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        <title>Corriere Pisano - Feed</title>
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        <description>Ultime news da Pisa e provincia</description>
        <language>IT</language>
        <copyrigth>Citycomm s.r.l. - via Cairoli, 30 - 57123 - Livorno (LI)</copyrigth>
        <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 18:59:42 +0000</pubDate>
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	<title>Trump: &quot;Il rapporto con la Nato è peggiorato per la Groenlandia&quot; - Corriere Pisano</title>
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                <title>La filiera che si spezza troppo presto: ecco perché il calcio femminile sta perdendo i suoi talenti</title>
                <link>https://corrierepisano.it/toscana/dalla-toscana/la-filiera-che-si-spezza-troppo-presto-ecco-perche-il-calcio-femminile-sta-perdendo-i-suoi-talenti/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="2">Nel calcio femminile, sia a livello nazionale sia in ambito toscano, sta emergendo con sempre maggiore evidenza una <strong>criticità strutturale</strong> riguardante la continuità del percorso formativo delle giovani atlete. In numerosi territori, infatti, l’<b data-path-to-node="2" data-index-in-node="205">assenza di prime squadre</b> collegate ai vivai impedisce la naturale progressione delle giocatrici, generando un impatto diretto sulla stabilità dei gruppi e sulla tenuta complessiva del movimento.</p>
<p data-path-to-node="3">La presenza di un settore giovanile rappresenta solo una parte del processo di crescita. Senza una prima squadra che garantisca <i data-path-to-node="3" data-index-in-node="128">continuità tecnica, visibilità e prospettive</i>, il lavoro svolto nei vivai rischia di rimanere incompiuto. Questa mancanza crea un vuoto che si traduce in una <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="285">dispersione del talento</b> formato internamente.</p>
<p data-path-to-node="4">L’assenza di un approdo naturale porta spesso alla <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="51">rottura di intere squadre giovanili</b>. Le atlete, una volta raggiunta l’età di passaggio, si trovano costrette a scegliere tra cambiare società, affrontare trasferimenti complessi o <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="231">interrompere del tutto l’attività</i>. Una dinamica che non solo impoverisce il percorso individuale, ma indebolisce anche la coesione dei gruppi e la continuità dei progetti tecnici.</p>
<p data-path-to-node="4">Quando il vincolo anagrafico impone il salto di categoria e la società di appartenenza non dispone di una prima squadra, le calciatrici si trovano a dover <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="155">gestire autonomamente</b> il proprio futuro sportivo. Questo processo di ricollocamento si basa spesso sull&#8217;<b data-path-to-node="7" data-index-in-node="259">iniziativa personale delle atlete e delle loro famiglie</b>, che si attivano frequentando <i data-path-to-node="7" data-index-in-node="345">open days</i> e provini mirati presso i club più strutturati del territorio. Se nei contesti più virtuosi sono le stesse società d&#8217;origine a fare da tramite, segnalando i profili più interessanti a <i data-path-to-node="7" data-index-in-node="539">club partner</i> o a realtà professionistiche, nella maggior parte dei casi la ricerca avviene attraverso il <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="644">passaparola </b>o il supporto di <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="681">agenzie di scouting</b>. Questo scenario costringe frequentemente le giovani atlete a dover scegliere tra il <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="786"><i data-path-to-node="7" data-index-in-node="786">pendolarismo sportivo</i></b>, con pesanti sacrifici logistici e personali per raggiungere strutture idonee, e l&#8217;<b data-path-to-node="7" data-index-in-node="891">abbandono precoce dell&#8217;attività</b>, confermando quanto l&#8217;assenza di una filiera interna rappresenti una reale barriera d&#8217;accesso per il talento femminile.</p>
<h2 data-path-to-node="4"><strong>Percorsi interrotti e governance: una strategia per il futuro</strong></h2>
<p data-path-to-node="6">La mancanza di una filiera completa incide direttamente sulla <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="62">qualità del movimento</b>. Senza un ambiente che accompagni le giocatrici fino all’età adulta, il sistema perde risorse preziose e riduce la possibilità di costruire squadre competitive, <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="245">radicate sul territorio</i> e capaci di valorizzare il lavoro svolto nei settori giovanili.</p>
<p data-path-to-node="7">La situazione evidenzia la necessità di una riflessione più ampia sulla <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="72">governance del calcio femminile</b>. La costruzione di una filiera stabile richiede <i data-path-to-node="7" data-index-in-node="152">programmazione, coordinamento e interventi strutturali</i> che coinvolgano società, istituzioni sportive e realtà territoriali. Solo attraverso una <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="296">strategia condivisa</b> sarà possibile garantire continuità, crescita e sostenibilità.</p>
<p data-path-to-node="8">La disgregazione dei gruppi e l’interruzione dei percorsi formativi non sono episodi isolati, ma indicatori di un sistema che necessita di <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="139">interventi mirati</b>. Rafforzare il legame tra vivai e prime squadre <i data-path-to-node="8" data-index-in-node="205">non è solo un obiettivo tecnico</i>: è un passaggio fondamentale per assicurare al movimento femminile italiano una <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="317">crescita solida e duratura</b>.</p>
<h2 data-path-to-node="8"><strong>L&#8217;intervista</strong></h2>
<p>Di seguito si riporta <strong>l&#8217;</strong><b data-path-to-node="1" data-index-in-node="25">intervista esclusiva</b> rilasciata alla redazione del <a href="https://corrieretoscano.it/" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="1" data-index-in-node="76">Corriere Toscano</b></a> da <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="96">Stefano Landucci</b>, Delegato per il Calcio Femminile.</p>
<p><strong>Come valuta l’attuale passaggio tra settore giovanile e prima squadra nel calcio femminile? Quali sono le principali criticità di questa transizione?</strong></p>
<p>Credo che la situazione attuale sia una realtà transitoria molto complessa ed eterogenea in particolare nel calcio dilettantistico. Ormai le squadre professionistiche hanno tutte sviluppato settori giovanili importanti e di qualità, non così tra i dilettanti; pertanto, molte ragazze soffrono il salto di categorie avendo fatto esperienze calciste meno significative e poco allenanti. Questo genera una difficoltà maggiore, per intensità atletica e ritmi di gioco, che stiamo cercando di colmare, valorizzando anche in LND l’importanza dei settori giovanili&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;assenza di prime squadre collegate ai vivai è un problema diffuso: che impatto ha, a livello psicologico e tecnico, sulla crescita delle atlete e sulla stabilità dei gruppi?</strong></p>
<p>L&#8217;assenza di prime squadre collegate ai vivai interrompe di fatto il percorso di crescita. A livello psicologico, genera un calo di motivazione che nell’età adolescenziale (così come per i maschi) può portare all’abbandono dell’attività agonistica. Le ragazze si trovano senza un obiettivo concreto, senza una squadra di riferimento, senza un sogno dove approdare e questo può generare facilmente un approccio sempre meno significativo agli allenamenti, alla responsabilità. E ovviamente anche a livello tecnico, si tende ad accontentarci a dare il minimo consapevoli che tutto quanto non ha sbocchi. Questo rischia anche di avere effetti non solo nelle ragazze ma anche negli staff delle squadre.</p>
<p><strong>Esistono dati o monitoraggi concreti sul tasso di abbandono sportivo delle ragazze nel momento in cui terminano il percorso giovanile?</strong></p>
<p>Sebbene il calcio femminile stia registrando una crescita esponenziale di bambine tesserate nelle categorie di base si nota una forte dispersione al momento del passaggio all&#8217;attività agonistica adulta della Lega Nazionale Dilettanti questo anche perché molti territori non sono sufficientemente &#8216;coperti&#8217; e le ragazze per continuare a giocare si trovano costrette a fare molti km oppure, più facilmente a smettere. Inoltre, la quasi totale assenza di rimborsi comporta nella logica di spostamenti lunghi una rimessa a volte davvero troppo importante per le ragazze che vogliono continuare a giocare.</p>
<p><strong>Chi deve guidare la svolta per una filiera più solida? Quali sono i ruoli e le responsabilità di Federazione, Comitati Regionali e singole società?</strong></p>
<p>Intanto credo che la vera svolta sarebbe quella di creare anche nel calcio dilettantistico femminile sempre più società con le filiere complete. Perché meglio meno società ma con la filiera solida che un numero alto di singole realtà che poi hanno vita breve. Sicuramente in tal senso è necessario che ciascuno faccia la sua parte: la Federazione deve creare quadri normativi e incentivi di crescita da permettere lo sviluppo in questa direzione, i Comitati Regionali che hanno il compito di organizzare i campionati regionali (Eccellenza, Promozione, Juniores) e l&#8217;attività di base, devono sviluppare sempre di più la continuità della filiera incentivando con apposite scelte lo sviluppo in questa direzione e al contempo devono promuovere sul territorio la crescita del movimento anche a livello di informazione, con incontri, convegni presenza sui media locali e regionali. Infine, le società, che sono chiamate ad un salto di qualità manageriale, devono investire sulla qualificazione di tecnici e dirigenti (specialmente negli ultimi anni è cresciuta la presenza di staff femminili e dirigenti donna ma ancora oggi con ruoli di scarsa responsabilità) strutturando vivai giovanili solidi e duraturi. Troppo spesso assistiamo alla presenza sul territorio di dirigenti poco motivati che vivono il femminile come una sorta di bocciatura che si approcciano al movimento con poco entusiasmo&#8221;.</p>
<p><strong>Ci sono incentivi economici o riforme strutturali in programma per spingere i club a creare e mantenere una prima squadra?</strong></p>
<p>Non esiste un obbligo generalizzato per i club dilettantistici di creare una prima squadra femminile. Molti Comitati Regionali LND però applicano la gratuità totale o parziale delle tasse di iscrizione per le prime squadre femminili. Qui in Toscana lo facciamo da alcuni anni per le squadre al primo anno di iscrizione alla Promozione. Potremmo in futuro, proprio in considerazione di quanto scritto più volte dell’importanza della filiera, collegare gli incentivi anche in questa direzione.</p>
<p><strong>Esistono già in Italia esempi virtuosi o modelli di gestione che meriterebbero di essere replicati su scala nazionale?</strong></p>
<p>In Italia non esiste ancora un modello di gestione del calcio femminile dilettantistico universalmente replicabile, poiché la sostenibilità economica è resa difficile da una forte dipendenza dai sussidi federali e dai club maschili. Tuttavia, esistono eccellenze territoriali che valorizzano la crescita del vivaio, l&#8217;inclusione e il legame con il territorio. In Toscana stiamo spingendo per la creazione di società con la filiera completa che ribadisco sono davvero il modello virtuoso da seguire. Ci piace anche penare il calcio anche luogo di crescita e educativa e sviluppo sociale. Spero che questa modalità sia sempre più presente nelle nostre società e che in collaborazione anche con le amministrazioni locali sia possibile andare in questa direzione.</p>
