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        <title>Corriere Pisano - Feed</title>
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        <description>Ultime news da Pisa e provincia</description>
        <language>IT</language>
        <copyrigth>Citycomm s.r.l. - via Cairoli, 30 - 57123 - Livorno (LI)</copyrigth>
        <pubDate>Sat, 27 Jun 2026 06:58:18 +0000</pubDate>
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	<title>Economia - Corriere Pisano</title>
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                <title>La nuova FiPiLi si finanzierà (anche) con il pedaggio per i tir: nasce Toscana Strade</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/la-nuova-fipili-si-finanziera-anche-con-il-pedaggio-per-i-tir-nasce-toscana-strade/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>FIRENZE &#8211; Approvata dalla giunta regionale la decisione per avviare l’iter per la costituzione della nuova società in house <strong><em>Toscana strade spa</em></strong>, azienda con la mission di gestire la manutenzione, <strong>il rinnovamento e il potenziamento della più importante arteria viaria regionale, la sgc FiPiLi.</strong></p>
<p>&#8220;La giunta regionale ha votato ieri un provvedimento storico – ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani &#8211; quello della costituzione di Toscana Strade spa. Quello che vogliamo è mettere a regime un sistema che migliori la sicurezza, la fruibilità e l’efficienza della FiPiLi gestendone la manutenzione e il potenziamento. Costituiremo una società per azioni – ha spiegato &#8211; che risponderà direttamente alla Regione ma avrà la flessibilità, la tempestività e la capacità di gestione di una societa per azioni. Toscana Strade si sostituirà alla gestione della FiPiLi, oggi portata avanti dalla Città metropolitana di Firenze per conto di sé stessa, della provincia di Pisa e della provincia di Livorno&#8221;.</p>
<p><strong>La prospettiva è quella di potenziare la strada di grande comunicazione allargandola per realizzare, dove possibile, la terza corsia o una corsia di emergenza</strong>. “Naturalmente – ha ricordato il presidente &#8211; questi interventi richiedono risorse e la Regione Toscana dimostrerà ai cittadini la serietà del proprio impegno su questo fronte facendosi carico degli investimenti necessari per <strong>l’allargamento dei tratti da Scandicci a Lastra a Signa e da Pontedera fino alla biforcazione tra Livorno e Pisa</strong>. Questi lavori saranno i primi a partire e per sostenerli la Regione destinerà dai 50 ai 70 milioni di euro. Successivamente potremo lavorare sugli altri punti critici indicati dallo studio condotto per nostro conto dall’Università di Pisa. Per gli ulteriori interventi di potenziamento, opere visibili che cambieranno davvero la qualità dei viaggi dei cittadini e non semplici opere di manutenzione,<strong> Toscana Strade procederà con risorse proprie, che deriveranno dal 50% degli introiti da autovelox, dalla pubblicità, dalle concessioni e dal pedaggio per i soli tir, attuato tramite un sistema aperto,</strong> per rimediare alla maggiore usura che i mezzi pesanti arrecano al tratto ed anche per bilanciare meglio la divisione del traffico pesante sulla direttrice Firenze-costa, dato che la maggior parte dei tir tende ad utilizzare la FiPiLi in quanto priva di pedaggio”.</p>
<p>Per quanto riguarda l’organizzazione della futura in house il presidente ha parlato di una <strong>società snella, affidata ad un amministratore unico competente e operativo</strong> che si occupi sia della manutenzione ordinaria che di quella straordinaria e di tutta la parte di potenziamento e di implementazione.</p>
<p>“La FiPiLi è una delle strade regionali più trafficate d&#8217;Italia, è anche una delle strade più critiche – ha ricordato infine<strong> l’assessore alle infrastrutture Filippo Boni</strong> – su di essa transitano circa 50mila veicoli al giorno tra auto, camion e tir. E’ una strada stretta e soffocata dal traffico, dove quando accade un incidente si creano immediatamente file chilometriche che provocano gravi disagi a chi la percorre per lavoro, per turismo o per motivi vari, anche di salute. Quindi è fondamentale intervenire e farlo rispettando uno dei punti prioritari del nostro programma elettorale: la creazione di Toscana Strade. Questa scelta nasce proprio dalla <strong>volontà di andare ad ampliare la FiPiLi, che ha bisogno di ampliamenti, soprattutto in prossimità delle uscite dove c&#8217;è più traffico in entrata e in uscita e si verificano più incidenti.</strong> Il primo passo in questo percorso – ha concluso l’assessore &#8211;  lo abbiamo compiuto ieri con l&#8217;approvazione della delibera in Giunta. Ora ci saranno l’esame della <strong>Corte dei Conti e dell&#8217;Antitrust.</strong> Una volta avuto il loro ok passeremo alla discussione in Consiglio regionale.  Ma durante questo iter non resteremo fermi: ancora prima della nascita di Toscana Strade potranno partire lavori non solo di manutenzione, ma di ampliamento <strong>finanziati direttamente dalla Regione Toscana e fondamentali per intervenire nei punti critici e far defluire il traffico</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Approvata dalla giunta regionale la decisione per avviare l’iter per la costituzione della nuova società in house per rinnovamento e potenziamento dell'arteria]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Approvata dalla giunta regionale la decisione per avviare l’iter per la costituzione della nuova società in house]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 17:21:30 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 10 Jun 2026 17:56:53 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Sanità a Santa Croce sull’Arno, la casa di comunità ottiene la certificazione Pnrr</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/sanita-a-santa-croce-sullarno-la-casa-di-comunita-ottiene-la-certificazione-pnrr/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="12">SANTA CROCE SULL&#8217;ARNO &#8211; L’edificio di via Mainardi ha ufficialmente ottenuto la conformità agli standard europei. La <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="93">casa della comunità di Santa Croce sull&#8217;Arno</b> intitolata a monsignor <strong>Luciano Niccolai</strong> è diventata una realtà certificata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Pnrr. Il riconoscimento attesta il rispetto di tutti i requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici previsti dalla riforma dell’assistenza territoriale.</p>
<p data-path-to-node="13">La struttura opera come un centro hub, ovvero un fulcro per la sanità di prossimità nella zona empolese. Al suo interno i cittadini possono trovare un’offerta assistenziale integrata che riunisce in un solo luogo l’accoglienza con il <strong>Cup, il punto prelievi, i servizi sociali, l’ambulatorio ostetrico-ginecologico, il consultorio giovani e l’odontoiatria.</strong> Sono inoltre presenti la continuità assistenziale, il Punto di intervento rapido (Pir) e l’infermiere di famiglia.</p>
<p data-path-to-node="14">“L’ottenimento di questa certificazione &#8211; spiega il direttore generale dell’Azienda unità sanitaria locale (Ausl) Toscana centro, <strong>Valerio Mari</strong> &#8211; non è un semplice traguardo tecnico, ma la conferma che la nostra visione di sanità territoriale sta prendendo vita”. Un concetto ripreso anche dal sindaco<strong> Roberto Giannoni</strong>, che ha sottolineato come la centralità del polo permetta di avvicinare i servizi ai pazienti attraverso una sanità diffusa, nata dalla sinergia tra l&#8217;amministrazione comunale e la Società della salute (Sds).</p>
