Totti: “Il 28 maggio è stato come morire, un addio forzato. Tornare alla Roma? Le cose si fanno insieme”

(Adnkronos) –
“Il 28 maggio è stato come morire, sotto certi punti di vista. Un addio forzato, che non volevo. È stato doloroso, ma fa parte del calcio: quando servi, servi; quando non servi, non lo sei più”. Lo ha detto Francesco Totti durante la presentazione del suo libro ‘Oltre’ al Teatro Brancaccio a Roma, davanti a oltre 1600 persone. “Ho accettato a malincuore la decisione di quella dirigenza. Avevo paura di voltare pagina, non sapevo cosa avrei trovato. Mi sono sentito perso. Di cosa ho paura? Della morte. Spero di continuare con la voglia e la passione che ho dentro”, ha aggiunto l’ex capitano giallorosso. “In questi 50 anni ho dato e ricevuto tanto amore: dalla famiglia, dai figli, dal popolo. È stato un dare e avere semplice, trasparente. Ho fatto il lavoro che ho sempre voluto: questo per me è amore vero”. 

“L’altra sera lo spettacolo più bello è stato lo stadio. Vedere così tanto entusiasmo in questa città è stato qualcosa di emozionante”, ha detto il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini in video collegamento alla presentazione del nuovo libro di Francesco Totti. “Mi dispiace non essere li direttamente ma volevo partecipare”, ha aggiunto Gasperini. Poi il riferimento alla cena del 2 marzo 2026, raccontata da Totti nel libro, durante la quale l’allenatore gli avrebbe detto di stare tranquillo in un momento delicato per la squadra: “Tranquillo, andiamo in Champions”, il ricordo dello stesso Totti Infine il tecnico giallorosso ha dato appuntamento all’ex capitano: “La cena la rifacciamo” e “ci vediamo domani sera”, con la Roma impegnata all’Olimpico in Champions con lo Slovan Bratislava. “Se trovo i biglietti vengo…”, le parole sempre ironiche di Totti.
 

“Ingresso nella Roma? Ho altre idee di vita e di lavoro. O le cose si fanno insieme o non si fanno. Se dall’altra parte non c’è il mio stesso pensiero non ha senso andare oltre. Però sono contento che la Roma vada il più lontano possibile, io sto dietro le quinte, ma per la Roma ci sarò sempre”, ha proseguito poi l’ex capitano giallorosso. “Gasperini? L’ho conosciuto sempre da avversario. Poi abbiamo cenato insieme e mi ha trasmesso l’amore che provava per questa città e per questa Roma. Mi è entrato dentro perché è un allenatore che viene da fuori e ha voglia di dimostrare di essere in grado di portare in alto la Roma. È l’allenatore ideale per la Roma, si fa rispettare e in questo ambiente è fondamentale”. 

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