<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
     xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
     xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
     xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
     xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
     xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
     xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
    xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" >
    <channel>
        <atom:link href="https://corrierepisano.it/notizie/cultura-ed-eventi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/>
        <title>Corriere Pisano - Feed</title>
        <link>https://corrierepisano.it</link>
        <scriptUrl>//notizie/cultura-ed-eventi</scriptUrl>
        <query>{"post_type":"post","showposts":20,"author__not_in":[17],"orderby":"date","order":"DESC","category_name":"cultura-ed-eventi"}</query>
        <description>Ultime news da Pisa e provincia</description>
        <language>IT</language>
        <copyrigth>Citycomm s.r.l. - via Cairoli, 30 - 57123 - Livorno (LI)</copyrigth>
        <pubDate>Sat, 18 Jul 2026 05:47:41 +0000</pubDate>
        <lastBuildDate>Sat, 18 Jul 2026 05:47:41 +0000</lastBuildDate>
        <generator>https://wordpress.org/?v=6.6.4</generator>

<image>
	<url>https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2024/08/cropped-corriere_pisano_favicon-32x32.png</url>
	<title>Cultura ed Eventi - Corriere Pisano</title>
	<link>https://corrierepisano.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
                                <item>
                <id>239655</id>
                <type>post</type>
                <title>Rotoli del Mar Morto, l’Università di Pisa partner di un nuovo progetto di ricerca internazionale</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/rotoli-del-mar-morto-luniversita-di-pisa-partner-di-un-nuovo-progetto-di-ricerca-internazionale/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; L&#8217;Università di Pisa sarà protagonista di una nuova indagine scientifica internazionale dedicata ai <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="100">Rotoli del Mar Morto</b>. Il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell&#8217;ateneo toscano è infatti partner del progetto <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="222">Tracing Scribes and Scrolls</i>, un&#8217;iniziativa finanziata dall&#8217;European Research Council con 2,5 milioni di euro e coordinata dal professor Mladen Popović dell&#8217;Università di Groningen.</p>
<p data-path-to-node="1">L&#8217;obiettivo del team di ricerca è stabilire con precisione l&#8217;origine geografica e le modalità di produzione dei celebri manoscritti biblici. A partire dal 2027, i ricercatori inizieranno a studiare oltre 250 frammenti, applicando metodologie che spaziano dalla chimica analitica all&#8217;intelligenza artificiale, fino alla paleografia. Il contributo pisano si concentrerà sulla raccolta e l&#8217;analisi dei materiali organici.</p>
<p data-path-to-node="2">&#8220;Analizzeremo direttamente una ventina di micro-frammenti ricavati dai bordi dei Rotoli per caratterizzare il collagene delle pergamene e ricavare informazioni sugli animali da cui provengono e, in alcuni casi, anche sulla loro alimentazione e sulle condizioni in cui vivevano&#8221;, spiega la professoressa <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="303">Ilaria Degano</b>, referente del gruppo pisano. Oltre alle pergamene, l&#8217;attenzione sarà rivolta agli inchiostri, analizzati per individuare eventuali leganti organici, e alle tracce di polvere presenti sui reperti, utili a ricostruire gli spostamenti dei manoscritti nel corso dei secoli.</p>
<p data-path-to-node="3">I dati ottenuti in laboratorio saranno incrociati con quelli provenienti da papiri custoditi nei Musei Egizi di Torino e di Berlino, con lo scopo di mappare le aree di produzione. L&#8217;uso di modelli basati sull&#8217;intelligenza artificiale permetterà di far emergere correlazioni complesse tra i reperti, puntando a identificare una sorta di &#8216;filigrana moderna&#8217; che possa distinguere i diversi centri scrittori dell&#8217;antica Giudea.</p>
<p data-path-to-node="4">Questo progetto prosegue il lavoro avviato con la precedente iniziativa <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="72">The Hands That Wrote the Bible</i>, che nel 2025 aveva già permesso di ricalibrare la cronologia dei rotoli, dimostrandone una maggiore antichità rispetto a quanto ipotizzato in precedenza. &#8220;Se il precedente progetto ha permesso di stabilire con maggiore precisione quando furono scritti i rotoli, la nuova sfida punta a scoprire dove furono prodotti i materiali, dove operarono gli scribi e come circolarono i manoscritti&#8221;, conclude la professoressa Degano.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Attraverso l'analisi di collagene, inchiostri e tracce organiche, i ricercatori puntano a mappare con precisione millimetrica l'origine geografica dei reperti]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:26:41 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 14 Jul 2026 09:26:41 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-239655</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/rotoli-del-mar-morto-luniversita-di-pisa-partner-di-un-nuovo-progetto-di-ricerca-internazionale/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/07/Rotoli-del-Mar-Morto-lUniversita-di-Pisa-partner-di-un-nuovo-progetto-di-ricerca-internazionale.jpg" length="154189" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>239440</id>
                <type>post</type>
                <title>Università di Pisa, svelato il mistero del mega movimento magmatico in Etiopia</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/universita-di-pisa-svelato-il-mistero-del-mega-movimento-magmatico-in-etiopia/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Un gruppo di ricerca internazionale, guidato dal Dipartimento di Scienze della Terra dell&#8217;Università di Pisa, ha analizzato uno spostamento sotterraneo di magma di proporzioni eccezionali avvenuto nella Rift Valley etiope. Tra il dicembre 2024 e il marzo 2025, un volume di <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="274">1,4 chilometri cubi di magma</b> si è propagato nel sottosuolo per circa 50 chilometri, senza però mai eruttare in superficie.</p>
<p data-path-to-node="1">L&#8217;evento ha generato migliaia di terremoti e visibili deformazioni del terreno, rappresentando un fenomeno geologico di rarissima osservazione poiché solitamente richiede secoli di accumulo di tensioni nella crosta terrestre. Il team, coordinato dalla professoressa Carolina Pagli, ha collaborato con le autorità etiopi fornendo informazioni cruciali per la gestione dell&#8217;emergenza e la valutazione del rischio durante i tre mesi di attività magmatica.</p>
<p data-path-to-node="2">Il monitoraggio è stato possibile grazie alla tecnica <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="54">InSAR</b>, che permette di misurare le variazioni millimetriche del suolo confrontando immagini radar scattate in momenti differenti. L&#8217;analisi ha integrato i dati provenienti dai satelliti europei Sentinel-1 e dalla costellazione italiana COSMO-SkyMed, strumenti che hanno consentito di osservare con precisione un&#8217;area altrimenti difficile da raggiungere.</p>
<p data-path-to-node="3">Lo studio, pubblicato sulla rivista <i data-path-to-node="3" data-index-in-node="36">Science Advances</i>, ha visto la partecipazione di numerosi enti e atenei, tra cui il CNR-IREA, l&#8217;Università di Firenze, l&#8217;Università di Bologna e l&#8217;Università di Addis Abeba. La ricerca è stata sostenuta dal progetto Space It Up, focalizzato sullo sviluppo di applicazioni basate sulle tecnologie spaziali.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Un volume di 1,4 chilometri cubi di magma si è propagato per 50 chilometri nel sottosuolo etiope, in un fenomeno geologico di rarissima osservazione]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 13 Jul 2026 09:30:15 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 13 Jul 2026 09:30:15 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-239440</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/universita-di-pisa-svelato-il-mistero-del-mega-movimento-magmatico-in-etiopia/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/07/Universita-di-Pisa-svelato-il-mistero-del-mega-movimento-magmatico-in-Etiopia.jpg" length="110766" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>238234</id>
                <type>post</type>
                <title>L’Università di Pisa premiata dal Circolo Filippo Mazzei per l’accoglienza agli studenti internazionali</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/luniversita-di-pisa-premiata-dal-circolo-filippo-mazzei-per-laccoglienza-agli-studenti-internazionali/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">PISA &#8211; L&#8217;Ufficio Relazioni Internazionali dell&#8217;Università di Pisa è stato insignito di un prestigioso riconoscimento dal Circolo culturale <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="132">Filippo Mazzei</i>. Il premio, consegnato il 3 luglio a Carrara durante l&#8217;evento dedicato alla celebrazione dell&#8217;Independence Day, mira a valorizzare l&#8217;impegno, la professionalità e la sensibilità dimostrati dal personale di Ateneo nel gestire l&#8217;accoglienza degli studenti che giungono a Pisa da ogni parte del mondo.</p>
<p data-path-to-node="1">A ritirare la targa è stato Tommaso Salamone, responsabile dell’Unità Programmi internazionali di cooperazione, formazione e mobilità, davanti a una platea di oltre 300 invitati, tra cui esponenti delle istituzioni locali e regionali.</p>
<p data-path-to-node="2">Il lavoro svolto dagli uffici ha permesso, solo nel 2025, di raggiungere quota 1.300 immatricolazioni di studenti internazionali, un dato che si inserisce in un contesto più ampio dove ogni anno si contano tra i 7.000 e i 9.000 studenti iscritti mediamente a Pisa. Tale risultato è stato possibile grazie all&#8217;implementazione di diversi servizi mirati all&#8217;integrazione e al supporto. Tra le iniziative di punta figurano il servizio <i data-path-to-node="2" data-index-in-node="431">Welcome International Students (WIS!)</i> per l&#8217;assistenza alle immatricolazioni, la piattaforma <i data-path-to-node="2" data-index-in-node="524">UniBuddy</i> per il confronto diretto con studenti ambassador e membri dello staff, e lo sportello dedicato in collaborazione con la Questura di Pisa per le pratiche di soggiorno.</p>
<p data-path-to-node="3">L&#8217;attenzione dell&#8217;Ateneo si estende anche al sostegno delle situazioni di fragilità, attraverso collaborazioni con l&#8217;Associazione Malatesta e la partecipazione ai corridoi universitari, canali che permettono a studenti provenienti da aree di conflitto o in condizioni di rifugio di continuare il proprio percorso accademico in sicurezza. Il prorettore per la Cooperazione e le relazioni internazionali, Giovanni Federico Gronchi, ha sottolineato come la valorizzazione dei talenti e l&#8217;apertura al mondo siano ormai pilastri fondamentali dell&#8217;attività universitaria.</p>
<p data-path-to-node="4">Anche il professor Marco Macchia, delegato del Rettore per i rapporti con il territorio, ha evidenziato come l&#8217;obiettivo non sia limitato alla sola offerta formativa, ma si basi sulla capacità di creare un ambiente accogliente capace di offrire concrete opportunità di crescita. Il riconoscimento, secondo la professoressa Enza Pellecchia, prorettrice per la coesione della comunità universitaria e il diritto allo studio, rappresenta un primo passo fondamentale nel dare la giusta visibilità al lavoro quotidiano svolto con alta dedizione da tutto il personale amministrativo, elemento essenziale per il funzionamento di una realtà complessa come quella universitaria.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Dall'assistenza burocratica con la Questura al supporto digitale di UniBuddy, l'Ateneo punta su un sistema integrato di servizi per l'accoglienza]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:04:29 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 07 Jul 2026 16:04:29 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-238234</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/luniversita-di-pisa-premiata-dal-circolo-filippo-mazzei-per-laccoglienza-agli-studenti-internazionali/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2023/07/LUniversita-di-Pisa-premiata-dal-Circolo-Filippo-Mazzei-per-laccoglienza-agli-studenti-internazionali.jpg" length="155702" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>236378</id>
                <type>post</type>
                <title>Protesi robotica, dalla Scuola Sant’Anna una nuova interfaccia a controllo magnetico per il ripristino della cinestesia</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/protesi-robotica-dalla-scuola-santanna-una-nuova-interfaccia-a-controllo-magnetico-per-il-ripristino-della-cinestesia/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Un nuovo passo avanti per la protesica robotica arriva dai laboratori della <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="76">Scuola Superiore Sant’Anna</b> di Pisa. Un gruppo di ricercatori ha sviluppato un&#8217;interfaccia capace di restituire a chi indossa una mano artificiale la percezione del movimento, superando un ostacolo storico per chi ha subito un&#8217;amputazione: la perdita della cinestesia.</p>
