23.6 C
Pisa
martedì 7 Luglio 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Zucchero: “Oggi fare live è più facile, giovani con i social sono macchine da guerra”

(Adnkronos) – “Adesso è più facile. Forse la voglia di divertirsi, la voglia di uscire. C’è stato un aumento del live a livello mondiale. Dopo il Covid, il live è incrementato. Questi giovani sono dei grandi comunicatori, sono delle macchine da guerra, i social hanno fatto la differenza. La comunicazione è più veloce, più vasta. Poi corrono da una parte all’altra, fanno dei balletti, sculettano. Cantano, sì, poco ma insomma se la cavano, e fanno quegli stadi. Non c’è una spiegazione. Io non sono così, non ci capisco un cazzo di social”. Zucchero Sugar Fornaciari in grandissimo spolvero prima del concerto allo stadio Dall’Ara di Bologna, in cui fa tappa dopo il debutto di Udine con il suo ‘Baila (sexy thing) 25th – Under The Moonlight, che celebra i 25 anni di uno dei suoi brani più amati ed iconici, il bluesman emiliano chiacchiera nel backstage con i cronisti a tutto tondo, partendo dalla musica del presente. “Come spesso ho detto, tra i giovani Salmo mi piace molto. Ci conosciamo, abbiamo fatto due o tre live insieme come special guest, è una persona che scrive in un modo giovane, con un linguaggio attuale ma dove io mi ci riconosco. Cioè, lui un po’ più pesante, io cantavo ‘Pippo, che cazzo fai?”, scherza Zucchero. “E poi Blanco, Marracash”.  

Un passaggio è dedicato anche ad Ultimo, reduce dall’enorme successo di Tor Vergata. “E’ una macchina da guerra -dice- Il concerto non l’ho visto, ma ho visto che c’era un po’ di gente” ironizza, alludendo ai 250mila biglietti venduti. “Il suo successo? Beh, il nome fa tanto”.  

Dal presente il racconto scivola nei capitoli più significativi della sua carriera. A partire dall’incontro con Miles Davis, con cui registrò ‘Dune Mosse’ a New York: dopo un’iniziale freddezza, tra i due nacque subito un’intesa, suggellata da quella frase che Zucchero non ha mai dimenticato: “I need your energy”. Poi sfilano altri momenti indelebili: la chiamata di Freddie Mercury per Wembley, l’aurora boreale vista per la prima volta a Tromsø insieme a Robert Plant durante il concerto per Mandela, il Live Aid e il debutto da supporter di Eric Clapton alla Royal Albert Hall di Londra.  

Sul possibile ritorno in studio con un album di inediti, Zucchero ammette di essere ancora combattuto. “Ci ho pensato molto. Serve? No. Non è vero, boh. Dopo aver scritto più di 350 canzoni, tra le mie e quelle per altri, è molto difficile. Non tanto per la fatica di mantenere il successo, ma perché devi giustificarlo. A mantenerlo ce la si può fare, anche con l’aiuto dei social e di un buon ufficio stampa. Il problema è giustificarlo. Devi fare un album di almeno con 8-9 brani, coi coglioni”. 

Un’artista con cui avrebbe voluto collaborare “sarebbe stata Amy Winehouse, ma purtroppo non c’è più -dice Zucchero- Oggi Red Rock, in Colorado”. o Dua Lipa, “forse per altri motivi”, scherza. Nella chiacchierata, c’è spazio anche per qualche considerazione su Sanremo: “Non è un campionato, è una partita di ping pong”, dice Zucchero. Che commenta anche la decisione del direttore artistico del festival di Sanremo 2027 Stefano De Martino di modificare il regolamento del festival, creando la serata Performance che eleggerà il rappresentante dell’Italia all’Eurovision che non coinciderà più dunque necessariamente con il vincitore della kermesse ma quello della serata dedicata proprio alla manifestazione europea. “Con tutto il rispetto, io sono passato di lì, anche se sono arrivato penultimo -dice Zucchero- Se fossi il direttore artistico di Sanremo opterei per questa soluzione, non che chi vince debba necessariamente andarci, se no mi sembra il festival di Castrocaro”. 

 All’Eurovision “deve andare uno che ha i coglioni, deve essere uno competitivo -dice senza mezzi termini- Tutti quelli che sono andati negli ultimi anni, a parte i Maneskin, hanno fatto cagare”. Ad esempio: “Chi si ricorda il barbuto che aveva le tette da donna?”, provoca con la consueta ironia priva di filtri e sempre senza giudizio, parlando di una delle vincitrici passate, Conchita Wurst. “Che si pensasse a cantare e a portare delle belle canzoni, fine delle trasmissioni”, chiosa il bluesman emiliano. 

Incalzato dai giornalisti, il bluesman torna sulle dichiarazioni di Francesco De Gregori sui proclami politici da parte degli artisti. “Non voglio fare il politically correct, ma non oserei mai contraddirlo in pubblico”, sottolinea in merito al dibattito scatenatosi dopo le affermazioni di De Gregori. Poi ricorda una frase del poeta Walt Whitman fatta propria da De Gregori per sostenere il suo rifiuto ad esporsi su temi politici, e che è diventata anche il titolo di un brano di Bob Dylan, ‘contengo moltitudini’. “Quando uscì il disco di Bob Dylan che si intitolava ‘Contengo moltitudini’ ho detto ‘che titolo fantastico, vorrei averlo fatto io’ -scandisce Zucchero- Io ho sempre molti dubbi, se sei una persona sensibile ce li hai, io mi metto continuamente in dubbio. E’ bellissimo e mi ci ritrovo. Con Francesco abbiamo scritto delle cose molto belle, ci siamo frequentati, ci conosciamo bene: non oserei mai contraddirlo in pubblico”. La politica però, entra in volata con una frase fulminea, commentando l’idea di dare il Nobel per la Pace alla popolazione di Lampedusa lanciata dalla scrittrice Dacia Maraini per l’accoglienza verso i migranti. “Va benissimo, mi sembra giusto: basta che non lo diano a Trump”, è la staffilata dell’artista.  

Nel corso dell’incontro arriva un annuncio a sorpresa: ‘Blues’, l’album che ha segnato una svolta nella carriera di Zucchero Sugar Fornaciari, nel 2027 compie 40 anni, e il bluesman emiliano lo festeggierà con una grandissima festa, dieci serate all’Arena di Verona nel periodo del compleanno dell’artista, a settembre, e altre dieci nel 2028. ‘Blues’ fu un album che segnò una svolta nella carriera di Zucchero e che l’artista ha deciso di onorare in una location “per lui molto speciale”, dice il suo manager Ferdinando Salzano. Dopo aver portato il suo live in giro per il mondo ed aver fatto tappa ad Udine, Zucchero approda stasera allo Stadio Dall’Ara di Bologna insieme alla sua super band internazionale, in quello che è il secondo di sei appuntamenti italiani (Bologna, Pescara, Perugia, Messina e Lucca). Una notte di musica pensata per celebrare un brano diventato un classico internazionale, e far vivere al pubblico le emozioni che il bluesman sa bene come tirar fuori. Per l’occasione, la celebre hit ‘Baila’ è stata rimasterizzata e torna in italiano, inglese e spagnolo. Dopo il tour estivo, il gran finale: il 10 giugno 2027 si ballerà senza tempo allo Stadio San Siro di Milano. (di Ilaria Floris) 

 

spettacoli

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Pisa
nubi sparse
23.6 ° C
24.5 °
22.5 °
81 %
0.6kmh
28 %
Mar
32 °
Mer
31 °
Gio
30 °
Ven
31 °
Sab
25 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS