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        <title>Corriere Pisano - Feed</title>
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        <description>Ultime news da Pisa e provincia</description>
        <language>IT</language>
        <copyrigth>Citycomm s.r.l. - via Cairoli, 30 - 57123 - Livorno (LI)</copyrigth>
        <pubDate>Thu, 13 Aug 2026 04:47:46 +0000</pubDate>
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	<title>Economia - Corriere Pisano</title>
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                <title>Posati i primi 1800 metri della nuova condotta fognaria Pagnana – Cuoiodepur nel Basso Valdarno</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/posati-i-primi-1800-metri-della-nuova-condotta-fognaria-pagnana-cuoiodepur-nel-basso-valdarno/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>SAN MINIATO &#8211; <strong>È entrato nel vivo uno dei più importanti interventi infrastrutturali programmati da Acque per il sistema fognario e depurativo del Basso Valdarno</strong>.</p>
<p>Sono infatti iniziati<strong> i lavori della nuova condotta fognaria che collegherà il depuratore di Pagnana, nel comune di Empoli, a quello di Cuoiodepur di Ponte a Egola,</strong> nel comune di San Miniato. Il primo cantiere è stato aperto nel territorio sanminiatese, nei terreni di campagna in prossimità di <strong>via Asmara</strong>: le lavorazioni stanno procedendo in direzione dell’impianto consortile Cuoiodepur. <strong>Ad oggi sono già stati posati circa 1800 metri della nuova tubazione</strong>.</p>
<p>L’intervento, dal valore di 27 milioni di euro, rappresenta uno dei progetti più rilevanti dell’intero piano investimenti di Acque. Una volta completato, consentirà di convogliare i reflui civili oggi trattati dal depuratore di Pagnana verso Cuoiodepur, con una nuova dorsale fognaria lunga oltre 13 chilometri, costituita da due condotte parallele per uno sviluppo complessivo superiore ai 26 chilometri di tubazioni. L’opera costituisce un passaggio fondamentale nel percorso di riorganizzazione del sistema depurativo dell’Empolese: <strong>l’impianto di Pagnana, realizzato negli anni Ottanta e da decenni punto di riferimento per il trattamento dei reflui civili dell’area urbana empolese</strong>, è infatti ormai prossimo alla propria capacità massima di trattamento e non potrebbe sostenere, nel medio-lungo periodo, gli ulteriori carichi derivanti dall’estensione delle reti fognarie sul territorio. Il nuovo collegamento permetterà di <strong>concentrare il trattamento presso un’infrastruttura di maggiore capacità, migliorando l&#8217;efficienza dell&#8217;intero sistema e rendendolo più resiliente rispetto alle future esigenze del territorio.</strong><br />
<strong> </strong><br />
Il progetto prevede la realizzazione di due collettori fognari in pressione, posati prevalentemente in terreni agricoli tra i comuni di Empoli, Fucecchio e San Miniato. Per limitare l’impatto sul territorio saranno utilizzate, oltre agli scavi tradizionali, tecnologie come il microtunnelling e la trivellazione orizzontale controllata, fondamentali per gli attraversamenti di corsi d&#8217;acqua e infrastrutture senza ricorrere a scavi a cielo aperto. I<strong> lavori sono stati avviati dopo il completamento delle attività preliminari e dei saggi archeologici:</strong> il cronoprogramma ha registrato un lieve slittamento rispetto alle previsioni iniziali, dovuto in primis alle difficoltà di approvvigionamento di alcune materie prime legate al contesto internazionale. Superata questa fase,<strong> il cantiere è ora pienamente operativo e proseguirà progressivamente lungo il tracciato previsto, con conclusione programmata entro la fine del 2027.</strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong>Dopo il Tubone della Valdinievole, la condotta Pagnana-Cuoiodepur è l’altro intervento più rilevante previsto dall&#8217;Accordo del Cuoio</strong>, il grande piano da oltre 200 milioni di euro destinato a ridisegnare il sistema fognario e depurativo del territorio gestito da Acque. Se il Tubone è ormai prossimo all’entrata in funzione, e consentirà di convogliare<strong> i reflui civili della Valdinievole verso il depuratore industriale di Santa Croce sull’Arno</strong>, la nuova dorsale tra Pagnana e Cuoiodepur completerà invece la riorganizzazione dell’area empolese.</p>
<p>“Con l&#8217;apertura del primo cantiere &#8211; sottolinea i<strong>l presidente Simone Millozzi</strong> &#8211; prende forma uno degli investimenti più importanti che Acque sta realizzando nel settore della depurazione. Si tratta di un’opera destinata a produrre benefici per molti decenni, poiché ci permetterà di affrontare con infrastrutture moderne le sfide poste dalla crescita dei territori, dalle normative ambientali e dai cambiamenti climatici. È questo il senso dell&#8217;Accordo del Cuoio: costruire oggi il sistema idrico di domani, investendo su opere che renderanno il servizio sempre più efficiente, sostenibile e resiliente”.</p>
<p>&#8220;L’avvio dei cantieri &#8211; dichiara <strong>il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli</strong> &#8211; rappresenta un momento importante perché segna l’ingresso nella fase concreta di un&#8217;opera strategica per il futuro delle nostre comunità. Si tratta di un investimento di grande rilievo, che punta con decisione sulla sostenibilità ambientale e sulla realizzazione di infrastrutture capaci di valorizzare il territorio e di accompagnarne lo sviluppo nei prossimi decenni. Il potenziamento della capacità depurativa è un beneficio concreto non solo per l&#8217;ambiente, ma anche per la qualità dei servizi rappresentati da Cuoiodepur e per la competitività del nostro comprensorio&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Un'opera da 27 milioni di euro:è  Intervento cardine dell'Accordo del Cuoio insieme al Tubone della Valdinievole
]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:14:23 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 05 Aug 2026 11:41:06 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>La pianta che cresce sui terreni salini: da Pisa la ricerca sul Dna della Salicornia per salvare i raccolti</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/la-pianta-che-cresce-sui-terreni-salini-da-pisa-la-ricerca-sul-dna-della-salicornia-per-salvare-i-raccolti/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; <span data-path-to-node="0,0">L&#8217;Università di Pisa è alla guida del progetto di ricerca internazionale <i data-path-to-node="0,0" data-index-in-node="73">SAGA</i>, un&#8217;iniziativa triennale incentrata sullo studio della <i data-path-to-node="0,0" data-index-in-node="133">Salicornia</i>, una pianta in grado di svilupparsi in terreni salini e degradati</span><span data-path-to-node="0,2">. L&#8217;obiettivo è trasformare questa specie in una risorsa per l&#8217;agricoltura mediterranea, contrastando gli effetti del cambiamento climatico come la siccità e la progressiva salinizzazione dei suoli</span><span data-path-to-node="0,4">.</span></p>
<p><span data-path-to-node="1,0">Inserito nel programma europeo <i data-path-to-node="1,0" data-index-in-node="31">PRIMA</i> e finanziato dal Ministero dell&#8217;Università e della Ricerca, il consorzio unisce l&#8217;ateneo pisano all&#8217;Università dell&#8217;Algarve in Portogallo, all&#8217;Università di Ankara in Turchia e all&#8217;Università di Tunis El Manar in Tunisia</span><span data-path-to-node="1,2">.</span></p>
<p><span data-path-to-node="2,0">Il gruppo multidisciplinare del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali di Pisa si occuperà di analizzare per la prima volta in modo sistematico il <b data-path-to-node="2,0" data-index-in-node="170">patrimonio genetico</b> delle popolazioni mediterranee di <i data-path-to-node="2,0" data-index-in-node="224">Salicornia</i></span><span data-path-to-node="2,2">. Attraverso attività di genomica e bioinformatica, i ricercatori studieranno il DNA della pianta per individuare le varietà più idonee a favorire la salute del suolo e la biodiversità microbica</span><span data-path-to-node="2,4">.</span></p>
<p><span data-path-to-node="3,0">A partire dal secondo anno, il programma prevede sperimentazioni sul campo nei quattro Paesi coinvolti</span><span data-path-to-node="3,2">. Le soluzioni verranno sviluppate all&#8217;interno di laboratori condivisi, i cosiddetti &#8216;Living Labs&#8217;, che vedranno la partecipazione diretta di agricoltori, tecnici e decisori politici</span><span data-path-to-node="3,4">.</span></p>
<p><span data-path-to-node="4,0">&#8220;Con l&#8217;aumento della siccità e della salinizzazione dei terreni, trovare colture capaci di crescere dove oggi è difficile coltivare è una sfida cruciale per il futuro dell&#8217;agricoltura&#8221;, spiega Alberto Vangelisti, coordinatore dell&#8217;iniziativa</span><span data-path-to-node="4,2">. Vangelisti precisa inoltre che la <i data-path-to-node="4,2" data-index-in-node="36">Salicornia</i>, già nota in ambito alimentare, non è mai stata studiata in modo sistematico dal punto di vista genetico e &#8220;può offrire nuove opportunità di mercato ai piccoli e medi agricoltori&#8221;, trasformando le conoscenze acquisite in strumenti concreti attraverso la collaborazione tra le due sponde del bacino mediterraneo</span><span data-path-to-node="4,4">.</span></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Per la prima volta verrà analizzato in modo sistematico il patrimonio genetico della specie mediterranea per contrastare gli effetti della siccità]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 09:39:22 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 31 Jul 2026 09:39:22 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Un nuovo collegamento fra Valdelsa e Val di Cecina: pubblicata la gara per la progettazione</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/un-nuovo-collegamento-fra-valdelsa-e-val-di-cecina-pubblicata-la-gara-per-la-progettazione/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>FIRENZE &#8211; È stata pubblicata su Start, la piattaforma telematica della <strong>Regione Toscana</strong> dedicata ai bandi di gara, la procedura per <strong>la progettazione preliminare dei lavori di ammodernamento della strada tra Colle Val d&#8217;Elsa Sud (raccordo Firenze-Siena) e la Val di Cecina.</strong></p>