<p><strong>Come si può superare l&#8217;attuale frammentazione del territorio? In che modo Comitati Regionali e società possono coordinarsi meglio per tutelare le atlete?</strong></p>
<p>Il superamento della frammentazione e la tutela delle calciatrici dilettanti richiedono un’azione sinergica tra la Lega Nazionale Dilettanti (Lnd), i comitati Regionali e le società sportive. Non è certamente facile, però alcuni passi in avanti ci sono ed è bene sottolinearli. Oggi tutte le province del nostro territorio regionale sono coperte con realtà significative. Da quest’anno anche a Grosseto sarà possibile fare calcio dal settore giovanile fino alla prima squadra e questo è sicuramente un bene per tutti in primis le ragazze. Possiamo fare di più e meglio ma la strada tracciata è quella giusta.</p>
<p><strong>Quali strumenti abbiamo oggi a disposizione per evitare che le ragazze siano costrette a cambiare club o a smettere del tutto per mancanza di sbocchi?</strong></p>
<p>Non esistono strumenti ad hoc in tal senso, esiste il lavoro quotidiano che almeno qui in Toscana come Lnd Femminile stiamo portando avanti da alcuni anni. Un lavoro fatto di campo, garantendo lo svolgersi di campionati sempre più significativi, ma soprattutto un lavoro fuori dal campo fatto di presenza, incontri, promozione su tutto il territorio regionale.</p>
<p><strong>Guardando al medio termine, quali obiettivi realistici vi ponete nei prossimi 3-5 anni per garantire stabilità al movimento?</strong></p>
<p>Gli obiettivi principali sono di tre tipi, il primo è quello di investire sempre di più nelle giovani calciatrici garantendo percorsi dai primi calci alla prima squadra. Secondo aspetto fondamentale investire sui media, aumentare la visibilità sui territori locali e sui social garantisce sviluppo e voglia di partecipare. Infine, costruire staff e dirigenti sempre più qualificati che credono fortemente nello sviluppo a tutto tondo dell’intero movimento.</p>
</p>
<p><em>Davide Caruso</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Dai problemi strutturali della filiera alle soluzioni per il movimento: parla Stefano Landucci, delegato toscano per il calcio femminile]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>dalla Toscana</category>
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                                <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 17:34:52 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 07 Jul 2026 19:12:04 +0200</modDate>
                <author>Davide Caruso</author>
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                <type>post</type>
                <title>Famiglie e adolescenti, la Regione Toscana stanzia 3,6 milioni per i servizi territoriali</title>
                <link>https://corrierepisano.it/toscana/dalla-toscana/famiglie-e-adolescenti-la-regione-toscana-stanzia-36-milioni-per-i-servizi-territoriali/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">La Regione Toscana ha stanziato <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="32">3 milioni e 668 mila euro</b> per potenziare la rete dei centri per la famiglia presenti sul territorio. Le risorse sono state assegnate alle società della salute e alle zone distretto con l&#8217;obiettivo di ampliare l&#8217;offerta dei servizi rivolti ai nuclei familiari.</p>
<p data-path-to-node="1">L&#8217;intervento punta a favorire diverse iniziative, concentrandosi in particolare sull&#8217;ascolto e la consulenza per adolescenti e genitori, con un occhio di riguardo ai giovani che vivono in contesti di fragilità. Il progetto prevede la collaborazione con consultori, scuole, istituti di formazione ed enti del terzo settore, promuovendo anche attività di sensibilizzazione sui temi dell&#8217;adozione e dell&#8217;affidamento familiare.</p>
<p data-path-to-node="2">Tra le novità introdotte figura l&#8217;istituzione dell&#8217;assistente materna, una figura professionale dedicata a supportare le donne durante il periodo della gravidanza e le famiglie nel primo anno di vita del bambino, offrendo aiuto anche direttamente a domicilio. I progetti finanziati dovranno essere realizzati entro ottobre 2027.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Con uno stanziamento di oltre 3,6 milioni, la Regione rafforza la rete di consulenza e ascolto dedicata ai nuclei familiari più fragili]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>dalla Toscana</category>
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                                <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 17:13:26 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 07 Jul 2026 17:13:26 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Nicola Fratoianni: “Prefetto di Livorno con Salvini a manifestazione pubblica Lega: situazione imbarazzante”</title>
                <link>https://corrierepisano.it/toscana/dalla-toscana/nicola-fratoianni-prefetto-di-livorno-con-salvini-a-manifestazione-pubblica-lega-situazione-imbarazzante/</link>
                <description><![CDATA[<div dir="auto">
<div dir="auto"><strong>Giancarlo Dionisi</strong> fotografato all&#8217;i<a href="https://corrieretoscano.it/toscana/politica/matteo-salvini-inaugura-sede-lega-toscana-a-firenze-punto-riferimento-logistico-politiche-2027/" target="_blank" rel="noopener"><strong>naugurazione della sede della Lega Toscana a Firenze con il vicepremier Matteo Salvini, leader Lega,</strong></a> sta facendo il giro del web.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Pubblicato sui profili social della stessa Lega Salvini.</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div dir="auto">Il <strong>prefetto di Livorno</strong>, <a href="https://prefettura.interno.gov.it/it/prefetture/livorno/notizie/darsena-europa" target="_blank" rel="noopener"><strong>commissario straordinario Darsena Europa,</strong></a> immortalato all&#8217;evento nei giorni scorsi.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<figure id="attachment_552164" aria-describedby="caption-attachment-552164" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-552164" src="https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/07/inaugurazione-salvini-firenze-300x200.jpg" alt="Nicola Fratoianni: &quot;Prefetto di Livorno con Salvini a manifestazione pubblica Lega: situazione imbarazzante&quot;" width="300" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-552164" class="wp-caption-text">(Foto Fb Lega Salvini Premier &#8211; Firenze)</figcaption></figure>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">E il <strong>deputato pisano Nicola Fratoianni, leader Avs, annuncia un&#8217;interrogazione parlamentare. </strong></div>
<div dir="auto">
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><strong>Fratoianni:</strong> &#8220;Un <strong>prefetto sorridente, quello di Livorno, a pochi passi da Salvini nel corso di una manifestazione pubblica della Lega a Firenze,</strong> nel corso della quale peraltro l’esponente del centrodestra ha attaccato duramente la sindaca del capoluogo toscano: è la fotografia che gira sui social da ore e che è stata pubblicata dai quotidiani locali.</div>
<div dir="auto">Ora <strong>si comprendono i continui attacchi, critiche ed atti conseguenti del prefetto di Livorno nei confronti dell’amministrazione comunale della città labronica e del suo sindaco</strong>. Una vera e propria campagna ossessiva che dura da mesi e mesi e  che è ormai al di là di ogni limite istituzionale, mai accaduta in nessuna altra città e che non ha mai visto un prefetto protagonista di polemiche  con queste modalità e toni&#8221;.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Prosegue Fratoianni: &#8220;<strong>Una situazione imbarazzante su cui il ministero dell’interno e Palazzo Chigi dovranno intervenire.</strong></div>
<div dir="auto"><strong>Presenteremo un’interrogazione parlamentare</strong> al governo per avere tutte le spiegazioni del caso (peraltro l’<strong>improbabile giustificazione addotta ‘ero lì perché dovevo avere un incontro istituzionale con il ministro’ suona sconcertante</strong>) e perché la città di Livorno &#8211; conclude il leader rossoverde &#8211; abbia al più presto un rappresentante dello Stato al di sopra di ogni parte politica&#8221;.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<p><em>CINZIA GORLA</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Giancarlo Dionisi, prefetto di Livorno e commissario straordinario Darsena Europa, fotografato a Firenze a inaugurazione sede Lega Toscana con Salvini. Il deputato pisano Fratoianni, leader Avs, annuncia interrogazione parlamentare: "Ora comprendiamo i suoi continui attacchi nei confronti di amministrazione comunale e sindaco di Livorno"]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 17:01:49 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 07 Jul 2026 17:01:49 +0200</modDate>
                <author>CINZIA GORLA</author>
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                <title>L’US Città di Pontedera presenta il nuovo tecnico Giuseppe Mascara e il ds Simone Quintieri</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/sport/lus-citta-di-pontedera-presenta-il-nuovo-tecnico-giuseppe-mascara-e-il-ds-simone-quintieri/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PONTEDERA &#8211; L’US Città di Pontedera inaugura il nuovo corso tecnico e dirigenziale. La società granata ha infatti ufficializzato l&#8217;arrivo di <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="129">Giuseppe Mascara</b> sulla panchina della prima squadra, affiancato dall&#8217;ingresso di <a href="https://corrieretoscano.it/pisa/sport/pontedera-simone-quintieri-nuovo-direttore-sportivo/" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="0" data-index-in-node="210">Simone Quintieri</b></a> nel ruolo di direttore sportivo.</p>
<p data-path-to-node="1">Mascara, che vanta un passato da calciatore di alto profilo con oltre 500 presenze e 150 reti tra i professionisti, approda a Pontedera dopo aver allenato in Serie D e sulla panchina del Novara in Serie C. Durante la presentazione odierna, intervenendo da remoto per ragioni logistiche, l&#8217;allenatore ha espresso soddisfazione per l&#8217;incarico ricevuto: &#8220;Far parte della famiglia Pontedera è un onore. Per me è un&#8217;opportunità molto importante. Ho trovato persone animate dalla volontà di fare bene e di costruire qualcosa che duri nel tempo, lavorando soprattutto sui giovani&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="2">Parallelamente, il club ha presentato il nuovo direttore sportivo Simone Quintieri, figura che conosce già l&#8217;ambiente avendovi militato come calciatore in passato. Alla presenza del presidente <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="193">Gustavo Nikitiuk</b>, Quintieri ha mostrato determinazione per il nuovo incarico: &#8220;Ho accolto questa opportunità con grande convinzione, attratto dalla prospettiva della società e dalla programmazione. A Pontedera ho giocato e sudato questa maglia: ora voglio mettermi a disposizione in un ruolo diverso. Da direttore sportivo suderò la camicia per questo club&#8221;.</p>
</p>
<p><em>Davide Caruso</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il club granata ufficializza l'assetto tecnico e dirigenziale, puntando sull'esperienza di Mascara e sul legame affettivo di Quintieri]]></excerpt>
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                                <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:35:46 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 07 Jul 2026 16:35:46 +0200</modDate>
                <author>Davide Caruso</author>