<p data-path-to-node="15">Il nucleo ospita anche sette ambulatori dedicati ai medici di medicina generale e vari specialisti in dermatologia, reumatologia, urologia, ortopedia e otorinolaringoiatria. L’integrazione dei percorsi punta a migliorare l’esperienza di cura dei malati cronici, grazie a strumentazioni diagnostiche di primo livello e alla telemedicina.</p>
<p data-path-to-node="16">Il volto del complesso sanitario è il risultato di un investimento complessivo di 2,4 milioni di euro. I cantieri sono stati avviati a novembre 2023. Gli interventi all’interno dei locali sono terminati ad aprile, consentendo l’apertura delle attività sanitarie già nel mese di maggio. Le ultime opere esterne della <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="213">casa della comunità di Santa Croce saranno</b> completate entro la fine di giugno.</p>
</p>
<p><em>Swamy Cancelli</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il polo di via Mainardi intitolato a monsignor Niccolai diventa l’hub della sanità territoriale con ambulatori e medici di famiglia]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[La casa della comunità Santa Croce ottiene la certificazione Pnrr per i servizi di assistenza sanitaria territoriale in via Mainardi]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 10:23:44 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 08 Jun 2026 10:23:44 +0200</modDate>
                <author>Swamy Cancelli</author>
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                <title>Comprensorio del Cuoio, crisi senza precedenti: oltre 800 lavoratori in cassa integrazione</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/comprensorio-del-cuoio-crisi-senza-precedenti-oltre-800-lavoratori-in-cassa-integrazione/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="1">Il <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="3">distretto del Cuoio toscano</b> torna al centro dell’allarme economico regionale. Tra Santa Croce sull’Arno, San Miniato e Castelfranco di Sotto, sono <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="150">101 le aziende artigiane</b> finite in cassa integrazione negli ultimi mesi, coinvolgendo complessivamente <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="253">819 lavoratori</b> secondo i dati della Commissione Bilaterale Provinciale Fsba di Pisa.</p>
<p data-path-to-node="2">A pesare sul comparto sono soprattutto il <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="42">rallentamento del mercato del lusso internazionale</b>, il forte calo degli ordini e la crescente dipendenza delle piccole imprese locali dai grandi marchi globali della moda. Una situazione che sta mettendo sotto pressione uno dei distretti manifatturieri più importanti d’Europa, storico motore economico della Toscana.</p>
<p data-path-to-node="3">Secondo le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria, il 2024 si è chiuso con <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="92">perdite vicine al 7%</b> nel settore pelle, cuoio e calzature, mentre le ore autorizzate di <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="180">cassa integrazione</b> sono aumentate oltre il <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="223">200%</b> rispetto all’anno precedente.</p>
<p data-path-to-node="4">Le criticità non riguardano soltanto la produzione. Molte aziende del comprensorio starebbero infatti affrontando anche <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="120">problemi di liquidità</b>, con difficoltà ad anticipare gli ammortizzatori sociali ai dipendenti. Una condizione che rischia di aggravare ulteriormente il clima di incertezza economica e sociale nell’area.</p>
<p data-path-to-node="5">Il distretto conciario di Santa Croce sull’Arno rappresenta ancora oggi una delle eccellenze industriali italiane, con una <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="123">forte vocazione all’export internazionale</b>. Tuttavia, la crisi del lusso globale e la frenata dei consumi stanno mettendo in discussione la <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="262">tenuta dell’intera filiera</b>.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Ore autorizzate di ammortizzatori sociali aumentate del 200% in un solo anno e gravi problemi di liquidità per anticipare i pagamenti. Sindacati in allarme per la tenuta del distretto]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Le aziende artigiane toscane soffrono il calo degli ordini esteri. Centinaia di operai usano ammortizzatori sociali per sopravvivere a questo crollo]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 26 May 2026 10:32:02 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 27 May 2026 09:58:49 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>L’obiettivo della Regione: “Tornare a rendere l’Arno pienamente fruibile”</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/lobiettivo-della-regione-tornare-a-rendere-larno-pienamente-fruibile/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>FIRENZE &#8211; <strong>Tornare a far vivere l’Arno, cercando di sviluppare progetti rivolti anzitutto a renderne pienamente fruibili le sponde</strong>. Ed in futuro, seguendo il dibattito che interessa altri corsi d’acqua in Europa, anche balneabile. È la proposta lanciata dal <strong>presidente Eugenio Giani </strong>che ha partecipato a Pisa ad un evento dal titolo <strong><em>Il batticuore: l’Arno che verrà e il mare</em></strong>, organizzato del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno nell’ambito della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione.</p>
<p>Il presidente ha spiegato che “insieme a <strong>Gaia Checcucci</strong>, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, abbiamo ribadito il ‘patto per l’Arno’, che rientra nei cosiddetti contratti di fiume, destinati a coinvolgere tutti i soggetti che hanno cuore la tutela dei corsi d’acqua e delle loro sponde”. <strong>I Contratti di Fiume in Toscana sono accordi volontari che riuniscono enti pubblici</strong> (Regione, Comuni, Consorzi di Bonifica), università e cittadini per tutelare, riqualificare e gestire in modo sostenibile i bacini idrografici. Sono strumenti che mirano a prevenire il rischio idraulico, proteggere gli ecosistemi e valorizzare il territorio</p>
<p>“Ad esempio a Firenze – ha proseguito Giani &#8211; sul <strong>Lungarno Ferrucci,</strong> presso la sede dei <strong>Canottieri Comunali</strong>, assistiamo ad una situazione di degrado in un’ampia zona che comprende un ex ristorante e quello che una volta era il Lido di Firenze, gli stabilimenti dove negli anni 50 e 60 si poteva nuotare. In una prima fase vorremmo riunire attorno ad un tavolo i soggetti istituzionali, ovvero <strong>Regione, Comune, Autorità di Bacino e Consorzio di Bonifica</strong>, per poi allargarsi a tutte le associazioni che svolgono attività nel e col fiume per tornare a viverlo e riavvicinarlo ai cittadini. In altre grandi città europee, come Parigi e Londra, s’intensificano confronti e dibattiti per tornare ad una piena fruibilità dei corsi d’acqua, anche dal punto di vista della balneazione.<strong> Un obiettivo che potremmo porci anche rispetto all’Arno, partendo anzitutto dal rendere pienamente fruibili le sponde e cercando poi di completare tutti i progetti per la depurazione delle acque</strong>”.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Ribadito in un convegno a Pisa il progetto destinato a coinvolgere tutti i soggetti che hanno cuore la tutela dei corsi d’acqua e delle loro sponde]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Ribadito in un convegno il progetto destinato a coinvolgere tutti i soggetti che hanno cuore la tutela dei corsi d’acqua e delle loro sponde]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Sat, 23 May 2026 00:07:43 +0200</pubDate>