<p>La progettazione interessa il tratto ritenuto prioritario, lungo circa cinque chilometri, compreso<strong> tra Montecastelli Pisano e l&#8217;attraversamento del fiume Cecina</strong>, individuato d&#8217;intesa con gli enti locali interessati.</p>
<p>L&#8217;importo posto a base di gara è pari a 1.930.704,94 euro, oltre a IVA e oneri previdenziali e assistenziali, a fronte di un finanziamento complessivo dell&#8217;intervento di 2.750.000 euro. <strong>Il termine per la presentazione delle offerte sulla piattaforma Start è fissato al 25 settembre.</strong></p>
<p>&#8220;Con la pubblicazione della gara – dichiarano il presidente della Regione Eugenio Giani e l&#8217;assessore regionale a viabilità e infrastrutture <strong>Filippo Boni</strong> – compiamo un passo concreto verso la realizzazione di u<strong>n&#8217;infrastruttura attesa dal territorio e strategica per migliorare i collegamenti tra la Val d&#8217;Elsa e la Val di Cecina</strong>. Avviamo la progettazione del tratto individuato come prioritario insieme agli enti locali, dando seguito agli impegni assunti dalla Regione nell&#8217;ambito del programma di investimenti legato allo sviluppo della geotermia e alla sostenibilità ambientale. L&#8217;obiettivo – concludono – è dotare quest&#8217;area di <strong>una viabilità più moderna, sicura ed efficiente</strong>, capace di sostenere lo sviluppo economico, migliorare l&#8217;accessibilità e rafforzare la competitività di un territorio strategico per la Toscana.&#8221;</p>
<p>L&#8217;affidamento della progettazione dà attuazione agli indirizzi approvati dal consiglio regionale con la nota di aggiornamento al Defr 2026, che prevede l&#8217;avvio delle progettazioni per<strong> il collegamento tra la Val d&#8217;Elsa e l&#8217;area geotermica della Val di Cecina</strong>, in coerenza con gli interventi sulla viabilità connessi agli investimenti per la sostenibilità ambientale.<br />
L&#8217;opera costituisce inoltre uno degli interventi previsti dal piano pluriennale di investimenti presentato da<strong> Enel Green Power</strong> e approvato dalla giunta regionale con la deliberazione 167 del 17 febbraio 2025, che destina complessivamente <strong>60 milioni di euro agli interventi sulla viabilità regionale a supporto dello sviluppo sostenibile dei territori geotermici.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il tratto ritenuto prioritario, di cinque chilometri, è fra  Montecastelli Pisano e l'attraversamento del fiume Cecina]]></excerpt>
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                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:26:04 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 30 Jul 2026 08:26:04 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Tasse e disuguaglianze, un nuovo studio mostra un sistema fiscale regressivo per il 7% più ricco degli italiani</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/tasse-e-disuguaglianze-un-nuovo-studio-mostra-un-sistema-fiscale-regressivo-per-il-7-piu-ricco-degli-italiani/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">Un sistema fiscale che perde la sua progressività per i contribuenti più facoltosi, risultando nei fatti meno oneroso per il sette per cento più ricco rispetto al restante novantatré per cento della popolazione. È quanto emerge da una ricerca condotta da un gruppo di studiosi della Scuola Superiore Sant&#8217;Anna di Pisa, dell&#8217;Università degli Studi di Milano-Bicocca, della LMU di Monaco e dell&#8217;Università della Calabria, pubblicata sulla rivista <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="445">Review of Income and Wealth</i>.</p>
<p data-path-to-node="1">Utilizzando i dati aggiornati della Banca d&#8217;Italia sulla distribuzione della ricchezza, l&#8217;indagine mette in luce come i rendimenti del capitale varino notevolmente all&#8217;interno della popolazione. Se per la grande maggioranza dei cittadini tali rendimenti si mantengono stabili attorno al due e mezzo per cento, salgono a quasi il cinque per cento per lo zero virgola uno per cento più ricco. Questa eterogeneità incide sul prelievo effettivo: lo zero virgola uno per cento più abbiente sostiene un&#8217;aliquota effettiva del trentadue virgola sei per cento, a fronte del circa quarantacinque per cento pagato da un lavoratore dipendente della classe media. Per il sette per cento più fortunato, il carico fiscale risulta complessivamente inferiore rispetto al resto dei contribuenti, ponendosi in contrasto con i principi di progressività indicati dall&#8217;articolo cinquantatré della Costituzione.</p>
<p data-path-to-node="2">Gli autori dello studio propongono interventi correttivi basati su modelli di tassazione ottimale, ipotizzando tre diverse strade: un sistema unificato tra redditi da lavoro e da capitale, l&#8217;applicazione di imposte differenziate oppure interventi mirati esclusivamente sui redditi da capitale. Misure di questo tipo porterebbero l&#8217;aliquota media effettiva per il sette per cento più ricco a salire, raggiungendo il sessanta per cento per lo zero virgola uno per cento con i patrimoni più elevati.</p>
<p data-path-to-node="3">Una soluzione alternativa discussa nella ricerca riguarda l&#8217;introduzione di un&#8217;imposta patrimoniale sui grandi patrimoni netti del sette per cento più ricco degli italiani, con aliquote comprese tra lo zero virgola uno e l&#8217;uno virgola tre per cento per la fascia più alta, composta da circa cinquantamila individui con un patrimonio medio superiore ai venti milioni di euro. Secondo le stime, un&#8217;imposta netta dell&#8217;uno virgola tre per cento applicata sull&#8217;uno per cento più ricco genererebbe circa trenta miliardi di euro all&#8217;anno, che scenderebbero a tredici miliardi e mezzo limitando il prelievo allo zero virgola uno per cento e a circa due miliardi circoscrivendolo ai soli miliardari.</p>
<p data-path-to-node="4">Le risorse così ottenute, secondo i ricercatori, permetterebbero di riequilibrare il carico tributario alleggerendo la pressione sulla classe media e sui redditi bassi, destinando fondi significativi a settori chiave come la sanità, l&#8217;istruzione e gli investimenti per la transizione ecologica.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Una ricerca firmata da Sant'Anna di Pisa, Bicocca e altri atenei svela le distorsioni del prelievo: il fisco pesa meno sul 7% più ricco d'Italia]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 11:05:34 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 22 Jul 2026 11:05:34 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Pan di Vico passa ai francesi: Solina acquisisce il 100% dello storico produttore toscano di pangrattato</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/pan-di-vico-passa-ai-francesi-solina-acquisisce-il-100-dello-storico-produttore-toscano-di-pangrattato/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>BIENTINA &#8211; <strong>Storico passaggio di proprietà nel settore alimentare italiano.</strong></p>
<p>La Pan di Vico Srl, azienda di Bientina specializzata nella produzione di pangrattato e coating per l’industria alimentare, è stata <strong>acquisita al 100 per cento dal gruppo francese Solina</strong>, multinazionale leader nella produzione di ingredienti, miscele e aromi destinati al comparto food. Il valore economico dell’operazione non è stato reso noto.</p>
<p><strong>Fondata e sviluppata dalla famiglia Degl’Innocenti, oggi alla terza generazione, Pan di Vico rappresenta una delle tre principali aziende italiane del settore</strong>. L’impresa dispone di cinque linee produttive, opera sia nel mercato industriale sia nella grande distribuzione con marchi propri e private label e, <strong>nel 2025, ha registrato un fatturato di circa 15 milioni di euro, un margine operativo lordo (Ebitda) di 3,7 milioni e 50 dipendenti.</strong> La produzione è concentrata in quattro stabilimenti a Bientina, per una superficie complessiva di circa 7milka metri quadrati.</p>
<p><strong>L’acquisizione rafforza ulteriormente la presenza di Solina in Italia</strong>. Il gruppo francese, controllato dal fondo di private equity Astorg, conta 1,5 miliardi di euro di fatturato, <strong>oltre 4400 dipendenti, più di 50 stabilimenti produttivi ed è presente in 75 mercati internazionali</strong>. Negli ultimi anni aveva già ampliato la propria presenza nel nostro Paese con l’acquisizione di Mta Parmaromi (2024) e PhenoFarm (2025).</p>
<p><strong>Secondo quanto comunicato dall’azienda, l’ingresso di Pan di Vico nel gruppo Solina consentirà di ampliare in modo significativo le opportunità di sviluppo di nuovi prodotti,</strong> innovazione e servizi al cliente, rafforzando il posizionamento del gruppo tra i principali fornitori di ingredienti “savory” sul mercato italiano.</p>
<p>La gestione operativa dell’azienda resterà affidata alla famiglia fondatrice, garantendo continuità aziendale e valorizzando le competenze sviluppate negli anni.</p>