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                <title>L’Università di Pisa premiata dal Circolo Filippo Mazzei per l’accoglienza agli studenti internazionali</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/luniversita-di-pisa-premiata-dal-circolo-filippo-mazzei-per-laccoglienza-agli-studenti-internazionali/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">PISA &#8211; L&#8217;Ufficio Relazioni Internazionali dell&#8217;Università di Pisa è stato insignito di un prestigioso riconoscimento dal Circolo culturale <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="132">Filippo Mazzei</i>. Il premio, consegnato il 3 luglio a Carrara durante l&#8217;evento dedicato alla celebrazione dell&#8217;Independence Day, mira a valorizzare l&#8217;impegno, la professionalità e la sensibilità dimostrati dal personale di Ateneo nel gestire l&#8217;accoglienza degli studenti che giungono a Pisa da ogni parte del mondo.</p>
<p data-path-to-node="1">A ritirare la targa è stato Tommaso Salamone, responsabile dell’Unità Programmi internazionali di cooperazione, formazione e mobilità, davanti a una platea di oltre 300 invitati, tra cui esponenti delle istituzioni locali e regionali.</p>
<p data-path-to-node="2">Il lavoro svolto dagli uffici ha permesso, solo nel 2025, di raggiungere quota 1.300 immatricolazioni di studenti internazionali, un dato che si inserisce in un contesto più ampio dove ogni anno si contano tra i 7.000 e i 9.000 studenti iscritti mediamente a Pisa. Tale risultato è stato possibile grazie all&#8217;implementazione di diversi servizi mirati all&#8217;integrazione e al supporto. Tra le iniziative di punta figurano il servizio <i data-path-to-node="2" data-index-in-node="431">Welcome International Students (WIS!)</i> per l&#8217;assistenza alle immatricolazioni, la piattaforma <i data-path-to-node="2" data-index-in-node="524">UniBuddy</i> per il confronto diretto con studenti ambassador e membri dello staff, e lo sportello dedicato in collaborazione con la Questura di Pisa per le pratiche di soggiorno.</p>
<p data-path-to-node="3">L&#8217;attenzione dell&#8217;Ateneo si estende anche al sostegno delle situazioni di fragilità, attraverso collaborazioni con l&#8217;Associazione Malatesta e la partecipazione ai corridoi universitari, canali che permettono a studenti provenienti da aree di conflitto o in condizioni di rifugio di continuare il proprio percorso accademico in sicurezza. Il prorettore per la Cooperazione e le relazioni internazionali, Giovanni Federico Gronchi, ha sottolineato come la valorizzazione dei talenti e l&#8217;apertura al mondo siano ormai pilastri fondamentali dell&#8217;attività universitaria.</p>
<p data-path-to-node="4">Anche il professor Marco Macchia, delegato del Rettore per i rapporti con il territorio, ha evidenziato come l&#8217;obiettivo non sia limitato alla sola offerta formativa, ma si basi sulla capacità di creare un ambiente accogliente capace di offrire concrete opportunità di crescita. Il riconoscimento, secondo la professoressa Enza Pellecchia, prorettrice per la coesione della comunità universitaria e il diritto allo studio, rappresenta un primo passo fondamentale nel dare la giusta visibilità al lavoro quotidiano svolto con alta dedizione da tutto il personale amministrativo, elemento essenziale per il funzionamento di una realtà complessa come quella universitaria.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Dall'assistenza burocratica con la Questura al supporto digitale di UniBuddy, l'Ateneo punta su un sistema integrato di servizi per l'accoglienza]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
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                                <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:04:29 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 07 Jul 2026 16:04:29 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>La Manifattura Tessile Toscana presenta Soft Depth a Milano Unica</title>
                <link>https://corrierepisano.it/toscana/dalla-toscana/la-manifattura-tessile-toscana-presenta-soft-depth-a-milano-unica/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">Al salone internazionale <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="25">Milano Unica</i>, la Manifattura Tessile Toscana ha introdotto la sua proposta per la stagione autunno/inverno 2027-2028, battezzata <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="154">Soft Depth</i>. L&#8217;azienda, guidata da Enrico Reali e Carla Pacini, ha scelto di declinare il concetto di sostenibilità in una chiave differente dal consueto, puntando non solo sulla scelta dei materiali, ma soprattutto sulla longevità del prodotto finale.</p>
<p data-path-to-node="1">L&#8217;idea alla base della collezione è che l&#8217;impatto ambientale di un capo si riduca sensibilmente se quest&#8217;ultimo è progettato per mantenere intatti valore estetico e funzionalità nel corso degli anni. In un mercato spesso orientato al consumo rapido, la manifattura punta a contrastare la cultura del breve termine attraverso la qualità delle materie prime e la solidità della struttura tessile.</p>
<p data-path-to-node="2">La linea esposta in fiera fonde fibre naturali, come lana e cotone, con componenti riciclati e soluzioni tecnologiche avanzate. L&#8217;obiettivo è ottenere tessuti che sappiano conciliare morbidezza, comfort e una resistenza superiore, declinati in tonalità calde e sofisticate.</p>
<p data-path-to-node="3">&#8220;Con <i data-path-to-node="3" data-index-in-node="5">Soft Depth</i> abbiamo voluto raccontare un&#8217;idea di tessuto che va oltre l&#8217;aspetto estetico&#8221; ha spiegato Enrico Reali. &#8220;Ogni materiale rispecchia la nostra tradizione tessile e i principi di sostenibilità che da sempre guidano il nostro lavoro. Ma oggi sostenibilità significa anche realizzare tessuti destinati a durare, perché un capo di qualità, capace di mantenere nel tempo le proprie caratteristiche, è il modo più concreto di contrastare la cultura dell&#8217;usa e getta&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="4">La presenza dell&#8217;azienda a <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="27">Milano Unica</i> si è arricchita, come da tradizione, con la distribuzione dell&#8217;iconico foulard stagionale. L&#8217;omaggio, diventato negli anni un elemento caratterizzante dello stand, è stato nuovamente offerto ai buyer internazionali presenti alla fiera.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L'azienda punta a contrastare la cultura del consumo rapido proponendo tessuti progettati per mantenere intatti valore e funzionalità nel tempo]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>dalla Toscana</category>
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                                <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 15:33:32 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 07 Jul 2026 15:33:32 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Venezuela, rientrato il primo gruppo di sanitari toscani: prosegue la missione di soccorso</title>
                <link>https://corrierepisano.it/toscana/dalla-toscana/venezuela-rientrato-il-primo-gruppo-di-sanitari-toscani-prosegue-la-missione-di-soccorso/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">È terminata la prima fase della missione umanitaria in Venezuela per i cinque sanitari toscani rientrati nelle scorse ore presso l&#8217;aeroporto di Pratica di Mare. Il gruppo, composto da quattro infermieri e un medico, era partito il 26 giugno insieme a una squadra nazionale di 36 esperti provenienti da sei diverse regioni italiane per prestare soccorso alle aree colpite dal terremoto, operando sotto il coordinamento della <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="424">Protezione civile della Toscana</b>.</p>
<p data-path-to-node="1">Il lavoro sul campo è stato intenso e continuativo. Fabio Zanieri, infermiere della CROSS di Pistoia che ha coordinato la missione, ha descritto l&#8217;attività svolta presso il punto di primo soccorso allestito all&#8217;interno di un campo da golf a <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="241">Caraballeda</b>. Grazie alle attrezzature ministeriali e a quelle trasportate a bordo del volo militare, il team ha garantito un&#8217;assistenza medica ininterrotta, organizzata in turni di otto ore. Ogni giorno sono stati trattati circa 50 pazienti, tra superstiti del sisma e soccorritori rimasti feriti. Un momento determinante per la collaborazione con i colleghi locali è stato la stabilizzazione di un paziente colto da infarto, evento che ha consolidato la fiducia reciproca tra gli operatori.</p>
<p data-path-to-node="2">Oltre a Caraballeda, l&#8217;attività si è estesa all&#8217;Hospital San José di La Guaira, dove, all&#8217;interno di strutture mobili, il personale sanitario ha assistito quotidianamente tra i 70 e gli 80 pazienti.</p>
<p data-path-to-node="3">Il supporto toscano non si è però concluso con questo rientro. Una <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="67">seconda squadra</b>, formata da sei professionisti – un ginecologo, due pediatri, un medico di pronto soccorso, un&#8217;ostetrica e un infermiere pediatrico – è già operativa sul territorio per proseguire l&#8217;assistenza ambulatoriale. Sono in corso contatti con il Dipartimento nazionale per programmare il rientro di questo gruppo e valutare l&#8217;invio di ulteriori rinforzi.</p>
<p data-path-to-node="4">L&#8217;operato dei sanitari ha ricevuto il plauso delle autorità regionali. Il presidente Eugenio Giani ha sottolineato l&#8217;orgoglio per la competenza dimostrata negli scenari internazionali complessi, mentre il sottosegretario Bernard Dika ha evidenziato l&#8217;umanità e il coraggio necessari per affrontare un&#8217;esperienza di questo tipo, definendola totalizzante rispetto al normale esercizio della professione.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[La missione non si arresta con il rientro del primo gruppo: un secondo team di sei professionisti specializzati è già operativo per l'assistenza ambulatoriale]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>dalla Toscana</category>
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                                <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 14:17:31 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 07 Jul 2026 14:17:31 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Firenze e Pisa, giugno da record: superato il milione di passeggeri</title>
                <link>https://corrierepisano.it/toscana/dalla-toscana/firenze-e-pisa-giugno-da-record-superato-il-milione-di-passeggeri/</link>
                <description><![CDATA[<p><p><span data-path-to-node="0,0">Il sistema aeroportuale toscano ha archiviato il mese di giugno con numeri record. Gli scali di Firenze e Pisa hanno gestito complessivamente oltre un milione di passeggeri, segnando un incremento del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2025 e confermandosi come il miglior mese di giugno di sempre</span><span data-path-to-node="0,2">. Il trend positivo è stato trainato sia dai collegamenti internazionali, cresciuti del 4,7%, sia da quelli nazionali, che hanno registrato un aumento dell&#8217;1,7%</span><span data-path-to-node="0,4">.</span></p>
<p><span data-path-to-node="1,0">L’andamento registrato nel sesto mese dell&#8217;anno consolida un primo semestre già caratterizzato da dati storici. Da gennaio a giugno, il sistema aeroportuale ha superato i <b data-path-to-node="1,0" data-index-in-node="171">4,8 milioni di passeggeri</b>, con una crescita complessiva del 5,9% rispetto al primo semestre dell&#8217;anno precedente</span><span data-path-to-node="1,2">.</span></p>