<p data-path-to-node="1">La cinestesia è la capacità, naturale e intuitiva, di percepire la posizione e il movimento dei propri arti nello spazio senza doverli guardare. Chi perde una mano e utilizza una protesi tradizionale si ritrova privato di questa sensazione, rendendo l&#8217;uso del dispositivo meccanico meno fluido e naturale.</p>
<p data-path-to-node="2">Per risolvere questo limite, il team pisano ha messo a punto la <i data-path-to-node="2" data-index-in-node="64">myokinetic kinesthetic interface</i> (MKkI). La tecnica prevede l&#8217;impianto mininvasivo di piccoli <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="158">magneti</b> all&#8217;interno dei muscoli residui dell&#8217;avambraccio. Questi magneti vengono fatti vibrare da bobine esterne, chiamate solenoidi, che agiscono da remoto. Questa vibrazione stimola in modo mirato esclusivamente la muscolatura, generando sensazioni di movimento analoghe a quelle reali.</p>
<p data-path-to-node="3">L&#8217;interfaccia è stata integrata con la mano robotica <i data-path-to-node="3" data-index-in-node="53">Mia Hand</i>, prodotta dalla spin-off Prensilia, e testata per sei settimane su un paziente di 34 anni. I risultati hanno mostrato che, grazie agli stimoli, il paziente è stato in grado di percepire l&#8217;apertura e la chiusura della mano artificiale con movimenti coordinati.</p>
<p data-path-to-node="4">Il dottor <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="10">Federico Masiero</b>, primo autore dello studio, ha spiegato che si tratta di una &#8220;stimolazione intracorporea&#8221; che non richiede alcun contatto con la pelle, distinguendosi dalle tecniche tradizionali che utilizzano vibrazioni superficiali, spesso imprecise perché attivano anche i recettori cutanei.</p>
<p data-path-to-node="5">Il progetto guarda ora al futuro. Dopo la validazione di questo dimostratore preliminare, il gruppo di ricerca guidato dal professor <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="133">Christian Cipriani</b> punta alla realizzazione di un impianto permanente. Tale sviluppo, sostenuto dal Piano Nazionale Complementare al PNRR tramite il progetto <i data-path-to-node="5" data-index-in-node="291">Fit 4 Medical Robotics</i>, permetterà di testare l&#8217;efficacia dell&#8217;interfaccia su periodi prolungati e con un numero maggiore di persone.</p>
<p data-path-to-node="6">I risultati ottenuti dal team italiano sono stati messi a confronto con quelli di una ricerca indipendente condotta dalla <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="122">Cleveland Clinic</b> negli Stati Uniti. La collaborazione tra le due istituzioni ha confermato che la percezione del movimento, a livello della mano, viene vissuta come un gesto coordinato delle dita, validando ulteriormente la validità dell&#8217;approccio proposto.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L'integrazione con la mano robotica Mia Hand permette al paziente di percepire l'apertura e la chiusura dell'arto artificiale con estrema fluidità]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 09:29:04 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 30 Jun 2026 09:29:04 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-236378</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/protesi-robotica-dalla-scuola-santanna-una-nuova-interfaccia-a-controllo-magnetico-per-il-ripristino-della-cinestesia/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/06/Protesi-robotica-dalla-Scuola-SantAnna-una-nuova-interfaccia-a-controllo-magnetico-per-il-ripristino-della-cinestesia.jpg" length="77929" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>236234</id>
                <type>post</type>
                <title>L’anello mancante del Sistema solare: una pioggia di polveri cosmiche svela un asteroide sconosciuto</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/lanello-mancante-del-sistema-solare-una-pioggia-di-polveri-cosmiche-svela-un-asteroide-sconosciuto/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">Ogni anno cadono sulla Terra migliaia di tonnellate di polvere cosmica, frammenti microscopici che permettono di studiare le origini del Sistema solare. Attraverso l&#8217;analisi di questi granelli, un gruppo internazionale di studiosi ha individuato le tracce di un <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="262">asteroide primitivo</b> situato in prossimità del nostro pianeta e finora sconosciuto.</p>
<p data-path-to-node="1">La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica <i data-path-to-node="1" data-index-in-node="76">Science Advances</i>, è stata coordinata da Matthias van Ginneken dell&#8217;Università del Kent. Al progetto hanno preso parte anche Luigi Folco e Martin David Suttle, afferenti al Dipartimento di Scienze della Terra dell&#8217;Università di Pisa.</p>
<p data-path-to-node="2">La maggior parte del materiale extraterrestre che raggiunge il nostro pianeta è composto da sferule cosmiche, piccole particelle di roccia che fondono nell&#8217;atmosfera a causa delle alte temperature generate dall&#8217;attrito. Solitamente, si ritiene che questi detriti derivino da urti avvenuti in tempi relativamente recenti nella fascia principale degli asteroidi, un&#8217;area compresa tra i pianeti Marte e Giove. Esaminando però alcuni campioni raccolti nei sedimenti glaciali dell&#8217;Antartide e in contesti urbani, gli esperti hanno isolato un gruppo distinto di polveri con caratteristiche chimiche e fisiche anomale.</p>
<p data-path-to-node="3">Queste particelle, che rappresentano circa il 10% delle sferule studiate da decenni, presentano una forte carenza dell&#8217;isotopo <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="127">ossigeno-16</b>, un dettaglio che le rendeva incompatibili con le collezioni di meteoriti già note e di cui non si conosceva l&#8217;origine. Le polveri in questione sono state denominate &#8216;SCumPo&#8217;, un acronimo inglese che sta per olivina porfirica cumulitica ricca di zolfo. A livello chimico, si distinguono per la totale assenza di magnetite, un ossido di ferro che solitamente si genera quando il materiale spaziale fuso entra in contatto con l&#8217;ossigeno atmosferico. Al contrario, i frammenti risultano ricchi di goccioline composte da ferro, nichel e zolfo.</p>
<p data-path-to-node="4">Questa struttura altamente insolita indica che durante la fusione si è creato un effetto schermante dovuto all&#8217;evaporazione dei gas volatili contenuti nelle particelle stesse. Inoltre, all&#8217;interno dei granelli, i cristalli di olivina si sono rapidamente depositati su un unico lato durante il passaggio nell&#8217;atmosfera.</p>
<p data-path-to-node="5">Attraverso simulazioni informatiche sul comportamento dei cristalli in fase di fortissima decelerazione, il team ha calcolato che le polveri sono entrate nell&#8217;atmosfera a una velocità compresa tra i <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="199">14 e i 17 chilometri al secondo</b>. Un impatto così rapido è indice di un&#8217;orbita fortemente eccentrica, incompatibile con quella tipica delle polveri provenienti dalla fascia principale. Secondo gli studiosi, la particolare traiettoria e la firma chimica esclusiva puntano invece verso un asteroide primitivo vicino alla Terra, ricco di solfuri e strettamente imparentato con una rara classe di meteoriti primitive individuata solo di recente.</p>
<p data-path-to-node="6">La scoperta fornisce elementi inediti per comprendere la varietà dei materiali planetari presenti nello spazio a noi vicino, rivelando l&#8217;esistenza di un vero e proprio anello mancante tra i corpi progenitori. Sebbene frammenti di grandi dimensioni provenienti da questo asteroide possano essere troppo fragili o eccessivamente ricchi di materiali volatili per sopravvivere intatti all&#8217;ingresso nell&#8217;atmosfera, la loro presenza viene comunque documentata dalla continua pioggia di micrometeoriti che riesce a raggiungere il suolo terrestre.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L'analisi chimica e fisica di alcuni microscopici frammenti spaziali ha permesso di ipotizzare l'esistenza di un corpo celeste in orbita vicino al nostro pianeta]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 15:08:31 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 29 Jun 2026 15:08:31 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-236234</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/lanello-mancante-del-sistema-solare-una-pioggia-di-polveri-cosmiche-svela-un-asteroide-sconosciuto/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/06/Lanello-mancante-del-Sistema-solare-una-pioggia-di-polveri-cosmiche-svela-un-asteroide-sconosciuto.jpg" length="107666" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>236001</id>
                <type>post</type>
                <title>Gioco del Ponte a Pisa, vince Mezzogiorno per il terzo anno di fila</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/gioco-del-ponte-a-pisa-vince-mezzogiorno-per-il-terzo-anno-di-fila/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; <strong>Mezzogiorno conquista il Ponte di Mezzo e batte Tramontana</strong> per la terza volta consecutiva. Anche questa volta, come nelle ultime due battaglie, a decidere il vincitore del <strong>Gioco del Ponte 2027</strong> è stata necessaria la &#8216;bella&#8217; tra le nazionali delle Parti. Dopo un combattimento di oltre 20 minuti, la Parte Australe ha avuto la meglio sugli uomini di Borea.<br />
Mezzogiorno allontana così il rischio sorpasso. Dal 1568, infatti, salgono a 72 le vittorie della Parte di Mezzogiorno mentre 69 sono quelle della Parte di Tramontana, e 9 le volte che il Gioco si è concluso con la &#8216;pace&#8217;.</p>
<p>&#8220;Complimenti ai combattenti, ai figuranti e a tutti coloro che hanno reso possibile una serata straordinaria – dice <strong>il sindaco di Pisa, Michele Conti</strong> -. Il Gioco del Ponte è il modo più autentico con cui Pisa celebra se stessa. In questi anni abbiamo investito molto, sia in termini economici che organizzativi, per far crescere questa manifestazione. Abbiamo rinnovato costumi, armature, accessori e attrezzature, valorizzato il corteo storico con i suoi quasi ottocento figuranti. Il Gioco del Ponte è una tradizione che, dopo le interruzioni del passato, oggi è tornata ad essere un appuntamento solido, partecipato e sentito da tutta la città. La soddisfazione più grande è vedere migliaia di pisani, tanti giovani e tantissime famiglie vivere questa giornata con entusiasmo, sostenendo la propria Parte, insieme ai tanti turisti che scelgono Pisa anche per le sue tradizioni storiche. È il segno che il lavoro fatto sta dando risultati e che il Giugno Pisano è diventato un grande percorso di eventi capace di raccontare l&#8217;identità della nostra città:<strong> dalla Regata delle Antiche Repubbliche Marinare alla Luminara, dal Palio di San Ranieri fino al Gioco del Ponte. Desidero ringraziare il vicesindaco Filippo Bedini, i dipendenti comunali, i volontari, i Magistrati delle Parti, i combattenti, i figuranti e le tantissime donne e uomini</strong> che, con passione e competenza, hanno lavorato per il successo di questa edizione. A tutti loro va il merito di aver regalato a Pisa una serata straordinaria, all&#8217;altezza della sua storia e della sua identità&#8221;.</p>
<p>La sfida tra le parti si è mantenuta in parità per tutta la serata, con Mezzogiorno sempre in vantaggio, poi recuperato da Tramontana. La prima sfida vede sul Ponte la Parte di Mezzogiorno schierare e vincere <strong>San Martino su Santa Maria</strong> (Mezzogiorno 1 – Tramontana 0).<br />
La seconda, <strong>Sant’Antonio contro Calci,</strong> riporta in parità il punteggio con la vittoria di Calci dopo 23 minuti di battaglia (Mezzogiorno 1 – Tramontana 1).<br />
Il punteggio, poi, torna in favore di Mezzogiorno nel terzo combattimento quando <strong>San Marco prevale su San Francesco</strong> (Mezzogiorno 2 – Tramontana 1).<br />
A riportare il punteggio in parità è la quarta sfida quando <strong>i Satiri in poco più di 15 minuti prevalgono sui Leoni</strong> (Mezzogiorno 2 – Tramontana 2)<br />
La quinta sfida vede ancora una volta Mezzogiorno passare in vantaggio con <strong>i Delfini che prevalgono sui Mattacini</strong> (Mezzogiorno 3 – Tramontana 2)<br />
Mentre il sesto combattimento riporta le due Parti in parità co<strong>n San Michele che in poco più di 3 minuti ha la meglio sui Dragoni</strong>.</p>
<p>Si rende quindi necessaria la “bella” tra le nazionali delle due Parti. Inizia alla Mezzanotte e dura oltre 20 minuti. Alla fine prevale la parte australe. È la terza volta consecutiva, dopo i successi del 2024 e 2025.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Rinnovata la tradizione: dopo una serie equilibrata è stata necessaria la 'bella' tra le nazionali delle Parti]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 08:52:48 +0200</pubDate>
                <modDate>Sun, 28 Jun 2026 08:52:48 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-236001</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/gioco-del-ponte-a-pisa-vince-mezzogiorno-per-il-terzo-anno-di-fila/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/06/Gioco-del-Ponte-a-Pisa-vince-Mezzogiorno-per-il-terzo-anno-di-fila.jpg" length="141440" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>234723</id>
                <type>post</type>