<p>L’operazione è stata seguita da <strong>bP Corporate Finance</strong> in qualità di advisor finanziario di Solina, mentre <strong>Pan di Vico è stata assistita dallo studio Cavallini &amp; Partners per gli aspetti di advisory M&amp;A e dallo studio legale Sfb Avvocati per gli aspetti legali.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Storico passaggio di proprietà nel settore alimentare italiano: il pacchetto alla multinazionale leader nella produzione di ingredienti, miscele e aromi]]></excerpt>
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                                <pubDate>Tue, 14 Jul 2026 16:42:48 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 14 Jul 2026 16:42:48 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Ripascimenti sulla costa toscana, via ai sopralluoghi dell’assessore Barontini</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/ripascimenti-sulla-costa-toscana-via-ai-sopralluoghi-dellassessore-barontini/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>FIRENZE &#8211; Giovedì 9 luglio iniziano <strong>i sopralluoghi dell&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente David Barontini</strong> nei comuni del litorale toscano interessati dagli <strong>interventi di ripascimento e dalle opere di manutenzione, ripristino e rimodellamento stagionale degli arenili</strong>, cofinanziati all’ottanta per cento dalla Regione Toscana con un investimento complessivo di <strong>oltre 2 milioni di euro.</strong></p>
<p>Si tratta di un<strong> programma di interventi di grande valore strategico per la tutela della costa</strong>, pensato per rafforzare la resilienza del litorale di fronte all&#8217;erosione e agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, salvaguardando al tempo stesso <strong>l&#8217;ambiente, il turismo, le attività economiche e la sicurezza dei territori costieri</strong>. Un investimento che conferma l&#8217;impegno della Regione nella difesa di uno dei patrimoni ambientali e paesaggistici più preziosi della Toscana.</p>
<p>&#8220;Investire nella difesa della costa significa investire nel futuro della Toscana. I ripascimenti e gli interventi sugli arenili sono opere indispensabili per contrastare l&#8217;erosione costiera e rendere il nostro territorio più resiliente ai cambiamenti climatici. Per questo abbiamo scelto di essere presenti direttamente nei comuni, perché il confronto con le amministrazioni locali è fondamentale per seguire da vicino l&#8217;attuazione degli interventi e garantire risposte concrete ai territori&#8221;, sottolinea <strong>l&#8217;assessore Barontini.</strong></p>
<p>Il tour conferma la volontà della Regione di seguire direttamente l&#8217;attuazione degli interventi, incontrando sindaci, amministratori e tecnici per verificare lo stato delle opere e condividere con i territori un percorso fondamentale per la salvaguardia del litorale.</p>
<p>Giovedì 9 luglio l&#8217;assessore Barontini sarà a <strong>Marina di Massa</strong>, dove visiterà un sito interessato dagli interventi, quindi in provincia di Pisa a <strong>Marina di Vecchiano e Marina di Pisa</strong> con sopralluoghi in tre aree della spiaggia e infine a <strong>Rosignano Marittimo,</strong> in provincia di Livorno, dove sono previste visite in quattro punti della costa.</p>
<p>Martedì 21 luglio il tour proseguirà in provincia di Livorno con le visite in due siti nel territorio di <strong>San Vincenzo </strong>e in uno a <strong>Marina di Cecina,</strong> mentre venerdì 31 luglio l’assessore sarà in provincia di Grosseto a Follonica, <strong>Marina di Scarlino, Capalbio e Monte Argentario</strong>. La visita che concluderà il ciclo dei sopralluoghi è in programma martedì 4 agosto in due siti in provincia di Livorno nel comune di <strong>Campo nell&#8217;Elba.</strong></p>
<p>Gli interventi, approvati dalla giunta regionale lo scorso marzo nell&#8217;ambito del primo stralcio del documento operativo per il recupero e il riequilibrio della fascia costiera 2026, riguardano complessivamente <strong>17 opere distribuite in 11 comuni costieri, con l&#8217;obiettivo di ripristinare la funzionalità e l’ecosistema degli arenili.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Dalla Regione un cofinanziamento di oltre due milioni di euro manutenzione, ripristino e rimodellamento stagionale degli arenili]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Wed, 08 Jul 2026 15:52:14 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 08 Jul 2026 15:52:14 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>La nuova FiPiLi si finanzierà (anche) con il pedaggio per i tir: nasce Toscana Strade</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/la-nuova-fipili-si-finanziera-anche-con-il-pedaggio-per-i-tir-nasce-toscana-strade/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>FIRENZE &#8211; Approvata dalla giunta regionale la decisione per avviare l’iter per la costituzione della nuova società in house <strong><em>Toscana strade spa</em></strong>, azienda con la mission di gestire la manutenzione, <strong>il rinnovamento e il potenziamento della più importante arteria viaria regionale, la sgc FiPiLi.</strong></p>
<p>&#8220;La giunta regionale ha votato ieri un provvedimento storico – ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani &#8211; quello della costituzione di Toscana Strade spa. Quello che vogliamo è mettere a regime un sistema che migliori la sicurezza, la fruibilità e l’efficienza della FiPiLi gestendone la manutenzione e il potenziamento. Costituiremo una società per azioni – ha spiegato &#8211; che risponderà direttamente alla Regione ma avrà la flessibilità, la tempestività e la capacità di gestione di una societa per azioni. Toscana Strade si sostituirà alla gestione della FiPiLi, oggi portata avanti dalla Città metropolitana di Firenze per conto di sé stessa, della provincia di Pisa e della provincia di Livorno&#8221;.</p>
<p><strong>La prospettiva è quella di potenziare la strada di grande comunicazione allargandola per realizzare, dove possibile, la terza corsia o una corsia di emergenza</strong>. “Naturalmente – ha ricordato il presidente &#8211; questi interventi richiedono risorse e la Regione Toscana dimostrerà ai cittadini la serietà del proprio impegno su questo fronte facendosi carico degli investimenti necessari per <strong>l’allargamento dei tratti da Scandicci a Lastra a Signa e da Pontedera fino alla biforcazione tra Livorno e Pisa</strong>. Questi lavori saranno i primi a partire e per sostenerli la Regione destinerà dai 50 ai 70 milioni di euro. Successivamente potremo lavorare sugli altri punti critici indicati dallo studio condotto per nostro conto dall’Università di Pisa. Per gli ulteriori interventi di potenziamento, opere visibili che cambieranno davvero la qualità dei viaggi dei cittadini e non semplici opere di manutenzione,<strong> Toscana Strade procederà con risorse proprie, che deriveranno dal 50% degli introiti da autovelox, dalla pubblicità, dalle concessioni e dal pedaggio per i soli tir, attuato tramite un sistema aperto,</strong> per rimediare alla maggiore usura che i mezzi pesanti arrecano al tratto ed anche per bilanciare meglio la divisione del traffico pesante sulla direttrice Firenze-costa, dato che la maggior parte dei tir tende ad utilizzare la FiPiLi in quanto priva di pedaggio”.</p>
<p>Per quanto riguarda l’organizzazione della futura in house il presidente ha parlato di una <strong>società snella, affidata ad un amministratore unico competente e operativo</strong> che si occupi sia della manutenzione ordinaria che di quella straordinaria e di tutta la parte di potenziamento e di implementazione.</p>
<p>“La FiPiLi è una delle strade regionali più trafficate d&#8217;Italia, è anche una delle strade più critiche – ha ricordato infine<strong> l’assessore alle infrastrutture Filippo Boni</strong> – su di essa transitano circa 50mila veicoli al giorno tra auto, camion e tir. E’ una strada stretta e soffocata dal traffico, dove quando accade un incidente si creano immediatamente file chilometriche che provocano gravi disagi a chi la percorre per lavoro, per turismo o per motivi vari, anche di salute. Quindi è fondamentale intervenire e farlo rispettando uno dei punti prioritari del nostro programma elettorale: la creazione di Toscana Strade. Questa scelta nasce proprio dalla <strong>volontà di andare ad ampliare la FiPiLi, che ha bisogno di ampliamenti, soprattutto in prossimità delle uscite dove c&#8217;è più traffico in entrata e in uscita e si verificano più incidenti.</strong> Il primo passo in questo percorso – ha concluso l’assessore &#8211;  lo abbiamo compiuto ieri con l&#8217;approvazione della delibera in Giunta. Ora ci saranno l’esame della <strong>Corte dei Conti e dell&#8217;Antitrust.</strong> Una volta avuto il loro ok passeremo alla discussione in Consiglio regionale.  Ma durante questo iter non resteremo fermi: ancora prima della nascita di Toscana Strade potranno partire lavori non solo di manutenzione, ma di ampliamento <strong>finanziati direttamente dalla Regione Toscana e fondamentali per intervenire nei punti critici e far defluire il traffico</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Approvata dalla giunta regionale la decisione per avviare l’iter per la costituzione della nuova società in house per rinnovamento e potenziamento dell'arteria]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Approvata dalla giunta regionale la decisione per avviare l’iter per la costituzione della nuova società in house]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 17:21:30 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 10 Jun 2026 17:56:53 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Sanità a Santa Croce sull’Arno, la casa di comunità ottiene la certificazione Pnrr</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/sanita-a-santa-croce-sullarno-la-casa-di-comunita-ottiene-la-certificazione-pnrr/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="12">SANTA CROCE SULL&#8217;ARNO &#8211; L’edificio di via Mainardi ha ufficialmente ottenuto la conformità agli standard europei. La <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="93">casa della comunità di Santa Croce sull&#8217;Arno</b> intitolata a monsignor <strong>Luciano Niccolai</strong> è diventata una realtà certificata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Pnrr. Il riconoscimento attesta il rispetto di tutti i requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici previsti dalla riforma dell’assistenza territoriale.</p>