<p><span data-path-to-node="2,0">Per quanto riguarda il singolo scalo di Firenze, l’aeroporto <i data-path-to-node="2,0" data-index-in-node="61">Amerigo Vespucci</i> ha raggiunto la cifra di 396 mila passeggeri, con un progresso dell&#8217;1,4% su base annua</span><span data-path-to-node="2,2">. Il traffico internazionale ha visto una crescita dell&#8217;1,1%, mentre quello nazionale ha segnato un più 4,3%</span><span data-path-to-node="2,4">. Le rotte principali che hanno alimentato il traffico fiorentino rimangono quelle verso Parigi, Londra, Amsterdam, Barcellona e Francoforte</span><span data-path-to-node="2,6">. Nei primi sei mesi del 2026, lo scalo ha totalizzato oltre 1,9 milioni di passeggeri, in aumento del 5,2% rispetto al 2025</span><span data-path-to-node="2,8">.</span></p>
<p><span data-path-to-node="3,0">Il <i data-path-to-node="3,0" data-index-in-node="3">Galileo Galilei</i> di Pisa ha invece archiviato un giugno da 665 mila passeggeri, con un balzo del 5,5% rispetto al 2025</span><span data-path-to-node="3,2">. La crescita è stata spinta in particolare dai flussi internazionali (+7,4%), seguiti da quelli nazionali (+0,8%)</span><span data-path-to-node="3,4">. Londra si posiziona al primo posto per volume di traffico, seguita da Tirana, Palermo, Parigi e Catania</span><span data-path-to-node="3,6">. Complessivamente, il semestre pisano ha visto transitare oltre 2,9 milioni di persone, stabilendo il record assoluto per lo scalo e una crescita del 6,4% rispetto all&#8217;anno scorso</span><span data-path-to-node="3,8">.</span></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il sistema aeroportuale regionale archivia il miglior mese di giugno della sua storia, superando la soglia del milione di passeggeri grazie alla spinta dei collegamenti internazionali]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>dalla Toscana</category>
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                                <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:30:10 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 07 Jul 2026 09:30:10 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Confindustria Toscana Centro e Costa in assemblea, Baroncelli: “Manifattura torni al centro dell’agenda politica”</title>
                <link>https://corrierepisano.it/toscana/dalla-toscana/confindustria-toscana-centro-e-costa-in-assemblea-baroncelli-manifattura-torni-al-centro-dellagenda-politica/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>FIRENZE &#8211; <strong>La manifattura deve tornare al centro assoluto dell&#8217;agenda politica ed economica, nazionale e locale</strong>, attraverso una visione strategica che metta al primo posto la certezza delle regole, l&#8217;autonomia energetica e lo sviluppo tecnologico. È questo il forte messaggio lanciato dal presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa,<strong> Lapo Baroncelli,</strong> in occasione dell&#8217;assemblea annuale degli industriali di Firenze, Livorno e Massa Carrara, ospitata nella cornice del <strong>Teatro del Maggio Musicale Fiorentino</strong> sotto il titolo programmatico <strong><em>Sicurezza è sviluppo. Il nuovo corso industriale del territorio</em></strong>&#8220;.</p>
<p>Un&#8217;assise aperta dalle note della <strong>Fanfara dei Carabinieri e arricchita da un video-omaggio con la voce del maestro Andrea Bocelli</strong>, alla quale hanno preso parte figure di primo piano del panorama istituzionale ed economico, tra cui il presidente nazionale di Confindustria <strong>Emanuele Orsini</strong>, il ministro della difesa <strong>Guido Crosetto</strong> in videocollegamento, il presidente della Regione <strong>Eugenio Giani</strong> e la sindaca di Firenze <strong>Sara Funaro</strong>. I lavori dell&#8217;assemblea pubblica sono stati preceduti da una sessione privata dell&#8217;associazione che ha completato la squadra di governance con l&#8217;elezione di <strong>Andrea Esposito</strong> a vicepresidente con delega alla mobilità e alla logistica.</p>
<p><strong>Il cuore della relazione di Baroncelli</strong> ha tracciato una linea netta per il futuro delle province costiere e dell&#8217;area metropolitana. &#8220;Questa presidenza si è data un obiettivo di mandato preciso: la reindustrializzazione dei nostri territori e l’impegno a lavorare su un progetto concreto e condiviso per rialzare il nostro tasso industriale – ha spiegato aprendo <strong>la sua relazione il presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, Lapo Baroncelli</strong> –. La sicurezza è una parte fondamentale di questa reindustrializzazione, come paradigma che deve riguardare tutto l’ambiente economico in cui facciamo impresa: dalla sicurezza energetica, a quella digitale; da quella dei mercati, a quella delle regole. Su queste declinazioni invitiamo istituzioni, categorie, sindacati, mondo della ricerca e della cultura a lavorare insieme a noi&#8221;.</p>
<p>I nodi più intricati restano legati ai costi delle forniture e ai lacci della burocrazia, fattori che rischiano di frenare gli investimenti privati. &#8220;Una sicurezza che ci sta davvero a cuore è quella delle regole e dei tempi autorizzativi. È uno dei fattori di insicurezza più avvertito dalle imprese – ha incalzato Baroncelli –. Senza certezza delle norme e dei tempi per il rilascio delle autorizzazioni non si fa impresa. Si gioca al massacro del nostro futuro&#8221;.</p>
<p>Sul versante energetico, il leader degli industriali toscani ha indicato una ricetta chiara per abbattere i costi di bollette e approvvigionamenti. &#8220;<strong>Fra i capitoli della sicurezza che serve alle imprese, il primo resta l’energia. Un sistema industriale non sarà mai competitivo se l’energia costa troppo. I prezzi e la volatilità sono un freno competitivo</strong>. Per il nostro territorio significa azioni precise e concrete. Si deve accelerare sulle rinnovabili, sviluppare i sistemi di accumulo, promuovere l&#8217;autoproduzione e le comunità energetiche, investire nell&#8217;efficienza energetica dei siti produttivi e accompagnare i comparti più esposti nella transizione&#8221;.</p>
<p>Una transizione che per Confindustria non può prescindere da una scelta coraggiosa sulle nuove fonti di generazione energetica. &#8220;E – comunque &#8211; non si sfugge al nucleare! – ha sentenziato Baroncelli nella sua relazione – <strong>È una necessità economica e scientifica, oltre che una scelta imposta dalla nostra dipendenza patologica dal gas naturale</strong>. Non è possibile che la seconda manifattura d’Europa abbia una dipendenza energetica dall&#8217;estero del 74 per cento. La reintroduzione del nucleare, integrato a rinnovabili e reti smart, è una condizione di sopravvivenza industriale, oltre che di sovranità e di decarbonizzazione&#8221;.</p>
<p>L&#8217;analisi del leader dell&#8217;associazione si è poi allargata alle infrastrutture, con forti preoccupazioni espresse per i<strong> ritardi della Darsena Europa a Livorno e per l&#8217;immobilismo sullo sviluppo dell&#8217;aeroporto di Firenze</strong>, ricordando che la competitività del sistema è strettamente connessa alla qualità delle reti di trasporto. &#8220;Dobbiamo puntare sulla sicurezza e la continuità delle forniture anche per essere più attrattivi – ha sottolineato il presidente Lapo Baroncelli –. I nostri territori &#8211; per la loro identità industriale basata su distretti specializzati e sulla presenza di multinazionali – sono in grado di guidare l&#8217;accorciamento delle filiere&#8221;.</p>
<p>Un rilancio che ha anche un profondo valore sociale. &#8220;Parliamo anche di sicurezza sociale, perché è il presupposto che riassume tutte le altre declinazioni della sicurezza – ha proseguito Baroncelli –. <strong>La tenuta industriale e la tenuta sociale camminano insieme; reindustrializzare il territorio significa generare occupazione di qualità, rafforzare competenze, creare mobilità sociale, offrire prospettive ai giovani</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>I dati statistici esposti in platea fotografano del resto una contrazione strutturale che dura da quasi trent&#8217;anni e che richiede un&#8217;inversione di tendenza immediata</strong>. &#8220;Dal 2012 ad oggi il numero delle imprese manifatturiere si è contratto del 18% a Firenze, del 15% a Livorno e del 10% a Massa-Carrara. Una perdita secca di capitale imprenditoriale e di lavoro&#8221;. A questo si aggiunge la crisi demografica, con l&#8217;incidenza degli over 60 sulla popolazione passata dal 20% dei primi anni Ottanta a oltre il 33% attuale. &#8220;Eppure, nonostante questi numeri, continuiamo ad esportare giovani e talenti! Con numeri che crescono ogni anno. Non possiamo più permettercelo! Parlare di reindustrializzazione, quindi, non è la nostra parola di moda; è decidere se vogliamo giocare in serie A nelle nuove catene del valore o se ci accontentiamo di palleggiare in Promozione&#8221;.</p>
<p>Per battere la crisi, Confindustria lancia il progetto di una <strong>Industrial Acceleration Area,</strong> puntando con decisione sulle tecnologie applicate e sui comparti più innovativi. &#8220;Un obiettivo ambizioso e mobilitante potrebbe essere lavorare ad una piattaforma manifatturiera della sicurezza e delle innovazioni tecnologiche dual use che metta a sistema non solo le eccellenze e le competenze presenti, ma anche quelle che possono riconvertirsi sfruttando la nostra storica ‘intelligenza industriale’, per consolidare le nostre filiere e renderle più competitive – ha concluso Baroncelli, auspicando la nascita del Distretto dell’Aerospazio –. <strong>Mi riferisco a quell’industria della sicurezza che si sta configurando come una filiera integrata che combina cybersecurity, tecnologie laser, fotonica e aerospazio, diventando una piattaforma abilitante per resilienza industriale e autonomia strategica</strong>. Il nostro territorio vanta la presenza di grandi player e di una filiera eccellenze per costruire una meta-piattaforma industriale autonoma e competitiva. La sfida, dunque, non è costruire da zero una filiera, ma accompagnarne la crescita, rafforzarne la capacità produttiva e valorizzarne il potenziale. <strong>È una straordinaria opportunità di innovazione e di accelerazione tecnologica trasversale, di valorizzazione dei nostri talenti e di occupazione di qualità per i nostri territori</strong>&#8220;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Il presidente al Teatro del Maggio lancia le sfide per il futuro e idea di una Industrial Acceleration Area, puntando sutecnologie applicate e innovazione]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>dalla Toscana</category>
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                                <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:28:04 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 07 Jul 2026 17:42:03 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Sezioni locali dei Tiro a Segno a rischio con la riforma del settore: l’allarme dalla Toscana</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>PISA – <strong>Un grido d&#8217;allarme fortissimo, che unisce idealmente ventun presìdi storici della nostra regione e che rischia di far calare il sipario su una realtà ultracentenaria.</strong></p>
<p>Le sezioni del Tiro a Segno Nazionale (Tsn) della Toscana tremano di fronte agli effetti del recente decreto-legge 26 giugno 2026 numero 108, e scendono a fare barricate. <strong>A farsi portavoce di questa profonda preoccupazione è Maria Cristina Fratianna, presidente della sezione di Pisa</strong>, che lancia un appello accorato a nome di tutte le realtà toscane – da Lucca a Firenze, passando per Cascina, Pietrasanta, Pontedera, Livorno e le altre province – parlando chiaramente di <strong>un rischio chiusura per 260 sezioni in tutta Italia.</strong></p>