                <modDate>Sat, 23 May 2026 00:07:43 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Ricerca e innovazione, la Toscana blinda i suoi giovani: 70 milioni investiti nei Dottorati Pegaso</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/ricerca-e-innovazione-la-toscana-blinda-i-suoi-giovani-70-milioni-investiti-nei-dottorati-pegaso/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; La città di <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="12">Pisa</b> ha ospitato ieri una giornata di studio e confronto focalizzata sui risultati e sulle prospettive dei <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="119">Dottorati Pegaso</i>. Al centro del dibattito, a cui hanno preso parte docenti, dottorandi e rappresentanti degli atenei regionali insieme all&#8217;assessora toscana alla cultura, università e ricerca <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="311">Cristina Manetti</b>, c&#8217;è la ferma volontà di arginare l&#8217;esodo delle intelligenze, puntando sull&#8217;alta specializzazione per arricchire il tessuto accademico e produttivo locale.</p>
<h3 data-path-to-node="5">I numeri di una strategia a lungo termine</h3>
<p data-path-to-node="6">L&#8217;iniziativa, supportata economicamente attraverso il <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="54">Programma regionale FSE+</b>, si configura come un vero e proprio pilastro per la Regione, concepito con il preciso scopo di spingere l&#8217;innovazione scientifica e garantire un&#8217;occupazione qualificata. I dati relativi agli ultimi tre lustri tracciano un bilancio inequivocabile: l&#8217;amministrazione ha mobilitato circa <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="365">70 milioni di euro</b> in quindici anni. Questo sforzo finanziario ha permesso di attivare <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="452">251 corsi</b> di dottorato su scala regionale, sostenendo il percorso accademico e professionale di oltre <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="554">1.200 giovani laureati</b>.</p>
<h3 data-path-to-node="7">Le dichiarazioni l&#8217;impatto sul territorio</h3>
<p data-path-to-node="8">Un impegno politico ed economico rivendicato con forza dall&#8217;assessora Manetti, che ha evidenziato l&#8217;importanza di fornire occasioni di crescita di altissimo livello: &#8220;Per la Regione Toscana investire nei dottorati Pegaso è una scelta precisa e convinta. Crediamo nella formazione post-laurea altamente specializzata perché crea competenze e opportunità. In quindici anni abbiamo investito circa 70 milioni di euro in questi percorsi e i risultati dimostrano che è stato un investimento giusto&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="9">La logica alla base della misura è anche quella di innescare una rete di collaborazione tra le diverse università toscane, creando le condizioni affinché le competenze acquisite non vengano disperse altrove. A tal proposito, Manetti ha sottolineato: &#8220;Questi percorsi rappresentano anche un modo virtuoso per unire le competenze delle nostre università e rafforzare il rapporto tra gli atenei e il territorio. Per noi è particolarmente importante vedere che molti giovani, dopo il dottorato, trovano lavoro e scelgono di rimanere in Toscana. È una sfida fondamentale, perché troppo spesso investiamo nelle competenze e poi vediamo i nostri talenti andare all’estero&#8221;.</p>
<h3 data-path-to-node="10">Un&#8217;attrattiva oltre i confini nazionali</h3>
<p data-path-to-node="11">Oltre a trattenere i professionisti formatisi sul territorio, il sistema della ricerca regionale dimostra una forte vocazione internazionale. Il livello degli atenei toscani spinge infatti numerosi studiosi provenienti da altri Paesi a trasferirsi in Italia e, in molti casi, a stabilirsi definitivamente al termine degli studi.</p>
<p data-path-to-node="12">&#8220;È motivo di orgoglio – ha concluso la rappresentante della Giunta regionale – vedere tanti studenti stranieri scegliere la Toscana per il proprio percorso di ricerca e decidere poi di restare qui. Significa che stiamo costruendo un sistema universitario e della ricerca capace di essere competitivo e attrattivo&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Quindici anni di stanziamenti mirati: attraverso il Programma FSE+ sono stati attivati oltre 250 corsi universitari, sostenendo il percorso di milleduecento laureati]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Un grande impegno finanziario dell'amministrazione locale blocca l'uscita delle menti brillanti dal Paese]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Wed, 20 May 2026 11:57:45 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 20 May 2026 11:57:45 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Pisa rilancia la ‘Carta Spesa’, aiuti fino a 300 euro</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/pisa-rilancia-la-carta-spesa-aiuti-fino-a-300-euro/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-start="498" data-end="808">PISA – La <strong data-start="508" data-end="533">Carta Spesa 2026</strong> torna anche quest’anno con nuovi contributi destinati alle famiglie e alle persone in difficoltà economica. La misura, approvata dalla giunta comunale, mette a disposizione complessivamente <strong data-start="724" data-end="740">170mila euro</strong> per sostenere i residenti nell’acquisto di beni di prima necessità.</p>
<p data-start="810" data-end="984">L’iniziativa viene riproposta dal <strong data-start="844" data-end="862">Comune di Pisa</strong> per il quarto anno consecutivo e punta soprattutto ad aiutare anziani, persone sole e nuclei familiari con redditi bassi.</p>
<p data-start="986" data-end="1317">Il contributo economico previsto sarà pari a <strong data-start="1031" data-end="1043">200 euro</strong> per i nuclei composti da una sola persona e a <strong data-start="1090" data-end="1102">300 euro</strong> per quelli formati da due componenti. Le somme potranno essere utilizzate per acquistare prodotti alimentari essenziali nei negozi e nelle farmacie convenzionate con il Comune. Restano escluse le bevande alcoliche.</p>
<p data-start="1319" data-end="1556">Per accedere alla misura sarà necessario avere un’attestazione <strong data-start="1382" data-end="1390">Isee</strong> in corso di validità non superiore a <strong data-start="1428" data-end="1443">15mila euro</strong>. Potranno presentare domanda i residenti nel Comune di Pisa appartenenti a nuclei composti da una o due persone.</p>
<p data-start="1558" data-end="1761">L’amministrazione comunale pubblicherà a breve l’avviso con modalità e termini per la presentazione delle richieste. Nella formazione della graduatoria verrà data priorità ai nuclei con l’Isee più basso.</p>
