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        <title>Corriere Pisano - Feed</title>
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        <description>Quotidiano Locale</description>
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        <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 14:41:51 +0000</pubDate>
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	<title>Cultura ed Eventi - Corriere Pisano</title>
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                <title>“Come Van Gogh o Paganini, l’AI non ripete”: l’università di Pisa a Roma per spiegare i limiti della ‘democratizzazione’ digitale</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/come-van-gogh-o-paganini-lai-non-ripete-luniversita-di-pisa-a-roma-per-spiegare-i-limiti-della-democratizzazione-digitale/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="4">PISA &#8211; L’intelligenza artificiale generativa si sta affermando come uno strumento rivoluzionario per il settore dell’audiovisivo, ma la sua natura imprevedibile impone un radicale cambio di prospettiva nella filiera produttiva. È questo il cuore della riflessione portata a <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="267">Roma</b> da <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="275">Antonio Cisternino</b>, docente dell&#8217;<strong>u</strong><b data-path-to-node="4" data-index-in-node="308">niversità di Pisa</b>, durante i lavori della kermesse nazionale <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="370">HD Forum Italia</i>.</p>
<p data-path-to-node="5">L<strong>&#8216;occasione di confronto si è tenuta lo scorso 26 maggio all&#8217;interno della Sala San Pio X, al dicastero per la comunicazione della Santa Sede</strong>. L&#8217;evento, organizzato per celebrare i vent&#8217;anni della rassegna dedicata al futuro dei media digitali, ha radunato centocinquanta invitati di spicco provenienti dal panorama accademico, istituzionale, industriale e della ricerca, per dibattere sui confini etici, la fiducia, le responsabilità e il valore umano della comunicazione.</p>
<p data-path-to-node="6">Il professore pisano ha focalizzato il suo intervento su un limite intrinseco e, al tempo stesso, affascinante degli algoritmi generativi: l&#8217;incapacità di replicare esattamente un prodotto partendo dalle stesse indicazioni. &#8220;Il comando è lo stesso, ma il risultato sarà sempre diverso. L’AI (come Van Gogh o Paganini) non ripete&#8221;, ha esordito Cisternino.</p>
<p data-path-to-node="7">Questa caratteristica scombussola le logiche tradizionali della produzione creativa. L&#8217;impossibilità di ottenere la medesima sequenza visiva a fronte di un identico input rende impraticabili alcune prassi consolidate, ponendo sfide tecniche e organizzative del tutto nuove. &#8220;<strong>Con l’AI lo stesso comando non genera mai due volte lo stesso risultato</strong>: ogni output è unico. Paradossalmente abbiamo una generazione seriale di risultati unici&#8221;, ha sottolineato l&#8217;accademico, illustrando le ricadute pratiche per i professionisti. &#8220;Questo cambia profondamente il modo in cui si realizza un prodotto audiovisivo, perché non è possibile creare una versione beta e poi rigenerarla identica ad alta risoluzione. Allo stesso modo, correggere solo una parte di un video mantenendo tutto il resto invariato diventa estremamente complesso&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="8"><strong>Le nuove frontiere tecnologiche spalancano le porte a uno scenario ambivalente</strong>. Da un lato vi è una facilitazione che permette a un vasto pubblico di approcciarsi alla creazione di contenuti di livello professionale; dall&#8217;altro, l&#8217;impiego massivo dei medesimi modelli algoritmici porta con sé lo spettro di un&#8217;eccessiva standardizzazione estetica.</p>
<p data-path-to-node="9"><strong>A sintetizzare questo bilancio finale è stato lo stesso Cisternino</strong>: &#8220;Esiste il rischio che strumenti utilizzati da milioni di persone producano contenuti sempre più simili tra loro. Ma allo stesso tempo l’AI ha una straordinaria capacità di ampliare la platea dei creatori, permettendo a molte più persone di produrre immagini, video e contenuti digitali, anche in questo caso, dunque, un paradosso: una democratizzazione dei processi che rischia di non produrre varietà&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Impossibile generare due volte lo stesso output: l'imprevedibilità degli algoritmi scombussola le prassi consolidate del montaggio e della produzione audiovisiva]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Docente toscano analizza le nuove tecnologie generative durante un incontro nazionale. Riflessioni critiche su creatività, unicità e standardizzazione estetica]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 10:02:17 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 02 Jun 2026 11:05:58 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Marina di Pisa, inaugurata la spiaggia accessibile gratuita per persone con disabilità</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/marina-di-pisa-inaugurata-la-spiaggia-accessibile-gratuita-per-persone-con-disabilita/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-start="987" data-end="1419">MARINA DI PISA(PI) – <strong data-start="1008" data-end="1074">Marina di Pisa inaugura la nuova spiaggia accessibile gratuita</strong>, uno spazio pensato per garantire a tutte le persone con disabilità la possibilità di vivere il mare in autonomia e sicurezza. La struttura, denominata Wonderland Stella Maris Beach, è stata aperta oggi grazie alla collaborazione tra l’associazione <strong data-start="1324" data-end="1338">Wonderland</strong> e il presidio riabilitativo di Marina di Pisa della <strong data-start="1391" data-end="1418">Fondazione Stella Maris</strong>.</p>
<p data-start="1421" data-end="1768">La nuova area balneare è stata progettata per eliminare le principali barriere architettoniche che spesso limitano l’accesso alla spiaggia e al mare. L’intero percorso è infatti reso fruibile attraverso una <strong data-start="1628" data-end="1650">pedana accessibile</strong>, mentre sono disponibili speciali <strong data-start="1685" data-end="1698">sedie job</strong>, studiate per muoversi sulla sabbia e facilitare l’ingresso in acqua.</p>
<p data-start="1770" data-end="2017">L’accesso alla spiaggia è gratuito per tutte le persone che ne faranno richiesta. L’obiettivo del progetto è offrire un ambiente inclusivo, capace di accogliere persone con diverse esigenze e favorire momenti di socializzazione, svago e benessere.</p>
<p data-start="2019" data-end="2277">La struttura dispone di <strong data-start="2043" data-end="2078">lettini, ombrelloni e un gazebo</strong>, oltre a spazi dedicati alle attività ricreative e sportive. Tra i servizi presenti figurano anche un campo da pallavolo, aree relax e ambienti destinati a laboratori, giochi e iniziative educative.</p>
<p data-start="2279" data-end="2557">Particolare attenzione è stata riservata all’accompagnamento degli utenti. La spiaggia prevede infatti la presenza costante di <strong data-start="2406" data-end="2432">animatori ed educatori</strong>, che affiancheranno le persone presenti nelle attività quotidiane e nelle iniziative organizzate durante la stagione estiva.</p>
<p data-start="2559" data-end="2935">L’apertura della Wonderland Stella Maris Beach rappresenta un nuovo tassello nel percorso di inclusione portato avanti sul territorio pisano. La collaborazione tra realtà associative e sanitarie ha permesso di realizzare uno spazio pensato non soltanto per l’accessibilità fisica, ma anche per favorire la partecipazione attiva e la condivisione di esperienze all’aria aperta.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il progetto nasce dalla collaborazione tra Wonderland e Fondazione Stella Maris con servizi e attività dedicate all’inclusione]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Marina di Pisa inaugura la nuova spiaggia accessibile gratuita con pedane, sedie da mare e attività dedicate alle persone con disabilità]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 10:06:37 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 01 Jun 2026 10:06:37 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Microelettronica, la rivoluzione passa da Pisa: l’ossigeno per ‘curare’ i transistor del futuro</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/microelettronica-la-rivoluzione-passa-da-pisa-lossigeno-per-curare-i-transistor-del-futuro/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; L&#8217;innovazione nel campo della microelettronica compie un decisivo passo in avanti grazie a una sinergia internazionale che vede protagonista l&#8217;<b data-path-to-node="4" data-index-in-node="143">Università di Pisa</b>. Un team multidisciplinare dell&#8217;ateneo toscano, composto da fisici, chimici e ingegneri, ha unito le forze con l&#8217;Università di Scienza e Tecnologia di <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="313">Wuhan</b>, in Cina, per sviluppare un metodo innovativo dedicato alla produzione di transistor bidimensionali. I risultati di questa ricerca, diramata il 28 maggio 2026, sono stati diffusi nel numero di maggio della rivista scientifica <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="545">Nature Electronics</i>.</p>
<p data-path-to-node="5">L&#8217;obiettivo dello studio è superare gli attuali limiti dei dispositivi realizzati in silicio. Come illustra Gianluca Fiori, docente al Dipartimento di Ingegneria dell&#8217;Informazione dell&#8217;Ateneo pisano: &#8220;I transistor sono i mattoncini di base dei circuiti elettronici che costituiscono i nostri calcolatori. Sono molti anni che la ricerca in microelettronica cerca soluzioni che vadano oltre le prestazioni dei dispositivi basati sul silicio, orientandosi sui semiconduttori bidimensionali, dello spessore di uno o due atomi, che consentono di miniaturizzare i transistor e quindi di aumentarne il numero all’interno dei calcolatori, con un conseguente aumento di velocità ed efficienza&#8221;. Finora, tuttavia, la fabbricazione di questi componenti estremamente sottili si è scontrata con ostacoli tecnici legati a imperfezioni strutturali che ne abbattevano l&#8217;efficacia.</p>
<p data-path-to-node="6">La vera svolta tecnologica risiede nell&#8217;impiego dell&#8217;ossigeno per sanare queste anomalie e incrementare la resa dei circuiti. Damiano Marian, docente al Dipartimento di Fisica, chiarisce la divisione dei compiti tra i due poli universitari, sottolineando l&#8217;avvicinamento concreto alla creazione di nuovi calcolatori: &#8220;In questo studio, proponiamo un metodo per migliorare la qualità dei materiali bidimensionali utilizzando l’ossigeno per aumentare le prestazioni dei transistor. Questo rappresenta un altro passo concreto verso la realizzazione di calcolatori basati su dispositivi bidimensionali. A Pisa abbiamo lavorato sulla messa a punto teorica del sistema, mentre all’Università di Wuhan hanno curato la parte sperimentalmente: grazie a simulazioni a principi primi, in grado di modellare il comportamento della materia a livello atomico, siamo riusciti a spiegare le osservazioni sperimentali dimostrando come l’ossigeno possa &#8216;riparare&#8217; alcuni difetti naturalmente presenti nei materiali bidimensionali, &#8216;curando&#8217; il materiale che verrà utilizzato per costruire i transistor&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="7">Il meccanismo chimico-fisico alla base della scoperta permette di risolvere il problema degli atomi mancanti nel reticolo del materiale, mancanze che ostacolano il flusso delle cariche elettriche. Teresa Cusati, tecnologa e chimico teorico presso il Dipartimento di Ingegneria dell&#8217;Informazione, entra nel dettaglio del processo: &#8220;Infatti, normalmente, questi difetti, che consistono in atomi mancanti all’interno della struttura, limitano il passaggio delle cariche elettriche, riducendo le prestazioni dei dispositivi. Introducendo in modo controllato atomi di ossigeno nel materiale, è stato possibile neutralizzare gran parte di questi difetti, favorendo il movimento delle cariche elettriche all’interno del transistor e migliorando l’interfaccia tra il materiale e i contatti metallici&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="8">I vantaggi pratici di questa metodologia sono duplici. Da un lato, l&#8217;inserimento dell&#8217;ossigeno permette di ottenere un trasporto elettrico superiore di circa tre volte rispetto a quello dei dispositivi non sottoposti al trattamento. Dall&#8217;altro, l&#8217;intera procedura risulta pienamente compatibile con i processi della produzione industriale. Questa caratteristica essenziale garantirà un agevole trasferimento tecnologico su larga scala non appena la tecnologia avrà raggiunto la definitiva maturità.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Grazie all'introduzione mirata di atomi all'interno dei materiali bidimensionali, i ricercatori sono riusciti a riparare le imperfezioni strutturali, triplicando di fatto il trasporto elettrico nei circuiti]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Importante passo in avanti sui semiconduttori. Un team universitario toscano ed alcuni scienziati cinesi migliorano efficienza su circuiti integrati]]></metadDscription>