<p>&#8220;È un&#8217;emergenza, si scatena il panico in 260 sezioni di Tiro a Segno Nazionale &#8211; esordisce la presidente Fratianna, mettendo in guardia le istituzioni &#8211; <strong>La Toscana è terra di poligoni nazionali, 21 in totale, da cui sono emersi tanti campioni che ci hanno fatto onore alle Olimpiadi</strong>. Quando si parla di Tiro a Segno Nazionale, molte persone pensano semplicemente a un poligono dove si spara. È una visione riduttiva. Le Sezioni del Tiro a Segno Nazionale sono molto di più: sono luoghi di formazione, disciplina, sicurezza, sport, volontariato e memoria civile. Sono presìdi territoriali che da oltre un secolo svolgono una funzione silenziosa ma essenziale per lo Stato e per i cittadini&#8221;.</p>
<p><strong>Al centro della contesa c&#8217;è l&#8217;articolo 8 del nuovo decreto, che mira a riordinare l&#8217;Unione Italiana Tiro a Segno separando le funzioni istituzionali</strong> (come l&#8217;addestramento e il rilascio delle certificazioni) <strong>da quelle puramente sportive</strong>. Una scelta che, secondo i territori, nasconde insidie fatali, a partire da una centralizzazione selvaggia che prevede la gestione romana dell&#8217;ammodernamento degli impianti, con la possibilità di affidarli a soggetti terzi tramite bandi pubblici. &#8220;Questo passaggio – attacca Fratianna – apre una domanda semplice: <strong>che fine farà l’autonomia delle comunità locali che per decenni hanno tenuto vivi questi impianti con lavoro volontario, sacrifici personali, manutenzioni, giornate donate e competenze costruite sul campo?</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>C&#8217;è poi la mazzata economica legata all&#8217;introduzione della figura dell&#8217;Ispettore Uits, obbligatorio per validare i corsi di addestramento</strong>, il cui compenso può arrivare fino a 36mila euro lordi all&#8217;anno, interamente a carico dei bilanci delle singole sezioni. &#8220;Per una grande struttura questi costi possono forse essere assorbiti – spiega la rappresentante dei Tsn toscani –. Per una piccola sezione, invece, possono diventare insostenibili. Molti Tsn vivono grazie al volontariato: presidenti, consiglieri, direttori di tiro, tecnici, soci e collaboratori che non contano le ore. <strong>Se su queste realtà si scaricano nuovi obblighi, nuove spese, nuova burocrazia e nuovi vincoli, il rischio non è teorico: il rischio è che molte Sezioni chiudano</strong>&#8220;.</p>
<p>Il tutto, peraltro, avviene a costo zero per lo Stato, traducendosi in un pesante paradosso: &#8220;Il decreto stabilisce che l’attuazione debba avvenire<strong> senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica</strong>. Tradotto in parole semplici: lo Stato non mette nuove risorse. Ma se i costi aumentano, qualcuno dovrà pagarli. E quel qualcuno rischiano di essere proprio le Sezioni, cioè i territori, i soci, i volontari e, alla fine, i cittadini. <strong>Qual è il vantaggio per la comunità? Se una sezione chiude, lo Stato non risparmia davvero. Perde un presidio. Perde un luogo controllato. Perde una rete di competenze</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>La richiesta che sale dalla Toscana è dunque quella di congelare e ridiscutere la norma prima che sia troppo tardi.</strong> &#8220;Non si tratta di difendere privileges – conclude Maria Cristina Fratianna –. Si tratta di difendere ciò che funziona. Le Sezioni Tsn non chiedono di restare ferme nel passato. Nessuno nega che servano controlli, trasparenza, sicurezza, modernizzazione e regole chiare. Riformare sì. Svuotare i territori no. Una riforma utile dovrebbe partire dalle Sezioni, non passarci sopra. Dovrebbe ascoltare chi apre i cancelli ogni settimana, chi conosce gli impianti, chi gestisce i corsi. Disarmare una nazione non significa soltanto togliere armi. Può significare anche togliere cultura, competenza, disciplina e luoghi sicuri dove queste cose vengono insegnate. Per questo l’articolo 8 del decreto deve essere spiegato, discusso e corretto. Riformare sì. Ma senza trasformare 260 presìdi storici in strutture fragili, svuotate o economicamente condannate&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Nel mirino la separazione delle funzioni fra istituzionali e sportive e l'introduzione (e i costi) della figura dell'ispettore Uits]]></excerpt>
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                                <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 23:36:00 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 06 Jul 2026 23:36:00 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Elly Schlein a Firenze: “Se vinciamo elezioni porteremo spesa sanitaria a media europea”</title>
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                <description><![CDATA[<p><p style="text-align: left"><a href="https://www.pdtoscana.it/sanita-pubblica-e-territorio-il-partito-democratico-si-riunisce-a-firenze-lunedi-6-luglio-per-ridisegnare-il-futuro-delle-cure-prossimita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Elly Schlein, segretaria nazionale Pd, a Firenze lunedì 6 luglio</strong> <strong>alla Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia</strong></a> per ‘La nuova sanità territoriale: case della comunità, medicina generale e presa in carico di prossimità’.</p>
<p>All&#8217;iniziativa, tra gli altri, anche <strong>Eugenio Giani,</strong> presidente Regione Toscana, <strong>Monia Monni</strong>, assessora regionale sanità.</p>
<p><strong>Giani: &#8220;Sono felice della visita di Elly</strong> in una giornata di confronto, idee e partecipazione. <a href="https://www.facebook.com/reel/2310653126407753" target="_blank" rel="noopener"><strong>Continuiamo a lavorare insieme per una sanità pubblica sempre più forte,</strong></a> moderna e vicina ai cittadini&#8221;.</p>
<p><strong>Elly Schlein: &#8220;La destra ha un disegno</strong>, dobbiamo esserne consapevoli: vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone. <strong>Se vinceremo le prossime elezioni il primo obiettivo deve essere quello di portare la spesa sanitaria alla media europea.</strong> Se vince Meloni si spenderà il 5% del Pil in armi, se vince il nostro campo si spenderà il 7% in salute, come è la media europea. Il governo definanzia la sanità pubblica e scarica le responsabilità sulle Regioni&#8221;.</p>
<p>Poi Elly Schlein: &#8220;Noi <strong>difendiamo ancora la sanità universalistica</strong> pensata da donne straordinarie come Tina Anselmi, cattolica democratica e partigiana che voleva una sanità che curasse anzitutto chi da solo non ha gli strumenti e i mezzi per curarsi. <strong>Per smantellare la sanità pubblica non serve cambiare le leggi, basta togliere le risorse come stanno facendo</strong>. <strong>In Italia ci sono sei milioni di italiani che rinunciano a curarsi, aumentati di un milione e mezzo in un solo anno sotto il governo di Giorgia Meloni.</strong> Il Pd sa che la sanità del futuro è la sanità del territorio&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>E su <strong>Sara Funaro, sindaca di Firenze la più amata dei sindaci in Italia secondo la classifica governance poll</strong> Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore: &#8220;Noi confermiamo il pieno sostegno al prezioso lavoro che Sara sta facendo a Firenze. Siamo davvero convinti sostenitori della sua amministrazione e del suo lavoro e quindi andremo avanti in questo modo&#8221;.</p>
</p>
<p><em>CINZIA GORLA</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[La segretaria nazionale Pd al convegno su sanità territoriale con Giani e assessora regionale Monni: "La destra ha un disegno, dobbiamo esserne consapevoli: vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone". Su Funaro sindaca più amata in Italia: "Convinti sostenitori della sua amministrazione e del suo lavoro"]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 19:43:06 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 07 Jul 2026 17:42:07 +0200</modDate>
                <author>CINZIA GORLA</author>
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                <type>post</type>
                <title>Incendi boschivi, al via la campagna 2026 in Toscana: un nuovo piano per adattarsi ai cambiamenti climatici</title>
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                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">La Toscana inaugura la campagna antincendi boschivi 2026 con un netto cambio di prospettiva. Non si tratta più soltanto di spegnere le fiamme, ma di capirne l&#8217;origine e anticiparle. Questo è il principio alla base del documento <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="228">Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici per la gestione del rischio incendi boschivi</i>, presentato a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati, dal presidente della Regione Eugenio Giani e dall&#8217;assessore all&#8217;agricoltura Leonardo Marras. Il testo, che guiderà il piano operativo per il triennio 2027-2029, punta a studiare le vulnerabilità del territorio per prevenire i roghi, superando la logica della sola gestione dell&#8217;emergenza.</p>
<p data-path-to-node="1">A spingere verso questo nuovo approccio sono i dati recenti. Nel primo semestre dell&#8217;anno si sono già verificati <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="113">151 incendi</b>, a dimostrazione di come il pericolo non sia più circoscritto ai mesi estivi. L&#8217;episodio più critico ha colpito il <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="240">Monte Faeta</b>, al confine tra le province di Pisa e Lucca, dove tra la fine di aprile e l&#8217;inizio di maggio sono bruciati <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="359">660 ettari</b> di bosco. Si tratta di un evento insolito per il periodo primaverile, innescato da un mix di fattori ormai strutturali: l&#8217;innalzamento delle temperature, l&#8217;abbandono delle campagne e la crescita delle zone di contatto tra le aree urbane e quelle rurali.</p>
<p data-path-to-node="2">Per mitigare questi fenomeni, l&#8217;amministrazione regionale destina circa il 40% delle risorse disponibili alla prevenzione. Tra i progetti attivi figurano le comunità antincendio, note come &#8216;Firewise&#8217;, e una ventina di piani territoriali specifici. Per rimarginare le ferite lasciate dai roghi recenti è stato varato un piano di recupero da <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="340">400mila euro</b> per il Monte Faeta, seguendo il modello di salvaguardia ambientale già applicato in passato a Calci e Massarosa.</p>
<p data-path-to-node="3">Sul fronte strettamente operativo, la macchina organizzativa può contare su una forza di circa <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="95">4.000 volontari</b> e 400 operai forestali, supportati da oltre 600 mezzi e una flotta aerea che arriva fino a <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="202">10 elicotteri</b>. A coordinare gli interventi è la Sala Operativa Unificata Permanente, attiva giorno e notte, affiancata da sette centri provinciali e da presidi estivi sulle isole di Capraia, Giglio e Pianosa. Un ruolo centrale è affidato all&#8217;addestramento del personale, concentrato nel polo <i data-path-to-node="3" data-index-in-node="494">La Pineta</i> di Tocchi, una struttura dedicata a preparare gli operatori a scenari che cambiano rapidamente. La rete di sicurezza sul territorio include inoltre accordi di collaborazione con i Vigili del Fuoco e i Carabinieri Forestali.</p>
<p data-path-to-node="4">La componente istituzionale richiede però il supporto dei cittadini. Dal 13 giugno e fino al 31 agosto vige il <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="111">divieto assoluto di abbruciamento</b> dei residui vegetali, mentre l&#8217;andamento del rischio è monitorabile quotidianamente tramite il bollettino curato dal consorzio LaMMA e dal Cnr-Ibe.</p>