<p data-start="1763" data-end="2100">L’assessora alle politiche sociali <strong data-start="1798" data-end="1818">Giovanna Bonanno</strong> ha definito la misura un sostegno concreto rivolto soprattutto alle persone più fragili dal punto di vista economico. Secondo quanto spiegato dal Comune, dal 2023 a oggi il progetto ha permesso di aiutare migliaia di cittadini attraverso contributi destinati alle spese essenziali.</p>
<p data-start="2102" data-end="2283">Negli ultimi anni il numero dei beneficiari è cresciuto progressivamente. Nel 2025 la misura ha raggiunto oltre<strong> 800 nuclei familiari</strong>, coprendo tutte le richieste considerate idonee.</p>
<p data-start="2285" data-end="2524">Con la <strong data-start="2292" data-end="2317">Carta Spesa 2026 Pisa</strong>, l’amministrazione comunale conferma quindi uno strumento pensato per sostenere le fasce più deboli della popolazione in un periodo ancora segnato dall’aumento del costo della vita e delle spese quotidiane.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il Comune stanzia 170mila euro per sostenere anziani, persone sole e nuclei in difficoltà economica]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Carta Spesa 2026 a Pisa: contributi fino a 300 euro per beni di prima necessità destinati ai nuclei fragili]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Thu, 07 May 2026 16:10:01 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 07 May 2026 16:10:01 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Ricavi oltre gli 8 milioni di euro per la Sogefarm Cascina: ottimi risultati dal bilancio 2025</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/ricavi-oltre-gli-8-milioni-di-euro-per-la-sogefarm-cascina-ottimi-risultati-dal-bilancio-2025/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>CASCINA &#8211; Crescita, investimenti e sempre maggiore attenzione ai cittadini: si è chiuso con risultati decisamente positivi <strong>il bilancio 2025 di</strong> <strong>Sogefarm Cascina</strong>, confermando un percorso di sviluppo solido e continuo. <strong>I ricavi hanno superato gli 8,1 milioni di euro,</strong> evidenziando il rafforzamento dell’attività e il ruolo sempre più centrale delle farmacie comunali sul territorio. &#8220;I risultati raggiunti confermano il valore strategico di Sogefarm per la nostra comunità – commenta l’amministrazione comunale –. <strong>Non parliamo solo di numeri, ma di un servizio pubblico essenziale</strong> che negli anni è cresciuto mantenendo al centro i cittadini e l’accessibilità alle cure&#8221;.</p>
<p><strong>Facendo un confronto tra il 2019 e il 2025, si evidenzia con chiarezza il percorso di sviluppo intrapreso</strong>:<strong> i ricavi sono passati dai 5,5 milioni di euro del 2019 agli oltre 8,1 milioni di euro del 2025,</strong> a dimostrazione di una crescita significativa dell’attività. Parallelamente, le immobilizzazioni sono cresciute da 496mila euro a oltre 3,3 milioni, a testimonianza degli importanti investimenti realizzati per migliorare strutture e servizi. <strong>Una crescita che si riflette anche sull’occupazione: il numero dei dipendenti è passato da 35 unità nel 2019 agli attuali 42</strong>, segnando un rafforzamento significativo dell’organizzazione. Dal 2022 Sogefarm ha portato avanti un importante piano di rinnovamento, con la ristrutturazione completa delle prime due farmacie per dimensioni e volumi di attività della società, con nuovi studi medici e nuovi servizi aggiuntivi per gli utenti. <strong>Un percorso che si è rafforzato ulteriormente con la recente apertura, nel mese di marzo 2026, della quinta farmacia di Zambra, ampliando la presenza sul territorio.</strong></p>
<p><strong>Accanto ai numeri, resta centrale la missione pubblica. L’azienda continua infatti a garantire politiche di accessibilità</strong>, come sconti fino al 15% sui farmaci a carico del cittadino e numerose giornate dedicate con prezzi agevolati, oltre all’introduzione di nuovi servizi sanitari e di prevenzione. &#8220;La crescita registrata in questi anni è il risultato di un lavoro costante sugli investimenti, sull’organizzazione e sull’innovazione dei servizi – aggiunge <strong>l’amministratore unico Marco Ruocco</strong> –. Un risultato reso possibile grazie all’impegno quotidiano e alla professionalità dei dipendenti della società, che hanno contribuito in modo determinante a questo percorso di sviluppo, coniugando qualità del servizio e attenzione verso i cittadini&#8221;.</p>
<p>Il bilancio 2025 e il confronto con gli anni precedenti confermano quindi una realtà in crescita, capace di coniugare sviluppo economico, investimenti e attenzione sociale.<strong> Un percorso che si inserisce pienamente nella direzione della farmacia dei servizi, rafforzando il ruolo delle farmacie comunali come punti di riferimento sanitari sempre più completi, accessibili e integrati con i bisogni della comunità.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Crescita costante dal 2019 a oggi per l'azienda che gestisce le farmacie comunali. Cresciuto anche il numero dei dipendenti]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Crescita costante dal 2019 a oggi per l'azienda che gestisce le farmacie comunali. Cresciuto anche il numero dei dipendenti]]></metadDscription>
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                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Sat, 02 May 2026 23:40:00 +0200</pubDate>
                <modDate>Sat, 02 May 2026 23:40:00 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Incendio sui Monti Pisani, la preoccupazione di Cia Etruria</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/incendio-sui-monti-pisani-la-preoccupazione-di-cia-etruria/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>SAN GIULIANO TERME &#8211; <strong>Cia Etruria esprime forte preoccupazione per quanto sta verificandosi sui monti pisani.</strong> Un incendio divampato sul monte Faeta, in Lucchesia, e che da diverse ore sta coinvolgendo anche il versante pisano, troppo spesso colpito da analoghe drammatiche situazioni che rischiano di mettere<strong> a rischio l’incolumità delle persone e danneggiare irrimediabilmente ettari di terreni coltivati dai produttori.</strong></p>
<p>“L’incendio ha raggiunto <strong>case, aziende e oliveti</strong> tanto che nella notte, ad Asciano, sono state evacuate 3500 persone &#8211; dice <strong>Cinzia Pagni, Cia Etruria</strong> &#8211; purtroppo il forte vento sta rendendo complicate le operazioni di spegnimento anche ai canadair e ai mezzi che sono sul posto da giorni. <strong>Resta la paura che questa situazione di estrema criticità possa arrecare ingenti danni a cose e persone</strong>. La conta dei danni sarà possibile solo quando, speriamo presto, l’incendio sarà stato definitivamente domato. <strong>Come Confederazione siamo vicini alle popolazioni colpite e ai nostri produttori coinvolti in questa ennesima tragedia</strong>”.