<p data-path-to-node="13">La struttura opera come un centro hub, ovvero un fulcro per la sanità di prossimità nella zona empolese. Al suo interno i cittadini possono trovare un’offerta assistenziale integrata che riunisce in un solo luogo l’accoglienza con il <strong>Cup, il punto prelievi, i servizi sociali, l’ambulatorio ostetrico-ginecologico, il consultorio giovani e l’odontoiatria.</strong> Sono inoltre presenti la continuità assistenziale, il Punto di intervento rapido (Pir) e l’infermiere di famiglia.</p>
<p data-path-to-node="14">“L’ottenimento di questa certificazione &#8211; spiega il direttore generale dell’Azienda unità sanitaria locale (Ausl) Toscana centro, <strong>Valerio Mari</strong> &#8211; non è un semplice traguardo tecnico, ma la conferma che la nostra visione di sanità territoriale sta prendendo vita”. Un concetto ripreso anche dal sindaco<strong> Roberto Giannoni</strong>, che ha sottolineato come la centralità del polo permetta di avvicinare i servizi ai pazienti attraverso una sanità diffusa, nata dalla sinergia tra l&#8217;amministrazione comunale e la Società della salute (Sds).</p>
<p data-path-to-node="15">Il nucleo ospita anche sette ambulatori dedicati ai medici di medicina generale e vari specialisti in dermatologia, reumatologia, urologia, ortopedia e otorinolaringoiatria. L’integrazione dei percorsi punta a migliorare l’esperienza di cura dei malati cronici, grazie a strumentazioni diagnostiche di primo livello e alla telemedicina.</p>
<p data-path-to-node="16">Il volto del complesso sanitario è il risultato di un investimento complessivo di 2,4 milioni di euro. I cantieri sono stati avviati a novembre 2023. Gli interventi all’interno dei locali sono terminati ad aprile, consentendo l’apertura delle attività sanitarie già nel mese di maggio. Le ultime opere esterne della <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="213">casa della comunità di Santa Croce saranno</b> completate entro la fine di giugno.</p>
</p>
<p><em>Swamy Cancelli</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il polo di via Mainardi intitolato a monsignor Niccolai diventa l’hub della sanità territoriale con ambulatori e medici di famiglia]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[La casa della comunità Santa Croce ottiene la certificazione Pnrr per i servizi di assistenza sanitaria territoriale in via Mainardi]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 10:23:44 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 08 Jun 2026 10:23:44 +0200</modDate>
                <author>Swamy Cancelli</author>
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                <type>post</type>
                <title>Comprensorio del Cuoio, crisi senza precedenti: oltre 800 lavoratori in cassa integrazione</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/comprensorio-del-cuoio-crisi-senza-precedenti-oltre-800-lavoratori-in-cassa-integrazione/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="1">Il <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="3">distretto del Cuoio toscano</b> torna al centro dell’allarme economico regionale. Tra Santa Croce sull’Arno, San Miniato e Castelfranco di Sotto, sono <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="150">101 le aziende artigiane</b> finite in cassa integrazione negli ultimi mesi, coinvolgendo complessivamente <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="253">819 lavoratori</b> secondo i dati della Commissione Bilaterale Provinciale Fsba di Pisa.</p>
<p data-path-to-node="2">A pesare sul comparto sono soprattutto il <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="42">rallentamento del mercato del lusso internazionale</b>, il forte calo degli ordini e la crescente dipendenza delle piccole imprese locali dai grandi marchi globali della moda. Una situazione che sta mettendo sotto pressione uno dei distretti manifatturieri più importanti d’Europa, storico motore economico della Toscana.</p>
<p data-path-to-node="3">Secondo le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria, il 2024 si è chiuso con <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="92">perdite vicine al 7%</b> nel settore pelle, cuoio e calzature, mentre le ore autorizzate di <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="180">cassa integrazione</b> sono aumentate oltre il <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="223">200%</b> rispetto all’anno precedente.</p>
<p data-path-to-node="4">Le criticità non riguardano soltanto la produzione. Molte aziende del comprensorio starebbero infatti affrontando anche <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="120">problemi di liquidità</b>, con difficoltà ad anticipare gli ammortizzatori sociali ai dipendenti. Una condizione che rischia di aggravare ulteriormente il clima di incertezza economica e sociale nell’area.</p>
<p data-path-to-node="5">Il distretto conciario di Santa Croce sull’Arno rappresenta ancora oggi una delle eccellenze industriali italiane, con una <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="123">forte vocazione all’export internazionale</b>. Tuttavia, la crisi del lusso globale e la frenata dei consumi stanno mettendo in discussione la <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="262">tenuta dell’intera filiera</b>.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Ore autorizzate di ammortizzatori sociali aumentate del 200% in un solo anno e gravi problemi di liquidità per anticipare i pagamenti. Sindacati in allarme per la tenuta del distretto]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Le aziende artigiane toscane soffrono il calo degli ordini esteri. Centinaia di operai usano ammortizzatori sociali per sopravvivere a questo crollo]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Tue, 26 May 2026 10:32:02 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 27 May 2026 09:58:49 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>L’obiettivo della Regione: “Tornare a rendere l’Arno pienamente fruibile”</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/lobiettivo-della-regione-tornare-a-rendere-larno-pienamente-fruibile/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>FIRENZE &#8211; <strong>Tornare a far vivere l’Arno, cercando di sviluppare progetti rivolti anzitutto a renderne pienamente fruibili le sponde</strong>. Ed in futuro, seguendo il dibattito che interessa altri corsi d’acqua in Europa, anche balneabile. È la proposta lanciata dal <strong>presidente Eugenio Giani </strong>che ha partecipato a Pisa ad un evento dal titolo <strong><em>Il batticuore: l’Arno che verrà e il mare</em></strong>, organizzato del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno nell’ambito della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione.</p>
<p>Il presidente ha spiegato che “insieme a <strong>Gaia Checcucci</strong>, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, abbiamo ribadito il ‘patto per l’Arno’, che rientra nei cosiddetti contratti di fiume, destinati a coinvolgere tutti i soggetti che hanno cuore la tutela dei corsi d’acqua e delle loro sponde”. <strong>I Contratti di Fiume in Toscana sono accordi volontari che riuniscono enti pubblici</strong> (Regione, Comuni, Consorzi di Bonifica), università e cittadini per tutelare, riqualificare e gestire in modo sostenibile i bacini idrografici. Sono strumenti che mirano a prevenire il rischio idraulico, proteggere gli ecosistemi e valorizzare il territorio</p>
<p>“Ad esempio a Firenze – ha proseguito Giani &#8211; sul <strong>Lungarno Ferrucci,</strong> presso la sede dei <strong>Canottieri Comunali</strong>, assistiamo ad una situazione di degrado in un’ampia zona che comprende un ex ristorante e quello che una volta era il Lido di Firenze, gli stabilimenti dove negli anni 50 e 60 si poteva nuotare. In una prima fase vorremmo riunire attorno ad un tavolo i soggetti istituzionali, ovvero <strong>Regione, Comune, Autorità di Bacino e Consorzio di Bonifica</strong>, per poi allargarsi a tutte le associazioni che svolgono attività nel e col fiume per tornare a viverlo e riavvicinarlo ai cittadini. In altre grandi città europee, come Parigi e Londra, s’intensificano confronti e dibattiti per tornare ad una piena fruibilità dei corsi d’acqua, anche dal punto di vista della balneazione.<strong> Un obiettivo che potremmo porci anche rispetto all’Arno, partendo anzitutto dal rendere pienamente fruibili le sponde e cercando poi di completare tutti i progetti per la depurazione delle acque</strong>”.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Ribadito in un convegno a Pisa il progetto destinato a coinvolgere tutti i soggetti che hanno cuore la tutela dei corsi d’acqua e delle loro sponde]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Ribadito in un convegno il progetto destinato a coinvolgere tutti i soggetti che hanno cuore la tutela dei corsi d’acqua e delle loro sponde]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Sat, 23 May 2026 00:07:43 +0200</pubDate>
