rendendo l’esplorazione di Carcosa un’esperienza difficile da abbandonare. 

Fomato: PS5 Editore: Sony Interactive Entertainment Sviluppatore: Housemarque Voto: 9 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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