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[La presidente Pagni: "vicini alle popolazioni colpite e ai nostri produttori coinvolti in questa ennesima tragedia"]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[La presidente Pagni: "vicini alle popolazioni colpite e ai nostri produttori coinvolti in questa ennesima tragedia"]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Fri, 01 May 2026 13:56:08 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 01 May 2026 13:56:08 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Quanto costa alimentarsi in modo sostenibile in Italia? L’indagine svela i rincari da Nord a Sud</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/quanto-costa-alimentarsi-in-modo-sostenibile-in-italia-lindagine-svela-i-rincari-da-nord-a-sud/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">Portare in tavola cibi sani e rispettosi dell&#8217;ambiente richiede un budget che fluttua in modo marcato a seconda del calendario, della geografia e dell&#8217;età dei consumatori. A tracciare la radiografia economica della spesa alimentare nel nostro Paese è un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale &#8220;Quality &amp; Quantity&#8221;. La ricerca porta la firma di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="372">Stefano Marchetti</b> e <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="392">Haoran Yang</b> dell&#8217;Università di Pisa, in collaborazione con <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="451">Ilaria Benedetti</b> (Università della Tuscia) e <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="496">Mathias Silva Vazquez</b> (Università di Roma Tor Vergata).</p>
<p data-path-to-node="6">L&#8217;indagine, che si inserisce all&#8217;interno del progetto PRIN 2022 sulle diete sostenibili e la vulnerabilità sociale, ha preso in esame l&#8217;andamento dei prezzi tra l&#8217;agosto del 2021 e il marzo del 2024. Sfruttando il database dell&#8217;Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i ricercatori hanno elaborato oltre <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="326">326mila rilevazioni</b> relative a 167 prodotti distribuiti in 107 province italiane. Il focus dell&#8217;analisi si è concentrato sui panieri alimentari ispirati ai principi della dieta mediterranea, calibrando le stime economiche (minime, medie e massime) su cinque specifiche categorie demografiche.</p>
<p data-path-to-node="7">Il primo dato macroscopico che emerge dal triennio analizzato è un rincaro generalizzato che si aggira intorno al <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="114">20%</b> per quasi tutte le fasce di popolazione. Inoltre, le abitudini alimentari sane subiscono una forte impennata dei costi durante i mesi primaverili ed estivi. Come evidenziato dal professor Stefano Marchetti del Dipartimento di Economia e Management dell&#8217;ateneo pisano, la dieta mediterranea risulta infatti più cara durante la bella stagione, con un&#8217;unica eccezione rappresentata dai bambini piccoli, le cui specifiche esigenze nutrizionali rendono il carrello più dispendioso nei mesi freddi.</p>
<p data-path-to-node="8">Scendendo nel dettaglio anagrafico, il sostentamento alimentare degli <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="70">uomini adulti</b> si conferma il più oneroso in assoluto. Partito da cifre inferiori nel 2021, questo paniere supera stabilmente la quota dei 200 euro mensili in primavera ed estate, per poi assestarsi tra i 150 e i 160 euro verso la fine della stagione autunnale e invernale. Un andamento analogo, seppur con cifre inferiori, si registra per le <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="412">donne adulte</b>, la cui spesa media nei mesi caldi è passata nel triennio da 175 a 208 euro, mentre in quelli freddi è lievitata da 130 a circa 156 euro.</p>
<p data-path-to-node="9">Nella fascia intermedia di spesa si collocano gli <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="50">anziani</b>, con esborsi che toccano i 160-170 euro in estate e scendono a circa 120 euro in inverno. Per gli <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="156">adolescenti</b>, il costo stagionale caldo è cresciuto da 109 a 131 euro, contro i 78 euro necessari nei mesi più rigidi (partendo da una base iniziale di 65 euro). I <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="319">bambini piccoli</b>, come anticipato, viaggiano invece in controtendenza: per loro l&#8217;estate richiede un budget compreso tra i 49 e i 62 euro, mentre in inverno l&#8217;impegno economico della famiglia sale, variando dai 65 ai 79 euro, segnando un rincaro complessivo che in questa specifica categoria sfiora il 25%.</p>
<p data-path-to-node="10">Oltre al fattore temporale, lo studio accende i riflettori su una netta frattura territoriale. Le province del <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="111">Nord Italia</b> registrano regolarmente i prezzi medi e i picchi massimi più elevati. Tuttavia, analizzando la soglia del &#8220;prezzo minimo&#8221; – ovvero il limite teorico di spesa più basso per garantirsi una dieta salutare – è il <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="332">Sud Italia</b> a risultare più caro.</p>
<p data-path-to-node="11">Secondo l&#8217;analisi di Marchetti, questa dinamica meridionale potrebbe essere legata a una minore capillarità della grande distribuzione organizzata in alcune aree, un fattore che attutisce la concorrenza e limita le economie di scala, riducendo di fatto le opzioni di risparmio per i cittadini. Questa complessa mappatura economica dimostra come l&#8217;accessibilità a un&#8217;alimentazione corretta non sia affatto scontata o uniforme, ribadendo l&#8217;urgenza di politiche di monitoraggio mirate a tutelare le fasce di popolazione più esposte alle fluttuazioni del mercato.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Un triennio di aumenti costanti: il carrello della spesa per chi sceglie la dieta mediterranea ha subito un'impennata del 20%, con la spesa per gli uomini adulti che supera i 200 euro mensili in estate]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Uno studio universitario calcola le spese delle famiglie per nutrirsi bene. Aumenti del 20% sulla dieta mediterranea durante questo triennio]]></metadDscription>
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                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:56:15 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 13 Apr 2026 17:46:41 +0200</modDate>
                <author>Davide Caruso</author>
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                <type>post</type>
                <title>Studiare a Pisa pesa meno: la Normale dirotta il 60% dei fondi agli allievi con Isee sotto i 40mila euro</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/studiare-a-pisa-pesa-meno-la-normale-dirotta-il-60-dei-fondi-agli-allievi-con-isee-sotto-i-40mila-euro/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">PISA – La <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="10">Scuola Normale Superiore</b> cambia marcia sul diritto allo studio e ridisegna il proprio sistema di welfare studentesco. Con una decisione che punta a favorire concretamente la mobilità sociale e a premiare il merito in modo più equo, l&#8217;istituzione d&#8217;eccellenza pisana ha varato una profonda riforma degli aiuti economici destinati agli iscritti al corso ordinario (il percorso che va dall&#8217;immatricolazione fino alla laurea).</p>
<h3 data-path-to-node="6"><b data-path-to-node="6" data-index-in-node="0">Dal contributo fisso al sostegno progressivo</b></h3>
<p data-path-to-node="6">Fino ad oggi, la Scuola erogava un contributo standard di 1.280 euro a tutti i suoi allievi, indipendentemente dalla loro situazione economica. Il nuovo impianto normativo, approvato dal Senato Accademico lo scorso <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="260">31 marzo</b>, smantella questo approccio uniforme per introdurre un sistema proporzionale al reddito.</p>