                <title>Università di Pisa, il 24 e 25 giugno i Digital &#038; Tech Days: 24 aziende a colloquio con studenti e ricercatori</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/universita-di-pisa-il-24-e-25-giugno-i-digital-tech-days-24-aziende-a-colloquio-con-studenti-e-ricercatori/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; L&#8217;<a href="https://corrieretoscano.it/pisa/cultura-ed-eventi/luniversita-di-pisa-migliora-la-posizione-globale-nel-qs-world-university-rankings-2027/" target="_blank" rel="noopener">Università di Pisa</a> si prepara a far incontrare il mondo accademico e quello produttivo nel campo delle nuove tecnologie. Nelle giornate di mercoledì <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="151">24</b> e giovedì <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="164">25 giugno</b>, gli spazi del Polo della memoria San Rossore 1938 ospiteranno i <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="239">Digital &amp; Tech Days</i>, un evento pensato per agevolare l&#8217;ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e per stimolare la collaborazione tra i gruppi di ricerca e le aziende del settore informatico e digitale.</p>
<p data-path-to-node="1">Il programma, curato dal Career Service e dall&#8217;Unità Rapporti con le Imprese dell&#8217;Ateneo, si articola in due direzioni. La mattina sarà dedicata all&#8217;orientamento e al reclutamento. Dopo l&#8217;apertura degli accrediti alle <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="218">8,15</b>, i lavori inizieranno alle <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="250">9,15</b> con un momento di presentazione in plenaria, durante il quale le imprese illustreranno i propri piani di sviluppo e le figure professionali richieste al momento. A seguire, si apriranno le sessioni di colloquio individuale, dove gli iscritti potranno dialogare direttamente con i responsabili delle risorse umane e i manager tecnici.</p>
<p data-path-to-node="2">Per tutta la durata della manifestazione sarà attivo uno sportello universitario per la revisione dei curriculum e le consulenze di carriera. Solo nella giornata di mercoledì, questo servizio sarà affiancato da una postazione dell&#8217;Agenzia Regionale Toscana per l&#8217;Impiego (ARTI), pensata per fornire informazioni sugli strumenti di inserimento lavorativo.</p>
<p data-path-to-node="3">L&#8217;iniziativa vedrà la partecipazione di <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="40">24 realtà aziendali</b>, suddivise sui due giorni. Il 24 giugno, con la moderazione di Massimo Piotto per il Dipartimento di Ingegneria dell&#8217;informazione, saranno presenti Akeron, Apparound, CAEN, Cosmic, Fortop, Garmin Italy Technologies, Hitachi Rail, LogObject AG, Nextmind, NTT Data, Sadas e TD Group Italia. Il 25 giugno, sotto la guida di Paolo Milazzo del Dipartimento di Informatica, toccherà a Canova Tech, DATALOGIC, Extra Red, ION Group, IndraMind Cybersecurity, London Solutions &amp; Consulting, MOVE, Overtech Consulting, REPLY, SDI, STMicroelectronics e Vianova.</p>
<p data-path-to-node="4">Oltre ai colloqui per le assunzioni, i pomeriggi saranno riservati al trasferimento tecnologico. Dalle <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="103">14,30</b> prenderà il via la fase &#8216;Research to Business&#8217;, un tavolo di confronto dove i ricercatori universitari e i referenti di una parte delle aziende partecipanti valuteranno possibili progetti congiunti.</p>
<p data-path-to-node="5">A sintetizzare gli obiettivi della due giorni è <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="48">Chiara Galletti</b>, delegata del rettore per le relazioni con le imprese, a cui sono affidati i saluti istituzionali di apertura: &#8220;Con i <i data-path-to-node="5" data-index-in-node="182">Digital &amp; Tech Days</i>, vogliamo creare occasioni concrete di incontro tra università e imprese: da una parte diamo a studentesse e studenti la possibilità di confrontarsi direttamente con le aziende e conoscere le competenze richieste da un settore in continua evoluzione; dall&#8217;altra favoriamo il dialogo tra il mondo della ricerca e quello produttivo, creando le condizioni per collaborazioni capaci di generare innovazione e valore per il territorio&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Nelle mattinate di mercoledì e giovedì gli iscritti potranno sostenere colloqui individuali con i manager delle realtà informatiche partecipanti]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 23 Jun 2026 11:40:10 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 23 Jun 2026 11:40:10 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-234723</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/universita-di-pisa-il-24-e-25-giugno-i-digital-tech-days-24-aziende-a-colloquio-con-studenti-e-ricercatori/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/06/Universita-di-Pisa-il-24-e-25-giugno-i-Digital-Tech-Days-24-aziende-a-colloquio-con-studenti-e-ricercatori.jpg" length="164183" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>233272</id>
                <type>post</type>
                <title>L’università di Pisa migliora la posizione globale nel Qs World University Rankings 2027</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/luniversita-di-pisa-migliora-la-posizione-globale-nel-qs-world-university-rankings-2027/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="12">PISA &#8211; <strong>L’u</strong><b data-path-to-node="12" data-index-in-node="2">niversità di Pisa</b> conferma una traiettoria di crescita costante nel panorama accademico internazionale. L’istituzione toscana ha raggiunto il 341° posto nella classifica mondiale, migliorando di due posizioni rispetto al risultato ottenuto nella precedente edizione, quando occupava la 343ª piazza. Questo posizionamento garantisce all’Ateneo il settimo gradino del podio nella graduatoria italiana, un risultato di rilievo considerando che la valutazione ha preso in esame oltre 8.800 università distribuite in 106 Paesi.</p>
<p data-path-to-node="13">A trainare il miglioramento dell’ateneo sono stati principalmente gli indicatori legati all&#8217;impatto e alla qualità della produzione scientifica. Tali parametri si confermano i pilastri su cui poggia l’eccellenza del sistema accademico pisano. Un dato particolarmente significativo emerge dagli indici di reputazione, che testimoniano un crescente interesse da parte degli attori globali. In particolare, la stima presso i datori di lavoro ha registrato un progresso di 49 posizioni rispetto all&#8217;anno scorso, segnale di una maggiore fiducia del mercato verso le competenze acquisite dagli studenti.</p>
<p data-path-to-node="14">Anche la reputazione accademica ha vissuto una fase di consolidamento, guadagnando 6 posizioni. Questi progressi riflettono la visibilità dell&#8217;istituzione in contesti internazionali sempre più competitivi. La capacità di mantenere standard elevati, nonostante il numero crescente di atenei analizzati a livello globale, conferma la solidità delle strategie adottate per potenziare la ricerca e l&#8217;attrattività dell&#8217;offerta formativa.</p>
<p data-path-to-node="15">Il traguardo raggiunto nella nuova edizione della <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="50">University Rankings 2027</b> sottolinea l’efficacia degli investimenti profusi negli ultimi anni. L’obiettivo resta quello di rafforzare il legame tra innovazione scientifica e mondo del lavoro, consolidando la posizione dell’Ateneo tra i punti di riferimento non solo in ambito nazionale, ma anche nel vasto network accademico globale.</p>
</p>
<p><em>Swamy Cancelli</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L’ateneo toscano consolida la propria reputazione internazionale guadagnando posizioni grazie all’impatto della ricerca scientifica e ai consensi delle aziende]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[L’Università di Pisa migliora la propria posizione nel Qs World University Rankings 2027 attestandosi al 340esimo posto mondiale]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 15:43:22 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 18 Jun 2026 15:43:22 +0200</modDate>
                <author>Swamy Cancelli</author>
                <guid>corrierepisano.it-233272</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/luniversita-di-pisa-migliora-la-posizione-globale-nel-qs-world-university-rankings-2027/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/06/Luniversita-di-Pisa-migliora-la-posizione-globale-nel-Qs-World-University-Rankings-2027.jpg" length="164183" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>232932</id>
                <type>post</type>
                <title>Circuiti come reti neurali: creati i microchip che imitano il cervello per abbattere i consumi dell’IA</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/circuiti-come-reti-neurali-creati-i-microchip-che-imitano-il-cervello-per-abbattere-i-consumi-dellia/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">Un gruppo di ricerca internazionale ha progettato una nuova tipologia di microchip in grado di unificare le funzioni di memoria e di calcolo, ricalcando il funzionamento del cervello biologico. I risultati dello studio, che puntano a ridurre drasticamente i consumi energetici delle reti neurali, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="345">Nature Electronics</i>. Al progetto hanno preso parte l&#8217;<b data-path-to-node="0" data-index-in-node="397">Università di Pisa</b>, l&#8217;Università di Messina, la Shanghai University e l&#8217;École Polytechnique Fédérale de Lausanne, sotto il coordinamento del professor Andras Kis.</p>
<p data-path-to-node="1">Nelle architetture informatiche convenzionali, l&#8217;elaborazione dei dati richiede un continuo trasferimento di informazioni tra il comparto della memoria e il processore, una dinamica che comporta un forte dispendio di elettricità. La mente umana, al contrario, adotta un approccio integrato.</p>
<p data-path-to-node="2">&#8220;Il cervello umano riesce ad elaborare enormi quantità di informazioni <a href="https://corrieretoscano.it/mondo/economia/inquinamento-intelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noopener">consumando una frazione dell’energia richiesta dai sistemi di intelligenza artificiale</a>&#8220;, spiega <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="167">Giuseppe Iannaccone</b>, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’ateneo pisano e autore della ricerca. &#8220;Una delle ragioni è che nel cervello i processi di memoria ed elaborazione sono strettamente integrati nelle stesse reti neurali. Nei computer, invece, i dati devono essere continuamente trasferiti tra memoria e processore, con un elevato dispendio energetico&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="3">Per riprodurre questo livello di efficienza su un circuito, i ricercatori hanno sviluppato memorie elettroniche impiegando materiali bidimensionali dal profilo ultrasottile. Questa configurazione fisica permette di immagazzinare i dati e di eseguire le operazioni matematiche esattamente nello stesso punto del componente. Il traguardo tecnico è stato raggiunto affiancando due composti specifici: il <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="401">bisolfuro di molibdeno</b> e il <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="429">bisolfuro di niobio</b>. La loro combinazione permette di abbattere la resistenza di contatto, ovvero uno dei principali ostacoli fisici al passaggio di corrente che finora limitava le prestazioni dei dispositivi bidimensionali.</p>
<p data-path-to-node="4">La nuova architettura presenta una ricaduta pratica immediata, poiché risulta adattabile alle attuali catene produttive basate sul silicio, il materiale standard dell&#8217;industria elettronica.</p>
<p data-path-to-node="5">&#8220;Un ulteriore vantaggio è che questa nuova tecnologia è compatibile con i chip silicio oggi prodotti dall’industria elettronica&#8221;, aggiunge Iannaccone. &#8220;La sfida attuale è rendere l’intelligenza artificiale sempre più potente ma anche più sostenibile dal punto di vista energetico e utilizzabile su piccoli sensori e dispositivi autonomi&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="6">Lo studio si inserisce all&#8217;interno delle attività di <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="53">QUEFORMAL</i>, un progetto su scala europea guidato dallo stesso Iannaccone e dedicato alla realizzazione di componenti elettronici tramite l&#8217;impiego di materiali bidimensionali.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Le Università di Pisa e Messina protagoniste della ricerca pubblicata su Nature Electronics: sviluppato un hardware sostenibile e adattabile all'attuale industria del silicio]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Scoperti nuovi microchip in materiali bidimensionali che imitano il cervello umano. L'innovazione ridurrà drasticamente i consumi energetici dell'IA]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:32:37 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 18 Jun 2026 10:32:37 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-232932</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/circuiti-come-reti-neurali-creati-i-microchip-che-imitano-il-cervello-per-abbattere-i-consumi-dellia/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2024/03/Circuiti-come-reti-neurali-creati-i-microchip-che-imitano-il-cervello-per-abbattere-i-consumi-dellIA.jpg" length="145141" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>232350</id>
                <type>post</type>
                <title>A Pisa si rinnova la tradizione con il palio di San Ranieri</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/a-pisa-si-rinnova-la-tradizione-con-il-palio-di-san-ranieri/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Domani (17 giugno), nel giorno del patrono della città, torna <strong>il Palio di San Ranieri,</strong> la sfida in Arno tra le quattro imbarcazioni che rappresentano i quartieri storici della città: San Francesco (barca gialla), San Martino (barca rossa) Santa Maria (barca celeste) e Sant’Antonio (barca verde).</p>