                <modDate>Sat, 23 May 2026 00:07:43 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Ricerca e innovazione, la Toscana blinda i suoi giovani: 70 milioni investiti nei Dottorati Pegaso</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/ricerca-e-innovazione-la-toscana-blinda-i-suoi-giovani-70-milioni-investiti-nei-dottorati-pegaso/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; La città di <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="12">Pisa</b> ha ospitato ieri una giornata di studio e confronto focalizzata sui risultati e sulle prospettive dei <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="119">Dottorati Pegaso</i>. Al centro del dibattito, a cui hanno preso parte docenti, dottorandi e rappresentanti degli atenei regionali insieme all&#8217;assessora toscana alla cultura, università e ricerca <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="311">Cristina Manetti</b>, c&#8217;è la ferma volontà di arginare l&#8217;esodo delle intelligenze, puntando sull&#8217;alta specializzazione per arricchire il tessuto accademico e produttivo locale.</p>
<h3 data-path-to-node="5">I numeri di una strategia a lungo termine</h3>
<p data-path-to-node="6">L&#8217;iniziativa, supportata economicamente attraverso il <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="54">Programma regionale FSE+</b>, si configura come un vero e proprio pilastro per la Regione, concepito con il preciso scopo di spingere l&#8217;innovazione scientifica e garantire un&#8217;occupazione qualificata. I dati relativi agli ultimi tre lustri tracciano un bilancio inequivocabile: l&#8217;amministrazione ha mobilitato circa <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="365">70 milioni di euro</b> in quindici anni. Questo sforzo finanziario ha permesso di attivare <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="452">251 corsi</b> di dottorato su scala regionale, sostenendo il percorso accademico e professionale di oltre <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="554">1.200 giovani laureati</b>.</p>
<h3 data-path-to-node="7">Le dichiarazioni l&#8217;impatto sul territorio</h3>
<p data-path-to-node="8">Un impegno politico ed economico rivendicato con forza dall&#8217;assessora Manetti, che ha evidenziato l&#8217;importanza di fornire occasioni di crescita di altissimo livello: &#8220;Per la Regione Toscana investire nei dottorati Pegaso è una scelta precisa e convinta. Crediamo nella formazione post-laurea altamente specializzata perché crea competenze e opportunità. In quindici anni abbiamo investito circa 70 milioni di euro in questi percorsi e i risultati dimostrano che è stato un investimento giusto&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="9">La logica alla base della misura è anche quella di innescare una rete di collaborazione tra le diverse università toscane, creando le condizioni affinché le competenze acquisite non vengano disperse altrove. A tal proposito, Manetti ha sottolineato: &#8220;Questi percorsi rappresentano anche un modo virtuoso per unire le competenze delle nostre università e rafforzare il rapporto tra gli atenei e il territorio. Per noi è particolarmente importante vedere che molti giovani, dopo il dottorato, trovano lavoro e scelgono di rimanere in Toscana. È una sfida fondamentale, perché troppo spesso investiamo nelle competenze e poi vediamo i nostri talenti andare all’estero&#8221;.</p>
<h3 data-path-to-node="10">Un&#8217;attrattiva oltre i confini nazionali</h3>
<p data-path-to-node="11">Oltre a trattenere i professionisti formatisi sul territorio, il sistema della ricerca regionale dimostra una forte vocazione internazionale. Il livello degli atenei toscani spinge infatti numerosi studiosi provenienti da altri Paesi a trasferirsi in Italia e, in molti casi, a stabilirsi definitivamente al termine degli studi.</p>
<p data-path-to-node="12">&#8220;È motivo di orgoglio – ha concluso la rappresentante della Giunta regionale – vedere tanti studenti stranieri scegliere la Toscana per il proprio percorso di ricerca e decidere poi di restare qui. Significa che stiamo costruendo un sistema universitario e della ricerca capace di essere competitivo e attrattivo&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Quindici anni di stanziamenti mirati: attraverso il Programma FSE+ sono stati attivati oltre 250 corsi universitari, sostenendo il percorso di milleduecento laureati]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Un grande impegno finanziario dell'amministrazione locale blocca l'uscita delle menti brillanti dal Paese]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Wed, 20 May 2026 11:57:45 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 20 May 2026 11:57:45 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Pisa rilancia la ‘Carta Spesa’, aiuti fino a 300 euro</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/pisa-rilancia-la-carta-spesa-aiuti-fino-a-300-euro/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-start="498" data-end="808">PISA – La <strong data-start="508" data-end="533">Carta Spesa 2026</strong> torna anche quest’anno con nuovi contributi destinati alle famiglie e alle persone in difficoltà economica. La misura, approvata dalla giunta comunale, mette a disposizione complessivamente <strong data-start="724" data-end="740">170mila euro</strong> per sostenere i residenti nell’acquisto di beni di prima necessità.</p>
<p data-start="810" data-end="984">L’iniziativa viene riproposta dal <strong data-start="844" data-end="862">Comune di Pisa</strong> per il quarto anno consecutivo e punta soprattutto ad aiutare anziani, persone sole e nuclei familiari con redditi bassi.</p>
<p data-start="986" data-end="1317">Il contributo economico previsto sarà pari a <strong data-start="1031" data-end="1043">200 euro</strong> per i nuclei composti da una sola persona e a <strong data-start="1090" data-end="1102">300 euro</strong> per quelli formati da due componenti. Le somme potranno essere utilizzate per acquistare prodotti alimentari essenziali nei negozi e nelle farmacie convenzionate con il Comune. Restano escluse le bevande alcoliche.</p>
<p data-start="1319" data-end="1556">Per accedere alla misura sarà necessario avere un’attestazione <strong data-start="1382" data-end="1390">Isee</strong> in corso di validità non superiore a <strong data-start="1428" data-end="1443">15mila euro</strong>. Potranno presentare domanda i residenti nel Comune di Pisa appartenenti a nuclei composti da una o due persone.</p>
<p data-start="1558" data-end="1761">L’amministrazione comunale pubblicherà a breve l’avviso con modalità e termini per la presentazione delle richieste. Nella formazione della graduatoria verrà data priorità ai nuclei con l’Isee più basso.</p>
<p data-start="1763" data-end="2100">L’assessora alle politiche sociali <strong data-start="1798" data-end="1818">Giovanna Bonanno</strong> ha definito la misura un sostegno concreto rivolto soprattutto alle persone più fragili dal punto di vista economico. Secondo quanto spiegato dal Comune, dal 2023 a oggi il progetto ha permesso di aiutare migliaia di cittadini attraverso contributi destinati alle spese essenziali.</p>
<p data-start="2102" data-end="2283">Negli ultimi anni il numero dei beneficiari è cresciuto progressivamente. Nel 2025 la misura ha raggiunto oltre<strong> 800 nuclei familiari</strong>, coprendo tutte le richieste considerate idonee.</p>
<p data-start="2285" data-end="2524">Con la <strong data-start="2292" data-end="2317">Carta Spesa 2026 Pisa</strong>, l’amministrazione comunale conferma quindi uno strumento pensato per sostenere le fasce più deboli della popolazione in un periodo ancora segnato dall’aumento del costo della vita e delle spese quotidiane.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il Comune stanzia 170mila euro per sostenere anziani, persone sole e nuclei in difficoltà economica]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Carta Spesa 2026 a Pisa: contributi fino a 300 euro per beni di prima necessità destinati ai nuclei fragili]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Thu, 07 May 2026 16:10:01 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 07 May 2026 16:10:01 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Ricavi oltre gli 8 milioni di euro per la Sogefarm Cascina: ottimi risultati dal bilancio 2025</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/ricavi-oltre-gli-8-milioni-di-euro-per-la-sogefarm-cascina-ottimi-risultati-dal-bilancio-2025/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>CASCINA &#8211; Crescita, investimenti e sempre maggiore attenzione ai cittadini: si è chiuso con risultati decisamente positivi <strong>il bilancio 2025 di</strong> <strong>Sogefarm Cascina</strong>, confermando un percorso di sviluppo solido e continuo. <strong>I ricavi hanno superato gli 8,1 milioni di euro,</strong> evidenziando il rafforzamento dell’attività e il ruolo sempre più centrale delle farmacie comunali sul territorio. &#8220;I risultati raggiunti confermano il valore strategico di Sogefarm per la nostra comunità – commenta l’amministrazione comunale –. <strong>Non parliamo solo di numeri, ma di un servizio pubblico essenziale</strong> che negli anni è cresciuto mantenendo al centro i cittadini e l’accessibilità alle cure&#8221;.</p>
<p><strong>Facendo un confronto tra il 2019 e il 2025, si evidenzia con chiarezza il percorso di sviluppo intrapreso</strong>:<strong> i ricavi sono passati dai 5,5 milioni di euro del 2019 agli oltre 8,1 milioni di euro del 2025,</strong> a dimostrazione di una crescita significativa dell’attività. Parallelamente, le immobilizzazioni sono cresciute da 496mila euro a oltre 3,3 milioni, a testimonianza degli importanti investimenti realizzati per migliorare strutture e servizi. <strong>Una crescita che si riflette anche sull’occupazione: il numero dei dipendenti è passato da 35 unità nel 2019 agli attuali 42</strong>, segnando un rafforzamento significativo dell’organizzazione. Dal 2022 Sogefarm ha portato avanti un importante piano di rinnovamento, con la ristrutturazione completa delle prime due farmacie per dimensioni e volumi di attività della società, con nuovi studi medici e nuovi servizi aggiuntivi per gli utenti. <strong>Un percorso che si è rafforzato ulteriormente con la recente apertura, nel mese di marzo 2026, della quinta farmacia di Zambra, ampliando la presenza sul territorio.</strong></p>