<p data-path-to-node="7">Il cambiamento è netto: per i giovani che provengono da famiglie con un <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="72">ISEE inferiore ai 40mila euro</b>, l&#8217;assegno annuale subirà un&#8217;impennata, arrivando a toccare i <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="164">5mila euro</b>. Superata questa soglia, l&#8217;importo si ridurrà gradualmente, fino a scendere a 500 euro per gli indicatori Isee che oltrepassano i 70mila euro.</p>
<p data-path-to-node="8">Questo intervento economico si somma ai benefit storici garantiti dalla Normale, che rimarranno <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="96">gratuiti per la totalità degli iscritti</b> senza alcuna distinzione di censo: l&#8217;alloggio nei collegi, i pasti in mensa e i sussidi per la mobilità sia nazionale che internazionale. Inoltre, non prevedendo l&#8217;istituto il pagamento di tasse proprie, la nuova borsa permetterà a chi ha un ISEE fino a circa 65.000 euro di vedersi rimborsare integralmente anche le rette dovute alle Università di Pisa o Firenze.</p>
<h3 data-path-to-node="9"><b data-path-to-node="9" data-index-in-node="0">Le risorse e il regime transitorio</b></h3>
<p data-path-to-node="9">Attualmente, l&#8217;investimento globale della Scuola tra contributi didattici e rimborsi delle tasse universitarie supera gli 800mila euro. Con le nuove regole, lo stanziamento complessivo aumenterà e subirà una radicale redistribuzione: oltre il <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="278">60 per cento dei fondi</b> sarà infatti incanalato a favore della fascia con Isee sotto i 40mila euro.</p>
<p data-path-to-node="10">Il nuovo regime entrerà ufficialmente in vigore a partire dall&#8217;anno accademico <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="79">2026/2027</b> per le nuove matricole. Tuttavia, le agevolazioni interesseranno anche chi sta già frequentando i corsi. Questo sarà possibile grazie a uno sforzo economico aggiuntivo messo a bilancio dalla Normale e a un gesto di solidarietà dell&#8217;assemblea degli studenti, che ha scelto di rinunciare a una quota del vecchio contributo fisso spettante alle fasce di reddito più alte per finanziare l&#8217;attuazione del nuovo modello.</p>
<h3 data-path-to-node="11"><b data-path-to-node="11" data-index-in-node="0">Il commento del direttore</b></h3>
<p data-path-to-node="11">A sottolineare la portata del provvedimento è il Direttore dell&#8217;istituzione, <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="103">Alessandro Schiesaro</b>, che evidenzia l&#8217;importanza di supportare in modo efficace i ragazzi costretti a studiare lontani dalle proprie famiglie: &#8220;È un passo in avanti decisivo per rendere davvero possibile studiare in Normale a tutte le studentesse e gli studenti che vogliono affrontare il concorso – ha dichiarato Schiesaro –. La Normale garantisce vitto e alloggio gratuiti a tutti, ma il costo della vita fuori sede penalizza chi non ha alle spalle una famiglia in grado di offrire un sostegno economico. Mi fa molto piacere che l&#8217;Assemblea degli Studenti abbia deciso di contribuire concretamente alla realizzazione di questo progetto. Grazie al loro sostegno e a un incremento dei fondi a bilancio possiamo estendere da subito molti dei nuovi benefici anche a chi è allievo della Normale in corso&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Addio al contributo fisso per tutti: l'istituzione d'eccellenza introduce un modello proporzionale al reddito, portando l'assegno annuale fino a 5mila euro per le famiglie meno abbienti]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Nuovo sistema progressivo d'aiuto economico nell'accademia d'eccellenza toscana. Più risorse garantite verso le famiglie]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:18:18 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 09 Apr 2026 14:18:18 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Rinnovo del contratto integrativo, presidio alla Cassa di Risparmio di Volterra</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/rinnovo-del-contratto-integrativo-presidio-alla-cassa-di-risparmio-di-volterra/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>VOLTERRA &#8211; Le lavoratrici e i lavoratori della Cassa di Risparmio di Volterra, insieme alle organizzazioni sindacali Fisac Cgil, Fabi, First Cisl e Uilca, promuovono un presidio pubblico a Volterra in occasione dello sciopero indetto per il <strong>rinnovo del contratto integrativo aziendale.</strong></p>
<p>Appuntamento martedì (7 aprile) dalle 10 alle 13 in Piazza dei Priori a Volterra.</p>
<p>&#8220;L’iniziativa &#8211; dicono i sindacati &#8211; nasce dopo il fallimento del tentativo di conciliazione e di fronte alla totale chiusura dell’azienda, che ha <strong>rifiutato ogni proposta di confronto sul rinnovo del contratto integrativo</strong>, limitandosi a proporre una semplice proroga dell’esistente senza affrontare le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori. I<strong> sindacati denunciano l’assenza di un vero negoziato,</strong> il mancato riconoscimento della piattaforma votata dal personale e un atteggiamento aziendale che svuota le relazioni sindacali, imponendo decisioni unilaterali&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[VOLTERRA &#8211; Le lavoratrici e i lavoratori della Cassa di Risparmio di Volterra, insieme alle organizzazioni sindacali Fisac Cgil, Fabi, First Cisl e Uilca, promuovono un presidio pubblico a Volterra in occasione dello sciopero indetto per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Appuntamento martedì (7 aprile) dalle 10 alle 13 in Piazza dei Priori a [&hellip;]]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Domani (7 aprile) sciopero con manifestazione davanti alla sede centrale indetto da Fisac Cgil, Fabi, First Cisl e Uilca]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Mon, 06 Apr 2026 08:35:02 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 06 Apr 2026 08:35:02 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <id>212806</id>
                <type>post</type>
                <title>Salario minimo a 10 euro e tetto massimo a 40: la ricetta dell’Università di Pisa per battere le disuguaglianze</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/salario-minimo-a-10-euro-e-tetto-massimo-a-40-la-ricetta-delluniversita-di-pisa-per-battere-le-disuguaglianze/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">PISA – L&#8217;Italia detiene un primato negativo all&#8217;interno dell&#8217;area OCSE: è l&#8217;unica nazione in cui, negli ultimi trent&#8217;anni, i salari reali medi hanno subìto una flessione, in netto contrasto con la crescita registrata negli altri Paesi avanzati. Una dinamica che ha alimentato il fenomeno del lavoro povero e dilatato le disparità tra generi, settori e qualifiche. Ma intervenire per legge sulle buste paga, imponendo sia un &#8220;pavimento&#8221; che un &#8220;soffitto&#8221;, potrebbe invertire la rotta senza innescare crisi sistemiche.</p>
<p data-path-to-node="6">A dimostrarlo è un nuovo studio accademico pubblicato sulla rivista scientifica internazionale <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="95">Economic Modelling</i>, che ha simulato gli effetti macroeconomici di una rigida regolamentazione salariale applicata al tessuto produttivo italiano.</p>