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                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Sun, 31 May 2026 10:03:33 +0200</pubDate>
                <modDate>Sun, 31 May 2026 10:03:33 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Pisa cerca 200 persone per la notte della Luminara: domande entro il 5 giugno</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/pisa-cerca-200-persone-per-la-notte-della-luminara-domande-entro-il-5-giugno/</link>
                <description><![CDATA[<p><p class="isSelectedEnd"><strong>PISA</strong> – In vista della tradizionale festa della <strong>Luminara di San Ranieri</strong>, il Comune di Pisa ha avviato la selezione di 200 persone che saranno impegnate nell’accensione dei lumini lungo i Lungarni in occasione dell’edizione del prossimo 16 giugno. La ricerca del personale è stata affidata a <strong>Emilav</strong>, agenzia per il lavoro con filiale a Lucca.</p>
<p class="isSelectedEnd">La selezione riguarda gli operatori che si occuperanno della sistemazione dei bicchieri e dell’accensione dei circa <strong>100mila lumini</strong> che ogni anno illuminano ponti, palazzi storici e facciate affacciate sull’Arno durante una delle manifestazioni più attese della città.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per partecipare è necessario avere almeno 18 anni ed essere residenti o domiciliati nel Comune di Pisa oppure in uno dei Comuni della provincia. Possono candidarsi persone disoccupate, cassintegrate oppure studenti. Tra gli elementi valutati nella selezione ci sarà anche l’eventuale esperienza maturata nelle precedenti edizioni della manifestazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">La giornata di lavoro è prevista per martedì 16 giugno con orario dalle 15,15 alle 21,15. In caso di necessità organizzative potrà essere richiesto anche lo svolgimento di un’ora aggiuntiva di straordinario. Gli operatori saranno assunti con contratto di somministrazione a tempo determinato.</p>
<p class="isSelectedEnd">La <strong>Luminara di Pisa addetti ai lumini</strong> rappresenta ogni anno una delle opportunità stagionali più ricercate dagli studenti universitari e dai giovani del territorio. L’evento richiama migliaia di persone nel centro cittadino e trasforma i Lungarni in uno scenario illuminato esclusivamente dalla luce delle tradizionali fiammelle.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le candidature devono essere inviate esclusivamente online allegando il proprio curriculum vitae attraverso il portale dedicato di Emilav. Il termine fissato per presentare la domanda è quello di venerdì 5 giugno.</p>
<p>Per informazioni è possibile contattare la filiale Emilav di Porcari, in provincia di Lucca, tramite telefono o posta elettronica. La selezione servirà a completare l’organizzazione operativa della serata del 16 giugno, uno degli appuntamenti simbolo dell’estate pisana.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il Comune affida a Emilav la ricerca di personale tra studenti e disoccupati per l’accensione dei 100mila lumini del 16 giugno]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Luminara di Pisa, aperta la selezione per 200 addetti ai lumini. Domande entro il 5 giugno per studenti e disoccupati]]></metadDscription>
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                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Thu, 28 May 2026 15:06:39 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 28 May 2026 15:06:39 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Hai solo 15 minuti per uscire: la nuova sfida dell’università di Pisa conquista gli studenti</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/hai-solo-15-minuti-per-uscire-la-nuova-sfida-delluniversita-di-pisa-conquista-gli-studenti/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-start="806" data-end="1015">PISA – La <strong data-start="820" data-end="845">Fibonacci Escape Room</strong> è una delle novità più attese del <strong data-start="880" data-end="905">SummerCamp@Unipi 2026</strong>, le giornate di orientamento organizzate dall’<strong data-start="952" data-end="974">Università di Pisa</strong> per gli studenti delle scuole superiori.</p>
<p data-start="1017" data-end="1405">Quest’anno l’Ateneo punta su un format più dinamico e coinvolgente, trasformando l’orientamento universitario in una vera sfida tra enigmi, logica e gioco di squadra. L’appuntamento è fissato per giovedì 11 e venerdì 12 giugno al <strong data-start="1247" data-end="1265">Polo Fibonacci</strong> di Pisa, dove studentesse e studenti potranno conoscere da vicino corsi, servizi e spazi universitari partecipando ad attività interattive.</p>
<p data-start="1407" data-end="1711">La nuova escape room metterà alla prova gruppi composti da tre a cinque partecipanti. L’obiettivo sarà trovare <strong data-start="1518" data-end="1567">un codice segreto a sei cifre entro 15 minuti</strong> per riuscire ad aprire il baule finale. Per farlo serviranno intuito, capacità di ragionamento e collaborazione tra i componenti della squadra.</p>
<p data-start="1713" data-end="1872">Il percorso si svilupperà attraverso diversi ambienti dell’Ateneo e accompagnerà i partecipanti in un’esperienza pensata per unire orientamento e divertimento.</p>
<p data-start="1874" data-end="2172">Oltre alla <strong data-start="1885" data-end="1910">Fibonacci Escape Room</strong>, il SummerCamp offrirà incontri con tutor e docenti, laboratori, seminari e dimostrazioni dedicate alle varie aree disciplinari. Gli studenti potranno ricevere informazioni sui corsi di laurea, sulle modalità di iscrizione e sui principali servizi universitari.</p>
<p data-start="2174" data-end="2472">Nel programma sono previsti anche momenti dedicati al metodo di studio, all’orientamento consapevole e alla gestione dell’ansia legata agli esami, insieme a spazi informativi su <strong data-start="2352" data-end="2371">borse di studio</strong>, inclusione e servizi dedicati agli studenti con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento.</p>
<p data-start="2474" data-end="2609">Le iscrizioni sono già aperte e restano ancora posti disponibili per partecipare alle due giornate organizzate dall’Università di Pisa.</p>
<p data-start="2611" data-end="2752">Al termine dell’iniziativa verrà rilasciato <strong data-start="2655" data-end="2751">un attestato valido per i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO)</strong>.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Percorsi interattivi, prove di logica e missioni da completare in squadra animeranno le due giornate dedicate all’orientamento al Polo Fibonacci]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[SummerCamp@Unipi 2026, all’Università di Pisa debutta la Fibonacci Escape Room tra enigmi e sfide di squadra]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Wed, 27 May 2026 12:22:32 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 27 May 2026 12:22:32 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Pisa, dalla Sapienza alla Domus Mazziniana: il programma degli eventi in memoria della battaglia di Curtatone e Montanara</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/pisa-dalla-sapienza-alla-domus-mazziniana-il-programma-degli-eventi-in-memoria-della-battaglia-di-curtatone-e-montanara/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Domani, giovedì 28 maggio, la città e l&#8217;<b data-path-to-node="4" data-index-in-node="40">Università di Pisa</b> si apprestano a commemorare uno dei momenti più significativi del Risorgimento italiano: il 178° anniversario della battaglia di Curtatone e Montanara, svoltasi originariamente il 29 maggio 1848. La giornata sarà interamente dedicata alla memoria e al coraggio dei giovani volontari del Battaglione Universitario Toscano, impegnati in prima linea durante i moti della Prima Guerra di Indipendenza.</p>
<p data-path-to-node="5">Il programma istituzionale prenderà il via alle ore 9,45 nella suggestiva cornice del <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="86">Camposanto Monumentale</b> in Piazza dei Miracoli. Qui si terrà il formale ricordo dei caduti accompagnato dai saluti delle autorità territoriali e accademiche. Tra i presenti figurano il rettore dell&#8217;Ateneo pisano Riccardo Zucchi, il presidente della Provincia di Mantova Carlo Bottani e gli assessori comunali Paolo Pesciatini per Pisa e Alessandro Puccinelli per Pontedera. A loro si uniranno Alberto Andreoli, in rappresentanza della sezione locale dell&#8217;Istituto del Nastro Azzurro, e Lorenzo Gremigni per le associazioni goliardiche e degli ex allievi. Alle ore 10,45 le cerimonie si sposteranno nel cortile del <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="699">Palazzo della Sapienza</b> per la rituale deposizione delle corone d&#8217;alloro.</p>
<p data-path-to-node="6">Subito dopo, alle ore 11,00, l&#8217;Aula Magna Nuova ospiterà una fitta serie di approfondimenti. Moira Sbravati, delegata della Provincia di Mantova, illustrerà le attività della rete MUDRI (Museo Diffuso del Risorgimento), seguita dal racconto del viaggio d&#8217;istruzione della classe 4D del Liceo &#8216;G. Carducci&#8217; di Pisa, inserito nel progetto <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="337">Storia, cultura e cittadinanza</i>. Lo spazio storico vedrà poi l&#8217;intervento <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="410">Livorno per Curtatone e Montanara</i> affidato a Francesca Capanna, per concludersi con le anticipazioni pomeridiane del direttore della Domus Mazziniana, Pietro Finelli. La sessione mattutina si chiuderà sulle note del Coro dell&#8217;Università, diretto da Stefano Barandoni, e con le letture d&#8217;epoca di Lorenzo Gremigni e Lucia Liguori.</p>
<p data-path-to-node="7">Le celebrazioni riprenderanno alle ore 16,00 in via Massimo D&#8217;Azeglio, presso la <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="81">Domus Mazziniana</b>. L&#8217;istituto inaugurerà l&#8217;esposizione straordinaria del dipinto <i data-path-to-node="7" data-index-in-node="161">La battaglia di Curtatone e Montanara</i> dell&#8217;artista Giuliano Giuggioli, un&#8217;opera che rimarrà visitabile fino al 2 giugno. Lo stesso pittore dialogherà con Pietro Finelli nel corso dell&#8217;incontro <i data-path-to-node="7" data-index-in-node="354">Battaglie nella Storia, Battaglie dello Spirito</i>. A completare il pomeriggio sarà l&#8217;iniziativa multidisciplinare <i data-path-to-node="7" data-index-in-node="466">Storia, cultura, cittadinanza</i>, animata ancora dagli studenti del Liceo Carducci.</p>