<p><strong>Accanto ai numeri, resta centrale la missione pubblica. L’azienda continua infatti a garantire politiche di accessibilità</strong>, come sconti fino al 15% sui farmaci a carico del cittadino e numerose giornate dedicate con prezzi agevolati, oltre all’introduzione di nuovi servizi sanitari e di prevenzione. &#8220;La crescita registrata in questi anni è il risultato di un lavoro costante sugli investimenti, sull’organizzazione e sull’innovazione dei servizi – aggiunge <strong>l’amministratore unico Marco Ruocco</strong> –. Un risultato reso possibile grazie all’impegno quotidiano e alla professionalità dei dipendenti della società, che hanno contribuito in modo determinante a questo percorso di sviluppo, coniugando qualità del servizio e attenzione verso i cittadini&#8221;.</p>
<p>Il bilancio 2025 e il confronto con gli anni precedenti confermano quindi una realtà in crescita, capace di coniugare sviluppo economico, investimenti e attenzione sociale.<strong> Un percorso che si inserisce pienamente nella direzione della farmacia dei servizi, rafforzando il ruolo delle farmacie comunali come punti di riferimento sanitari sempre più completi, accessibili e integrati con i bisogni della comunità.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Crescita costante dal 2019 a oggi per l'azienda che gestisce le farmacie comunali. Cresciuto anche il numero dei dipendenti]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Crescita costante dal 2019 a oggi per l'azienda che gestisce le farmacie comunali. Cresciuto anche il numero dei dipendenti]]></metadDscription>
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                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Sat, 02 May 2026 23:40:00 +0200</pubDate>
                <modDate>Sat, 02 May 2026 23:40:00 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Incendio sui Monti Pisani, la preoccupazione di Cia Etruria</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/incendio-sui-monti-pisani-la-preoccupazione-di-cia-etruria/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>SAN GIULIANO TERME &#8211; <strong>Cia Etruria esprime forte preoccupazione per quanto sta verificandosi sui monti pisani.</strong> Un incendio divampato sul monte Faeta, in Lucchesia, e che da diverse ore sta coinvolgendo anche il versante pisano, troppo spesso colpito da analoghe drammatiche situazioni che rischiano di mettere<strong> a rischio l’incolumità delle persone e danneggiare irrimediabilmente ettari di terreni coltivati dai produttori.</strong></p>
<p>“L’incendio ha raggiunto <strong>case, aziende e oliveti</strong> tanto che nella notte, ad Asciano, sono state evacuate 3500 persone &#8211; dice <strong>Cinzia Pagni, Cia Etruria</strong> &#8211; purtroppo il forte vento sta rendendo complicate le operazioni di spegnimento anche ai canadair e ai mezzi che sono sul posto da giorni. <strong>Resta la paura che questa situazione di estrema criticità possa arrecare ingenti danni a cose e persone</strong>. La conta dei danni sarà possibile solo quando, speriamo presto, l’incendio sarà stato definitivamente domato. <strong>Come Confederazione siamo vicini alle popolazioni colpite e ai nostri produttori coinvolti in questa ennesima tragedia</strong>”.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[La presidente Pagni: "vicini alle popolazioni colpite e ai nostri produttori coinvolti in questa ennesima tragedia"]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[La presidente Pagni: "vicini alle popolazioni colpite e ai nostri produttori coinvolti in questa ennesima tragedia"]]></metadDscription>
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                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Fri, 01 May 2026 13:56:08 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 01 May 2026 13:56:08 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Quanto costa alimentarsi in modo sostenibile in Italia? L’indagine svela i rincari da Nord a Sud</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/quanto-costa-alimentarsi-in-modo-sostenibile-in-italia-lindagine-svela-i-rincari-da-nord-a-sud/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">Portare in tavola cibi sani e rispettosi dell&#8217;ambiente richiede un budget che fluttua in modo marcato a seconda del calendario, della geografia e dell&#8217;età dei consumatori. A tracciare la radiografia economica della spesa alimentare nel nostro Paese è un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale &#8220;Quality &amp; Quantity&#8221;. La ricerca porta la firma di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="372">Stefano Marchetti</b> e <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="392">Haoran Yang</b> dell&#8217;Università di Pisa, in collaborazione con <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="451">Ilaria Benedetti</b> (Università della Tuscia) e <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="496">Mathias Silva Vazquez</b> (Università di Roma Tor Vergata).</p>
<p data-path-to-node="6">L&#8217;indagine, che si inserisce all&#8217;interno del progetto PRIN 2022 sulle diete sostenibili e la vulnerabilità sociale, ha preso in esame l&#8217;andamento dei prezzi tra l&#8217;agosto del 2021 e il marzo del 2024. Sfruttando il database dell&#8217;Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i ricercatori hanno elaborato oltre <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="326">326mila rilevazioni</b> relative a 167 prodotti distribuiti in 107 province italiane. Il focus dell&#8217;analisi si è concentrato sui panieri alimentari ispirati ai principi della dieta mediterranea, calibrando le stime economiche (minime, medie e massime) su cinque specifiche categorie demografiche.</p>
<p data-path-to-node="7">Il primo dato macroscopico che emerge dal triennio analizzato è un rincaro generalizzato che si aggira intorno al <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="114">20%</b> per quasi tutte le fasce di popolazione. Inoltre, le abitudini alimentari sane subiscono una forte impennata dei costi durante i mesi primaverili ed estivi. Come evidenziato dal professor Stefano Marchetti del Dipartimento di Economia e Management dell&#8217;ateneo pisano, la dieta mediterranea risulta infatti più cara durante la bella stagione, con un&#8217;unica eccezione rappresentata dai bambini piccoli, le cui specifiche esigenze nutrizionali rendono il carrello più dispendioso nei mesi freddi.</p>
<p data-path-to-node="8">Scendendo nel dettaglio anagrafico, il sostentamento alimentare degli <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="70">uomini adulti</b> si conferma il più oneroso in assoluto. Partito da cifre inferiori nel 2021, questo paniere supera stabilmente la quota dei 200 euro mensili in primavera ed estate, per poi assestarsi tra i 150 e i 160 euro verso la fine della stagione autunnale e invernale. Un andamento analogo, seppur con cifre inferiori, si registra per le <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="412">donne adulte</b>, la cui spesa media nei mesi caldi è passata nel triennio da 175 a 208 euro, mentre in quelli freddi è lievitata da 130 a circa 156 euro.</p>
<p data-path-to-node="9">Nella fascia intermedia di spesa si collocano gli <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="50">anziani</b>, con esborsi che toccano i 160-170 euro in estate e scendono a circa 120 euro in inverno. Per gli <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="156">adolescenti</b>, il costo stagionale caldo è cresciuto da 109 a 131 euro, contro i 78 euro necessari nei mesi più rigidi (partendo da una base iniziale di 65 euro). I <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="319">bambini piccoli</b>, come anticipato, viaggiano invece in controtendenza: per loro l&#8217;estate richiede un budget compreso tra i 49 e i 62 euro, mentre in inverno l&#8217;impegno economico della famiglia sale, variando dai 65 ai 79 euro, segnando un rincaro complessivo che in questa specifica categoria sfiora il 25%.</p>
<p data-path-to-node="10">Oltre al fattore temporale, lo studio accende i riflettori su una netta frattura territoriale. Le province del <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="111">Nord Italia</b> registrano regolarmente i prezzi medi e i picchi massimi più elevati. Tuttavia, analizzando la soglia del &#8220;prezzo minimo&#8221; – ovvero il limite teorico di spesa più basso per garantirsi una dieta salutare – è il <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="332">Sud Italia</b> a risultare più caro.</p>
<p data-path-to-node="11">Secondo l&#8217;analisi di Marchetti, questa dinamica meridionale potrebbe essere legata a una minore capillarità della grande distribuzione organizzata in alcune aree, un fattore che attutisce la concorrenza e limita le economie di scala, riducendo di fatto le opzioni di risparmio per i cittadini. Questa complessa mappatura economica dimostra come l&#8217;accessibilità a un&#8217;alimentazione corretta non sia affatto scontata o uniforme, ribadendo l&#8217;urgenza di politiche di monitoraggio mirate a tutelare le fasce di popolazione più esposte alle fluttuazioni del mercato.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Un triennio di aumenti costanti: il carrello della spesa per chi sceglie la dieta mediterranea ha subito un'impennata del 20%, con la spesa per gli uomini adulti che supera i 200 euro mensili in estate]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Uno studio universitario calcola le spese delle famiglie per nutrirsi bene. Aumenti del 20% sulla dieta mediterranea durante questo triennio]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:56:15 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 13 Apr 2026 17:46:41 +0200</modDate>