<h2 data-path-to-node="6"><b data-path-to-node="7" data-index-in-node="0">I parametri della simulazione</b></h2>
<p data-path-to-node="7">La ricerca si basa sulle elaborazioni del modello macroeconomico <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="95">Eurogreen</b>. I ricercatori hanno ipotizzato uno scenario preciso: l&#8217;introduzione di un <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="180">salario minimo fissato a 10 euro l&#8217;ora</b>, affiancato da un <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="237">salario massimo con un limite di 40 euro l&#8217;ora</b>.</p>
<p data-path-to-node="8">I risultati dell&#8217;analisi tracciano un quadro in cui l&#8217;intervento statale agisce a tenaglia, colpendo due estremi del problema. Da un lato, la soglia minima si rivela uno strumento cruciale per contrastare il lavoro povero e sollevare i redditi più bassi. Dall&#8217;altro, il tetto massimo argina la concentrazione di ricchezza ai vertici aziendali e, dato ancor più rilevante, contribuisce in maniera sostanziale a colmare il <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="421">divario retributivo tra uomini e donne</b>.</p>
<h2 data-path-to-node="9"><b data-path-to-node="9" data-index-in-node="0">Il nodo della stabilità economica</b></h2>
<p data-path-to-node="9">Nel dibattito politico, la tutela dell&#8217;equità sociale viene spesso presentata come un ostacolo all&#8217;efficienza economica. I dati dello studio, tuttavia, smentiscono questa contrapposizione. Nel medio periodo, infatti, l&#8217;applicazione combinata dei due limiti salariali manterrebbe <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="313">sostanzialmente stabili sia l&#8217;occupazione che la produttività</b>.</p>
<p data-path-to-node="10">Il meccanismo è virtuoso: l&#8217;aumento delle retribuzioni più basse innesca un fisiologico rafforzamento della <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="108">domanda interna</b>. I cittadini con redditi incrementati tornano a spendere, e questa maggiore propensione al consumo va a compensare gli oneri aggiuntivi legati all&#8217;aumento del costo del lavoro per le imprese. Parallelamente, la simulazione dimostra che il taglio dei super-stipendi non genera contraccolpi negativi sull&#8217;andamento generale dell&#8217;economia.</p>
<p data-path-to-node="11">Come evidenziato da <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="20">Simone D’Alessandro</b>, docente del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, le due misure funzionano in sinergia proprio perché aggrediscono lati opposti della disuguaglianza, garantendo un riequilibrio efficace senza minare la stabilità del Paese. Rimodulare la distribuzione dei salari diventa così una leva economica strategica per rinsaldare la coesione sociale.</p>
<h2 data-path-to-node="12"><b data-path-to-node="12" data-index-in-node="0">Il metodo di indagine</b></h2>
<p data-path-to-node="12">Per giungere a queste conclusioni, il team di ricerca ha fotografato l&#8217;economia italiana reale, frammentando la forza lavoro in <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="150">114 categorie</b> distinte per genere, qualifica e settore di appartenenza. Su questa base è stato prima proiettato uno scenario &#8220;inerziale&#8221; (senza alcun intervento governativo), per poi sovrapporre le due misure salariali e misurarne gli impatti nel tempo su prezzi, produttività e consumi.</p>
<p data-path-to-node="13">Lo studio porta la firma di un team inter-istituzionale composto dai ricercatori del <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="85">Centro Ecohesion Collective</b> dell’Università di Pisa (Guilherme Spinato Morlin, David Cano Ortiz, Simone D’Alessandro e Pietro Guarnieri) e da Marco Stamegna della <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="248">Scuola Normale Superiore</b>.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Nuova indagine scientifica svela che regolamentare i compensi in Italia aiuta donne ed operai. L'occupazione resta stabile applicando tali limiti orari]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Ricercatori toscani propongono nuovi limiti agli stipendi. Fissare una base ed un limite orario aiuta lavoratori senza causare disoccupazione]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:19:07 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 23 Mar 2026 10:19:07 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Guerra in Medio Oriente, l’Italia trema sull’export: Toscana la regione più esposta</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/guerra-in-medio-oriente-litalia-trema-sullexport-toscana-la-regione-piu-esposta/</link>
                <description><![CDATA[<p><p><strong>La guerra in Medio Oriente non è solo una crisi geopolitica, ma rischia di trasformarsi in un impatto economico diretto per l’Italia</strong>. Secondo analisi economiche basate su dati di Confartigianato e centri studi sull’export, il valore delle esportazioni italiane verso l’area raggiunge circa 27,8 miliardi di euro, pari all’1,28% del Pil e al 4,6% dell’export manifatturiero complessivo. ￼<br />
Un dato ancora più significativo se si considera che, nel 2025, la domanda di prodotti italiani in Medio Oriente è cresciuta del 7,9%, ben oltre il 3,1% registrato a livello globale. ￼<br />
<strong>Un eventuale rallentamento, quindi, rischia di produrre effetti che vanno oltre il semplice calo delle vendite, incidendo sull’intero sistema produttivo.</strong><br />
L’impatto, però, non sarebbe uniforme sul territorio. In termini assoluti, la regione più esposta è la Lombardia, ma se si guarda al rapporto tra export e Pil emerge con forza la Toscana, dove le esportazioni verso il Medio Oriente arrivano a pesare fino al 2,94% dell’economia regionale. ￼</p>
<p><strong>Un dato che evidenzia come non conti solo quanto si esporta, ma quanto quel mercato sia strategico per l’equilibrio economico di un territorio.</strong><br />
Anche la composizione dell’export gioca un ruolo centrale:<strong> l’Italia vende nell’area soprattutto macchinari, metalli, mezzi di trasporto e prodotti della moda</strong>, con un contributo rilevante delle piccole e medie imprese attive nei settori dell’alimentare, dell’arredo, della gioielleria e dell’occhialeria. ￼</p>
<p><strong>I principali mercati restano gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita, destinazioni chiave per il made in Italy</strong>. Un eventuale rallentamento di queste economie, in un contesto di tensione internazionale, avrebbe effetti disomogenei ma potenzialmente significativi su tutto il sistema produttivo italiano.</p>
<p>In questo scenario, la Toscana emerge come <strong>uno dei territori più vulnerabili</strong> agli equilibri geopolitici globali, confermando quanto le crisi internazionali possano incidere direttamente sulle economie locali</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il valore delle esportazioni italiane verso il medio Orinte raggiunge circa 27,8 miliardi di euro, pari all’1,28% del Pil]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il valore delle esportazioni italiane verso il medio Orinte raggiunge circa 27,8 miliardi di euro, pari all’1,28% del Pil]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                    <tag>Pisa Economia</tag>
