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Malagò e il caso del mancato tesseramento: “Non ho assolutamente paura di decadere dalla Figc”

(Adnkronos) –
“Il mancato tesseramento? Mi sembra che l’argomento sia stato sviscerato, come tutte le cose più o meno di interesse. È chiaro che c’è anche confusione, tutti quanti magari si sentono costantemente di esprimere opinioni. Io sono assolutamente sereno, non c’è dubbio. Poi, come dicevo, io sono un signore, abituato da molti anni, onestamente, ad avere qualcuno che vuole in qualche modo sovvertire quelle che sono le dinamiche di consenso popolare, perché qui ricordo sempre che quando ci sono elezioni c’è un discorso democratico, in cui la gente vuole che li rappresenti soprattutto dopo un periodo così complicato, dopo la mancata qualificazione”. Lo ha detto il presidente della Figc, Giovanni Malagò, alla prima puntata della nuova stagione de ‘La Politica nel Pallone’, su Rai Gr Parlamento, a proposito del caso del suo mancato tesseramento in Federcalcio per il quale la procura generale dello Sport presso il Coni ha respinto la richiesta di archiviazione della procura Federcalcio, chiedendo ulteriori chiarimenti.  

“Questa non è stata una novità. Prima c’è stato già un chiaro, direi anche pubblico, tentativo di individuare se c’era il percorso per evitare di andare alle elezioni con il commissariamento. Non è riuscito. Poi c’è stato il discorso che ha riguardato i soliti ostacoli che conosco a memoria nella campagna elettorale. Poi c’è stato questo meraviglioso tema del pantouflage. E adesso c’è questa nuova puntata. Le dinamiche di tutto questo hanno una precisa logica. Sono molto sereno. E non potrebbe che essere così, ma basta anche vedere la storia, recente e meno recente, delle elezioni della Federcalcio. Se ho paura di decadere da presidente della Federcalcio? Assolutamente no”, ha detto chiaramente Malagò.  

Il numero uno della Figc è poi tornato anche sul caso Bianchedi. “La Giunta Coni di domani con il nodo Bianchedi da sciogliere? Personalmente non mi aspetto nulla. Mi sembra che si sono parlati il presidente del Coni con Diana ed hanno individuato questa formula per levare qualsiasi dubbio, scrivendo all’Anac, per un eventuale contratto che Diana avrebbe dovuto firmare. Mi dicono, ma non ritengo che questa sia la strada giusta. Non ho motivo di aggiungere qualcosa da parte mia. Non sono un giurista, ma non riesco proprio a capire dove ci può essere il problema appunto che possa riguardare questo lavoro, perché è un dato di fatto che ci sono moltissime rappresentazioni e persone che hanno dei ruoli ben più coinvolgenti in termini di sistema, di rappresentanza sportiva, a 360 gradi, per cui sarebbe veramente stupefacente se ci fosse qualcosa di diverso”, ha spiegato Malagò in merito al nodo della vicepresidente vicaria del Coni Diana Bianchedi e del suo incarico di capodelegazione della nazionale azzurra. 

Il presidente federale ha parlato anche di Nazionale. “Cosa mi aspetto dalla nuova Italia di Mancini? C’è grandissima aspettativa ma bisogna anche dire che noi non giochiamo una gara a eliminazione diretta di un Mondiale da quando abbiamo giocato la finale vinta nel 2006 contro la Francia. L’Italia non deve limitarsi al compitino della qualificazione. Bisogna anche guardare avanti e fare bene, per fare questo va costruito un percorso con i giovani”, il messaggio chiaro del presidente della Federcalcio. “Tra quattro anni chi ha oggi 15-16 anni potrebbe essere protagonista, ma sicuramente lo sarà chi oggi ne ha 18-20. Ci sono diversi giovani che il ct Mancini sta monitorando con il direttore tecnico Claudio Ranieri. Romano? Ha scelto l’Italia grazie al lavoro all’autorevolezza di Claudio Ranieri e al prestigio di Roberto Mancini ma non è il solo, ci sono diversi ragazzi che hanno facoltà di scegliere se partecipare con la maglia del padre o della madre. Stiamo lavorando tanto su questo”, ha aggiunto Malagò che poi a chi gli chiede l’obiettivo minimo del nuovo corso azzurro, spiega che “bisogna creare una bella squadra e riportare fiducia nelle persone dopo quello che è successo. So benissimo che siamo legati a mille variabili, ma noi non dobbiamo metterci nelle condizioni che un episodio singolo possa determinare un nuovo caso amaro”. 

Il 25 settembre l’Italia scenderà in campo contro il Belgio in Nations League: “Vogliamo fare una bella figura e offrire una bella immagine della squadra, creando i presupposti per riportare fiducia nelle persone rimaste deluse”, ha aggiunto per poi ricordare, che in caso di mancata qualificazione al Mondiale, sarebbe pronto a dimettersi. “Si può essere il miglior presidente federale, facendo le cose migliori, ma c’è una regola non scritta, non so neanche se sia giusta: se uno fallisce l’obiettivo minimo, ovvero della partecipazione al Mondiale, è giusto che si rispetti quello che i miei colleghi prima di me hanno fatto”, ha concluso Malagò. 

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