                <author>Davide Caruso</author>
                <guid>corrierepisano.it-216153</guid>
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                <id>215492</id>
                <type>post</type>
                <title>Studiare a Pisa pesa meno: la Normale dirotta il 60% dei fondi agli allievi con Isee sotto i 40mila euro</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/studiare-a-pisa-pesa-meno-la-normale-dirotta-il-60-dei-fondi-agli-allievi-con-isee-sotto-i-40mila-euro/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">PISA – La <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="10">Scuola Normale Superiore</b> cambia marcia sul diritto allo studio e ridisegna il proprio sistema di welfare studentesco. Con una decisione che punta a favorire concretamente la mobilità sociale e a premiare il merito in modo più equo, l&#8217;istituzione d&#8217;eccellenza pisana ha varato una profonda riforma degli aiuti economici destinati agli iscritti al corso ordinario (il percorso che va dall&#8217;immatricolazione fino alla laurea).</p>
<h3 data-path-to-node="6"><b data-path-to-node="6" data-index-in-node="0">Dal contributo fisso al sostegno progressivo</b></h3>
<p data-path-to-node="6">Fino ad oggi, la Scuola erogava un contributo standard di 1.280 euro a tutti i suoi allievi, indipendentemente dalla loro situazione economica. Il nuovo impianto normativo, approvato dal Senato Accademico lo scorso <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="260">31 marzo</b>, smantella questo approccio uniforme per introdurre un sistema proporzionale al reddito.</p>
<p data-path-to-node="7">Il cambiamento è netto: per i giovani che provengono da famiglie con un <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="72">ISEE inferiore ai 40mila euro</b>, l&#8217;assegno annuale subirà un&#8217;impennata, arrivando a toccare i <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="164">5mila euro</b>. Superata questa soglia, l&#8217;importo si ridurrà gradualmente, fino a scendere a 500 euro per gli indicatori Isee che oltrepassano i 70mila euro.</p>
<p data-path-to-node="8">Questo intervento economico si somma ai benefit storici garantiti dalla Normale, che rimarranno <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="96">gratuiti per la totalità degli iscritti</b> senza alcuna distinzione di censo: l&#8217;alloggio nei collegi, i pasti in mensa e i sussidi per la mobilità sia nazionale che internazionale. Inoltre, non prevedendo l&#8217;istituto il pagamento di tasse proprie, la nuova borsa permetterà a chi ha un ISEE fino a circa 65.000 euro di vedersi rimborsare integralmente anche le rette dovute alle Università di Pisa o Firenze.</p>
<h3 data-path-to-node="9"><b data-path-to-node="9" data-index-in-node="0">Le risorse e il regime transitorio</b></h3>
<p data-path-to-node="9">Attualmente, l&#8217;investimento globale della Scuola tra contributi didattici e rimborsi delle tasse universitarie supera gli 800mila euro. Con le nuove regole, lo stanziamento complessivo aumenterà e subirà una radicale redistribuzione: oltre il <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="278">60 per cento dei fondi</b> sarà infatti incanalato a favore della fascia con Isee sotto i 40mila euro.</p>
<p data-path-to-node="10">Il nuovo regime entrerà ufficialmente in vigore a partire dall&#8217;anno accademico <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="79">2026/2027</b> per le nuove matricole. Tuttavia, le agevolazioni interesseranno anche chi sta già frequentando i corsi. Questo sarà possibile grazie a uno sforzo economico aggiuntivo messo a bilancio dalla Normale e a un gesto di solidarietà dell&#8217;assemblea degli studenti, che ha scelto di rinunciare a una quota del vecchio contributo fisso spettante alle fasce di reddito più alte per finanziare l&#8217;attuazione del nuovo modello.</p>
<h3 data-path-to-node="11"><b data-path-to-node="11" data-index-in-node="0">Il commento del direttore</b></h3>
<p data-path-to-node="11">A sottolineare la portata del provvedimento è il Direttore dell&#8217;istituzione, <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="103">Alessandro Schiesaro</b>, che evidenzia l&#8217;importanza di supportare in modo efficace i ragazzi costretti a studiare lontani dalle proprie famiglie: &#8220;È un passo in avanti decisivo per rendere davvero possibile studiare in Normale a tutte le studentesse e gli studenti che vogliono affrontare il concorso – ha dichiarato Schiesaro –. La Normale garantisce vitto e alloggio gratuiti a tutti, ma il costo della vita fuori sede penalizza chi non ha alle spalle una famiglia in grado di offrire un sostegno economico. Mi fa molto piacere che l&#8217;Assemblea degli Studenti abbia deciso di contribuire concretamente alla realizzazione di questo progetto. Grazie al loro sostegno e a un incremento dei fondi a bilancio possiamo estendere da subito molti dei nuovi benefici anche a chi è allievo della Normale in corso&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Addio al contributo fisso per tutti: l'istituzione d'eccellenza introduce un modello proporzionale al reddito, portando l'assegno annuale fino a 5mila euro per le famiglie meno abbienti]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Nuovo sistema progressivo d'aiuto economico nell'accademia d'eccellenza toscana. Più risorse garantite verso le famiglie]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:18:18 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 09 Apr 2026 14:18:18 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/economia/studiare-a-pisa-pesa-meno-la-normale-dirotta-il-60-dei-fondi-agli-allievi-con-isee-sotto-i-40mila-euro/</oldGuid>
                                
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                <type>post</type>
                <title>Rinnovo del contratto integrativo, presidio alla Cassa di Risparmio di Volterra</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/rinnovo-del-contratto-integrativo-presidio-alla-cassa-di-risparmio-di-volterra/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>VOLTERRA &#8211; Le lavoratrici e i lavoratori della Cassa di Risparmio di Volterra, insieme alle organizzazioni sindacali Fisac Cgil, Fabi, First Cisl e Uilca, promuovono un presidio pubblico a Volterra in occasione dello sciopero indetto per il <strong>rinnovo del contratto integrativo aziendale.</strong></p>
<p>Appuntamento martedì (7 aprile) dalle 10 alle 13 in Piazza dei Priori a Volterra.</p>
<p>&#8220;L’iniziativa &#8211; dicono i sindacati &#8211; nasce dopo il fallimento del tentativo di conciliazione e di fronte alla totale chiusura dell’azienda, che ha <strong>rifiutato ogni proposta di confronto sul rinnovo del contratto integrativo</strong>, limitandosi a proporre una semplice proroga dell’esistente senza affrontare le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori. I<strong> sindacati denunciano l’assenza di un vero negoziato,</strong> il mancato riconoscimento della piattaforma votata dal personale e un atteggiamento aziendale che svuota le relazioni sindacali, imponendo decisioni unilaterali&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[VOLTERRA &#8211; Le lavoratrici e i lavoratori della Cassa di Risparmio di Volterra, insieme alle organizzazioni sindacali Fisac Cgil, Fabi, First Cisl e Uilca, promuovono un presidio pubblico a Volterra in occasione dello sciopero indetto per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Appuntamento martedì (7 aprile) dalle 10 alle 13 in Piazza dei Priori a [&hellip;]]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Domani (7 aprile) sciopero con manifestazione davanti alla sede centrale indetto da Fisac Cgil, Fabi, First Cisl e Uilca]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Mon, 06 Apr 2026 08:35:02 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 06 Apr 2026 08:35:02 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Salario minimo a 10 euro e tetto massimo a 40: la ricetta dell’Università di Pisa per battere le disuguaglianze</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/salario-minimo-a-10-euro-e-tetto-massimo-a-40-la-ricetta-delluniversita-di-pisa-per-battere-le-disuguaglianze/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">PISA – L&#8217;Italia detiene un primato negativo all&#8217;interno dell&#8217;area OCSE: è l&#8217;unica nazione in cui, negli ultimi trent&#8217;anni, i salari reali medi hanno subìto una flessione, in netto contrasto con la crescita registrata negli altri Paesi avanzati. Una dinamica che ha alimentato il fenomeno del lavoro povero e dilatato le disparità tra generi, settori e qualifiche. Ma intervenire per legge sulle buste paga, imponendo sia un &#8220;pavimento&#8221; che un &#8220;soffitto&#8221;, potrebbe invertire la rotta senza innescare crisi sistemiche.</p>
<p data-path-to-node="6">A dimostrarlo è un nuovo studio accademico pubblicato sulla rivista scientifica internazionale <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="95">Economic Modelling</i>, che ha simulato gli effetti macroeconomici di una rigida regolamentazione salariale applicata al tessuto produttivo italiano.</p>
<h2 data-path-to-node="6"><b data-path-to-node="7" data-index-in-node="0">I parametri della simulazione</b></h2>