<p data-path-to-node="5">Il presidente Giani ha evidenziato come la tutela del patrimonio boschivo si traduca in protezione per l&#8217;economia, il turismo e la sicurezza pubblica. &#8220;Non basta intervenire quando il fuoco è già divampato&#8221;, ha precisato, richiamando la necessità di politiche lungimiranti. Sulla stessa linea l&#8217;assessore Marras, il quale ha ricordato come i roghi odierni siano più veloci e difficili da domare. &#8220;Il rischio non è più confinato alla sola estate&#8221;, ha spiegato, &#8220;solo unendo organizzazione, conoscenza scientifica, pianificazione e responsabilità condivisa possiamo rendere il territorio toscano più sicuro e più resiliente&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[La complessa macchina dei soccorsi conta su 4.000 volontari e una vasta flotta aerea, coordinati dalla Sala Operativa Unificata per monitorare il rischio h24]]></excerpt>
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                                    <category>dalla Toscana</category>
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                                <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 15:32:01 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 06 Jul 2026 15:32:01 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Pisa, controlli a tappeto dei Carabinieri: 15 denunce per guida in stato di ebbrezza, armi e furti</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cronaca/pisa-controlli-a-tappeto-dei-carabinieri-15-denunce-per-guida-in-stato-di-ebbrezza-armi-e-furti/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Nel corso dell&#8217;ultima settimana, i Carabinieri del Comando provinciale di <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="74">Pisa</b> hanno intensificato i controlli sul territorio, seguendo le direttive del Comitato provinciale per l&#8217;ordine e la sicurezza pubblica. Le operazioni, mirate a contrastare il degrado urbano, la criminalità diffusa e le infrazioni stradali, si sono concluse con la denuncia a piede libero di <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="367">quindici persone</b>.</p>
<p data-path-to-node="1">Una parte significativa degli interventi ha riguardato la sicurezza stradale, con particolare attenzione alla <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="110">guida in stato di ebbrezza</b>. I militari della Sezione Radiomobile di Pisa hanno fermato tre conducenti con tassi alcolemici compresi tra 0,96 e 1,66 grammi per litro. A <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="278">Buti</b>, un automobilista è stato denunciato dopo aver causato un incidente con feriti: gli esami ematici hanno rivelato un livello di alcol pari a 1,1 g/l. Verifiche analoghe condotte dalla Compagnia di <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="479">Volterra</b> hanno portato alla denuncia di altri due guidatori, con valori di 0,61 e 1,61 g/l, e alla segnalazione in Prefettura di un individuo trovato in possesso di poco più di un grammo di hashish. Il bilancio del servizio nel volterrano include anche 74 persone identificate, 58 veicoli ispezionati e sanzioni per un totale di 3.000 euro.</p>
<p data-path-to-node="2">Sempre durante i posti di blocco serali, sette persone sono state trovate in possesso di armi e oggetti atti a offendere, tra cui <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="130">coltelli, cacciaviti e punte di trapano</b>. Tra loro figura un individuo bloccato a bordo di un autobus di linea, il quale, oltre a violare un provvedimento di divieto di ritorno nel comune pisano, dovrà rispondere di interruzione di pubblico servizio e danneggiamento.</p>
<p data-path-to-node="3">Sul fronte dei reati contro il patrimonio, i militari hanno denunciato un cittadino italiano per tentato furto aggravato: l&#8217;uomo aveva cercato di sottrarre il portafoglio a una dipendente di un supermercato del centro, subito recuperato e restituito. Un cittadino straniero è stato invece fermato alla guida di un&#8217;auto a noleggio, risultata oggetto di appropriazione indebita dopo la segnalazione della società proprietaria; nei suoi confronti è scattata l&#8217;accusa di ricettazione.</p>
<p data-path-to-node="4">Le operazioni hanno coinvolto anche il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (<b data-path-to-node="4" data-index-in-node="75">Nas</b>) di Livorno per alcune ispezioni all&#8217;interno di locali commerciali nel centro di Pisa. I controlli hanno fatto emergere carenze igienico-sanitarie, la mancata applicazione dei piani di autocontrollo e la mancata vigilanza sul rispetto del divieto di fumo al chiuso. I titolari delle attività sono stati segnalati all&#8217;Azienda sanitaria locale per i provvedimenti di competenza.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[I posti di blocco predisposti sul territorio hanno permesso di intercettare diversi individui trovati in possesso di armi da taglio e oggetti atti a offendere]]></excerpt>
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                                    <category>Cronaca</category>
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                                <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:58:31 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 06 Jul 2026 14:58:31 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Ferrovie, Italia divisa in due dai lavori al Ponte del Pino: ma i disagi per ora sono limitati</title>
                <link>https://corrierepisano.it/toscana/dalla-toscana/ferrovie-italia-divisa-in-due-dai-lavori-al-ponte-del-pino-ma-i-disagi-per-ora-sono-limitati/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>FIRENZE &#8211; L’Italia ferroviaria si divide temporaneamente in due per il programmato avvio dei <strong>maxi-cantieri nel nodo di Firenze,</strong> ma il piano straordinario di mobilità regge l&#8217;impatto del primo lunedì di stop. Dalle 23 di ieri sera, e fino alle 4 di venerdì (10 luglio), la circolazione tra le stazioni di Firenze Campo di Marte e Firenze Santa Maria Novella è completamente sospesa <strong>per consentire la complessa sostituzione del cavalcaferrovia di Ponte al Pino</strong>. Una colossale operazione ingegneristica che vede i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana impegnati <strong>nella demolizione della vecchia struttura, movimentando carichi eccezionali grazie a una gru da duemila tonnellate e alta 70 metri</strong> fatta arrivare direttamente dalla Virginia, negli Stati Uniti.</p>
<p>I disagi per i passeggeri dell’Alta velocità e per le migliaia di pendolari del trasporto regionale sono rimasti contenuti grazie a<strong> un imponente spiegamento di personale delle ferrovie, volontari della protezione civile e pattuglie della polizia municipale,</strong> oltre al massiccio ricorso allo <strong>smart working raccomandato da Palazzo Strozzi Sacrati e dal Comune per alleggerire i flussi</strong>. I passeggeri dei treni veloci in arrivo da sud a Campo di Marte vengono subito indirizzati verso navette sostitutive dirette in centro, mentre i pendolari dei treni locali, giunti soprattutto dal Valdarno e dalla linea aretina, salgono a bordo di bus dedicati che fanno la spola con le linee della tramvia. <strong>Qualche momento di smarrimento si è registrato soltanto tra i turisti stranieri sprovvisti di informazioni, subito assistiti dai presidi in stazione.</strong> La contemporanea deviazione di parte dei convogli sulla linea Tirrenica ha però causato un effetto domino, con un <strong>guasto tecnico registrato nei pressi di Follonica che in mattinata ha appesantito i ritardi fino a 80 minuti per i treni dirottati sulla costa.</strong></p>
<p>Sull&#8217;andamento dei lavori e sulla gestione dell&#8217;emergenza è intervenuto direttamente il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, oggi in Piemonte. &#8220;I lavori nel nodo ferroviario di Firenze? Beh, <strong>sono tre giorni di disagio per avere trent&#8217;anni di alta velocità più moderna, puntuale, veloce e sicura</strong> – commenta il ministro –. Ogni cantiere, come questa Pedemontana, ovviamente comporta per i cittadini coinvolti qualche disagio. A cantiere ultimato, sia sulla ferrovia che sulla strada cambia il mondo. <strong>Separare l&#8217;Alta Velocità dal trasporto merci, e dal trasporto regionale locale pendolare, significa fare interesse dei pendolari</strong>, e avere un&#8217;Alta velocità più efficiente. Qua si sta sostituendo un ponte con una gru che arriva dall&#8217;altra parte del mondo: conto che gli ingegneri e gli operai, che ringrazio perché lavoreranno anche con i 40 gradi, facciano il prima possibile&#8221;.</p>
<p>Dal cuore del cantiere fiorentino, <strong>Andrea Esposito, responsabile della pianificazione e controllo industriale di Rfi,</strong> ha confermato il perfetto rispetto del cronoprogramma delle operazioni. &#8220;L&#8217;intervento sul ponte al Pino a Firenze sta andando secondo i tempi – spiega il tecnico di Rfi –. <strong>L&#8217;interruzione è cominciata ieri sera alle 23, nel corso della notte è stato fatto un&#8217;operazione molto complessa da un punto di vista tecnico</strong>: è stato porzionato il ponte in tre parti con una lama diamantata di grandi dimensioni e nel corso della mattinata è stato imbracato il primo concio del ponte. <strong>La prima porzione che è stata sollevata a circa un&#8217;ora fa dalla gru che stiamo utilizzando, un macchinario da 2000 tonnellate e alta 70 metri</strong> che ci consente di fare movimentazioni di grandi carichi in uno spazio così ristretto come quest&#8217;area di cantiere che è fortemente urbanizzata. Stiamo posando la prima porzione del concio sui carrelloni per poi essere trasferita nell&#8217;area di deposito. <strong>Nel corso della giornata di oggi e di domani verranno poi mosse le altre due porzioni, in maniera tale sarà svarato completamente l&#8217;attuale travata e poi negli ultimi due giorni ci saranno tutte le operazioni di demolizione delle attuali spalle del ponte</strong>, fatte tutte le predisposizioni per poi permettere nell&#8217;ultima parte di luglio, quando ci sarà la seconda finestra di interruzione della circolazione ferroviaria, la posa del nuovo ponte&#8221;.</p>
<p><strong>I dati ufficiali sui flussi confermano l&#8217;efficacia delle misure di mitigazione e delle campagne informative avviate nei giorni scorsi</strong>. &#8220;Complessivamente il volume di traffico in questi giorni di interruzione della tratta tra Santa Maria Novella e Campo Marte vede una riduzione di circa il 50 per cento, sia per quanto riguarda il trasporto regionale, sia per l&#8217;Alta velocità – aggiunge Andrea Esposito –. Si è riscontrato una leggera riduzione del volume dei viaggiatori rispetto al solito, questo molto probabilmente <strong>grazie anche alle indicazioni che sono state date sia dal comune di Firenze che dalla Regione Toscana di implementare lo smart working.</strong> Quindi il flusso dei pendolari è stato più contenuto&#8221;.</p>
<p>In prima linea sulle banchine di Campo di Marte anche <strong>l’assessore regionale ai trasporti, Filippo Bon</strong>i, che ha voluto monitorare l&#8217;arrivo dei primi convogli del mattino per verificare la tenuta del sistema di interscambio e dei bus sostitutivi. “Ho voluto seguire da vicino l’avvio del piano straordinario predisposto per affrontare l’emergenza nazionale di sostituzione di Ponte al Pino per verificarne l’andamento e intervenire con eventuali correttivi – sottolinea l&#8217;assessore regionale Filippo Boni – a<strong>l momento gli spostamenti stanno procedendo in modo fluido e regolare</strong>, grazie al grande lavoro di coordinamento messo in campo con la collaborazione di Rfi, Trenitalia, Autolinee toscane, il Comune di Firenze, la Protezione civile e tutti gli altri soggetti coinvolti. Continueremo a monitorare costantemente la situazione per affrontare ogni eventuale criticità. Q<strong>uesto è l&#8217;inizio di un&#8217;emergenza che durerà 5 giorni, quindi la situazione va tenuta sotto controllo 24 ore su 24, in particolare nelle ore di punta.</strong> Un ringraziamento sincero va ai lavoratori, ai volontari, alle forze impegnate sul territorio e a tutto il personale che, con professionalità e spirito di servizio, sta dando il massimo per garantire sicurezza e continuità negli spostamenti. <strong>Ringrazio anche i pendolari e i cittadini per la pazienza, il senso civico e la collaborazione che stanno dimostrando in queste ore</strong>”.</p>