<p data-path-to-node="8">L&#8217;intera macchina organizzativa dell&#8217;evento è frutto della collaborazione tra il Comitato scientifico dedicato all&#8217;anniversario, l&#8217;Istituto Domus Mazziniana e il CIDIC, ovvero il Centro per l&#8217;Innovazione e la Diffusione della Cultura.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Giovedì 28 maggio la città e l'Ateneo celebrano il 178° anniversario del celebre scontro risorgimentale. Una giornata ricca di appuntamenti per onorare l'estremo sacrificio del Battaglione Universitario Toscano]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Dal Camposanto Monumentale fino all'Aula Magna Nuova: accademici, studenti e autorità pubbliche si uniscono per mantenere viva la fiamma del ricordo e diffondere i valori storici della Prima Guerra d'Indipendenza]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Wed, 27 May 2026 10:31:32 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 27 May 2026 10:31:32 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Sport, mente e società, a Cecina arriva il mental coach dei campioni</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/sport-mente-e-societa-a-cecina-arriva-il-mental-coach-dei-campioni/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-start="800" data-end="1182">CECINA(PI) – <strong data-start="809" data-end="843">Sport mente e società</strong> saranno al centro del convegno in programma mercoledì 3 giugno, dalle 9,30 alle 12,30, al <strong data-start="934" data-end="962">Palazzetto dei Congressi</strong>. L’iniziativa è organizzata dal <strong data-start="995" data-end="1015">Comune di Cecina</strong> insieme all’<strong data-start="1028" data-end="1064">Associazione nazionale sociologi</strong>, Dipartimento della Toscana, e coinvolgerà studenti, rappresentanti del mondo sportivo e associazioni del territorio.</p>
<p data-start="1184" data-end="1437">L’incontro nasce per approfondire il valore dello sport oltre la dimensione agonistica. Non solo allenamento fisico, quindi, ma anche crescita personale, educazione, capacità di affrontare la pressione e costruzione di relazioni sociali più consapevoli.</p>
<p data-start="1439" data-end="1719">Ospite centrale della mattinata sarà <strong data-start="1476" data-end="1499">Riccardo Ceccarelli</strong>, medico, ingegnere della performance mentale e fondatore di <strong data-start="1560" data-end="1580">Formula Medicine</strong>. Ceccarelli è considerato uno dei principali esperti internazionali nell’applicazione dell’allenamento mentale allo sport di alto livello.</p>
<p data-start="1721" data-end="2078">Nel corso della sua carriera ha lavorato con piloti come <strong data-start="1778" data-end="1794">Ivan Capelli</strong>, <strong data-start="1796" data-end="1816">Michele Alboreto</strong>, <strong data-start="1818" data-end="1837">Charles Leclerc</strong> e <strong data-start="1840" data-end="1859">Fernando Alonso</strong>. Dalla fine del 2019 segue anche <strong data-start="1893" data-end="1910">Jannik Sinner</strong>, numero uno del tennis mondiale, accompagnandolo nel percorso di preparazione mentale legato a concentrazione, gestione dello stress e rendimento nei momenti decisivi.</p>
<p data-start="2080" data-end="2427">Il convegno su <strong data-start="2095" data-end="2129">Sport mente e società a Cecina</strong> sarà coordinato dal sociologo e consigliere comunale <strong data-start="2183" data-end="2203">Vincenzo Cerrone</strong>. Interverranno anche <strong data-start="2225" data-end="2246">Giovanni Giannone</strong>, presidente del Coni Livorno, <strong data-start="2277" data-end="2295">Giuliano Bruni</strong>, presidente Ans Toscana, <strong data-start="2321" data-end="2337">Emma Viviani</strong>, sociologa Ans Toscana, e <strong data-start="2364" data-end="2387">Davide Finocchietti</strong>, campione europeo Under 18 a Győr 2018.</p>
<p data-start="2429" data-end="2762">Alla mattinata parteciperanno gli studenti degli istituti superiori <strong data-start="2497" data-end="2511">Marco Polo</strong> ed <strong data-start="2515" data-end="2527">E. Fermi</strong>, insieme alle rappresentanze delle associazioni sportive locali. La presenza delle scuole punta a rendere il confronto più vicino alle nuove generazioni, chiamate a vivere lo sport anche come spazio educativo e strumento di benessere.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il 3 giugno con Riccardo Ceccarelli, esperto di performance mentale e fondatore di Formula Medicine]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Sport, mente e società: il 3 giugno convegno con Riccardo Ceccarelli, mental coach di atleti e piloti internazionali]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 26 May 2026 14:55:49 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 26 May 2026 14:55:49 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Il mistero di ‘Capotauro’: da Pisa l’ipotesi della supernova esplosa all’alba dell’universo</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/il-mistero-di-capotauro-da-pisa-lipotesi-della-supernova-esplosa-allalba-delluniverso/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Un minuscolo e misterioso punto rosso, perso in mezzo allo sfavillio delle galassie dell&#8217;universo primordiale. È questo l&#8217;oggetto celeste, immortalato dal telescopio spaziale <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="175">James Webb</b>, che sta tenendo col fiato sospeso la comunità astronomica internazionale. Ribattezzato &#8216;Capotauro&#8217; dal suo scopritore, l&#8217;astrofisico <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="320">Giovanni Gandolfi</b> (ispiratosi al nome di un rilievo della sua Emilia Romagna), questo corpo si colloca temporalmente a meno di 100 milioni di anni di distanza dal Big Bang.</p>
<p data-path-to-node="5">Fino a oggi, la scienza si è divisa su due possibili interpretazioni della sua natura: da un lato l&#8217;ipotesi che si tratti della più remota galassia primordiale mai vista, dall&#8217;altro la teoria secondo cui sarebbe una nana bruna estremamente fredda, ovvero una &#8216;stella fallita&#8217; grande quanto il pianeta Giove che transita nella Via Lattea emettendo una fievole luce a infrarossi.</p>
<p data-path-to-node="6">A sparigliare le carte è arrivato uno studio del team di ricerca della <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="71">Scuola Normale di Pisa</b>, guidato dal professor <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="117">Andrea Ferrara</b>. I risultati, pubblicati sulla rivista <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="171">The Open Journal of Astrophysics</i> e ripresi con un&#8217;intervista al docente dal prestigioso periodico <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="269">Science</i>, avanzano una terza e affascinante spiegazione: &#8216;Capotauro&#8217; sarebbe una rarissima supernova a instabilità di coppia.</p>
<p data-path-to-node="7">L&#8217;intuizione dei ricercatori toscani si fonda su un&#8217;anomalia luminosa. Mettendo a confronto la prima immagine scattata nel 2022 con una seconda rilevazione effettuata a due anni di distanza, è emerso che il corpo celeste ha incrementato la propria luminosità del 20%. Un simile balzo luminoso è incompatibile con il comportamento di una nana bruna o di una galassia, ma coincide perfettamente con le dinamiche di una supernova a instabilità di coppia.</p>
<p data-path-to-node="8">Si tratta di un evento catastrofico che coinvolge astri mastodontici formati quasi esclusivamente da elio e idrogeno, privi degli elementi pesanti generati dall&#8217;evoluzione cosmica. All&#8217;interno del loro nucleo, l&#8217;energia dei raggi gamma può tramutarsi in coppie di elettroni e positroni; un processo che priva la stella della pressione necessaria a sorreggere i propri strati esterni, innescando un collasso gravitazionale che sfocia in una colossale esplosione termonucleare.</p>
<p data-path-to-node="9">Il team pisano ha incrociato le previsioni teoriche sulla curva di luce di questa tipologia di supernova con i dati visivi di &#8216;Capotauro&#8217;, trovando un&#8217;ottima corrispondenza. A tal proposito, Ferrara e i suoi colleghi dichiarano: &#8220;La curva di luce che meglio si adatta ai dati indica una stella con una massa almeno 250 volte superiore a quella del nostro Sole, esplosa meno di 300 milioni di anni dopo il Big Bang&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="10">Per avere la validazione definitiva della teoria, il mondo scientifico dovrà attendere una terza osservazione telescopica, in programma tra un anno o più, durante la quale la luminosità dell&#8217;oggetto dovrebbe subire un crollo drastico. Se confermata, la scoperta dimostrerebbe l&#8217;esistenza effettiva di queste esplosioni, offrendo per la prima volta agli studiosi la visione di una galassia abitata da stelle giganti di primissima generazione, alimentate dai gas scaturiti direttamente dal Big Bang.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Una luminosità aumentata del 20% in due anni fa scartare le ipotesi precedenti. Secondo lo studio pubblicato su The Open Journal of Astrophysics, l'astrofisica si trova di fronte al collasso di una stella mastodontica]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Un team accademico toscano svela questo enigma su un corpo siderale antichissimo. Potrebbe essere una gigantesca stella ormai giunta a fine vita cosmica]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 25 May 2026 11:53:52 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 25 May 2026 11:53:52 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Musica, testimonianze e letture: a Pisa gli studenti scoprono il valore delle cure palliative</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/musica-testimonianze-e-letture-a-pisa-gli-studenti-scoprono-il-valore-delle-cure-palliative/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-start="885" data-end="1319">PISA – Una giornata dedicata alla riflessione, alla musica e alla lettura per avvicinare i giovani al tema della cura e dell’accompagnamento delle persone fragili. Si è concluso alla <strong data-start="1072" data-end="1093">Stazione Leopolda</strong> il progetto <strong data-start="1106" data-end="1173"><em>Passi di gioventù verso la luce – Lettura e musica in hospice</em></strong>, iniziativa nata all’interno del Servizio di cure palliative della Zona Pisana diretto da <strong data-start="1264" data-end="1280">Angela Gioia</strong>.</p>
<p data-start="1321" data-end="1777">Il percorso ha coinvolto numerose scuole del territorio attraverso attività educative dedicate alla lettura, alla musica e al confronto sul valore umano e sociale delle cure palliative. Protagonisti gli studenti dell’<strong data-start="1538" data-end="1554">Iti Da Vinci</strong>, del liceo <strong data-start="1566" data-end="1578">Carducci</strong>, del liceo classico <strong data-start="1599" data-end="1620">Galilei-Pacinotti</strong>, dell’istituto comprensivo <strong data-start="1648" data-end="1659">Gamerra</strong>, del liceo <strong data-start="1671" data-end="1685">Buonarroti</strong> e del gruppo adulti <em>Come per mano con gli studenti</em>.</p>
<p data-start="1779" data-end="2164">Durante l’appuntamento conclusivo si sono alternati momenti musicali, letture e testimonianze, in un clima partecipato che ha visto presenti studenti, insegnanti, volontari e cittadini. L’obiettivo del progetto era quello di promuovere tra i ragazzi una maggiore consapevolezza sul significato della cura, dell’ascolto e della vicinanza alle persone nelle fasi più delicate della vita.</p>
<p data-start="2166" data-end="2572"><strong data-start="2166" data-end="2242">Il progetto sulle cure palliative ha unito scuola, sanità e volontariato</strong> in un’esperienza condivisa che ha coinvolto anche famiglie e associazioni del territorio. L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione di numerosi soggetti locali, tra cui l’associazione <strong data-start="2444" data-end="2458">AsteroideA</strong>, il <strong data-start="2463" data-end="2483">Rotary Club Pisa</strong>, il <strong data-start="2488" data-end="2506">Comune di Pisa</strong> e la Zona Distretto Pisana.</p>
<p data-start="2574" data-end="3001">Un ringraziamento particolare è stato rivolto a <strong data-start="2622" data-end="2639">Rosanna Prato</strong>, presidente di AsteroideA, e a <strong data-start="2671" data-end="2690">Chiara Zanobini</strong> per il coordinamento del progetto. Coinvolti anche il presidente del Rotary Club Pisa <strong data-start="2777" data-end="2793">Paolo Ghezzi</strong>, l’assessora comunale <strong data-start="2816" data-end="2836">Giovanna Bonanno</strong>, che ha sostenuto la concessione gratuita della Leopolda, e la direttrice della Zona Distretto Pisana <strong data-start="2939" data-end="2962">Alessandra Di Bugno</strong>.</p>