<p><strong>La competizione prenderà il via alle 19 con le imbarcazioni che gareggeranno per 1500 metri controcorrente dal ponte della Cittadella</strong>, alla sede dei Canottieri Arno, fino all’arrivo allo Scalo dei Renaioli. La gara sarà preceduta alle 18 dal corteo storico fluviale con le 4 imbarcazioni dei quartieri storici e la presenza di figuranti che accompagnano la pala del Santo.</p>
<p><strong>Tra le novità di questa edizione, il corteo vedrà una partecipazione più numerosa di figuranti in costume storico</strong>, che sfileranno sull’Arno a bordo di due galeoni anziché uno, ampliando così la rappresentazione scenografica della manifestazione.</p>
<p><strong>Il Palio di San Ranieri è un evento di rievocazione storica che fa parte delle Tradizioni della storia e dell’identità di Pisa</strong>. L’amministrazione comunale organizza il 17 giugno, in occasione della Festa del Santo Patrono Ranieri, un palio remiero che si svolge sulle acque del fiume Arno tra quattro imbarcazioni, che si rifanno alle antiche <strong>Galere Stefaniane</strong>, fregate dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. La rievocazione storica trae le proprie origini dal Palio in onore del Patrono ideato e promosso nel 1935 dalla locale sezione Enal.</p>
<p><strong>L’evento di rievocazione si colloca cronologicamente nel XVI secolo,</strong> nel periodo della battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571. La gara è disputata in Arno su un percorso di 1500 metri, in controcorrente, dalle imbarcazioni abbinate ai quattro quartieri storici della città, come definiti negli anni Trenta del 19: <strong>San Francesco con il colore giallo, San Martino con il rosso, Santa Maria con il celeste e Sant’Antonio con il verde.</strong></p>
<h3><strong>Il programma</strong></h3>
<p>Alle 18 è prevista la partenza, dal Ponte della Cittadella, del corteo fluviale che giungerà nei pressi dello Scalo Renaioli. Alle 18.30 il sorteggio delle corsie d’acqua e alle 19 la partenza della competizione. Alle 19,30, infine, presso lo Scalo dei Renaioli, la cerimonia di consegna del Palio.</p>
<p><strong>Nell’ambito delle iniziative collegate al Palio, alle 18,15 allo Scalo dei Renaioli si terrà la premiazione delle scuole cittadine</strong> che hanno partecipato al progetto educativo promosso dal Comune di Pisa insieme alle associazioni canottiere coinvolte nella manifestazione. Il percorso ha consentito agli studenti di conoscere le principali tradizioni storiche della città e di avvicinarsi alla pratica del canottaggio attraverso attività teoriche e dimostrative.</p>
<h3><strong>Gli equipaggi</strong></h3>
<p>Ogni &#8216;fregata&#8217; è composta da vogatori, timoniere e montatore. Quest’ultimo, al traguardo, ha il compito di arrampicarsi su uno dei 4 canapi che raggiungono la sommità di un pennone alto 10 metri e afferrare il palio azzurro, simbolo della vittoria. Due (simbolici) paperi, invece, rappresentano il poco ambito riconoscimento per gli ultimi classificati. Questa particolare modalità di assegnazione della vittoria si ispira all’impresa di Lepanto quando le truppe cristiane, una volta abbordata l’ammiraglia turca, si impadronirono della fiamma da combattimento posta sul pennone dell’imbarcazione saracena.</p>
<p><strong>Barca Celeste</strong>: Davide Barbieri, Mirko Barbieri, Edoardo Bellani, Alessandro Bernardini, Andrea Grassini, Edoardo Margheri, Edoardo Pagni, Luca Romani. Timoniere: Gabriele Ciulli. Montatore: Joel Devine.<br />
<strong>Barca Rossa</strong>: Daniel Baglini, Leonardo Pioli, Andrea Yraso, Francesco Iorio, Edoardo Ghelardi, Alessio Antoni, Marci Vigna, Fabio Perlata. Timoniere: Mariachiara Bellani. Montatore: Iacopo Casella.<br />
<strong>Barca Verde</strong>: Simone Barandoni, Paolo Brillante, Francesco Carrara, Francesco Gadducci, Matteo Gadducci, Emanuele Giarri, Andrea Martelli, Daniele Sbrana. Timoniere: Clara Massaria. Montatore: Leonardo Bellinvia.<br />
<strong>Barca Gialla</strong>: Giorgio Boccini, Andrea Florio, Alessandro Galatolo, Simone Giorgi, Patryk Lysiak, Davide Merlino, Michele Pratesi, Vito Saggese. Timoniere: Riccardo Pellegrini.</p>
<h3><strong>Il progetto con le scuole</strong></h3>
<p>Nell’ambito delle iniziative dedicate alle tradizioni storiche remiere della città, quest’anno il Comune di Pisa ha promosso, insieme alle quattro associazioni remiere che partecipano al Palio, un progetto educativo finalizzato a far conoscere agli studenti le tradizioni della storia e dell’identità di Pisa e ad avvicinarli alla pratica del canottaggio. Il progetto ha coinvolto alcune classi delle scuole secondarie di primo grado del territorio, abbinate simbolicamente ai quattro quartieri storici della città: la Canottieri Arno (barca verde) con la scuola Toniolo, la Canottieri San Francesco (barca gialla) con la scuola Galilei, l’Asc Billi (barca rossa) con la scuola Gamerra”e la Canottieri Antoni (barca celeste) con le scuole Mazzini e Toniolo – sede succursale. La conclusione del percorso sarà celebrata mercoledì 17 giugno alle 18.15 allo Scalo dei Renaioli con una premiazione dedicata alle scuole partecipanti e la consegna di una pubblicazione a tema.</p>
<h3><strong>Modifiche alla viabilità per il Palio e la Fiera di San Ranieri</strong></h3>
<p>Per la festa del Santo Patrono, oltre al Palio, si terrà anche la tradizionale fiera che si svolge per tutta la giornata di mercoledì 17 giugno in piazza dei Cavalieri e fino a via Santa Maria.<br />
Per consentire lo svolgersi delle due manifestazioni sono previste le seguenti modifiche al traffico.<br />
Dalle 17 alle 22 di mercoledì 17 giugno. <strong>Ponte della Fortezza</strong>, corsia di marcia con direzione Nord-Sud: chiusura al transito veicolare. <strong>Lungarno Galilei</strong>, tratto compreso tra il Ponte della Fortezza e vicolo Lanfranchi: chiusura al transito veicolare; divieto di sosta con rimozione coatta eccetto veicoli dell’organizzazione; soppressione pista ciclabile e divieto di transito pedonale sul marciapiede per posizionamento tribune. <strong>Via Bovio</strong>: istituzione del divieto di accesso sul Lungarno Galilei; istituzione del senso unico alternato a vista con diritto di precedenza secondo il senso di marcia normalmente vigente, a bassa velocità e adottando tutte le cautele del caso. <strong>Via La Tina</strong>: istituzione del divieto di accesso sul Lungarno Galilei; istituzione del senso unico alternato a vista con diritto di precedenza secondo il senso di marcia normalmente vigente, a bassa velocità e adottando tutte le cautele del caso. <strong>Largo del Parlascio</strong>, lato ovest (monumento): istituzione del divieto di transito pedonale sul marciapiede interessato dal montaggio di una struttura di vendita;</p>
<p>D<strong>alle 5 alle 22 di mercoledì 17 giugno, in piazza San Sepolcro</strong> (parte prospicente Lungarno Galilei) sarà istituito divieto di sosta con rimozione coatta, per consentire il posizionamento delle strutture di vendita, e l’abrogazione temporanea degli stalli riservati ai veicoli al servizio di persone diversamente abili e spostamento degli stessi nelle immediate vicinanze. In Piazza Solferino, lato ex Palazzo Enel (negli stalli antecedenti il civico 1): istituzione del divieto di sosta con rimozione coatta, per consentire il posizionamento delle strutture di vendita; abrogazione temporanea degli stalli riservati ai veicoli al servizio di persone diversamente abili e spostamento degli stessi nelle immediate vicinanze.</p>
<p><strong>Per consentire lo svolgimento della Fiera di San Ranieri</strong> nel centro storico, dalle 5 alle 22 di mercoledì 17 giugno, in piazza dei Cavalieri e in via Dini (nel tratto compreso tra Piazza dei Cavalieri e Piazzetta Vallerini) saranno istituiti il divieto di sosta con rimozione coatta e la chiusura al transito veicolare. La chiusura alla circolazione interesserà inoltre via Consoli del Mare, nel tratto compreso tra il civico 2 e Piazza dei Cavalieri, l’Arco del Gualandi e la via San Frediano, nel tratto tra via Tavoleria e piazza dei Cavalieri. Per consentire il posizionamento delle strutture di vendita, sarà inoltre istituito il divieto di sosta con rimozione coatta in piazza Cavallotti, nel tratto compreso tra via Santa Maria e via Don Gaetano Boschi sul lato dell’area verde. In via Santa Maria, nel tratto compreso tra il civico 85 e via Ghini, sarà istituito il divieto di sosta con rimozione coatta su entrambi i lati della strada. Sono previste modifiche anche in via Corsica e via Oberdan, dove per tutta la durata della manifestazione sarà sospesa l’area pedonale, che sarà destinata alle strutture adibite alla vendita.<br />
Divieto di vendita bevande in vetro e detenzioni materiali esplodenti. Dalle 16 alle 24 di mercoledì 17 giugno, <strong>è vietata: la vendita, anche per asporto, di bevande in contenitori di vetro o di alluminio</strong>; la somministrazione di bevande in contenitori di vetro, salvo che il consumo avvenga all’interno dei pubblici esercizi o nelle aree di pertinenza di questi; la detenzione di bevande in contenitori di vetro o di alluminio nelle strade o piazze pubbliche o aperte al pubblico; la detenzione o l’uso di materiali esplodenti, l’utilizzo di fuochi artificiali, razzi, petardi, botti, fumogeni e simili artifici contenenti miscele detonanti, esplodenti, fumogene o irritanti, fatti salvi quelli autorizzati dal Comune di Pisa.</p>
<p><strong>Il divieto sarà valido nelle aree interne delimitate dai seguenti perimetri</strong>: Lungarni compresi tra ponte della Cittadella e ponte della Fortezza (compresi i ponti intermedi); zona Nord: via Santa Marta, via Edmondo De Amicis, via Angelo Battelli, via di Pratale, via Lucchese, via Contessa Matilde, via Bonanno Pisano, piazza di Terzanaia; zona Sud: via Porta a Mare, via Cesare Battisti, via Alfredo Catalani, via Mascagni, piazza della Stazione, via Filippo Corridoni, via Carlo Cattaneo, via Giuliano da Sangallo, piazza Don Giovanni Minzoni, Lungarno Fibonacci. Ai trasgressori saranno comminate sanzioni da 100 fino a 300 euro.</p>
<p><strong>Divieto di utilizzo di impianti di amplificazione o diffusione sonora</strong>: dalle 14 di mercoledì 17 giugno fino alle 8 di giovedì 18 giugno è inoltre vietato collocare all’esterno degli edifici o sulle strade o piazze pubbliche o aperte al pubblico o sulle sponde del fiume Arno, qualsiasi tipo di impianto di amplificazione o di diffusione sonora, fatti salvi quelli installati e gestiti dal Comune di Pisa. Le aree interessate sono i Lungarni compresi tra ponte della Cittadella e ponte della Fortezza, compresi i ponti intermedi; <strong>Zona Nord</strong>: piazza Garibaldi, Borgo Stretto, via Curtatone e Montanara, piazza delle Vettovaglie, piazza Sant’Omobono, piazza Dante, piazza dei Cavalieri, piazza Cairoli; <strong>Zona Sud</strong>: piazza XX Settembre, piazza Gambacorti, Corso Italia, piazza San Sepolcro. Ai trasgressori saranno comminate sanzioni da 100 fino a 300 euro.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Nel giorno della festa del patrono c'è anche la Fiera. Le modifiche della viabilità e i divieti per l'appuntamento che vede lo scontro fra quartieri]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Nel giorno della festa del patrono c'è anche la Fiera. Le modifiche della viabilità e i divieti per lo scontro fra quartieri]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 15:03:02 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 16 Jun 2026 15:03:02 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-232350</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/a-pisa-si-rinnova-la-tradizione-con-il-palio-di-san-ranieri/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/06/A-Pisa-si-rinnova-la-tradizione-con-il-palio-di-San-Ranieri.jpg" length="303321" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>231914</id>
                <type>post</type>
                <title>Le mura di Pisa si muovono nello spazio: i radar svelano gli spostamenti millimetrici della cinta medievale</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/le-mura-di-pisa-si-muovono-nello-spazio-i-radar-svelano-gli-spostamenti-millimetrici-della-cinta-medievale/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Un&#8217;analisi condotta dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell&#8217;<b data-path-to-node="0" data-index-in-node="77">Università di Pisa</b> ha gettato nuova luce sullo stato di conservazione delle antiche mura cittadine, edificate quasi novecento anni fa. Attraverso l&#8217;impiego di tecnologie radar satellitari, i ricercatori hanno tracciato gli spostamenti millimetrici della struttura difensiva, impercettibili a occhio nudo ma fondamentali per comprenderne il comportamento strutturale nel lungo periodo.</p>
<p data-path-to-node="1">La ricerca si è basata sull&#8217;esame di oltre 400 immagini acquisite tra il 2009 e il 2023 dalla costellazione satellitare <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="120">COSMO-SkyMed</b>, di proprietà dell&#8217;Agenzia Spaziale Italiana. Incrociando questi dati con la storia geografica della zona e la composizione del sottosuolo, gli esperti hanno rilevato che i movimenti delle mura variano sensibilmente a seconda della deformabilità del terreno nei diversi quartieri. Nello specifico, l&#8217;osservazione estesa su dodici anni ha evidenziato in alcuni punti abbassamenti verticali fino a circa <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="535">3 centimetri</b> e spostamenti orizzontali in direzione est-ovest contenuti entro i 25 millimetri. Al contrario, la porzione nord-occidentale della cinta, ovvero quella che circonda la Piazza del Duomo, si è rivelata la zona più stabile dell&#8217;intero tracciato.</p>
<p data-path-to-node="2">Lo studio si è soffermato anche sulle fessurazioni visibili nei blocchi di pietra. Stando ai rilievi, molte crepe non dipendono da dissesti recenti, ma derivano dal progressivo assestamento del suolo compresso dal peso di bastioni e torri, corpi massicci edificati a ridosso delle mura nel corso dei secoli e in parte ancora esistenti.</p>
<p data-path-to-node="3">&#8220;I movimenti delle mura sono strettamente connessi alla natura deformabile del terreno pisano e alla stessa struttura del sistema murario – spiega la professoressa <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="164">Anna De Falco</b>, docente del dipartimento e coordinatrice dell&#8217;analisi – nel caso di strutture molto estese come mura storiche, ponti o acquedotti, dove i controlli tradizionali sul posto sono spesso complessi e costosi, il satellite permette di raccogliere una grande quantità di dati nel tempo e di individuare le aree che richiedono osservazioni più approfondite. La tecnica deve ancora essere perfezionata e integrata con misure da terra, ma i risultati sono promettenti, soprattutto in previsione del lancio di nuove costellazioni satellitari, in grado di superare gli attuali limiti&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="4">La tecnologia satellitare odierna mostra infatti alcuni punti deboli: non riesce a registrare i movimenti che avvengono lungo la linea nord-sud e presenta margini d&#8217;errore nell&#8217;interpretare alterazioni microscopiche. Per questo motivo, l&#8217;osservazione dallo spazio si configura attualmente come un supporto e non come un sostituto dei metodi di ispezione sul campo.</p>
<p data-path-to-node="5">&#8220;Ad oggi, il monitoraggio satellitare non è in grado di sostituire le tecniche tradizionali, ma può costituire uno strumento complementare molto importante per la conservazione dei beni culturali – precisa <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="206">Laura Vignali</b>, dottoranda dell&#8217;ateneo e prima firma del lavoro – La possibilità di osservare nel tempo strutture estese come le mura urbane, rilevando nel tempo movimenti anche minimi su larga scala e in modo non invasivo, apre prospettive nuove per individuare le aree più vulnerabili e programmare controlli e interventi mirati&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="6">I primi esiti della ricerca, intitolata <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="40">Satellite Observations for Linear Heritage Assets Conservation: The Case of the Ancient City Walls of Pisa, Italy</i>, sono stati esposti in anteprima durante un congresso internazionale dedicato alla tutela dei monumenti. Lo studio rientra nel <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="281">Piano straordinario di monitoraggio e conservazione dei beni culturali immobili</i> promosso dal Ministero della Cultura, ed è stato sviluppato in virtù di un accordo operativo che vede coinvolti l&#8217;Università di Pisa, l&#8217;Opera della Primaziale Pisana, la Direzione Generale Sicurezza e l&#8217;Ufficio del Soprintendente Speciale per le aree colpite dal terremoto del 24 agosto 2016.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Attraverso oltre 400 immagini acquisite dai satelliti COSMO-SkyMed, l'Università ha mappato i lievi assestamenti del terreno sotto l'antico sistema difensivo in un arco di dodici anni]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[L'Università toscana studia l'antica fortificazione urbana usando tecnologie satellitari avanzate]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:56:35 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 15 Jun 2026 12:33:55 +0200</modDate>
                <author>Davide Caruso</author>
                <guid>corrierepisano.it-231914</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/le-mura-di-pisa-si-muovono-nello-spazio-i-radar-svelano-gli-spostamenti-millimetrici-della-cinta-medievale/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/06/Le-mura-di-Pisa-si-muovono-nello-spazio-i-radar-svelano-gli-spostamenti-millimetrici-della-cinta-medievale-1.jpg" length="64756" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>231636</id>
                <type>post</type>
                <title>Tutto pronto a Pisa per la magia della Luminara del 16 giugno</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/tutto-pronto-a-pisa-per-la-magia-della-luminara-del-15-giugno/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; <strong>Manca poco alla notte più attesa. La sera del 16 giugno i Lungarni torneranno a illuminarsi con centomila lampanini</strong>, dando vita a uno degli spettacoli più suggestivi e identitari della città, capace ogni anno di richiamare decine di migliaia di persone e di rinnovare un legame profondo tra Pisa, la sua storia e la devozione per San Ranieri.<br />
La Luminara è molto più di una festa. È un patrimonio collettivo fatto di memoria, appartenenza e tradizione, un appuntamento che si rinnova da secoli e che continua a emozionare generazioni di pisani. È la notte in cui la città si riconosce nei propri simboli, nei suoi Lungarni, nelle sue architetture e nella straordinaria cornice di luci che ne ridisegna i contorni, restituendo per alcune ore un&#8217;immagine unica e senza tempo.</p>
<p><strong>Dietro questa magia, tuttavia, c&#8217;è un lavoro che dura tutto l&#8217;anno.</strong> Un impegno costante fatto di progettazione, investimenti, manutenzione, ricerca storica e cura di ogni dettaglio, che coinvolge tecnici, operai, falegnami e dipendenti comunali impegnati fin dal mese di settembre nella preparazione dell&#8217;edizione successiva. Un&#8217;attività complessa e delicata che anche quest&#8217;anno ha portato importanti novità e interventi strutturali destinati a valorizzare ulteriormente uno degli eventi più amati dai pisani.</p>
<p>&#8220;Le novità introdotte – dichiara <strong>Filippo Bedini, vicesindaco e assessore alle tradizioni della storia e dell’identità di Pisa</strong> – quest&#8217;anno sul piano strutturale sono essenzialmente quattro. La più importante riguarda la realizzazione ex novo delle biancherie per la facciata degli Arsenali Medicei, sede del Museo delle Antiche Navi. In certe stampe di fine ‘800 si vede che era illuminata ma poi da moltissimo tempo si è persa la tradizione dell’allestimento. Si tratta di una scelta che non era più rimandabile e che va a completare finalmente tutti i tratti dei Lungarni interessati dalla Luminara. Storicamente, infatti, <strong>le biancherie vengono allestite dal Ponte della Fortezza fino a piazza San Paolo a Ripa d&#8217;Arno a Mezzogiorno e fino al Fortilizio della Cittadella a Tramontana</strong>. Quel tratto rappresentava l&#8217;ultimo segmento ancora mancante: con questo intervento chiudiamo il cerchio. Abbiamo voluto che le nuove biancherie rispettassero rigorosamente i profili architettonici della <strong>facciata degli Arsenali</strong>. Per questo sono state progettate dall&#8217;architetto <strong>Pietro Berti,</strong> che ha messo a disposizione la propria professionalità in una collaborazione nata dalla piena condivisione degli obiettivi con l&#8217;amministrazione comunale e che desidero ringraziare pubblicamente”.</p>
<p>“Gli altri interventi hanno riguardato, da una parte, il rafforzamento delle strutture di alcuni palazzi che, sulla base di un attento studio delle fotografie delle facciate allestite lo scorso anno, necessitavano di interventi mirati; dall&#8217;altra, l&#8217;arricchimento di ulteriori terrazzi con 35 nuove e suggestive biancherie a forma di Croce di Pisa. <strong>Questa scelta non è casuale. Si inserisce infatti in un percorso di approfondimento e valorizzazione</strong> – prosegue Bedini – che l&#8217;assessorato alle tradizioni della storia e dell&#8217;identità di Pisa ha portato avanti nell&#8217;ultimo anno e che è culminato con la pubblicazione di un volume dedicato alla storia e all&#8217;evoluzione del simbolo più identitario della nostra città. Un simbolo che abbiamo voluto porre al centro anche della comunicazione del <strong>Giugno Pisano 2026</strong>, dove proprio da uno dei bracci della croce prende forma una stilizzazione della catena del Dna trasformata in drappo rosso. È un&#8217;immagine che richiama appartenenza, orgoglio e il grande amore dei pisani per la propria storia e per la propria bandiera”.</p>
<p>“La quarta novità &#8211; prosegue Bedini &#8211; riguarda invece la realizzazione di <strong>alcune decine di archi decorativi, installati sulle arcate di vicoli che si affacciano sui Lungarni e sopra portoni di particolare pregio</strong>. Si tratta di dettagli che contribuiscono ad arricchire ulteriormente il colpo d&#8217;occhio complessivo della Luminara e che testimoniano la continua attenzione al miglioramento dell&#8217;allestimento. Il lavoro sulle biancherie rappresenta probabilmente l&#8217;aspetto più importante della Luminara. <strong>Del resto sappiamo bene che i pisani amano giudicare la Luminara la mattina del 17 giugno, passeggiando lungo i Lungarni dopo la notte magica</strong>. È in quel momento che, al di là di eventuali burrasche di San Ranieri, del vento insistente o di qualche inconveniente nell&#8217;accensione dei lampanini, emerge concretamente il lavoro svolto nei mesi precedenti e la qualità dell&#8217;allestimento realizzato.”</p>
<p>“Per questo desidero rivolgere un ringraziamento sincero a tutta la squadra dei dipendenti comunali che <strong>segue la Luminara durante l&#8217;intero arco dell&#8217;anno</strong> &#8211; conclude -Da settembre siamo al lavoro e ciascuno hamesso a disposizione con passione, professionalità e spirito di servizio le proprie competenze per consentire alla città di compiere un ulteriore passo avanti anche nell&#8217;edizione 2026. Si tratta di un&#8217;attività estremamente delicata e complessa, che senza queste persone non potrebbe essere realizzata. <strong>Al di là di ciò che può fare chi organizza, esistono poi aspetti per i quali possiamo affidarci soltanto al buon senso e alla collaborazione di tutti</strong>. Per questo rivolgo ancora una volta un appello ai residenti e soprattutto alle attività commerciali che si affacciano sui Lungarni affinché, la sera del 16 giugno, mantengano il più possibile soffuse le luci di case e locali. <strong>Non è un dettaglio: è un contributo concreto che può migliorare ulteriormente l&#8217;effetto dei lampanini e rendere ancora più suggestiva una notte che appartiene all&#8217;identità e al cuore di tutta la città</strong>”.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il vicesindaco Bedini: "Un anno di lavoro e importanti investimenti per renderla sempre più bella". Appello a tenere le luci soffuse]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il vicesindaco Bedini: "Un anno di lavoro e importanti investimenti per renderla sempre più bella". Appello a tenere le luci soffuse]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 17:05:01 +0200</pubDate>
                <modDate>Sat, 13 Jun 2026 22:27:01 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-231636</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/tutto-pronto-a-pisa-per-la-magia-della-luminara-del-15-giugno/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/06/Tutto-pronto-a-Pisa-per-la-magia-della-Luminara-del-16-giugno.jpg" length="186007" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>230964</id>
                <type>post</type>
                <title>Scoperto nell’Oceano Indiano un vasto deposito di cetacei: lo studio dell’Università di Pisa pubblicato su Nature</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/scoperto-nelloceano-indiano-un-vasto-deposito-di-cetacei-lo-studio-delluniversita-di-pisa-pubblicato-su-nature/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211;  I ricercatori dell&#8217;<b data-path-to-node="0" data-index-in-node="19">Università di Pisa</b> hanno contribuito alla scoperta del più profondo e vasto deposito di resti di cetacei attualmente noto. Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="217">Nature</i>, mappa e analizza un sito che si estende per oltre 1.200 chilometri sul fondale dell&#8217;Oceano Indiano sud-orientale.</p>
<p data-path-to-node="1">Le esplorazioni si sono concentrate nella <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="42">Fossa Diamantina</b>, una profonda depressione marina dove il batiscafo cinese Fendouzhe ha condotto diverse immersioni raggiungendo quote comprese tra i 4.600 e i 7.000 metri. L&#8217;area si è rivelata un bacino di accumulo naturale per gli scheletri di questi mammiferi, le cui carcasse si sono depositate nell&#8217;arco di oltre cinque milioni di anni. I resti più recenti, ancora in fase di decomposizione, offrono nutrimento a organismi specializzati che vivono ad alte profondità, capaci di ricavare materia organica direttamente dalle ossa e dall&#8217;ambiente circostante.</p>
<p data-path-to-node="2">L&#8217;analisi dei reperti fossili è stata curata dai paleontologi <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="62">Giovanni Bianucci</b> e <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="82">Alberto Collareta</b>, attivi presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell&#8217;ateneo pisano.</p>
<p data-path-to-node="3">&#8220;La maggior parte dei resti scheletrici appartiene agli zifidi, cetacei che si immergono a grandi profondità per cacciare, ed è costituita soprattutto di rostri, cioè la parte anteriore del cranio, più resistente alla degradazione nel tempo&#8221;, ha spiegato Bianucci, precisando come la conservazione delle ossa sia stata favorita dalla formazione di una spessa incrostazione composta da ferro e manganese.</p>
<p data-path-to-node="4">Tra i resti classificati figurano specie attuali, come il mesoplodonte di Bowdoin (<i data-path-to-node="4" data-index-in-node="83">Mesoplodon bowdoini</i>) e quello di Layard (<i data-path-to-node="4" data-index-in-node="124">Mesoplodon layardii</i>), affiancate da esemplari ormai estinti. Tra questi ultimi è stata identificata una specie fino ad oggi sconosciuta, denominata <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="272">Pterocetus diamantinae</i> in riferimento al luogo del ritrovamento.</p>
<p data-path-to-node="5">A definire la linea del tempo di questo archivio sottomarino sono stati gli esami chimici. &#8220;Le datazioni basate sugli isotopi dello stronzio indicano che i resti delle specie ancora viventi sono i più recenti (da 1,2 milioni di anni fa a oggi), mentre quelli delle specie fossili risalgono a un intervallo compreso tra 2,4 e 5,3 milioni di anni fa&#8221;, ha aggiunto Collareta, confermando come il deposito continui ad alimentarsi ancora oggi.</p>
<p data-path-to-node="6">L&#8217;indagine si inserisce nel programma internazionale di esplorazione delle fosse oceaniche noto come GHEP, un progetto mirato ad ampliare le conoscenze biologiche e geologiche tra i 6.000 e gli 11.000 metri di profondità. Il comitato direttivo dell&#8217;iniziativa, coordinata dall&#8217;Accademia Cinese delle Scienze, riunisce esperti da undici Paesi e vede l&#8217;Italia rappresentata dal professor Bianucci.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Identificata una specie fossile finora sconosciuta alla scienza: battezzata Pterocetus diamantinae, riscrive la storia evolutiva dei mammiferi marini]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Paleontologi toscani descrivono ammassi ossei sommersi nella Fossa Diamantina. I risultati presenti svelano segreti millenari]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 09:28:04 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 11 Jun 2026 09:28:04 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-230964</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/scoperto-nelloceano-indiano-un-vasto-deposito-di-cetacei-lo-studio-delluniversita-di-pisa-pubblicato-su-nature/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/06/Scoperto-nellOceano-Indiano-un-vasto-deposito-di-cetacei-lo-studio-dellUniversita-di-Pisa-pubblicato-su-Nature.jpg" length="113489" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>230324</id>
                <type>post</type>
                <title>Da Pisa a Grenoble, una ricerca internazionale fa luce sui legami molecolari nella transizione vetrosa</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/da-pisa-a-grenoble-una-ricerca-internazionale-fa-luce-sui-legami-molecolari-nella-transizione-vetrosa/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">I segreti microscopici della materia si svelano grazie a una collaborazione scientifica internazionale che parla toscano. Uno studio condotto al centro di ricerca European Synchrotron Radiation Facility (ESRF) di Grenoble ha ridefinito le conoscenze sulla transizione dei liquidi verso lo stato vetroso. La ricerca, che ha visto il coinvolgimento diretto del Dipartimento di Fisica dell&#8217;<b data-path-to-node="0" data-index-in-node="387">Università di Pisa</b> insieme agli atenei di Padova e Bruxelles, è stata pubblicata sulla rivista <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="482">Nature Physics</i> con il titolo <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="511">Crossover of quasi-localized dynamics and diffusion in supercooled liquids</i>.</p>
<p data-path-to-node="1">Al centro dell&#8217;indagine c&#8217;è il passaggio di stato che trasforma un fluido in un vetro, un fenomeno visivamente semplice ma considerato uno dei dilemmi più intricati della fisica della materia. Quando un liquido viene raffreddato per diventare vetro, le molecole impiegano tempi infinitamente più lunghi per riorganizzarsi, eppure la loro disposizione interna rimane quasi identica. Per lungo tempo la comunità scientifica ha spiegato questo indurimento ipotizzando la coesistenza di movimenti separati: da una parte le oscillazioni rapidissime degli atomi bloccati all&#8217;interno di &#8216;gabbie&#8217; formate dalle particelle vicine; dall&#8217;altra il rilassamento strutturale, ossia il processo più lento che permette alle molecole di evadere da queste barriere, consentendo al liquido di scorrere.</p>
<p data-path-to-node="2">Tra queste due dinamiche si colloca il rilassamento di Johari-Goldstein, un fenomeno individuato negli anni Settanta la cui origine microscopica è rimasta incerta per mezzo secolo. Gli esperti si sono interrogati a lungo sulla sua natura, divisi tra chi lo considerava un movimento locale autonomo e chi lo riteneva legato al flusso principale del fluido.</p>
<p data-path-to-node="3">&#8220;Il rilassamento di Johari-Goldstein gioca un ruolo cruciale nei vetri perché è all&#8217;origine della loro mobilità residua ed è legato a proprietà importanti ma non facilmente prevedibili quali la duttilità o la resistenza alla cristallizzazione; la sua origine microscopica fino ad oggi restava poco chiara&#8221; spiega <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="313">Giulio Monaco</b>, docente del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell&#8217;Università di Padova.</p>
<p data-path-to-node="4">Per risolvere l&#8217;enigma, il gruppo di lavoro ha impiegato l&#8217;interferometria nel dominio del tempo a raggi X, un sistema d&#8217;indagine avanzato che ha permesso di monitorare gli spostamenti molecolari su scala atomica in un intervallo temporale compreso tra 10 nanosecondi e 10 microsecondi, una frazione finora quasi impossibile da esplorare.</p>
<p data-path-to-node="5">&#8220;Il nostro esperimento fornisce informazioni sul rilassamento di Johari-Goldstein nello spazio reciproco e queste informazioni vanno poi &#8216;trasformate&#8217; nello spazio reale&#8221; chiarisce <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="181">Federico Caporaletti</b>, ricercatore presso l&#8217;Université libre de Bruxelles. &#8220;L&#8217;immagine di questo rilassamento nello spazio reale diventava sempre più nitida via via che aumentavano le informazioni a nostra disposizione nello spazio reciproco finché, ad un certo punto, abbiamo capito&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="6">Le analisi hanno smentito i vecchi modelli: il rilassamento di Johari-Goldstein non è un fenomeno autonomo, bensì il precursore del rilassamento strutturale. Si tratta del primo momento in cui le barriere molecolari cedono, avviando il processo che porta alla fluidità del materiale. Lo studio dimostra che a livello microscopico le diverse dinamiche sono interconnesse tra loro, superando le rigide distinzioni teoriche del passato.</p>
<p data-path-to-node="7">&#8220;Dopo quasi dieci anni di ricerche nei nostri laboratori e presso ID18 a ESRF, abbiamo finalmente capito l&#8217;origine microscopica di alcune proprietà molto importanti dei vetri&#8221; commenta <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="185">Simone Capaccioli</b>, esponente del Dipartimento di Fisica dell&#8217;Università di Pisa. &#8220;Questi risultati potranno contribuire a progettare vetri con proprietà sempre più rispondenti alle richieste della società&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Dalle aule universitarie toscane e venete ai laboratori ESRF in Francia: un gruppo di studiosi smentisce modelli teorici vecchi di mezzo secolo]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Risolto l'enigma del rilassamento strutturale dei liquidi freddi. Esperti universitari chiariscono le dinamiche interne dei vetri mediante raggi X]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 11:48:02 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 09 Jun 2026 11:48:02 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-230324</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/da-pisa-a-grenoble-una-ricerca-internazionale-fa-luce-sui-legami-molecolari-nella-transizione-vetrosa/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2024/03/Da-Pisa-a-Grenoble-una-ricerca-internazionale-fa-luce-sui-legami-molecolari-nella-transizione-vetrosa.jpg" length="145141" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>230274</id>
                <type>post</type>
                <title>Ammassi stellari, l’Università di Pisa in uno studio internazionale sui tempi di formazione cosmica</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/ammassi-stellari-luniversita-di-pisa-in-uno-studio-internazionale-sui-tempi-di-formazione-cosmica/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Un contributo toscano aiuta a chiarire i meccanismi che regolano la nascita e lo sviluppo delle stelle nell&#8217;universo. L&#8217;<b data-path-to-node="0" data-index-in-node="120">Università di Pisa</b>, attraverso il lavoro del ricercatore Michele Cignoni del Dipartimento di Fisica e associato alla sezione locale dell&#8217;INFN, fa parte del team internazionale che ha firmato uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="366">Nature Astronomy</i>. La ricerca rivela come le formazioni stellari più grandi impieghino meno tempo per emergere dalle nubi di gas e polvere rispetto a quelle di dimensioni inferiori.</p>
<p data-path-to-node="1">L&#8217;analisi si basa sulle rilevazioni congiunte dei telescopi spaziali <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="69">James Webb</b> e <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="82">Hubble</b>, che hanno permesso di mappare circa 8.900 giovani ammassi stellari situati all&#8217;interno di quattro galassie, identificate come M51, M83, NGC 628 e NGC 4449. Sfruttando la sensibilità agli infrarossi del telescopio Webb, gli studiosi sono riusciti a ricostruire la sequenza evolutiva di questi corpi celesti, partendo dalle fasi iniziali in cui sono avvolti da gas ionizzato e polveri, fino al momento in cui diventano visibili alle lunghezze d&#8217;onda dell&#8217;ottica tradizionale.</p>
<p data-path-to-node="2">I dati indicano una chiara differenza temporale legata alla dimensione. Gli ammassi stellari più massicci riescono a disperdere il materiale della loro nube originaria in circa <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="177">5 milioni di anni</b>. Al contrario, le formazioni più piccole richiedono un periodo di sviluppo più lungo, stimato tra i <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="295">7 e gli 8 milioni di anni</b>.</p>
<p data-path-to-node="3">&#8220;Questo lavoro rappresenta uno dei censimenti più ampi delle prime fasi di vita degli ammassi stellari e mostra, su base statistica, che la loro massa regola il tempo necessario a liberarsi dalla nube natale&#8221;, ha spiegato Cignoni illustrando la mole dei dati analizzati.</p>
<p data-path-to-node="4">I tempi di emersione di queste strutture cosmiche hanno ricadute dirette sulla comprensione delle dinamiche galattiche e sulla <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="127">formazione dei pianeti</b>. Quando un ammasso stellare si libera rapidamente della sua nube, la forte radiazione ultravioletta investe in anticipo i dischi di polvere e gas che circondano le singole stelle giovani. Questa esposizione precoce riduce di fatto la finestra temporale a disposizione per la crescita di nuovi corpi planetari.</p>
<p data-path-to-node="5">Lo studio si inserisce all&#8217;interno del programma di osservazione <i data-path-to-node="5" data-index-in-node="65">FEAST</i> (&#8216;Feedback in Emerging extrAgalactic Star clusTers&#8217;). Il coordinamento del progetto e la guida della ricerca sono stati curati da Alex Pedrini e Angela Adamo dell&#8217;Università di Stoccolma.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Dati congiunti dai telescopi spaziali Webb e Hubble: ecco come il programma di ricerca 'FEAST' ha mappato oltre ottomila nuove strutture]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Un team scientifico globale, con un importante contributo toscano, chiarisce le tappe cruciali della vita delle giovani popolazioni luminose]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:27:58 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 09 Jun 2026 09:27:58 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-230274</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/ammassi-stellari-luniversita-di-pisa-in-uno-studio-internazionale-sui-tempi-di-formazione-cosmica/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/06/Ammassi-stellari-lUniversita-di-Pisa-in-uno-studio-internazionale-sui-tempi-di-formazione-cosmica.jpg" length="155365" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>228968</id>
                <type>post</type>
                <title>Dal laboratorio alla terra: una giornata per scoprire come cambia l’agricoltura</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/dal-laboratorio-alla-terra-una-giornata-per-scoprire-come-cambia-lagricoltura/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-start="947" data-end="1342">PISA – Agroecologia al Centro a Pisa una giornata nell’agricoltura del futuro. Venerdì 5 giugno il <strong data-start="1050" data-end="1104">Centro di ricerche agro-ambientali Enrico Avanzi</strong> di San Piero a Grado si trasformerà in un grande laboratorio a cielo aperto dove cittadini, studenti, agricoltori e curiosi potranno osservare da vicino le sperimentazioni che puntano a rendere l&#8217;agricoltura più sostenibile e resiliente.</p>
<p data-start="1344" data-end="1737">L&#8217;iniziativa, giunta alla sua nona edizione, è promossa dalla <strong data-start="1406" data-end="1436">Scuola Superiore Sant’Anna</strong>, dal <strong data-start="1442" data-end="1530">Dipartimento di scienze agrarie, alimentari e agroambientali dell’università di Pisa</strong> e dal <strong>Centro Avanzi</strong>. Una collaborazione che negli anni ha trasformato l&#8217;appuntamento in un punto di riferimento per chi vuole comprendere come la ricerca stia cambiando il modo di coltivare e produrre cibo.</p>
<p data-start="1739" data-end="2092">Non si parlerà soltanto di teoria. I partecipanti potranno camminare tra le parcelle sperimentali, osservare colture innovative, conoscere i progetti dedicati alla biodiversità e confrontarsi direttamente con ricercatrici e ricercatori impegnati nello studio di sistemi agricoli capaci di ridurre l&#8217;impatto ambientale senza rinunciare alla produttività.</p>
<p data-start="2094" data-end="2488"><strong data-start="2094" data-end="2211">Al centro della giornata ci saranno le soluzioni che potrebbero caratterizzare l&#8217;agricoltura dei prossimi decenni</strong>, dalla gestione della fertilità del terreno alla valorizzazione delle interazioni tra colture e ambiente naturale. Temi sempre più attuali in un contesto segnato dai cambiamenti climatici, dall&#8217;aumento dei costi di produzione e dalla necessità di tutelare le risorse naturali.</p>
<p data-start="2490" data-end="2846">Il programma prenderà il via alle <strong>9,30</strong> con i saluti istituzionali e proseguirà con le visite guidate ai campi sperimentali. Nel pomeriggio saranno presentati progetti e dimostrazioni pratiche sviluppati dai gruppi di ricerca della Scuola Sant&#8217;Anna e dell&#8217;Università di Pisa, offrendo una panoramica concreta sulle innovazioni attualmente in fase di studio.</p>
<p data-start="2848" data-end="3124">Particolarmente attesa la tavola rotonda delle 17,45, intitolata <strong data-start="2913" data-end="2955"><em>Quanto ci costa la diversificazione?</em></strong>, che metterà a confronto esperti e operatori del settore sulle opportunità e sulle difficoltà che le aziende agricole incontrano nel diversificare colture e produzioni.</p>
<p data-start="3126" data-end="3373">La giornata si chiuderà con un momento dedicato alla memoria di <strong data-start="3190" data-end="3210">Andrea De Angeli</strong>, fondatore del portale Tractorum.it, figura molto conosciuta nel mondo dell&#8217;agromeccanica, e con l&#8217;istituzione del <strong>premio di Laurea <em>Agricoltura sostenibile</em></strong>.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[PISA – Agroecologia al Centro a Pisa una giornata nell’agricoltura del futuro. Venerdì 5 giugno il Centro di ricerche agro-ambientali Enrico Avanzi di San Piero a Grado si trasformerà in un grande laboratorio a cielo aperto dove cittadini, studenti, agricoltori e curiosi potranno osservare da vicino le sperimentazioni che puntano a rendere l&#8217;agricoltura più sostenibile e [&hellip;]]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Agroecologia al Centro torna a Pisa con visite ai campi sperimentali, incontri con i ricercatori e focus sull’agricoltura sostenibile]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 11:23:46 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 03 Jun 2026 11:23:46 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-228968</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/dal-laboratorio-alla-terra-una-giornata-per-scoprire-come-cambia-lagricoltura/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/06/Dal-laboratorio-alla-terra-una-giornata-per-scoprire-come-cambia-lagricoltura.jpg" length="123305" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>228813</id>
                <type>post</type>
                <title>Va a Venezia la Regata delle antiche Repubbliche Marinare sull’Arno a Pisa</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/va-a-venezia-la-regata-delle-antiche-repubbliche-marinare-sullarno-a-pisa/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211;<strong> Venezia si aggiudica la 71esima edizione della Regata delle antiche Repubbliche Marinare Italiane sulle acque dell’Arno.</strong> Al secondo posto Genova. Pisa arriva terza, seguita da Amalfi. <strong>Al Galeone verde di Venezia la vittoria mancava dal 2019 nelle acque casalinghe.</strong></p>
<p>La manifestazione, tornata a Pisa dopo quattro anni, aveva preso il via nel primo pomeriggio con<strong> la regata femminile, dove le ragazze del Galeone rosso di Pisa si sono imposte su Venezia</strong> arrivata seconda, seguita da Genova e Amalfi. La barca di Genova è stata squalificata per avere toccato una boa.</p>
<figure id="attachment_504473" aria-describedby="caption-attachment-504473" style="width: 696px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-504473" src="https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-02-Regata-equipaggi-femminili-Giubilo-di-Pisa-1024x768-jpeg.avif" alt="" width="696" height="522" /><figcaption id="caption-attachment-504473" class="wp-caption-text">Pisa festeggia con il femminile (foto Comune di Pisa)</figcaption></figure>
<p>Le quattro imbarcazioni che rappresentano le antiche Repubbliche Marinare si sono sfidate sulla distanza dei milla metri le donne (partenza da ponte Solferino) e dei 2mila metri gli uomini (partenza da ponte sull’Aurelia). <strong>Entrambe le competizioni si sono concluse alla Scalo dei Renaioli dove era stato allestito il palco per autorità e pubblico</strong>. Tanto pubblico anche sulle spallette dei Lungarni, con migliaia di persone a fare il tifo per i colori delle proprie città.</p>
<p>La Regata è stata preceduta dallo spettacolare corteo storico delle antiche Repubbliche Marinare Italiane durante il quale hanno sfilato sui lungarni, con partenza da Lungarno Fibonacci per poi proseguire sul ponte della <strong>Fortezza, Lungarno Mediceo, ponte di Mezzo, lungarno Galilei per conncludersi allo Scalo Renaioli.</strong> Centinaia i figuranti di Pisa, Amalfi, Genova e Venezia chiamati a rievocare momenti e personaggi della storia di ciascuna Repubblica.</p>
<p>&#8220;Oggi le Regate delle Repubbliche Marinare rappresentano qualcosa di speciale: tradizione da una parte e agonismo dall’altra – commenta <strong>il sindaco di Pisa Michele Conti</strong> &#8211; Abbiamo avuto l’emozione di vedere le nostre atlete arrivare prime proprio in una giornata particolare come quella di oggi, la Festa della Repubblica. Il 2 giugno celebriamo gli 80 anni della Repubblica e <strong>gli 80 anni dal primo voto delle donne, un tema che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella</strong> ha voluto ricordare con particolare attenzione. Pensare che proprio in questa ricorrenza le nostre atlete di Pisa abbiano vinto la regata qui in città ci rende particolarmente felici e orgogliosi. È una doppia vittoria: da una parte il successo delle nostre ragazze, dall&#8217;altra il valore simbolico di un risultato ottenuto nel giorno in cui ricordiamo una conquista fondamentale per le donne italiane. Sappiamo però che ogni regata è diversa dall’altra e che ogni campo di gara presenta caratteristiche proprie. <strong>Oggi c’erano anche il vento e le condizioni della corsia, fattori che possono influire sull’esito della competizione.</strong> I nostri equipaggi, femminile e maschile, hanno profuso un impegno straordinario, ma nello sport esistono sempre piccoli dettagli che possono fare la differenza. Andiamo avanti con fiducia. <strong>Sappiamo che da domani i ragazzi torneranno ad allenarsi con grande determinazione e non ci scoraggiamo.</strong> Questa manifestazione continua a rappresentare un appuntamento importante per la nostra città e per i nostri Lungarni. Desidero ringraziare il numeroso pubblico presente e tutti i figuranti che hanno partecipato al corteo storico: con i loro splendidi costumi, nonostante il caldo, hanno contribuito in modo determinante alla bellezza e al successo della manifestazione. La città ha risposto nel migliore dei modi, dimostrando ancora una volta grande partecipazione e attenzione in ogni dettaglio. Grazie a tutti»&#8221;.</p>
<p>&#8220;È stato un grandissimo successo di pubblico, con i Lungarni affollatissimi di pisani, turisti e ospiti provenienti dalle altre città, accorsi per ammirare il Corteo – dichiara <strong>l’assessore alle tradizioni della storia e dell’identità di Pisa, Filippo Bedini </strong>-Addobbi, colori, bandiere e perfino le biancherie esposte alle finestre hanno contribuito a creare una scenografia unica, regalando a Pisa un pomeriggio di festa che ha pochi eguali. Sul piano sportivo, il bilancio è estremamente positivo. Le nostre ragazze hanno compiuto un percorso di crescita straordinario, culminato con una meritata vittoria. Anche la regata maschile ha offerto uno spettacolo di altissimo livello, con equipaggi molto competitivi. Venezia, grazie anche al nuovo staff tecnico, ha saputo interpretare al meglio la gara e conquistare il successo.<strong> Il terzo posto non può renderci pienamente soddisfatti, ma ci lascia fiducia per il futuro.</strong> Sappiamo di aver lavorato al massimo delle nostre possibilità e per questo siamo grati a tutto il gruppo. Lo sport è fatto di tanti dettagli e di molte variabili che possono incidere sul risultato finale: facciamo i complimenti a chi ha vinto, ma voglio rivolgere un riconoscimento speciale anche al nostro equipaggio maschile, che ha compiuto un importante salto di qualità. <strong>Una crescita che ci fa guardare avanti con ottimismo e che ci permette di lasciarci alle spalle stagioni nelle quali non eravamo competitivi</strong>”.</p>
<p>&#8220;Soddisfattissimi per questo exploit incredibile delle donne, che hanno staccato le altre in maniera nettissima – è il commento dell’assessore allo sport e sviluppo sportivo delle regate e dei pali remieri Frida Scarpa -. È un cerchio che si chiude, perché nel giorno dell&#8217;80° anniversario della Repubblica e degli 80 anni dal voto alle donne, a 70 anni dalla prima edizione dell’antica regata qui a Pisa, le donne tornano a vincere. Penso che sia una data che si ricorderanno e che rimarrà scritta nella storia, anche della nostra città. Queste ragazze hanno dato il cuore. Anche gli uomini sono stati strepitosi: hanno dato tutto in una gara combattutissima fino all&#8217;ultimo. Chiaramente sapevamo che la corsia uno è una corsia con un’acqua che scorre più veloce, ma abbiamo combattuto fino alla fine. Questo è lo sport: onore a chi ha vinto&#8221;.</p>
<p>&#8220;È stata una gara combattuta e di alto livello &#8211; ha detto L<strong>eonardo Pettinari, direttore tecnico del Galeone rosso di Pisa</strong> -. Sono orgoglioso del mio equipaggio, che ha dimostrato grande maturità restando sempre agganciato ai migliori. Venezia ha confermato di essere una squadra molto competitiva, ma siamo soddisfatti della nostra prestazione. Continueremo a lavorare con determinazione su questa strada per riportare Pisa alla vittoria&#8221;.</p>
<p><strong>Albo d’oro</strong> Con la vittoria di oggi alla 71esima edizione della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare Italiane diventano 35 le vittorie di Venezia, 14 di Genova, 13 quelle di Amalfi, 8 le vittorie di Pisa.</p>
<h3><strong>Gli equipaggi pisani</strong></h3>
<p><strong>Galeone Maschile</strong>: Lorenzo Giuntini (timoniere), Lorenzo Ammagliati, Cesare Borlenghi, Francesco Garruccio, Tommaso Lagana, Nicola Mancini, Tancredi Mancuso, Alessio Melosi, Leonardo Pioli, Leonardo Sostegni, Matteo Stefanini, Simone Tonini, Niels Torre.<br />
<strong>Galeone Femminile</strong>: Lorenzo Giuntini (timoniere), Veronica Demartino, Eva Gagetti, Anita Gnassi, Matilde Orsetti, Clara Masseria, Arianna Marconcini, Elisa Marconcini, Alice Pettinari, Silvia Terrazzi, Giulia Timpano.<br />
<strong>Nostromi</strong>: Riccardo Migliaccio, Emanuele Rinaldi.<br />
<strong>Staff Tecnico:</strong> Alessandro Simoncini (allenatore), Leonardo Pettinari (direttore tecnico), Luca Gagetti (direttore sportivo).</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Al Galeone Verde la vittoria mancava dal 2019, quarto posto per i padroni di casa che si consolano con la vittoria nel femminile]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Al Galeone Verde la vittoria mancava dal 2019, quarto posto per i padroni di casa che si consolano con la vittoria nel femminile]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 21:56:41 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 02 Jun 2026 21:56:41 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-228813</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/va-a-venezia-la-regata-delle-antiche-repubbliche-marinare-sullarno-a-pisa/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/06/Va-a-Venezia-la-Regata-delle-antiche-Repubbliche-Marinare-sullArno-a-Pisa.jpg" length="181607" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>228664</id>
                <type>post</type>
                <title>“Come Van Gogh o Paganini, l’AI non ripete”: l’università di Pisa a Roma per spiegare i limiti della ‘democratizzazione’ digitale</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/come-van-gogh-o-paganini-lai-non-ripete-luniversita-di-pisa-a-roma-per-spiegare-i-limiti-della-democratizzazione-digitale/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="4">PISA &#8211; L’intelligenza artificiale generativa si sta affermando come uno strumento rivoluzionario per il settore dell’audiovisivo, ma la sua natura imprevedibile impone un radicale cambio di prospettiva nella filiera produttiva. È questo il cuore della riflessione portata a <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="267">Roma</b> da <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="275">Antonio Cisternino</b>, docente dell&#8217;<strong>u</strong><b data-path-to-node="4" data-index-in-node="308">niversità di Pisa</b>, durante i lavori della kermesse nazionale <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="370">HD Forum Italia</i>.</p>