<p data-path-to-node="7">La ricerca si basa sulle elaborazioni del modello macroeconomico <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="95">Eurogreen</b>. I ricercatori hanno ipotizzato uno scenario preciso: l&#8217;introduzione di un <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="180">salario minimo fissato a 10 euro l&#8217;ora</b>, affiancato da un <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="237">salario massimo con un limite di 40 euro l&#8217;ora</b>.</p>
<p data-path-to-node="8">I risultati dell&#8217;analisi tracciano un quadro in cui l&#8217;intervento statale agisce a tenaglia, colpendo due estremi del problema. Da un lato, la soglia minima si rivela uno strumento cruciale per contrastare il lavoro povero e sollevare i redditi più bassi. Dall&#8217;altro, il tetto massimo argina la concentrazione di ricchezza ai vertici aziendali e, dato ancor più rilevante, contribuisce in maniera sostanziale a colmare il <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="421">divario retributivo tra uomini e donne</b>.</p>
<h2 data-path-to-node="9"><b data-path-to-node="9" data-index-in-node="0">Il nodo della stabilità economica</b></h2>
<p data-path-to-node="9">Nel dibattito politico, la tutela dell&#8217;equità sociale viene spesso presentata come un ostacolo all&#8217;efficienza economica. I dati dello studio, tuttavia, smentiscono questa contrapposizione. Nel medio periodo, infatti, l&#8217;applicazione combinata dei due limiti salariali manterrebbe <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="313">sostanzialmente stabili sia l&#8217;occupazione che la produttività</b>.</p>
<p data-path-to-node="10">Il meccanismo è virtuoso: l&#8217;aumento delle retribuzioni più basse innesca un fisiologico rafforzamento della <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="108">domanda interna</b>. I cittadini con redditi incrementati tornano a spendere, e questa maggiore propensione al consumo va a compensare gli oneri aggiuntivi legati all&#8217;aumento del costo del lavoro per le imprese. Parallelamente, la simulazione dimostra che il taglio dei super-stipendi non genera contraccolpi negativi sull&#8217;andamento generale dell&#8217;economia.</p>
<p data-path-to-node="11">Come evidenziato da <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="20">Simone D’Alessandro</b>, docente del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, le due misure funzionano in sinergia proprio perché aggrediscono lati opposti della disuguaglianza, garantendo un riequilibrio efficace senza minare la stabilità del Paese. Rimodulare la distribuzione dei salari diventa così una leva economica strategica per rinsaldare la coesione sociale.</p>
<h2 data-path-to-node="12"><b data-path-to-node="12" data-index-in-node="0">Il metodo di indagine</b></h2>
<p data-path-to-node="12">Per giungere a queste conclusioni, il team di ricerca ha fotografato l&#8217;economia italiana reale, frammentando la forza lavoro in <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="150">114 categorie</b> distinte per genere, qualifica e settore di appartenenza. Su questa base è stato prima proiettato uno scenario &#8220;inerziale&#8221; (senza alcun intervento governativo), per poi sovrapporre le due misure salariali e misurarne gli impatti nel tempo su prezzi, produttività e consumi.</p>
<p data-path-to-node="13">Lo studio porta la firma di un team inter-istituzionale composto dai ricercatori del <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="85">Centro Ecohesion Collective</b> dell’Università di Pisa (Guilherme Spinato Morlin, David Cano Ortiz, Simone D’Alessandro e Pietro Guarnieri) e da Marco Stamegna della <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="248">Scuola Normale Superiore</b>.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Nuova indagine scientifica svela che regolamentare i compensi in Italia aiuta donne ed operai. L'occupazione resta stabile applicando tali limiti orari]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Ricercatori toscani propongono nuovi limiti agli stipendi. Fissare una base ed un limite orario aiuta lavoratori senza causare disoccupazione]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:19:07 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 23 Mar 2026 10:19:07 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Guerra in Medio Oriente, l’Italia trema sull’export: Toscana la regione più esposta</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/guerra-in-medio-oriente-litalia-trema-sullexport-toscana-la-regione-piu-esposta/</link>
                <description><![CDATA[<p><p><strong>La guerra in Medio Oriente non è solo una crisi geopolitica, ma rischia di trasformarsi in un impatto economico diretto per l’Italia</strong>. Secondo analisi economiche basate su dati di Confartigianato e centri studi sull’export, il valore delle esportazioni italiane verso l’area raggiunge circa 27,8 miliardi di euro, pari all’1,28% del Pil e al 4,6% dell’export manifatturiero complessivo. ￼<br />
Un dato ancora più significativo se si considera che, nel 2025, la domanda di prodotti italiani in Medio Oriente è cresciuta del 7,9%, ben oltre il 3,1% registrato a livello globale. ￼<br />
<strong>Un eventuale rallentamento, quindi, rischia di produrre effetti che vanno oltre il semplice calo delle vendite, incidendo sull’intero sistema produttivo.</strong><br />
L’impatto, però, non sarebbe uniforme sul territorio. In termini assoluti, la regione più esposta è la Lombardia, ma se si guarda al rapporto tra export e Pil emerge con forza la Toscana, dove le esportazioni verso il Medio Oriente arrivano a pesare fino al 2,94% dell’economia regionale. ￼</p>
<p><strong>Un dato che evidenzia come non conti solo quanto si esporta, ma quanto quel mercato sia strategico per l’equilibrio economico di un territorio.</strong><br />
Anche la composizione dell’export gioca un ruolo centrale:<strong> l’Italia vende nell’area soprattutto macchinari, metalli, mezzi di trasporto e prodotti della moda</strong>, con un contributo rilevante delle piccole e medie imprese attive nei settori dell’alimentare, dell’arredo, della gioielleria e dell’occhialeria. ￼</p>
<p><strong>I principali mercati restano gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita, destinazioni chiave per il made in Italy</strong>. Un eventuale rallentamento di queste economie, in un contesto di tensione internazionale, avrebbe effetti disomogenei ma potenzialmente significativi su tutto il sistema produttivo italiano.</p>
<p>In questo scenario, la Toscana emerge come <strong>uno dei territori più vulnerabili</strong> agli equilibri geopolitici globali, confermando quanto le crisi internazionali possano incidere direttamente sulle economie locali</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Il valore delle esportazioni italiane verso il medio Orinte raggiunge circa 27,8 miliardi di euro, pari all’1,28% del Pil]]></excerpt>
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                                <pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:18:30 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 23 Mar 2026 00:15:06 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Acque Spa, quasi pronta la nuova condotta idraulica lunga 1,2 chilometri a Gello</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/acque-spa-quasi-pronta-la-nuova-condotta-idraulica-lunga-12-chilometri-a-gello/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Conto alla rovescia agli sgoccioli per l’avvio dei lavori per il rinnovamento della <strong>rete idrica di Gello</strong>. Uomini e mezzi entreranno in azione già mercoledì mattina (25 marzo) lungo <strong>via Dini</strong> dove<strong> sarà sostituita completamente la condotta idraulica per una lunghezza di 1300 metri</strong>. L&#8217;intervento, un investimento di circa 900mila euro realizzato da Acque, permetterà di ridurre le perdite, migliorare la continuità dell’erogazione e garantire una distribuzione dell’acqua più efficiente e sicura, con benefici tangibili anche in termini di tutela della risorsa idrica.</p>
<p>“Si tratta di un’opera strategica &#8211; ha detto <strong>il presidente di Acque, Simone Milllozzi </strong>&#8211; che si inserisce nel più ampio programma di ammodernamento delle infrastrutture idriche e fognarie che stiamo portando avanti per rendere le reti più resilienti e adeguate alle esigenze attuali e future del territorio”.</p>
<p>“Con quest&#8217;intervento, a lavori finiti, finalmente i residenti di Gello potranno beneficiare di una rete idrica moderna e al passo con i tempi &#8211; ha aggiunto <strong>il sindaco Matteo Cecchelli</strong> &#8211; Siamo grati al gestore idrico per aver accolto, appena possibile, le nostre sollecitazioni”.</p>
<p>Per consentirne lo svolgimento dei lavori del primo lotto, da mercoledì 25 marzo sarà necessario il restringimento della carreggiata e <strong>l&#8217;istituzione del senso unico alternato nel tratto di via Dini compreso fra via Ruffini e il Fosso del Gatano</strong>, oltre al divieto di sosta su entrambe i lati sempre nel tratto interessato dal cantiere. <strong>Nel parcheggio di via Dova, invece, sarà realizzata un&#8217;area provvisoria per lo stoccaggio dei materiali di circa 200 metri quadrati.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il presidente Millozzi: "Opera strategica nel programma di ammodernamento delle infrastrutture idriche e fognarie"]]></excerpt>
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                                <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 14:13:44 +0100</pubDate>
                <modDate>Fri, 20 Mar 2026 14:13:44 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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