<p>“Quella di oggi è stata una giornata impegnativa, come era prevedibile per un intervento così importante. <strong>Il primo bilancio è comunque positivo: il sistema ha sostanzialmente retto e la movimentazione dei bus sostitutivi del servizio AV si è svolta senza particolari criticità grazie anche alle scorte della polizia municipale</strong>. Anche le navette gratuite messe a disposizione dal Comune di Firenze per i viaggiatori del servizio ferroviario regionale hanno funzionato come previsto, assicurando il collegamento fra la Stazione di Campo di Marte e le tramvie T2 in Piazza della Libertà e T1 in viale Strozzi e quindi con la Stazione Santa Maria Novella da una parte e Careggi dall&#8217;altra. Per quanto riguarda la viabilità, <strong>abbiamo registrato alcuni rallentamenti nell&#8217;area di via Mannelli</strong> soprattutto nel tratto precedente a quello chiuso ma non si sono registrate grandi criticità. Si tratta comunque di aspetti che continueremo a monitorare con la massima attenzione.  Voglio rivolgere un sentito ringraziamento a tutte le persone impegnate sul campo:<strong> le squadre di protezione civile presenti nelle loro postazioni, volontari e dipendenti comunali, la polizia municipale</strong>, tutti coloro che si sono impegnati con grande disponibilità e spirito di servizio, intervenendo con tempestività ogni volta che è stato necessario, dando le informazioni necessarie a chi ne aveva bisogno, cosa fondamentale in momenti complicati come questo. <strong>Un grazie va anche alle cittadine e ai cittadini, che hanno affrontato questa prima giornata con collaborazione e pazienza.</strong> Sappiamo bene che un intervento come questo ha un impatto di grande portata sulla nostra città. Continueremo a seguire l&#8217;evoluzione della situazione giorno dopo giorno, monitorando tutto il sistema di supporto attivato”. <strong>Così la sindaca di Firenze Sara Funaro. </strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Ferrovie dello Stato, Regione Toscana, Comune e protezione civile in prima linea per limitare i problemi dei tre giorni di stop fra Campo Marte e Rifredi]]></excerpt>
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                                    <category>dalla Toscana</category>
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                                <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:21:44 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 07 Jul 2026 17:41:55 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Marmolada, svelata la dinamica del collasso: un nuovo modello 3D per prevenire i crolli dei ghiacciai</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cronaca/marmolada-svelata-la-dinamica-del-collasso-un-nuovo-modello-3d-per-prevenire-i-crolli-dei-ghiacciai/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Un team di ricercatori ha ricostruito le dinamiche fisiche e climatiche alla base del crollo del ghiacciaio della <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="114">Marmolada</b>, avvenuto il 3 luglio 2022 e costato la vita a undici persone. I risultati dell&#8217;indagine sono stati pubblicati sulla rivista scientifica <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="261">Geophysical Research Letters</i> nell&#8217;articolo intitolato <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="315">Climate Warming and Ice Weakening Trigger Alpine Glacier Collapses: The Marmolada Case</i>.</p>
<p data-path-to-node="1">Lo studio individua in una condizione di &#8216;equilibrio critico&#8217; il fattore scatenante del collasso. Attraverso l&#8217;uso di un <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="121">modello termo-meccanico tridimensionale</b>, gli esperti hanno analizzato le forze in gioco, evidenziando come l&#8217;evento sia stato il risultato di una combinazione di elementi. Un ruolo centrale è stato giocato dall&#8217;aumento delle temperature, che ha innescato un progressivo indebolimento strutturale. Le condizioni insolitamente calde del periodo precedente al crollo hanno prodotto grandi quantità di <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="519">acqua di fusione</b>. Infiltrandosi alla base del ghiacciaio, il liquido ha generato una sottospinta idraulica, destabilizzando l&#8217;intera massa glaciale.</p>
<p data-path-to-node="2">A questo si è aggiunta la complessa conformazione interna del ghiacciaio. I ricercatori hanno rilevato la presenza di un diffuso sistema di <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="140">fratture</b>, il quale ha ridotto la resistenza meccanica del ghiaccio e favorito il distacco.</p>
<p data-path-to-node="3">La ricerca rappresenta l&#8217;evoluzione del lavoro di consulenza tecnico-scientifica richiesto dalla Procura della Repubblica di Trento. Il gruppo di studio è stato coordinato da Carlo Baroni e Alberto Bellin, e ha visto la partecipazione di docenti e ricercatori dell&#8217;<b data-path-to-node="3" data-index-in-node="265">Università di Pisa</b>, dell&#8217;<b data-path-to-node="3" data-index-in-node="290">Università di Trento</b>, dell&#8217;<b data-path-to-node="3" data-index-in-node="317">Università di Padova</b> e dell&#8217;Istituto di Geoscienze e Georisorse del <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="385">Cnr</b> di Pisa.</p>
<p data-path-to-node="4">&#8220;Il contributo dei ricercatori Unipi si è particolarmente concentrato sul ruolo esercitato dalla complessa struttura interna del ghiacciaio e sulla caratterizzazione di diverse generazioni di sistemi di fratture secondarie che hanno contribuito a ridurre la resistenza al taglio del ghiaccio e generato le superfici di distacco della massa glaciale&#8221;, spiega il professor Carlo Baroni del Dipartimento di Scienze della Terra di Pisa, sottolineando come questi risultati abbiano chiarito i meccanismi di innesco del cedimento.</p>
<p data-path-to-node="5">Alberto Bellin, docente dell&#8217;Università di Trento, descrive l&#8217;approccio tecnico adottato: &#8220;Nello studio abbiamo usato un modello di stabilità globale tridimensionale che tiene conto di tutte le forze agenti e dell&#8217;effetto della temperatura. Abbiamo notato come in Marmolada la presenza di acqua all&#8217;interfaccia fra la roccia e il ghiaccio abbia ridotto la componente stabilizzante delle forze agenti sul ghiacciaio causandone il crollo, ulteriormente favorito dall&#8217;aumento della temperatura&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="6">Il modello di stabilità elaborato dal team di ricerca non si limita a spiegare il caso della Marmolada. Secondo gli autori, anche in una versione semplificata, questo approccio potrà essere impiegato come <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="205">strumento predittivo</b> per monitorare altre aree alpine. Di fronte al rapido arretramento dei ghiacciai legato ai cambiamenti climatici, il sistema offre una base concreta per valutare la tenuta degli ambienti glaciali e supportare la prevenzione dei rischi futuri.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Un pool di ricercatori ha ricostruito le cause del tragico distacco del 2022 attraverso l'elaborazione di un innovativo modello termo-meccanico tridimensionale]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cronaca</category>
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                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 12:49:06 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 06 Jul 2026 13:41:48 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Governance Poll 2026: Funaro prima in Italia, sale il consenso per Giani</title>
                <link>https://corrierepisano.it/toscana/dalla-toscana/governance-poll-2026-funaro-prima-in-italia-sale-il-consenso-per-giani/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">FIRENZE &#8211; Il quadro emerso dall&#8217;edizione 2026 del <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="40">Governance Poll</i>, la rilevazione sul gradimento degli amministratori locali realizzata da Noto Sondaggi per <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="147">Il Sole 24 Ore</i>, mostra una mappa del consenso in forte movimento per la <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="219">Toscana</b>. I dati percentuali evidenziano un solido posizionamento per i vertici della Regione e trend molto differenziati nei singoli comuni capoluogo.</p>
<p data-path-to-node="1">A livello di amministrazione regionale, il presidente <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="54">Eugenio Giani</b> raccoglie un giudizio positivo da parte dei cittadini. Il governatore di centrosinistra si attesta al <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="170">56,5%</b> delle preferenze, facendo registrare un indice di gradimento in aumento rispetto ai voti ottenuti il giorno della sua elezione.</p>
<p data-path-to-node="2">Spostando l&#8217;attenzione sulle amministrazioni comunali, il risultato più netto dell&#8217;intera indagine nazionale appartiene a Firenze. La sindaca di centrosinistra <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="160">Sara Funaro</b> guida la classifica assoluta dei primi cittadini italiani con il <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="237">66%</b> dei consensi, segnando un netto incremento rispetto al dato delle urne.</p>
<p data-path-to-node="3">Nel resto della regione si muovono dinamiche alterne, con diverse città guidate dal centrodestra che mostrano segnali di crescita o di flessione. A Lucca, il sindaco <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="166">Mario Pardini</b> raggiunge il <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="193">56%</b> dei favori, posizionandosi in scia positiva rispetto al momento della sua elezione. Un trend di crescita viene evidenziato anche a Siena, dove la prima cittadina <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="359">Nicoletta Fabio</b> si attesta al <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="389">53%</b>. Segno meno, invece, per <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="418">Antonfrancesco Vivarelli Colonna</b> a Grosseto: il sindaco vede scendere il proprio livello di gradimento al <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="524">54,5%</b>, accusando una flessione nel confronto con i dati del giorno del voto.</p>
<p data-path-to-node="4">La tendenza al calo si accentua nelle città di Pisa e Livorno, che chiudono la presenza toscana all&#8217;interno del sondaggio. Nel capoluogo pisano, il sindaco di centrodestra <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="172">Michele Conti</b> scivola al <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="197">51%</b> di gradimento. Una contrazione dei consensi rispetto al giorno dell&#8217;elezione tocca infine anche il sindaco di centrosinistra di Livorno, <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="338">Luca Salvetti</b>, che si ferma esattamente sulla soglia del <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="395">50%</b>.</p>
</p>
<p><em>Davide Caruso</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il dato più eclatante a livello nazionale arriva dal capoluogo toscano, dove la prima cittadina domina la classifica assoluta del gradimento]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>dalla Toscana</category>
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                                <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 09:55:05 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 07 Jul 2026 17:42:09 +0200</modDate>
                <author>Davide Caruso</author>
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                <oldGuid>https://corrierepisano.it/toscana/dalla-toscana/governance-poll-2026-funaro-prima-in-italia-sale-il-consenso-per-giani/</oldGuid>
                                
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                <type>post</type>
                <title>Rifiuti e riciclo, i dati del dossier 2026: crescono i comuni virtuosi in Toscana</title>
                <link>https://corrierepisano.it/toscana/dalla-toscana/rifiuti-e-riciclo-i-dati-del-dossier-2026-crescono-i-comuni-virtuosi-in-toscana/</link>
                <description><![CDATA[<p><p><span data-path-to-node="0,0">Il dossier 2026 di <i data-path-to-node="0,0" data-index-in-node="19">Comuni Ricicloni</i>, pubblicato da Legambiente, delinea un quadro aggiornato sulla gestione dei rifiuti in Italia, registrando indicatori in crescita per la Toscana</span><span data-path-to-node="0,2">. Nella regione, la popolazione servita da sistemi di raccolta definiti &#8216;Rifiuti Free&#8217; ha raggiunto quota 303.902, con un aumento di oltre 98.000 cittadini rispetto all&#8217;anno precedente</span><span data-path-to-node="0,4">. Attualmente, le amministrazioni toscane capaci di contenere la produzione di indifferenziato sotto la soglia dei 75 kg per abitante sono 23, pari all&#8217;8,4% dei comuni del territorio</span><span data-path-to-node="0,6">.</span></p>
<p><span data-path-to-node="1,0">Nonostante i dati positivi, il contesto regionale mostra ancora margini di intervento: a fronte di una raccolta differenziata media del 68,28%, il riciclo effettivo dei materiali copre il 53%, mentre circa il 30% dei rifiuti prodotti finisce ancora in discarica</span><span data-path-to-node="1,2">.</span></p>
<p><span data-path-to-node="2,0">Tra le realtà locali in evidenza figura <b data-path-to-node="2,0" data-index-in-node="40">Livorno</b>, che ha ottenuto riconoscimenti specifici dai consorzi Comieco e Conoe</span><span data-path-to-node="2,2">. Sul fronte della carta e del cartone, il capoluogo labronico ha segnato una crescita del 5%, passando da 56 a 59 kg per abitante, risultato agevolato da interventi mirati nella zona portuale gestiti dalla municipalizzata AAMPS</span><span data-path-to-node="2,4">. La stessa azienda, collaborando con Ecorec, ha attivato un piano per la raccolta degli oli alimentari esausti, posizionando appositi contenitori presso i supermercati</span><span data-path-to-node="2,6">. Oltre ai numeri, i referenti di AAMPS sottolineano la necessità di superare la pura logica delle percentuali di differenziata, concentrandosi sulla riduzione dei rifiuti alla fonte e sulla tutela della salute degli operatori, elementi cruciali in un tessuto urbano complesso e turistico come quello livornese</span><span data-path-to-node="2,8">.</span></p>
<p><span data-path-to-node="3,0">Sul piano dell&#8217;impiantistica, un ruolo di rilievo è ricoperto dal polo di <b data-path-to-node="3,0" data-index-in-node="74">Scapigliato</b>, società in house del Comune di Rosignano Marittimo</span><span data-path-to-node="3,2">. Il piano industriale dell&#8217;azienda prevede investimenti per 26 milioni di euro fino al 2030, destinati a potenziare il trattamento della frazione organica, la gestione dei rifiuti elettronici (RAEE) e lo smaltimento dell&#8217;amianto in sicurezza</span><span data-path-to-node="3,4">. L&#8217;impianto attuale riesce a captare il 90% del biogas prodotto, generando circa 20.000 MWh annui di energia elettrica rinnovabile</span><span data-path-to-node="3,6">. Tra le iniziative promosse dalla società rientra anche il progetto &#8216;Scapigliato Alberi&#8217;, che prevede la messa a dimora di piante di Paulownia utilizzando vasi in plastica riciclata forniti dall&#8217;azienda toscana Revet</span><span data-path-to-node="3,8">.</span></p>
<p><span data-path-to-node="4,0">Le classifiche su base regionale individuano <b data-path-to-node="4,0" data-index-in-node="45">Serravalle Pistoiese</b> e <b data-path-to-node="4,0" data-index-in-node="68">Monsummano Terme</b> come leader, rispettivamente, nelle fasce demografiche tra i 5.000 e i 15.000 abitanti e oltre i 15.000 abitanti</span><span data-path-to-node="4,2">. A Monsummano Terme è stato inoltre assegnato il premio Airqino per i progetti di miglioramento della qualità dell&#8217;aria nella &#8216;Piana Lucchese&#8217;, basati su incentivi per pompe di calore e mobilità elettrica che consentono di ridurre le emissioni di CO2 di oltre 200 tonnellate all&#8217;anno</span><span data-path-to-node="4,4">. Analizzando i capoluoghi di provincia, <b data-path-to-node="4,4" data-index-in-node="41">Lucca</b> ottiene la performance più alta con il 78,2% di raccolta differenziata, precedendo Grosseto (68,0%) e Prato (67,5%)</span><span data-path-to-node="4,6">. Infine, per quanto riguarda le gestioni su larga scala, Alia Servizi Ambientali si colloca al quattordicesimo posto nazionale tra i consorzi con oltre 200.000 utenze, servendo circa 1,7 milioni di toscani</span><span data-path-to-node="4,8">.</span></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il capoluogo labronico si distingue per le performance nella raccolta di carta e oli esausti, mentre Lucca guida la classifica dei capoluoghi di provincia per percentuale di differenziata]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>dalla Toscana</category>
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                                                    <place>Toscana</place>
                                <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 09:30:40 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 06 Jul 2026 09:30:40 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Incendio di sterpaglie lungo le sponde del Serchio: in fumo 4mila metri quadri</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cronaca/incendio-di-sterpaglie-lungo-le-sponde-del-serchio-in-fumo-4mila-metri-quadri/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>VECCHIANO – <strong>Un esteso incendio di sterpaglie</strong> ha tenuto impegnate le squadre di emergenza nella prima serata di ieri (5 luglio) nel territorio comunale di Vecchiano, richiedendo un intervento tempestivo per evitare conseguenze ben più gravi alla vegetazione locale.</p>
<p>L&#8217;allarme è scattato poco prima delle 20, quando la centrale operativa dei <strong>vigili del fuoco</strong> di Pisa è stata allertata per <strong>un rogo divampato lungo le sponde del Fiume Serchio</strong>. Sul posto sono confluite immediatamente le squadre del comando pisano con due mezzi antincendio e un’ulteriore autobotte giunta a supporto dalla <strong>sede centrale</strong>. Le fiamme, alimentate dalla secchezza stagionale, stavano interessando <strong>una fitta area di sterpaglie e un canneto, minacciando di estendersi rapidamente ai terreni boschivi e agricoli adiacenti.</strong></p>
<p>Grazie alla prontezza dei pompieri, il rogo è stato prontamente circoscritto ed estinto prima che potesse propagarsi oltre la sponda fluviale. <strong>Al fianco del personale dei vigili del fuoco hanno operato anche i volontari Aib (Antincendi boschivi)</strong>, inviati sul posto dalla Soup, la Sala operativa unificata permanente della Regione Toscana, che hanno collaborato alle lunghe operazioni di bonifica. <strong>Al termine dell&#8217;intervento, che ha visto andare in fumo un&#8217;area complessiva stimata in circa 4mila metri quadrati</strong>, la squadra dei vigili del fuoco ha provveduto <strong>a mettere in completa sicurezza l’intera zona. </strong></p>
<p><strong>Le cause che hanno dato origine al focolaio sono tuttora in fase di accertamento.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Grazie alla prontezza dei pompieri, il rogo è stato prontamente circoscritto ed estinto prima che potesse propagarsi oltre la sponda fluviale]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cronaca</category>
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                                <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 08:40:16 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 06 Jul 2026 08:40:16 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Due gattini appena nati salvati nell’incendio di sterpaglie a Montecatini Val di Cecina</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cronaca/due-gattini-appena-nati-salvati-nellincendio-di-sterpaglie-a-montecatini-val-di-cecina/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>MONTECATINI VAL DI CECINA &#8211; Due squadre dei <strong>vigili del fuoco di Pisa</strong> sono intervenute alle ieri sera (4 luglio) sulla strada regionale 439 nel comune di<strong> Montecatini Val di Cecina</strong> per <strong>l&#8217;incendio di sterpaglie.</strong></p>
<p><strong>Le fiamme si sono propagate ai piedi della collina per circa 9 ettari. </strong>Sul posto le squadre dei vigili del fuoco con quattro mezzi antincendio e un’autobotte proveniente dalla sede centrale hanno <strong>prontamente estinto le fiamme e messo in sicurezza i luoghi dell’intervento. </strong>Durante l’intervento sono stati <strong>tratti in salvo due gattini appena nati.</strong></p>
<p>Sono intervenuti <strong>i volontari Aib inviati dalla Soup (Sala operativa unificata permanente) della Regione Toscana.</strong></p>
<p><strong>Le cause del rogo sono in fase di accertamento.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Intervento dei vigili del fuoco assieme ai volontari Aib della Regione Toscana ieri sera (4 luglio) sulla strada regionale 439]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cronaca</category>
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                                <pubDate>Sun, 05 Jul 2026 14:07:01 +0200</pubDate>
                <modDate>Sun, 05 Jul 2026 14:07:01 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Fratellini di 5 e 9 anni intossicati nella piscina di un residence</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cronaca/fratellini-di-5-e-9-anni-intossicati-nella-piscina-di-un-residence/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Pomeriggio di grande apprensione e paura anche sul litorale pisano per un incidente che ha visto coinvolti due bambini. La centrale operativa del 118 è scattata in codice d&#8217;urgenza per un intervento in un residence di Calambrone, dove <strong>due fratellini di 5 e 9 anni sono rimasti intossicati</strong>.</p>
<p>Secondo le prime informazioni, i due piccoli avrebbero <strong>ingerito involontariamente dell&#8217;acqua mentre si trovavano in piscina, all&#8217;interno della quale si sarebbe verificato un problema legato al dosaggio del pH</strong>.</p>
<p>I bambini, che hanno manifestato i sintomi dell&#8217;intossicazione, sono stati subito presi in carico dal personale medico e <strong>trasportati d&#8217;urgenza al pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Livorno per il monitoraggio e le terapie necessarie.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L'incidente a Calambrone: il problema sarebbe legato al dosaggio del pH dell'acqua della struttura. Trasportati al pronto soccorso]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cronaca</category>
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                                <pubDate>Sat, 04 Jul 2026 20:55:03 +0200</pubDate>
                <modDate>Sat, 04 Jul 2026 20:55:03 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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