<p data-start="3003" data-end="3263">Hanno collaborato inoltre l’associazione <strong data-start="3044" data-end="3075">Cure Palliative Il Mandorlo</strong>, la scuola di musica <strong data-start="3097" data-end="3115">Il Pentagramma</strong> e l’<strong data-start="3120" data-end="3139">Ordine di Malta</strong>, insieme a docenti, studenti e familiari che hanno preso parte al percorso educativo.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Alla Stazione Leopolda l’evento conclusivo di ‘Passi di gioventù verso la luce’ con scuole, associazioni e hospice]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Pisa ospita il finale del progetto sulle cure palliative con studenti, musica e letture alla Stazione Leopolda]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Thu, 21 May 2026 07:44:07 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 21 May 2026 07:44:07 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Pisa, cooperative simulate dagli studenti: dal doposcuola agli psicologi per atleti</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/pisa-cooperative-simulate-dagli-studenti-dal-doposcuola-agli-psicologi-per-atleti/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-start="925" data-end="1359">PISA – <strong data-start="936" data-end="995">Studenti creano cooperative tra sport e inclusione</strong> con progetti che spaziano dall’agricoltura sociale al supporto psicologico per gli atleti, passando per doposcuola innovativi e organizzazione di eventi. Le iniziative sono state presentate nella ‘<strong>Piazza delle Idee’</strong>, appuntamento promosso da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Confcooperative Toscana</span></span> nell’ambito del progetto <strong>‘Verso Toscana 2030 &#8211; Il Rinascimento della Cooperazione’.</strong></p>
<p data-start="1361" data-end="1837">Tra i protagonisti dell’edizione 2026 ci sono stati gli studenti del <strong data-start="1430" data-end="1455">Liceo Russoli di Pisa</strong> e dell’<strong data-start="1463" data-end="1494">Istituto Pesenti di Cascina</strong>, che hanno sviluppato vere e proprie imprese simulate con finalità sociali e inclusive. Il Russoli ha presentato “L’Aratro Rosso &amp; Granìa”, due cooperative di tipo A e B dedicate all’agricoltura sociale e alla ristorazione, con l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale <strong data-start="1826" data-end="1836">Alzaia</strong>.</p>
<p data-start="1839" data-end="2238">Da Cascina sono arrivati invece i progetti “Attivamente” e “Dream Team”. Il primo punta sul sostegno psicologico agli sportivi e sulla sicurezza nei percorsi montani, mentre il secondo propone un modello di doposcuola che integra studio, attività sportive e servizi di trasporto. Le attività sono state sviluppate con il supporto del <strong data-start="2173" data-end="2204">Gruppo Paim Impresa Sociale</strong> e della <strong data-start="2213" data-end="2237">BCC Pescia e Cascina</strong>.</p>
<p data-start="2240" data-end="2612">L’iniziativa ha coinvolto quest’anno quasi <strong data-start="2283" data-end="2299">800 studenti</strong> e 30 insegnanti, con il sostegno di <strong data-start="2336" data-end="2353">Fondosviluppo</strong>, dell’<strong data-start="2360" data-end="2392">Ufficio scolastico regionale</strong>, della <strong data-start="2400" data-end="2419">Regione Toscana</strong> e del <strong data-start="2426" data-end="2447">Comune di Firenze</strong>. Il progetto nasce nel 2013 con l’obiettivo di promuovere l’autoimprenditorialità cooperativa tra i giovani e avvicinare gli studenti ai temi dell’economia sociale.</p>
<p data-start="2614" data-end="2815">Accanto ai percorsi scolastici è stato ricordato anche il ruolo del <strong data-start="2682" data-end="2712">Servizio civile universale</strong>, che dal 2001 ha coinvolto oltre 1.600 volontari nelle attività coordinate da Confcooperative Toscana.</p>
<p data-start="2817" data-end="3282">“Vedere questi ragazzi progettare servizi che uniscono innovazione tecnologica e solidarietà concreta dimostra quanto il modello cooperativo sia ancora attuale”, ha dichiarato <strong data-start="2993" data-end="3011">Alberto Grilli</strong>, presidente di Confcooperative Toscana. Sulla stessa linea anche <strong data-start="3077" data-end="3098">Gianfranco Donato</strong>, vicepresidente della Federazione Toscana Bcc, ha sottolineato l’importanza di trasmettere ai giovani un’idea di impresa legata alla sostenibilità e alla centralità della persona.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Dal liceo all’impresa sociale, i progetti presentati da Russoli e Pesenti puntano su inclusione, agricoltura solidale e servizi innovativi per i giovani]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Pisa, studenti creano cooperative tra sport e inclusione con progetti dedicati a doposcuola, agricoltura sociale e supporto psicologico]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
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                                <pubDate>Mon, 18 May 2026 11:38:38 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 18 May 2026 11:38:38 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Sull’Arno a Pisa l’edizione 2026 della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/sullarno-a-pisa-ledizione-2026-della-regata-delle-antiche-repubbliche-marinare/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; <strong>Pisa si prepara ad accogliere la 71esima edizione della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare</strong>, la manifestazione di rievocazione storica promossa sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. L’appuntamento è fissato per martedì 2 giugno. L’ultima volta che la città ha ospitato l’evento risale a settembre 2022, in occasione della 67esima edizione.</p>
<p><strong>Nel corso della giornata è prevista la tradizionale sfida remiera sull’Arno, sulla distanza dei duemila metri,</strong> che vedrà confrontarsi i quattro equipaggi in rappresentanza delle antiche Repubbliche Marinare, con lo svolgimento sia della regata maschile sia di quella femminile, seguite dalla cerimonia di premiazione. L’evento sarà trasmesso in diretta sui canali Rai. A completare la giornata, <strong>il suggestivo Corteo storico:</strong> centinaia di figuranti sfileranno sui Lungarni rievocando momenti e personaggi della storia delle quattro Repubbliche.</p>
<p>“Sono passati 70 anni da quell&#8217;1 luglio 1956, quando per la prima volta si sfidarono gli equipaggi di <strong>Pisa, Amalfi, Genova e Venezia</strong> proprio nelle acque del nostro Arno &#8211; dichiara l’assessore alle tradizioni della storia e dell&#8217;identità di Pisa, <strong>Filippo Bedini</strong> &#8211; È particolarmente importante, anche per questa ricorrenza, l’edizione pisana di quest’anno del Palio remiero che vede protagonista<strong> il Galeone ross</strong>o. Significativo è anche, dopo molti anni di grandi dispute sulla data da riservare, <strong>essere riusciti a ricondurre al giorno della festa della Repubblica</strong>, la disputa che rievoca la grande stagione delle città che più di tutte le altre hanno segnato la storia del Mediterraneo. Il 2 giugno è, a nostro avviso, la data perfetta, e dovrebbe essere scelta come giorno fisso ogni anno per la regata Armi”.</p>
<p>“Ci stiamo preparando con grande impegno perché anche l’evento di quest’anno sia una grande festa &#8211; prosegue Bedini &#8211; Alcune anticipazioni: il centro nevralgico degli eventi che contornano corteo e gare sarà il <strong>Giardino Scotto</strong>, dove saranno svolte sia la cerimonia di presentazione degli equipaggi che quella delle premiazioni. Lo Scotto ospiterà anche il concerto jazz suonato da artisti provenienti da ciascuna delle quattro città. Il giorno 23 maggio al <strong>Museo delle antiche navi</strong> presenteremo <strong>l’ultimo volume pubblicato sulla storia delle 4 Repubbliche, curato dal professor Ermanno Orlando.</strong> Avremo anche il tradizionale annullo filatelo, su due cartoline, una che riprodurrà il primo manifesto promozionale, proprio del 1956, e una con l’ultimo, quello di quest’anno, per il quale abbiamo a lungo lavorato in modo che fosse qualcosa di ragguardevole. E pensiamo di esserci riusciti: stile, colori, iconografia ne faranno uno dei più belli mai visti per le edizioni della regata. E poi tante sorprese: una rilevante abbellirà <strong>Palazzo Pretorio</strong>. La nostra parte è quasi pronta. Confidiamo ora in una grande presenza di pubblico a tutti gli appuntamenti, ma soprattutto il pomeriggio del 2 per ammirare il meraviglioso corteo storico e per fare il tifo per i nostri ragazzi e le nostre ragazze”.</p>
<h3><strong>La regata</strong></h3>
<p>La Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, nasce ufficialmente nel 1955 con lo scopo di celebrare le imprese e la rivalità tra le più note Repubbliche marinare italiane: Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. La prima edizione si tenne proprio a Pisa il 1° luglio 1956, alla presenza del presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi.</p>
<p>L’evento, disputato sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è accompagnato da un corteo storico, durante il quale sfilano i figuranti che vestono i panni di antichi personaggi che caratterizzarono ciascuna Repubblica.</p>
<p>Ogni equipaggio che partecipa alla Regata è composto da 8 vogatori e un timoniere mentre le imbarcazioni sono lunghe 15 metri e larghe 1, 70 metri. I galeoni, costruiti su modelli del XII secolo, sono realizzati sulla linea delle antiche <strong>Galere</strong> o <strong>Feluche di rappresentanza</strong> e dipinti con i colori tradizionali dei simboli delle quattro antiche repubbliche marinare: rosso con aquila per Pisa, bianco con drago per Genova, verde con leone per Venezia e azzurro con cavallo alato per Amalfi. La città vincitrice si aggiudicherà il trofeo in oro e argento realizzato dalla scuola orafa fiorentina, che verrà rimesso in palio in occasione della regata successiva.<br />
Pisa può vantare otto vittorie, l’ultima delle quali risale al 2010. A partire dal 2022, alla tradizionale gara maschile si è affiancata anche una competizione femminile. <strong>L’ultima edizione si è svolta a Genova, dove i padroni di casa hanno trionfato sia nella gara maschile sia in quella femminile</strong>. Nella gara maschile, Genova ha preceduto Amalfi, Pisa e Venezia. Nella competizione femminile, invece, Genova si è imposta davanti a Pisa, Venezia e Amalfi.</p>
<h3><strong>Il corteo</strong></h3>
<p>Il corteo storico che rappresenta Pisa nella manifestazione delle Antiche Repubbliche Marinare è stato rinnovato negli ultimi anni, ed è stato concepito per rappresentare un ampio arco temporale, concentrato sui secoli di massimo splendore tra XI e XIII secolo, dalle istituzioni consolari fino al Governo di Popolo, accompagnando idealmente la città fino al declino del 1406.</p>
<p><strong>Il corteo è composto da cinque gruppi che rappresentano gli ambiti politico, militare, sociale, economico e marinaro</strong>, per un totale di 88 figure in costumi storicamente documentati. Tra i simboli e i personaggi raffigurati figurano l’Imperatore, Uguccione della Faggiola, legato alla Battaglia di Montecatini (1315), la Croce dei Pisani per la presa di Gerusalemme (1099) e il “Signum Rubicundum” per la conquista delle Baleari (1115). Sono inoltre rappresentati esponenti delle grandi famiglie pisane, Ugolino della Gherardesca, ricordato da Dante Alighieri, e il matematico Leonardo Fibonacci.</p>
<p><strong>Di particolare rilievo è anche la figura di Kinzica de&#8217; Sismondi</strong>, alla quale la tradizione attribuisce il salvataggio della città durante l’attacco saraceno del 1004, grazie al suo intervento nel dare l’allarme alla popolazione.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L’appuntamento è fissato per martedì 2 giugno. La città della Torre, Amalfi, Genova e Venezia rinnovano la tradizione]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[L’appuntamento è fissato per martedì 2 giugno. La città della Torre, Amalfi, Genova e Venezia rinnovano la tradizione]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Sat, 16 May 2026 07:38:10 +0200</pubDate>
