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Silent Hill: Townfall punta su prima persona e stealth

(Adnkronos) – Con Silent Hill: Townfall la serie horror cambia prospettiva: per la prima volta il gioco è interamente in prima persona. La scelta, di solito divisiva, si rivela già dalle prime ore di gioco ben implementata, con un livello di immersione che si avverte in ogni azione, dalla ricerca di oggetti nei mobili alla fuga dalle creature. Il giocatore veste inizialmente i panni di Simon, ma con l’avanzare della campagna potrà controllare anche altri personaggi, in una narrazione che procede per colpi di scena. 

L’impianto visivo è uno dei punti di forza. Le scene spesso cruente, che in qualche caso risultano superflue, sono attraversate da un simbolismo legato alle cure mediche, tema ricorrente lungo tutta l’avventura e destinato ad alimentare interpretazioni e analisi dei dettagli. Il senso di mistero, sostenuto da ambientazioni disturbanti, accompagna il giocatore fino alle battute finali. 

Il combattimento è semplice ma brutale: si para e si colpisce i nemici quando lasciano un varco, con armi improvvisate come le assi di legno, che si consumano e vanno sostituite. Le prime fasi risultano impegnative, finché non si prende confidenza con il sistema. Un ruolo centrale spetta a un televisore portatile, che permette di individuare i mostri e di ottenere indizi sulle azioni da compiere, aumentando la tensione prima di ogni scontro. 

La maggior parte del tempo è dedicata all’esplorazione delle strade di St. Amelia e alla risoluzione di enigmi, di difficoltà molto variabile. Se la maggior parte è gratificante, alcuni risultano frustranti e possono essere superati solo per caso, tanto che un sistema di suggerimenti più efficace sarebbe stato auspicabile. La mappa è invece intuitiva, con i punti di interesse cerchiati o barrati, ma non evita del tutto il rischio di girare a vuoto, soprattutto quando sfugge un’indicazione minima. 

Il secondo elemento più apprezzato è la componente stealth. Le sequenze in cui bisogna eludere i mostri, distrarli con i rumori e rifugiarsi dietro una porta chiusa a chiave sono tra le più intense dell’intera campagna. Il difetto principale sono i checkpoint, talvolta troppo distanti tra loro, che rendono penoso ripetere i tratti più lunghi dopo essere stati scoperti. Nel complesso, Silent Hill: Townfall si presenta come un horror di grande qualità, con una presentazione cinematografica e alcune tra le sequenze di furtività più tese del genere. 

Formato: PC (versione testata), PS5 Editore: Konami, Annapurna Interactive Sviluppatore: Screen Burn Interactive Voto: 8 

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