<p data-path-to-node="5">L<strong>&#8216;occasione di confronto si è tenuta lo scorso 26 maggio all&#8217;interno della Sala San Pio X, al dicastero per la comunicazione della Santa Sede</strong>. L&#8217;evento, organizzato per celebrare i vent&#8217;anni della rassegna dedicata al futuro dei media digitali, ha radunato centocinquanta invitati di spicco provenienti dal panorama accademico, istituzionale, industriale e della ricerca, per dibattere sui confini etici, la fiducia, le responsabilità e il valore umano della comunicazione.</p>
<p data-path-to-node="6">Il professore pisano ha focalizzato il suo intervento su un limite intrinseco e, al tempo stesso, affascinante degli algoritmi generativi: l&#8217;incapacità di replicare esattamente un prodotto partendo dalle stesse indicazioni. &#8220;Il comando è lo stesso, ma il risultato sarà sempre diverso. L’AI (come Van Gogh o Paganini) non ripete&#8221;, ha esordito Cisternino.</p>
<p data-path-to-node="7">Questa caratteristica scombussola le logiche tradizionali della produzione creativa. L&#8217;impossibilità di ottenere la medesima sequenza visiva a fronte di un identico input rende impraticabili alcune prassi consolidate, ponendo sfide tecniche e organizzative del tutto nuove. &#8220;<strong>Con l’AI lo stesso comando non genera mai due volte lo stesso risultato</strong>: ogni output è unico. Paradossalmente abbiamo una generazione seriale di risultati unici&#8221;, ha sottolineato l&#8217;accademico, illustrando le ricadute pratiche per i professionisti. &#8220;Questo cambia profondamente il modo in cui si realizza un prodotto audiovisivo, perché non è possibile creare una versione beta e poi rigenerarla identica ad alta risoluzione. Allo stesso modo, correggere solo una parte di un video mantenendo tutto il resto invariato diventa estremamente complesso&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="8"><strong>Le nuove frontiere tecnologiche spalancano le porte a uno scenario ambivalente</strong>. Da un lato vi è una facilitazione che permette a un vasto pubblico di approcciarsi alla creazione di contenuti di livello professionale; dall&#8217;altro, l&#8217;impiego massivo dei medesimi modelli algoritmici porta con sé lo spettro di un&#8217;eccessiva standardizzazione estetica.</p>
<p data-path-to-node="9"><strong>A sintetizzare questo bilancio finale è stato lo stesso Cisternino</strong>: &#8220;Esiste il rischio che strumenti utilizzati da milioni di persone producano contenuti sempre più simili tra loro. Ma allo stesso tempo l’AI ha una straordinaria capacità di ampliare la platea dei creatori, permettendo a molte più persone di produrre immagini, video e contenuti digitali, anche in questo caso, dunque, un paradosso: una democratizzazione dei processi che rischia di non produrre varietà&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Impossibile generare due volte lo stesso output: l'imprevedibilità degli algoritmi scombussola le prassi consolidate del montaggio e della produzione audiovisiva]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Docente toscano analizza le nuove tecnologie generative durante un incontro nazionale. Riflessioni critiche su creatività, unicità e standardizzazione estetica]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 10:02:17 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 02 Jun 2026 11:05:58 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-228664</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/come-van-gogh-o-paganini-lai-non-ripete-luniversita-di-pisa-a-roma-per-spiegare-i-limiti-della-democratizzazione-digitale/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2023/07/Come-Van-Gogh-o-Paganini-lAI-non-ripete-luniversita-di-Pisa-a-Roma-per-spiegare-i-limiti-della-‘democratizzazione-digitale-1.jpg" length="155702" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>228443</id>
                <type>post</type>
                <title>Marina di Pisa, inaugurata la spiaggia accessibile gratuita per persone con disabilità</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/marina-di-pisa-inaugurata-la-spiaggia-accessibile-gratuita-per-persone-con-disabilita/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-start="987" data-end="1419">MARINA DI PISA(PI) – <strong data-start="1008" data-end="1074">Marina di Pisa inaugura la nuova spiaggia accessibile gratuita</strong>, uno spazio pensato per garantire a tutte le persone con disabilità la possibilità di vivere il mare in autonomia e sicurezza. La struttura, denominata Wonderland Stella Maris Beach, è stata aperta oggi grazie alla collaborazione tra l’associazione <strong data-start="1324" data-end="1338">Wonderland</strong> e il presidio riabilitativo di Marina di Pisa della <strong data-start="1391" data-end="1418">Fondazione Stella Maris</strong>.</p>
<p data-start="1421" data-end="1768">La nuova area balneare è stata progettata per eliminare le principali barriere architettoniche che spesso limitano l’accesso alla spiaggia e al mare. L’intero percorso è infatti reso fruibile attraverso una <strong data-start="1628" data-end="1650">pedana accessibile</strong>, mentre sono disponibili speciali <strong data-start="1685" data-end="1698">sedie job</strong>, studiate per muoversi sulla sabbia e facilitare l’ingresso in acqua.</p>
<p data-start="1770" data-end="2017">L’accesso alla spiaggia è gratuito per tutte le persone che ne faranno richiesta. L’obiettivo del progetto è offrire un ambiente inclusivo, capace di accogliere persone con diverse esigenze e favorire momenti di socializzazione, svago e benessere.</p>
<p data-start="2019" data-end="2277">La struttura dispone di <strong data-start="2043" data-end="2078">lettini, ombrelloni e un gazebo</strong>, oltre a spazi dedicati alle attività ricreative e sportive. Tra i servizi presenti figurano anche un campo da pallavolo, aree relax e ambienti destinati a laboratori, giochi e iniziative educative.</p>
<p data-start="2279" data-end="2557">Particolare attenzione è stata riservata all’accompagnamento degli utenti. La spiaggia prevede infatti la presenza costante di <strong data-start="2406" data-end="2432">animatori ed educatori</strong>, che affiancheranno le persone presenti nelle attività quotidiane e nelle iniziative organizzate durante la stagione estiva.</p>
<p data-start="2559" data-end="2935">L’apertura della Wonderland Stella Maris Beach rappresenta un nuovo tassello nel percorso di inclusione portato avanti sul territorio pisano. La collaborazione tra realtà associative e sanitarie ha permesso di realizzare uno spazio pensato non soltanto per l’accessibilità fisica, ma anche per favorire la partecipazione attiva e la condivisione di esperienze all’aria aperta.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il progetto nasce dalla collaborazione tra Wonderland e Fondazione Stella Maris con servizi e attività dedicate all’inclusione]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Marina di Pisa inaugura la nuova spiaggia accessibile gratuita con pedane, sedie da mare e attività dedicate alle persone con disabilità]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 10:06:37 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 01 Jun 2026 10:06:37 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-228443</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/marina-di-pisa-inaugurata-la-spiaggia-accessibile-gratuita-per-persone-con-disabilita/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/06/Marina-di-Pisa-inaugurata-la-spiaggia-accessibile-gratuita-per-persone-con-disabilita.jpg" length="68912" type="image/jpeg"/>
            </item>
                                <item>
                <id>228208</id>
                <type>post</type>
                <title>Microelettronica, la rivoluzione passa da Pisa: l’ossigeno per ‘curare’ i transistor del futuro</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/microelettronica-la-rivoluzione-passa-da-pisa-lossigeno-per-curare-i-transistor-del-futuro/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; L&#8217;innovazione nel campo della microelettronica compie un decisivo passo in avanti grazie a una sinergia internazionale che vede protagonista l&#8217;<b data-path-to-node="4" data-index-in-node="143">Università di Pisa</b>. Un team multidisciplinare dell&#8217;ateneo toscano, composto da fisici, chimici e ingegneri, ha unito le forze con l&#8217;Università di Scienza e Tecnologia di <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="313">Wuhan</b>, in Cina, per sviluppare un metodo innovativo dedicato alla produzione di transistor bidimensionali. I risultati di questa ricerca, diramata il 28 maggio 2026, sono stati diffusi nel numero di maggio della rivista scientifica <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="545">Nature Electronics</i>.</p>
<p data-path-to-node="5">L&#8217;obiettivo dello studio è superare gli attuali limiti dei dispositivi realizzati in silicio. Come illustra Gianluca Fiori, docente al Dipartimento di Ingegneria dell&#8217;Informazione dell&#8217;Ateneo pisano: &#8220;I transistor sono i mattoncini di base dei circuiti elettronici che costituiscono i nostri calcolatori. Sono molti anni che la ricerca in microelettronica cerca soluzioni che vadano oltre le prestazioni dei dispositivi basati sul silicio, orientandosi sui semiconduttori bidimensionali, dello spessore di uno o due atomi, che consentono di miniaturizzare i transistor e quindi di aumentarne il numero all’interno dei calcolatori, con un conseguente aumento di velocità ed efficienza&#8221;. Finora, tuttavia, la fabbricazione di questi componenti estremamente sottili si è scontrata con ostacoli tecnici legati a imperfezioni strutturali che ne abbattevano l&#8217;efficacia.</p>
<p data-path-to-node="6">La vera svolta tecnologica risiede nell&#8217;impiego dell&#8217;ossigeno per sanare queste anomalie e incrementare la resa dei circuiti. Damiano Marian, docente al Dipartimento di Fisica, chiarisce la divisione dei compiti tra i due poli universitari, sottolineando l&#8217;avvicinamento concreto alla creazione di nuovi calcolatori: &#8220;In questo studio, proponiamo un metodo per migliorare la qualità dei materiali bidimensionali utilizzando l’ossigeno per aumentare le prestazioni dei transistor. Questo rappresenta un altro passo concreto verso la realizzazione di calcolatori basati su dispositivi bidimensionali. A Pisa abbiamo lavorato sulla messa a punto teorica del sistema, mentre all’Università di Wuhan hanno curato la parte sperimentalmente: grazie a simulazioni a principi primi, in grado di modellare il comportamento della materia a livello atomico, siamo riusciti a spiegare le osservazioni sperimentali dimostrando come l’ossigeno possa &#8216;riparare&#8217; alcuni difetti naturalmente presenti nei materiali bidimensionali, &#8216;curando&#8217; il materiale che verrà utilizzato per costruire i transistor&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="7">Il meccanismo chimico-fisico alla base della scoperta permette di risolvere il problema degli atomi mancanti nel reticolo del materiale, mancanze che ostacolano il flusso delle cariche elettriche. Teresa Cusati, tecnologa e chimico teorico presso il Dipartimento di Ingegneria dell&#8217;Informazione, entra nel dettaglio del processo: &#8220;Infatti, normalmente, questi difetti, che consistono in atomi mancanti all’interno della struttura, limitano il passaggio delle cariche elettriche, riducendo le prestazioni dei dispositivi. Introducendo in modo controllato atomi di ossigeno nel materiale, è stato possibile neutralizzare gran parte di questi difetti, favorendo il movimento delle cariche elettriche all’interno del transistor e migliorando l’interfaccia tra il materiale e i contatti metallici&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="8">I vantaggi pratici di questa metodologia sono duplici. Da un lato, l&#8217;inserimento dell&#8217;ossigeno permette di ottenere un trasporto elettrico superiore di circa tre volte rispetto a quello dei dispositivi non sottoposti al trattamento. Dall&#8217;altro, l&#8217;intera procedura risulta pienamente compatibile con i processi della produzione industriale. Questa caratteristica essenziale garantirà un agevole trasferimento tecnologico su larga scala non appena la tecnologia avrà raggiunto la definitiva maturità.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Grazie all'introduzione mirata di atomi all'interno dei materiali bidimensionali, i ricercatori sono riusciti a riparare le imperfezioni strutturali, triplicando di fatto il trasporto elettrico nei circuiti]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Importante passo in avanti sui semiconduttori. Un team universitario toscano ed alcuni scienziati cinesi migliorano efficienza su circuiti integrati]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Sun, 31 May 2026 10:03:33 +0200</pubDate>
                <modDate>Sun, 31 May 2026 10:03:33 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-228208</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/cultura-ed-eventi/microelettronica-la-rivoluzione-passa-da-pisa-lossigeno-per-curare-i-transistor-del-futuro/</oldGuid>
                                
		<enclosure url="https://corrierepisano.it/wp-content/uploads/2026/05/Microelettronica-la-rivoluzione-passa-da-Pisa-lossigeno-per-‘curare-i-transistor-del-futuro.jpg" length="342331" type="image/jpeg"/>
            </item>
            </channel>
</rss>