                <modDate>Sat, 16 May 2026 07:38:10 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Intelligenza artificiale, sport e inclusione giovanile: a Tirrenia la sesta edizione del Festival della Robotica</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/intelligenza-artificiale-sport-e-inclusione-giovanile-a-tirrenia-la-sesta-edizione-del-festival-della-robotica/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>TIRRENIA (PI) &#8211; La tecnologia più avanzata si mette al servizio dell&#8217;inclusione, dell&#8217;età evolutiva e della disabilità. Dal 15 al 17 maggio, il Centro di Preparazione Olimpica di <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="163">Tirrenia</b>, in provincia di Pisa, ospiterà la sesta edizione del <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="226">Festival della Robotica</i>. La manifestazione, da quest&#8217;anno intitolata alla memoria del professor <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="322">Franco Mosca</b>, si propone di abbattere le barriere esplorando le potenzialità della robotica e dell&#8217;intelligenza artificiale come strumenti di gioco, supporto clinico e riabilitativo per bambini e ragazzi con diverse abilità motorie, sensoriali e cognitive.</p>
<p data-path-to-node="5">Il programma, curato dal professor <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="35">Mauro Ferrari</b> in veste di presidente della Fondazione Tech Care, è frutto di un&#8217;ampia sinergia istituzionale e accademica. L&#8217;organizzazione vede infatti la collaborazione del Comune di Pisa, dell&#8217;Università di Pisa, della Scuola Superiore Sant’Anna e dell&#8217;IRCCS Fondazione Stella Maris, con il sostegno della Regione Toscana, del Consiglio regionale, di Fondazione Pisa e Fondazione ARPA, affiancati da numerosi centri di ricerca e associazioni familiari.</p>
<h3 data-path-to-node="5"><b data-path-to-node="6" data-index-in-node="0">Tecnologia applicata e dimostrazioni sul campo</b></h3>
<p data-path-to-node="6">Il cuore dell&#8217;evento sarà un&#8217;ampia area espositiva dove aziende e atenei presenteranno dispositivi innovativi per l&#8217;assistenza. Tra le dimostrazioni più attese spicca la <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="217">CAB</i> (Carrozzina Abilitante alla Balneazione), un dispositivo privo di batterie, cavi o componenti elettroniche, che sfrutta la propulsione pneumatica derivata dalle tecnologie subacquee per consentire l&#8217;accesso al mare alle persone con disabilità motoria. Il progetto sarà illustrato da Vincenzo Genovese, Marco Presenti, Davide Bani, Alberto Gabbrielli e Soriano Ceccanti.</p>
<p data-path-to-node="7">Gli spazi del festival accoglieranno anche le prove pratiche di una carrozzina motorizzata progettata per terreni impervi, a cura dei ricercatori Francesco Bucchi e Luca Miglino, le dimostrazioni di cani robot guidate da Manolo Garabini e un percorso moto dimostrativo con Nicola Dutto. I visitatori più giovani avranno inoltre l&#8217;opportunità di interagire con <i data-path-to-node="7" data-index-in-node="360">Abel</i>, un robot umanoide progettato per relazionarsi con grande realismo ed empatia, oltre a poter comandare altre macchine tramite voce o controller e imparare a costruire un piccolo robot basato sull&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<h3 data-path-to-node="7"><b data-path-to-node="8" data-index-in-node="0">Sport, laboratori e superamento degli stereotipi</b></h3>
<p>L&#8217;approccio ludico e sportivo sarà centrale. Le associazioni delle famiglie hanno co-progettato momenti di sana competizione dove ragazzi con e senza disabilità potranno cimentarsi insieme in discipline come il robobasket, la boccia paralimpica, l&#8217;arrampicata adattata e il tiro con la balestra, assistendo anche a gare di ciclismo adattato ed esibizioni di touch-tennis. A questo si affiancheranno percorsi sensoriali e lavori di gruppo mirati a decostruire i pregiudizi legati al mondo della disabilità: attraverso l&#8217;uso di parole chiave, disegni e brainstorming, i partecipanti saranno guidati in una riflessione per superare l&#8217;attribuzione automatica di bisogni e stereotipi.</p>
<h3><b data-path-to-node="9" data-index-in-node="0">Dibattiti, spettacoli e la <i data-path-to-node="9" data-index-in-node="27">Call for solutions</i></b></h3>
<p data-path-to-node="9">La tre giorni pisana offrirà un ricco palinsesto di approfondimenti strutturato su tre tavole rotonde. I dibattiti spazieranno dal diritto a un progetto di vita autodeterminato, all&#8217;inserimento strutturale dell&#8217;innovazione nei percorsi pediatrici, fino all&#8217;analisi del rapporto tra macchine, sport e limiti del corpo umano. Per stimolare ulteriormente l&#8217;innovazione pratica, è stata lanciata una <i data-path-to-node="9" data-index-in-node="442">Call for solutions</i> che non cerca ricerche sperimentali astratte, bensì proposte operative, semplici e immediatamente replicabili per migliorare la quotidianità. Non mancheranno i momenti di intrattenimento: sabato 16, alle ore 15,00, è prevista l&#8217;esibizione pianistica di Andrea Barbini, seguita in serata, alle ore 21,00, da un talk show moderato da Saso Zappia con ospiti Francesco Fanucchi e Ivano Bisi.</p>
<p data-path-to-node="10">Tutte le attività della rassegna sono a partecipazione gratuita, previa registrazione sul portale web dedicato all&#8217;iniziativa.</p>
<p data-path-to-node="11">Sull&#8217;importanza strategica e sociale dell&#8217;evento è intervenuta <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="63">Frida Scarpa</b>, assessore allo sport e ai rapporti con le istituzioni universitarie del Comune di Pisa: “Pisa si conferma sempre più come una città capace di coniugare tradizione e innovazione: accanto al patrimonio storico, artistico e monumentale che la rende conosciuta nel mondo, cresce il suo ruolo come centro di ricerca, tecnologia e sviluppo. Il Festival della Robotica rappresenta un appuntamento fondamentale perché rende accessibili a tutti temi oggi centrali come l’intelligenza artificiale, la robotica e l’innovazione applicata alla vita quotidiana.Quest’anno abbiamo voluto dare un segnale forte, dedicando il Festival ai temi dell’inclusione, dell’unione tra tecnologia e persona, valorizzando il rapporto tra robotica, intelligenza artificiale, disabilità e sport in età evolutiva. Una scelta che mette al centro le persone e dimostra come l’innovazione possa diventare uno strumento concreto di crescita, supporto e partecipazione sociale. Abbiamo inoltre scelto di valorizzare una delle strutture di eccellenza del nostro territorio, il Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia, che ospita una parte importante del Festival. Un risultato reso possibile grazie alla grande collaborazione con la Fondazione e con il direttore scientifico Mauro Ferrari, che hanno condiviso con convinzione questo percorso.Pisa è una città universitaria viva e dinamica, frequentata ogni anno da migliaia di giovani provenienti da tutta Italia e dall’estero, e proprio dai giovani deve partire la sfida del futuro. Eventi come questo hanno il merito di avvicinare nuove generazioni, famiglie e cittadini al mondo della scienza e della tecnologia con un linguaggio divulgativo e inclusivo. Il nostro territorio può contare su un ecosistema di eccellenza fatto di università, centri di ricerca, competenze scientifiche e imprese innovative. Per questo è importante continuare a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, università e organizzatori del Festival, così da attrarre investimenti, creare opportunità professionali e valorizzare i talenti che scelgono Pisa per studiare, vivere e costruire il proprio futuro. La capacità di mettere insieme cultura, ricerca, sport e innovazione è una delle chiavi attraverso cui Pisa può continuare a crescere e a guardare con fiducia alle sfide dei prossimi anni”.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Dal 15 al 17 maggio il Centro Coni pisano ospiterà un importante evento su macchine d'avanguardia, concepito per supportare bimbi con deficit motori]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Macchine intelligenti aiutano ragazzi con disabilità: tre giorni dedicati all'innovazione medica, fisica, riabilitativa nel litorale pisano]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Tue, 12 May 2026 09:56:00 +0200</pubDate>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>La storia della Piaggio diventa uno spettacolo: Stefano Massini in scena al teatro Era</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/la-storia-della-piaggio-diventa-uno-spettacolo-stefano-massini-in-scena-al-teatro-era/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PONTEDERA &#8211; Parte dagli operai della Piaggio di Pontedera il racconto costruito da Stefano Massini<strong><em> E l’Ape disse alla Vespa:</em> <em>Sì, Ciao</em></strong> in scena al <strong>Teatro Era di Pontedera sabato (16 maggio), alle 21</strong> in data unica e a ingresso gratuito, con prenotazione online su <a href="https://tinyurl.com/massinipiaggio" target="_blank" rel="noopener">https://tinyurl.com/massinipiaggio</a>. L’evento sarà registrato da Radio Rai 3 e poi trasmesso in prima serata nazionale il prossimo 28 giugno.</p>
<p>Una narrazione accessibile a tutti su memoria e lavoro quella realizzata dal Teatro della Toscana con il suo direttore artistico. &#8216;Materiali&#8217; per un’epica della metalmeccanica che attraversa l’Italia dal primissimo dopoguerra alla metà degli Anni Ottanta e che cresce e si evolve insieme a prodotti che dallo stabilimento toscano vanno nei mercati di tanti Paesi del mondo: l’Ape, la Vespa, il Ciao, il Sì. <strong>Prodotti che diventano iconici, simboli di un paese che si rialza e la cui economia ricomincia a correre</strong>. Prodotti che lanciano il made in Italy e che sono il frutto del lavoro di una classe operaia che non è una massa indistinta, ma ha nomi e facce, dignità e condivisioni dentro i capannoni industriali a Pontedera.</p>
<p><strong>Ha affermato Stefano Massini</strong>: &#8220;C’è una storia che mi ha sempre colpito, quasi un paradosso dell’orgoglio: quella del bambino di Pontedera che, entrando in classe il primo giorno di scuola, dichiara fiero alla maestra: “Il mio babbo e la mia mamma fanno le Vespe”. In quella frase non c’è solo il lavoro, c’è un’identità. In quella classe, ventisette bambini su ventotto rispondevano allo stesso modo. <strong>Ecco, io in questo spettacolo non ho voluto raccontare semplicemente la cronaca di una fabbrica, ma la storia di un sistema e di una città che ha letteralmente messo le ruote all’Italia.</strong> Sono orgoglioso di raccontare questa storia profondamente toscana e profondamente nostra. È la storia di un Paese che ha avuto una gloriosa tradizione meccanica e umana, nata dalla Resistenza e cresciuta con il lavoro. <strong>Era ora che questa epopea arrivasse a teatro, perché conoscere cosa è accaduto dentro quegli stabilimenti significa capire chi siamo stati e chi, forse, potremmo ancora essere</strong>&#8220;.</p>
<p>Ha dichiarato Matteo Franconi, vicepresidente del Teatro della Toscana: <em>E l’Ape disse alla Vespa: Sì, Ciao</em> non racconta solo una storia locale, ma un vero pezzo d’Italia. Sebbene il cuore del racconto sia Pontedera, la narrazione abbraccia l&#8217;intera nazione. Sappiamo bene quanto la Piaggio rappresenti un patrimonio nazionale, così come lo sono gli uomini e le donne che l&#8217;hanno pensata e costruita. <strong>Considero quest’opera di Stefano Massini un grande omaggio che il direttore artistico del Teatro della Toscana ha voluto dedicare a quei lavoratori:</strong> un racconto che attraversa uno spaccato fondamentale del nostro Paese, fatto di diritti conquistati, nuove opportunità e mutamenti profondi nelle abitudini e nei bisogni dei cittadini».</p>
<p>Stefano Massini, con il suo stile narrativo tagliente, ironico e attento alla Storia, ricostruisce <strong>una geografia affettiva fatta di nomi, volti e personaggi ispirati a figure reali</strong> in <em>E l’Ape disse alla Vespa: Sì, Ciao.</em> C’era un tempo in cui il lavoro che si tramandava di padre in figlio come una eredità preziosa, come una sapienza, come una risorsa: il padre in Piaggio, il figlio in Piaggio, il nipote in Piaggio. Un testimone che passa da una generazione all’altra: Massini prenderà una famiglia e racconterà la dinasty di una classe operaia, tra sacrifici, orgoglio e risparmi. Del resto, proprio il lavoro emerge come asse centrale del racconto: un tema caro a Massini, che torna a interrogare il valore umano, sociale e civile dell’esperienza operaia e industriale come aveva già fatto in altre sue opere precedenti come in tanti monologhi in tv a <strong><em>Piazza Pulita</em> </strong>e in teatro con <strong><em>Sette minuti</em> </strong>o con <strong><em>Shenzhen</em></strong>.</p>
<p>In <strong><em>E l’Ape disse alla Vespa: Sì, Ciao</em></strong> un ruolo importante è quello della musica con le esibizioni di <strong>Saverio Zacchei</strong> e <strong>Luca Roccia Baldini.</strong> La colonna sonora è un viaggio emotivo che segue l&#8217;evoluzione dei tempi, spaziando tra generi e suggestioni diverse: dalle note di <strong><em>Amado mio</em></strong>, al canto di lotta e speranza di <strong><em>Fischia il Vento</em></strong>. Insomma, un evento che non celebra solo macchine straordinarie, ma la straordinaria umanità che le ha rese possibili.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Appuntamento sabato (16 maggio) alle 21 a ingresso gratuito e in data unica con 'E l’Ape disse alla Vespa: Sì, Ciao']]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Appuntamento sabato (16 maggio) alle 21 a ingresso gratuito e in data unica con 'E l’Ape disse alla Vespa: Sì, Ciao']]></metadDscription>
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                                <pubDate>Tue, 12 May 2026 08:30:30 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 12 May 2026 08:30:30 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Nessuna discriminazione in culla: l’università di Pisa fa luce sulla sproporzione tra i sessi nel Medioevo</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/nessuna-discriminazione-in-culla-luniversita-di-pisa-fa-luce-sulla-sproporzione-tra-i-sessi-nel-medioevo/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="4">PISA &#8211; Per molto tempo si è ipotizzato che il netto squilibrio demografico a favore della popolazione maschile durante il Medioevo derivasse da pratiche discriminatorie o da una minore cura riservata alle neonate. Tuttavia, un nuovo lavoro scientifico durato due anni e pubblicato sulle pagine della rivista <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="301">Plos One</i> smonta questa tesi: le figlie femmine, in realtà, godevano di un periodo di nutrimento materno superiore rispetto ai coetanei maschi.</p>
<p data-path-to-node="5">Il progetto internazionale ha visto la sinergia tra due atenei canadesi, la <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="76">McMaster University</b> e la <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="101">Trent University</b>, e l&#8217;<b data-path-to-node="5" data-index-in-node="123">Università di Pisa</b>, nello specifico attraverso il Dipartimento di rcerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia. Per svelare le abitudini di cura infantile dell&#8217;epoca, i ricercatori hanno esaminato i reperti dentari di individui vissuti tra l&#8217;XI e il XV secolo, provenienti da tre siti toscani: Montescudaio, Badia Pozzeveri e Aulla.</p>
<p data-path-to-node="6">La chiave di volta della scoperta risiede nella dentina, un tessuto che non si modifica nel tempo e che racchiude al suo interno il segnale chimico dell&#8217;epoca in cui si forma. Attraverso l&#8217;analisi degli isotopi stabili dell&#8217;azoto e del carbonio, gli studiosi hanno tracciato le tempistiche esatte di allattamento e svezzamento. I risultati hanno evidenziato come i maschi venissero svezzati in media attorno ai 2,2 anni di età, mentre per le bambine la somministrazione del latte al seno si prolungava fino ai 2,7 o 3 anni. Oltre a ciò, la ricerca ha certificato che, una volta concluso lo svezzamento, non sussisteva alcuna disparità nella dieta tra i due sessi, i quali avevano accesso al medesimo cibo.</p>
<p data-path-to-node="7">Sul piano sociologico, questi dati suggeriscono che i bambini venissero spinti precocemente verso l&#8217;autonomia, mentre le bambine restavano più a lungo confinate tra le mura domestiche sotto l&#8217;ala protettiva della madre, godendo maggiormente dei benefici nutrizionali del latte. Di conseguenza, l&#8217;elevata mortalità femminile che caratterizza il periodo storico non è imputabile a un deficit di cure primarie, ma va ricercata in fasi di sviluppo successive, come quella dell&#8217;adolescenza.</p>
<p data-path-to-node="8">L&#8217;Ateneo pisano ha avuto un ruolo centrale, occupandosi del campionamento e delle analisi bioarcheologiche dei resti ossei, operando in stretta collaborazione con la Soprintendenza locale (Sabap Lu). Il team della Divisione di Paleopatologia ha visto in prima linea il professor <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="279">Antonio Fornaciari</b> e la professoressa <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="317">Valentina Giuffra</b>. A firmare lo studio come primo autore è <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="376">Alessio Amaro</b>, ricercatore formatosi a Pisa e attualmente in forza alla McMaster University, dove è stato insignito della <i data-path-to-node="8" data-index-in-node="498">The Saunders-Koloshuk Scholarship in Anthropology</i>.</p>
<p data-path-to-node="9">&#8220;Ciò che mi ha spinto a condurre questa ricerca è stata la curiosità di risolvere un vero e proprio mistero: la presenza, apparentemente innaturale, di più maschi rispetto alle femmine nel Medioevo. Nessuno aveva mai affrontato questo tema dal punto di vista dei bambini, spesso invisibili nelle fonti storiche&#8221;, ha dichiarato Amaro, il cui lavoro è stato supervisionato da <strong>Tracy Prowse, esperta di fama mondiale nell&#8217;applicazione degli isotopi all&#8217;archeologia.</strong></p>
<p data-path-to-node="10">Le implicazioni dello studio travalicano i confini storici, offrendo spunti di riflessione sulle dinamiche di genere attuali. Basti pensare che le sproporzioni demografiche tra i sessi rappresentano <strong>un nodo critico ancora oggi in vasti territori del globo, come l&#8217;India, la Corea del Sud e la Cina, portando con sé pesanti conseguenze a livello sociale</strong>.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[PISA &#8211; Per molto tempo si è ipotizzato che il netto squilibrio demografico a favore della popolazione maschile durante il Medioevo derivasse da pratiche discriminatorie o da una minore cura riservata alle neonate. Tuttavia, un nuovo lavoro scientifico durato due anni e pubblicato sulle pagine della rivista Plos One smonta questa tesi: le figlie femmine, [&hellip;]]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Uno studio pubblicato su Plos One dimostra che le bambine dell'anno Mille ricevevano latte materno più a lungo rispetto ai maschi]]></metadDscription>
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                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 04 May 2026 11:55:38 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 04 May 2026 11:55:38 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Mattarella, Primo Maggio in visita al museo Piaggio di Pontedera</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/mattarella-primo-maggio-in-visita-al-museo-piaggio-di-pontedera/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-start="196" data-end="490">PONTEDERA <strong data-start="196" data-end="248">– Mattarella</strong> aprirà le celebrazioni del <strong data-start="274" data-end="290">Primo Maggio</strong> con una visita istituzionale nello storico stabilimento toscano <strong data-start="196" data-end="248">della Piaggio </strong>a <strong data-start="196" data-end="248">Pontedera</strong>. Il Presidente della Repubblica porta al centro il tema del lavoro, tra produzione industriale, innovazione e diritti dei lavoratori. Ad accoglierlo ci sarà il sindaco di Pontedera, <strong>Matteo Franconi</strong> che si ritiene orgoglioso dell&#8217;organizzazione e della celebrazione della famosissima <strong>Vespa</strong>, simbolo del <em><strong>made in Italy</strong></em>, che proprio quest&#8217;anno (2026) compie 80 anni, &#8220;Le piazze, le Vespa in strada, i sorrisi, le generazioni che si incontrano attorno a qualcosa che per noi non è solo un simbolo, ma parte della nostra identità&#8221; scrive il sindaco in un suo post Instagram.</p>
<p data-start="492" data-end="947">La giornata si sviluppa in tre momenti principali. Il Capo dello Stato visiterà il reparto produttivo dedicato all’assemblaggio degli scooter, cuore dell’attività industriale del gruppo. Qui gli operatori completano la lavorazione della <strong data-start="727" data-end="736">Vespa.</strong> Il sito di Pontedera rappresenta uno dei poli più avanzati del settore e integra tecnologia e competenze specializzate lungo tutta la catena produttiva.</p>
<p data-start="949" data-end="1353">La visita prosegue al <strong data-start="971" data-end="988">Museo Piaggio</strong>, tra i più importanti musei motociclistici in Europa. In questo spazio prende il via la cerimonia istituzionale. Il presidente dell’<strong>Unione Industriale Pisana</strong> <strong>Andrea Madonna</strong> apre gli interventi. Subito dopo parlano il <strong>presidente esecutivo</strong> di Piaggio <strong>Matteo Colaninno</strong>, la <strong>rappresentante dei lavoratori Pamela Vanni e il ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone.</strong></p>
<p data-start="1355" data-end="1661">Nel corso della mattinata, il Presidente Mattarella incontra le autorità locali e i rappresentanti delle istituzioni. L’incontro rafforza il dialogo tra imprese, lavoratori e politica.<br />
Il discorso del Presidente richiama il ruolo centrale del lavoro per la dignità e il progresso sociale.</p>
<p data-start="1663" data-end="1963">Il Capo dello Stato arriva all’<strong>aeroporto di Pisa</strong> e raggiunge Pontedera con un corteo istituzionale. Le forze dell’ordine coordinano le operazioni e controllano i percorsi e le aree coinvolte. Gli operatori verificano in anticipo ogni accesso e autorizzano solo il personale previsto dal protocollo.</p>
<p style="text-align: left" data-start="1965" data-end="2327">Per l’occasione, il <strong>Comune di Pontedera</strong> modifica temporaneamente la viabilità e la sosta nelle zone vicine allo stabilimento. L’amministrazione installa cartelloni di benvenuto e prepara un <strong>maxischermo</strong> per permettere ai cittadini di seguire l’evento. In città arrivano anche numerosi studenti delle scuole del territorio, presenti per accogliere il Presidente.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il presidente apre la celebrazione in Toscana, incontra lavoratori e istituzioni e interviene sulle sfide dell’industria]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Mattarella alla Piaggio di Pontedera per il Primo Maggio: visita agli stabilimenti, cerimonia al museo e intervento sulle sfide del lavoro]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
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                                <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:40:50 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 01 May 2026 15:59:39 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Il San Francesco con Alessandro Preziosi per l’edizione 2026 del Dramma Popolare di San Miniato</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/il-san-francesco-con-alessandro-preziosi-per-ledizione-2026-del-dramma-popolare-di-san-miniato/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>SAN MINIATO &#8211; <strong>La scena di piazza Duomo a San Miniato, quest’anno, sarà per Alessandro Preziosi e il suo Francesco</strong>. A ottocento anni dalla morte del Santo, la scena del Dramma Popolare sarà per <strong><em>La ferita, la letizia</em></strong> di Davide Rondoni. Il debutto sarà il 28 luglio, nella storica piazza del Duomo. Poi repliche fino al 30.</p>
