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Incidenti, l’appello della Polstrada ai giovani: “Strada non è videogame, non bevete e andate piano”

(Adnkronos) – ”Raccomandiamo sempre a tutti i ragazzi, di fare mente locale sul fatto che la strada non è un videogame dove persa una vita se ne può inserire un’altra e ripartire da capo senza che succeda nulla e di non pensare che le cose brutte possano capitare sempre solo agli altri, in una sorta di ‘sindrome dell’immortalità’, che a volte i ragazzi hanno, pensando che l’evento negativo sia sempre lontano”. A lanciare l’appello, attraverso l’Adnkronos, dopo i numerosi incidenti che si sono verificati negli ultimi giorni di cui sono stati vittime i giovani è Vincenzo Orgini, commissario capo della Polizia del Servizio di polizia stradale. ”Ai giovani chiediamo di guidare senza aver bevuto, allacciare le cinture di sicurezza e non correre – precisa – Sembrano raccomandazioni un po’ ripetitive e banali, ma purtroppo l’eccesso di velocità, la distrazione, l’alcol sono le principali cause di incidente e ricordiamo che tra i 14 e 25 anni la prima causa di mortalità è proprio l’incidente stradale. I giovani non devono pensare di diventare, una volta presa la patente, automaticamente dei provetti piloti ma devono muoversi sempre con calma: soprattutto di notte alle 3 o alle 4 di mattina, dopo una settimana magari stancante per lo studio o per altro se si è bevuto, è difficile essere reattivi”.  

Il commissario capo poi consiglia ai giovani una ”pratica, ormai diventata consuetudine in tutti i paesi europei e in tutto il mondo, in cui c’è un conducente designato”. ”Tra i quattro o i cinque ragazzi in macchina – spiega Orgini – se ne sceglie uno che quella sera di regola non fa uso di sostanze stupefacenti e non beve e riporta tutti quanti a casa sani e salvi: in modo che dopo la festa di oggi ce ne sia un’altra domani e si passi tutta l’estate in allegria. Quando questo non è possibile, si pensa a un taxi o a una navetta con conducente. Bisogna muoversi sempre in sicurezza e non è certo il costo del taxi che manda fuori budget se lo si prende in condivisione. E’ necessario che i ragazzi pensino che un momento di sbadataggine non deve costare la vita di nessuno”.  

”I giovani – ricorda – devono anche pensare che oltre al danno che recano a sé stessi e agli amici, come nei tristi casi di questi giorni, ci sono famiglie distrutte, con genitori distrutti, sorelle, fratelli o sorelle distrutti”. ”Noi con facciamo diverse campagne di comunicazione – spiega – ‘Icaro’ è la più famosa e viene fatta in tutte le scuole, soprattutto le secondarie superiori. In una maniera empatica, comunicativa, non con la classica lezione frontale, ma con con degli attivatori emozionali come video o testimonianze di ragazze vittime di incidenti o genitori che hanno perso i figli, cerchiamo di far capire quanto sia importante, anche dopo una festa, nei momenti di divertimento, essere presenti sul momento attuale e guidare in sicurezza. Ora con il mese di giugno abbiamo attivato una campagna estiva che si chiama ‘E…state con noi’, un gioco di parole per dire state con noi. Si tratta di una campagna itinerante articolata nelle principali località turistiche. Di giorno c’è il nostro personale con il pullman azzurro che ha un’aula multimediale con un simulatore di guida e personale formato che fa comunicazione e ricorda le regole di condotta. Nella stessa località, ma dove c’è la movida, sera e notte, facciamo i controlli su alcol e droga. Quindi prevenzione e contrasto. Ogni fine settimana siamo in una località diversa”. (di Giorgia Sodaro) 

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