<p>L’evento è stato presentato a Firenze da <strong>Eugenio Giani</strong>, l’assessora regionale alla cultura <strong>Cristina Manetti</strong>, i rappresentanti delle istituzioni locali, gli organizzatori della Festa del Teatro 2026 e <strong>Alessandro Preziosi</strong>, protagonista principale di questa edizione.</p>
<p>“Il dramma popolare – ha evidenziato Giani &#8211; rappresenta un importante riferimento culturale per tutta la Toscana, e quest’anno avrà quale elemento centrale una figura straordinaria,o cui tutti siamo legatissimi, come quella di San Francesco, in questo anniversario speciale”.</p>
<p>Il presidente ha voluto evidenziare la genesi di questo evento. <strong>“Il dramma nacque come reazione positiva al trauma della guerra</strong>. Le bombe avevano distrutto il teatro e il teatro ricominciò nella piazza davanti alla cattedrale. Da allora il Dramma Popolare e la festa del teatro hanno avviato un cammino bellissimo sino a giungere all’ottantesima edizione, quella di quest’anno”.</p>
<p>“È un’edizione estremamente ricca – ha aggiunto Cristina Manetti &#8211; perché accanto allo spettacolo su Francesco di un grande artista come Alessandro Preziosi sono in programma <strong>tanti altri spettacoli di qualità</strong>. Anche quest’anno dunque sotto le stelle si rinnoverà questa bellissima manifestazione che attira un foltissimo pubblico nel segno del grande teatro”.</p>
<h3><strong>Il programma</strong></h3>
<p><strong>La Festa del Teatro di San Miniato inizia il 25 giugno con una carrellata di spettacoli che porteranno al Dramma</strong>. Fra questi alcune prime assolute e spettacoli di rilievo. Il via con <strong><em>Sui passi del giovane Francesco</em></strong> di Stefano Vestrini, con Andrea Giuntini, Tommaso Nobilio, Katia Lari. Il 29 giugno San Miniato ospiterà la prima assoluta di <strong><em>Riccardo III – quasi un’orazione civile &#8211; Primo studio</em></strong> di e con Daniela Morozzi e Stefano Cocco Cantini. La regia è di Matteo Marsan. Lo spettacolo sarà preceduto dalla conferenza <strong><em>Autorità e Sovranità: Il Potere nell’Arte di Caravaggio e nella Drammaturgia di Shakespeare</em></strong> con Tomaso Montanari, Nadia Fusini e Masolino D’Amico a Palazzo Grifoni.</p>
<p>Il 2 luglio un’altra prima <strong><em>Elementi per un’esperienza di pace</em></strong>, uno spettacolo di Sandro Mabellini, ispirato all’opera e alla biografia di Aldo Capitini. Drammaturgia di Gherardo Vitali Rosati con Stefano Baffetti, Francesca Caprai, Flavia Gramaccioni, Matteo Svolacchia e musiche originali di Paolo Benvegnù: in cammino verso Assisi, Marco e Chiara scoprono il valore della non violenza attraverso il pensiero di Aldo Capitini, fondatore della Marcia per la Pace.</p>
<p>Il 4 luglio sarà la volta di <strong><em>Nagai. La storia di un medico giapponese e della bomba atomica su Nagasaki</em></strong>. Il 7 luglio in scena in prima assoluta <strong><em>Alex. Vita e morte di Alexander Langer</em></strong> di Francesco Niccolini con Dimitri Frosali sulla vita dell’attivista ponte tra culture, profeta di dialogo, pace e ambiente. Il 9 luglio debutta <strong><em>Strada maestra</em></strong> di e con Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich. Il 13 luglio, in cartellone, <strong><em>Milite Ignoto–quindicidiciotto</em></strong> uno spettacolo di Mario Perrotta tratto da Avanti sempre di Nicola Maranesi e dal progetto La Grande Guerra, i diari raccontano a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesidi. Dal 16 luglio la rassegna Futuro Passato sulla nuova drammaturgia: <strong><em>Now they have really gone bananas #1</em></strong> di Giulia Bartolini: lettura scenica a cura di Federico Bellini con Jonathan Lazzini. E ancora il 17 luglio <em>Caffè sospeso [ovvero: “Unire nella diversità”] #2</em> di Floria Laetitia e <strong><em>Di là dell’Arcadia #3</em></strong> di Simone Corso.</p>
<p><strong>Tutti questi spettacoli saranno allestiti in parte nel giardino della Misericordia e in parte nel complesso monumentale del convento di San Francesco.</strong></p>
<p>Il 25 luglio in piazza Duomo un evento d’eccezione prima del Dramma: <strong><em>Torneremo ancora. Concerto mistico per Battiato</em></strong> con Simone Cristicchi e Amara. Un omaggio a Franco Battiato. Pochi sono quegli artisti che con le loro opere riescono a “cucire” terra e cielo, raggiungendo la rara armonia capace di risvegliare e accarezzare l’anima. Lui c&#8217;è riuscito, pellegrino dell’assoluto e rivoluzionario della musica, ha lasciato un’eredità preziosa in cui alla forma-canzone si sposa alchemicamente una profonda tensione spirituale: dalla preghiera universale <em>L’ombra della Luce</em> alla struggente <em>La cura</em>; da <em>E ti vengo a cercare</em> fino all’ultimo brano inciso <em>Torneremo ancora</em>, che dà il titolo al concerto.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il debutto sarà il 28 luglio in piazza del Duomo. Tante le rappresentazioni in programma e il concerto di Cristicchi e Amara dedicato a Battiato]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il debutto sarà il 28 luglio in piazza Duomo. Tante le rappresentazioni in programma e il concerto di Cristicchi e Amara dedicato a Battiato]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 07:43:34 +0200</pubDate>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Il primo ‘ping’ partì all’ombra della Torre: così l’Ateneo pisano ha scritto la storia del web</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/il-primo-ping-parti-allombra-della-torre-cosi-lateneo-pisano-ha-scritto-la-storia-del-web/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="4">C&#8217;è una targa in via Santa Maria a Pisa, a pochi passi da Piazza dei Miracoli, che fissa nel tempo un momento storico per la tecnologia del nostro Paese: il 30 aprile 1986. È la data in cui l&#8217;Italia entrò per la prima volta nella rete globale. Per celebrare questo traguardo e analizzare le sfide future, l&#8217;Università di Pisa ha organizzato per il prossimo 13 maggio l&#8217;incontro intitolato <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="389">Internet-40. Dalla prima connessione ai cittadini digitali. Innovazione, società e nuove sfide tra intelligenza artificiale e sicurezza</i>.</p>
<p data-path-to-node="5">La rivoluzione digitale italiana, tuttavia, affonda le sue radici molto prima di quel collegamento. Il seme dell&#8217;innovazione fu piantato nel 1954 da una lettera di Enrico Fermi indirizzata all&#8217;allora rettore Luigi Avanzi: il fisico suggeriva di investire 150 milioni di lire, messi a disposizione dagli enti locali di Pisa, Lucca e Livorno, per realizzare un calcolatore elettronico.</p>
<p data-path-to-node="6">Il risultato fu la <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="19">Calcolatrice Elettronica Pisana (CEP)</b>, inaugurata nel 1961 dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Attorno a questo strumento, oggi custodito al Museo degli Strumenti per il Calcolo, si compattò un team di esperti che diede vita, nel 1965, al <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="272">Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico (CNUCE)</b>. Un fermento scientifico formidabile, come ricordò il rettore Alessandro Faedo: &#8220;Quando fu compiuta la CEP, scoprimmo che il risultato più grande non era la macchina in sé, ma quello di aver costituito un gruppo di studiosi che voleva continuare a lavorare scientificamente in questo campo&#8221;. Il CNUCE, passato al CNR nel 1974, divenne il motore dell&#8217;informatica italiana, portando anche alla creazione del primo corso di laurea in Ingegneria dell&#8217;Informazione nel 1969.</p>
<p data-path-to-node="7">Fu proprio dal CNUCE che, nella primavera del 1986, il docente <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="63">Luciano Lenzini</b> fece partire un &#8216;ping&#8217; verso un elaboratore in Pennsylvania. &#8220;Il 30 aprile partì un ping verso un computer della Pennsylvania. Dopo pochi millisecondi arrivò la risposta: la connessione era stabilita. L&#8217;Italia era in rete&#8221;, ricorda oggi il professore, i cui contatti con il pioniere di Internet Robert Kahn furono determinanti. Il computer utilizzato, un Mac del 1984, è ancora conservato a Pisa, a testimonianza di un&#8217;epoca in cui, come fa notare il direttore del museo <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="550">Giuseppe Lettieri</b>, i calcolatori domestici servivano quasi esclusivamente per i videogiochi.</p>
<p data-path-to-node="8">La vera esplosione di massa arrivò però negli anni Novanta con il World Wide Web. Anche in questo caso, la città toscana giocò un ruolo da protagonista assoluta. <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="162">Maurizio Davini</b>, attuale coordinatore del Green Data Center dell&#8217;Ateneo, conobbe Tim Berners-Lee al Cern e ottenne il codice sorgente del suo progetto: &#8220;Mi mostrò un progetto su cui stava lavorando, il World Wide Web, e mi diede il codice per provarlo a Pisa su sistemi Unix&#8221;. Fu così che nacque <i data-path-to-node="8" data-index-in-node="458">www.unipi.it</i>, la prima pagina web italiana in assoluto.</p>
<p data-path-to-node="9">Oggi, a quarant&#8217;anni di distanza, la frontiera si è spostata sull&#8217;internet quantistico. Una tecnologia che non sostituirà la rete attuale, ma la affiancherà per garantire comunicazioni e crittografie ultra-sicure, basandosi su concetti complessi come l&#8217;entanglement e il teletrasporto.</p>
<p data-path-to-node="10">L&#8217;Europa si sta già muovendo in questa direzione grazie alle infrastrutture della Quantum Internet Alliance, ma le sfide non sono solo tecnologiche. Come sottolinea <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="165">Marilù Chiofalo</b>, docente dell&#8217;Ateneo pisano, le possibili applicazioni militari di queste scoperte impongono grande cautela a livello geopolitico: &#8220;È essenziale che il loro sviluppo sia accompagnato da consapevolezza, trasparenza e cooperazione internazionale&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il 30 aprile 1986 segna una data spartiacque per il nostro paese: dal Cnuce il celebre segnale verso la Pennsylvania che inaugurò l'era di Internet in Italia]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[38 anni fa nacque una rivoluzione informatica italiana. Una connessione transatlantica aprì le porte al futuro digitale, passando per Toscana]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Tue, 28 Apr 2026 12:05:03 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 28 Apr 2026 12:05:03 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Dall’antica Persia al Reich: le mappe storiche di Pisa aprono al pubblico</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/dallantica-persia-al-reich-le-mappe-storiche-di-pisa-aprono-al-pubblico/</link>
                <description><![CDATA[<p><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">PISA – La cartoteca <strong>dell&#8217;Università</strong> di <strong>Pisa</strong> apre per la prima volta al pubblico. Oggi, martedì 28 aprile, presso il dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere in via Paoli 15, è possibile accedere a un archivio cartografico che custodisce migliaia di carte geografiche antiche, alcune risalenti al Settecento, rimaste a lungo inaccessibili.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;apertura è preceduta alle ore 16 dall&#8217;evento Maps Talks, con la presentazione del volume <em>Map Talks. Dalla cartografia storica all&#8217;intelligenza artificiale geospaziale</em>, a cura di <strong>Michela Lazzeroni</strong>, <strong>Antonello Romano</strong> e <strong>Paola Zamperlin</strong>, pubblicato nella collana editoriale del dipartimento. Dalle ore 18 è invece possibile visitare l&#8217;archivio, dove saranno esposte alcune delle mappe e degli atlanti più preziosi emersi durante il lavoro di catalogazione.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La collezione è di straordinaria ampiezza. Tra i materiali conservati figurano carte murali di inizio Novecento, collezioni di diapositive, plastici e circa 400 atlanti geografici che coprono un arco temporale dal Settecento ai giorni nostri. Sfogliando questi volumi si possono ritrovare i confini dell&#8217;antica <strong>Persia</strong>, l&#8217;estensione del <strong>Granducato di Toscana</strong> nell&#8217;Italia preunitaria, i dettagli urbanistici di una <strong>Roma</strong> in cui il <strong>Colosseo</strong> si trovava quasi in periferia, fino alle mire espansionistiche della <strong>Germania</strong> del Reich.</p>
<p>Il professor <strong>Paolo Macchia</strong> ha spiegato che l&#8217;enorme patrimonio è in fase di sistemazione e comprende tutta la base cartografica dell&#8217;<strong>Istituto Geografico Militare</strong>, arricchita nel tempo da elementi utili sia per la didattica che per la ricerca scientifica. Ha inoltre sottolineato che <strong>Pisa</strong> vantava una delle maggiori scuole di geografia a livello nazionale e che questo patrimonio diventa ora accessibile a tutti.</p>
<p>Il valore scientifico della cartoteca dell&#8217;Università di Pisa è confermato da un dato significativo: almeno 80 degli atlanti conservati risalgono a prima del 1900 e circa 60 non risultano censiti nel catalogo nazionale, configurandosi come copie uniche. Alcuni di questi volumi non sono reperibili nemmeno nei cataloghi delle principali biblioteche internazionali. <strong>Macchia</strong> ha concluso esprimendo la speranza che studiosi di altri atenei o semplici cittadini curiosi del passato prendano contatto con il dipartimento, ricordando che nella collezione ci sono mondi interi ancora da scoprire.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il dipartimento di civiltà e forme del sapere rende accessibile un patrimonio di circa 400 atlanti geografici, alcuni dei quali unici al mondo]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[La cartoteca dell'università di Pisa apre i battenti: migliaia di carte antiche e atlanti unici al mondo accessibili per la prima volta]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Tue, 28 Apr 2026 12:03:21 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 28 Apr 2026 12:03:21 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Il bosone W non è più un mistero: la misurazione da record al Cern porta la firma dell’Ateneo pisano</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/il-bosone-w-non-e-piu-un-mistero-la-misurazione-da-record-al-cern-porta-la-firma-dellateneo-pisano/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; L&#8217;invisibile architettura dell&#8217;universo si fa un po&#8217; più chiara grazie a un&#8217;importante indagine scientifica appena pubblicata sulle pagine della prestigiosa rivista <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="165">Nature</i>. Al centro dello studio c&#8217;è una delle misurazioni in assoluto più precise mai realizzate per calcolare la massa del bosone W. Si tratta di una particella elementare cruciale, responsabile della mediazione della forza debole (una delle quattro forze fondamentali che regolano la natura). Il traguardo porta anche una forte impronta toscana, grazie al contributo di primo piano fornito dai ricercatori dell&#8217;<b data-path-to-node="4" data-index-in-node="577">Università di Pisa</b>, della <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="603">Scuola Normale Superiore</b> e dell&#8217;<b data-path-to-node="4" data-index-in-node="635">Infn</b>.</p>
<p data-path-to-node="5">Il risultato è scaturito dall&#8217;esperimento internazionale CMS, condotto all&#8217;interno del Large Hadron Collider (Lhc) del <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="119">Cern</b> di Ginevra, una maxi-collaborazione che ha visto lavorare a stretto contatto oltre tremila studiosi. Il verdetto emerso dai laboratori ha un peso specifico enorme per la fisica moderna: la massa calcolata collima perfettamente con le previsioni del Modello Standard, ovvero la teoria cardine che descrive le particelle elementari e le loro interazioni. Un dato che rinsalda la validità e la solidità dell&#8217;intero impianto teorico, sanando la marcata discrepanza emersa nel 2022 a seguito di un&#8217;analoga misurazione effettuata negli Stati Uniti tramite l&#8217;esperimento CDF.</p>
<p data-path-to-node="6">Per arrivare a questa determinazione – la più accurata mai raggiunta finora all&#8217;interno dell&#8217;acceleratore Lhc – gli scienziati hanno esaminato miliardi di collisioni tra protoni. Da questo sterminato bacino di dati sono stati isolati circa cento milioni di eventi compatibili con la produzione di un bosone W. Trattandosi di una particella instabile, che decade quasi all&#8217;istante trasformandosi in un muone e in un neutrino (una particella, quest&#8217;ultima, che sfugge alla rilevazione diretta), i fisici hanno dovuto ricostruirne la massa affidandosi a simulazioni avanzatissime e alla misurazione di altissima precisione dei muoni. Il valore finale certificato dallo studio ammonta a <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="683">80360,2 ± 9,9 MeV</b>.</p>
<p data-path-to-node="7">In questo ambizioso percorso, il gruppo di ricerca pisano è stato coinvolto in modo significativo fin dai primissimi passi dell&#8217;analisi. Un apporto che negli ultimi anni ha trovato ulteriore spinta nel progetto europeo <i data-path-to-node="7" data-index-in-node="219">Asymov</i>, coordinato da <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="241">Lorenzo Bianchini</b>, professore presso il Dipartimento di Fisica dell&#8217;Università di Pisa.</p>
<p data-path-to-node="8">Nello specifico, dottorandi e ricercatori dell&#8217;Ateneo sono scesi in campo durante l&#8217;intensa e delicata fase di revisione scientifica richiesta da <i data-path-to-node="8" data-index-in-node="146">Nature</i>, conducendo i test necessari per blindare l&#8217;affidabilità del lavoro. Le rigorose verifiche su metodologie, simulazioni e incertezze sistematiche si sono concluse tutte con esito positivo. Un passo fondamentale per la comprensione della materia, che consolida la posizione dell&#8217;ecosistema accademico pisano all&#8217;interno dei più grandi network mondiali dedicati alla fisica delle alte energie.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Un successo pubblicato su Nature che parla toscano: studiosi, ricercatori e dottorandi dell'Università di Pisa, in sinergia con Scuola Normale Superiore e INFN]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Fisici toscani protagonisti di un'importante scoperta a Ginevra. Calcolata in modo esatto l'invisibile particella legata alla forza debole]]></metadDscription>
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                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 11:06:52 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 27 Apr 2026 11:06:52 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Inaugurato a Pisa il radiotelescopio per studenti più grande d’Italia: mapperà la Via Lattea anche di giorno</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/inaugurato-a-pisa-il-radiotelescopio-per-studenti-piu-grande-ditalia-mappera-la-via-lattea-anche-di-giorno/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Pisa si proietta verso i segreti del cosmo attraverso l&#8217;ascolto delle onde radio. Il 15 aprile ha segnato il debutto ufficiale di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="130">PULSAR</b>, il più imponente radiotelescopio a scopo didattico mai installato sul territorio nazionale. La struttura ha trovato casa presso il Dipartimento di Fisica &#8220;Enrico Fermi&#8221; dell&#8217;<b data-path-to-node="5" data-index-in-node="312">Università di Pisa</b>.</p>
<p data-path-to-node="6">L&#8217;innovativo apparato, battezzato con un nome e un logo scelti direttamente dagli universitari tramite un concorso di idee, si avvale di una imponente parabola del diametro di cinque metri. La sua particolarità risiede nel metodo di indagine: la radioastronomia, infatti, non si basa sull&#8217;osservazione visiva della luce cosmica, ma sulla captazione dei segnali radio. Nello specifico, lo strumento è tarato sulla frequenza di <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="426">1420 MHz</b> (la cosiddetta &#8220;riga a 21 centimetri&#8221;), fondamentale per individuare l&#8217;idrogeno neutro. Questa tecnologia consentirà di analizzare la distribuzione di questo elemento nello spazio, arrivando a tracciare una mappa tridimensionale della Via Lattea e rendendo &#8220;visibili&#8221; corpi celesti altrimenti preclusi all&#8217;occhio umano. L&#8217;intera parabola è dotata di meccanismi automatici di puntamento e inseguimento, ed è interconnessa tramite fibra ottica alla sala di controllo situata nei laboratori studenteschi.</p>
<p data-path-to-node="7">Il taglio del nastro è avvenuto tramite un evento aperto alla cittadinanza, arricchito da osservazioni in tempo reale e da un dibattito sulle nuove frontiere dell&#8217;esplorazione spaziale. All&#8217;inaugurazione hanno preso parte il rettore <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="233">Riccardo Zucchi</b>, la direttrice del dipartimento <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="281">Chiara Maria Angela Roda</b>, il divulgatore e giornalista scientifico <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="348">Piero Bianucci</b> e l&#8217;astronauta <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="378">Roberto Vittori</b>.</p>
<p data-path-to-node="8">Le peculiarità tecniche dell&#8217;impianto sono state illustrate dal responsabile scientifico, il professor <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="103">Massimiliano Razzano</b>: &#8220;Il nuovo radiotelescopio è uno strumento professionale che consente di effettuare osservazioni astrofisiche di grande valore didattico e scientifico. A differenza dei telescopi tradizionali, può osservare anche di giorno e in presenza di cielo nuvoloso, massimizzando così le possibilità di utilizzo. Oltre alla riga a 21 cm, grazie alla sua grande sensibilità il radiotelescopio consente di rivelare diverse tipologie di sorgenti radio, a partire dal Sole fino ad altre classi di radiosorgenti, come i resti di supernovae oppure le radiogalassie&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="9">L&#8217;infrastruttura ha preso vita grazie alle risorse garantite dal Ministero dell&#8217;Università e della Ricerca (MUR). Su questo aspetto economico si è soffermato il professor <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="171">Dario Pisignano</b>: &#8220;Si tratta di un investimento reso possibile dal finanziamento del MUR nell’ambito del progetto di &#8216;Dipartimento di Eccellenza&#8217;. Un riconoscimento della qualità e dell’innovatività della ricerca del Dipartimento, che oggi si traduce in avanzatissime strumentazioni di ricerca e nuove opportunità per studenti e ricercatori&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="10">La centralità di un simile strumento per la formazione dei futuri fisici è stata ribadita infine dalla direttrice <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="114">Chiara Maria Angela Roda</b>: &#8220;L’esperienza laboratoriale è un elemento centrale nella formazione del fisico. Disporre di strumenti all’avanguardia come questo radiotelescopio consente a studentesse e studenti di avvicinarsi concretamente alla ricerca già durante il loro percorso di studi. La messa in opera di questo strumento rappresenta un bellissimo risultato ottenuto grazie al lavoro corale dei colleghi del Dipartimento e delle Direzione dell’Università&#8221;.</p>
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<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Non ha bisogno di buio né di cielo sereno: il nuovo strumento traccerà una mappa tridimensionale del cosmo captando l'idrogeno neutro]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Un polo universitario toscano presenta un enorme macchinario captatore. Tale parabola aiuterà gli iscritti universitari nello studio]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 10:36:45 +0200</pubDate>
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                <author>REDAZIONE</author>
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