                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:18:30 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 23 Mar 2026 00:15:06 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/economia/guerra-in-medio-oriente-litalia-trema-sullexport-toscana-la-regione-piu-esposta/</oldGuid>
                                
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            </item>
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                <id>212638</id>
                <type>post</type>
                <title>Acque Spa, quasi pronta la nuova condotta idraulica lunga 1,2 chilometri a Gello</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/acque-spa-quasi-pronta-la-nuova-condotta-idraulica-lunga-12-chilometri-a-gello/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Conto alla rovescia agli sgoccioli per l’avvio dei lavori per il rinnovamento della <strong>rete idrica di Gello</strong>. Uomini e mezzi entreranno in azione già mercoledì mattina (25 marzo) lungo <strong>via Dini</strong> dove<strong> sarà sostituita completamente la condotta idraulica per una lunghezza di 1300 metri</strong>. L&#8217;intervento, un investimento di circa 900mila euro realizzato da Acque, permetterà di ridurre le perdite, migliorare la continuità dell’erogazione e garantire una distribuzione dell’acqua più efficiente e sicura, con benefici tangibili anche in termini di tutela della risorsa idrica.</p>
<p>“Si tratta di un’opera strategica &#8211; ha detto <strong>il presidente di Acque, Simone Milllozzi </strong>&#8211; che si inserisce nel più ampio programma di ammodernamento delle infrastrutture idriche e fognarie che stiamo portando avanti per rendere le reti più resilienti e adeguate alle esigenze attuali e future del territorio”.</p>
<p>“Con quest&#8217;intervento, a lavori finiti, finalmente i residenti di Gello potranno beneficiare di una rete idrica moderna e al passo con i tempi &#8211; ha aggiunto <strong>il sindaco Matteo Cecchelli</strong> &#8211; Siamo grati al gestore idrico per aver accolto, appena possibile, le nostre sollecitazioni”.</p>
<p>Per consentirne lo svolgimento dei lavori del primo lotto, da mercoledì 25 marzo sarà necessario il restringimento della carreggiata e <strong>l&#8217;istituzione del senso unico alternato nel tratto di via Dini compreso fra via Ruffini e il Fosso del Gatano</strong>, oltre al divieto di sosta su entrambe i lati sempre nel tratto interessato dal cantiere. <strong>Nel parcheggio di via Dova, invece, sarà realizzata un&#8217;area provvisoria per lo stoccaggio dei materiali di circa 200 metri quadrati.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il presidente Millozzi: "Opera strategica nel programma di ammodernamento delle infrastrutture idriche e fognarie"]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il presidente Millozzi: "Opera strategica nel programma di ammodernamento delle infrastrutture idriche e fognarie"]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 14:13:44 +0100</pubDate>
                <modDate>Fri, 20 Mar 2026 14:13:44 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Scoperta targata UniPi e Cnr: il polimero del legno si trasforma in un accumulatore di energia</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/scoperta-targata-unipi-e-cnr-il-polimero-del-legno-si-trasforma-in-un-accumulatore-di-energia/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="4">PISA – Dagli scarti di lavorazione della carta può nascere una nuova generazione di dispositivi per l&#8217;immagazzinamento di energia. Un gruppo di ricerca guidato dall&#8217;<b data-path-to-node="4" data-index-in-node="165">Università di Pisa</b> ha dimostrato che la <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="205">lignina</b>, un abbondante sottoprodotto dell&#8217;industria della cellulosa e della carta e uno dei principali componenti naturali del legno, può essere trasformata nel cuore di micro-accumulatori ultrarapidi e sostenibili.</p>
<p data-path-to-node="5">La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="88">Journal of Materials Chemistry A</b>, nasce da una collaborazione internazionale iniziata nel 2023 tra Cnr-Istp di Bari, Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, Dipartimento di Fisica dell’Università di Salerno, CNR-SPIN e Università di Vigo in Spagna.</p>
<p data-path-to-node="6">La lignina è la sostanza chimica che agisce come collante naturale conferendo resistenza meccanica al legno, di cui costituisce circa un quarto della biomassa. Nonostante la sua grande disponibilità, questo polimero complesso è stato finora poco valorizzato nei processi industriali, che la considerano prevalentemente un rifiuto difficile da trattare. Tuttavia, la lignina possiede una struttura chimica ricca di gruppi in grado di interagire efficacemente con le cariche elettriche.</p>
<p data-path-to-node="7">I ricercatori hanno sfruttato queste proprietà, utilizzando la lignina come strato attivo all&#8217;interno di microcircuiti per catturare e rilasciare energia. Il risultato più significativo emerso dallo studio riguarda lo sviluppo di <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="230">“microsupercondensatori”</b>, ovvero micro-batterie capaci di ricaricarsi in tempi brevissimi e di erogare energia in modo quasi istantaneo. Questi dispositivi si rivelano ideali per alimentare l&#8217;elettronica miniaturizzata, come <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="455">sensori ambientali</b>, apparecchi <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="486">biomedicali</b> o tecnologie <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="511">indossabili</b>.</p>
<p data-path-to-node="8">In particolare, lo studio ha confrontato tre diverse lignine, ottenute attraverso differenti metodi di estrazione, per individuare quale garantisse le migliori prestazioni elettriche. Il contributo fondamentale dell&#8217;Università di Pisa si è concentrato proprio sull&#8217;aspetto chimico: &#8220;Nel nostro laboratorio abbiamo estratto le diverse lignine e ne abbiamo studiato in dettaglio la struttura, per capire come la loro architettura molecolare influenzi il comportamento nei micro-dispositivi&#8221;, ha spiegato la professoressa <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="519">Alessandra Operamolla</b> del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Ateneo pisano. &#8220;Mettere in relazione struttura e prestazioni è fondamentale: solo così possiamo trasformare un risultato scientifico in una tecnologia realmente applicabile&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="9">&#8220;La prospettiva è affascinante e molto concreta&#8221;, ha concluso la professoressa Operamolla. &#8220;Stiamo parlando di uno scarto abbondante e rinnovabile che può diventare un elemento chiave per l’elettronica del futuro. Se la lignina riesce a funzionare come cuore di micro-accumulatori energetici sostenibili, allora significa che l’innovazione può nascere anche dal legno e contribuire a rendere più verde la tecnologia di domani&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Dagli scarti della carta all'elettronica del futuro: l'Ateneo pisano trasforma la lignina in micro-batterie ultrarapide e sostenibili]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Dipartimento chimico toscano trasforma sottoprodotti industriali in supercondensatori ecologici. Soluzione perfetta per piccoli sensori]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:07:34 +0100</pubDate>
                <modDate>Tue, 17 Mar 2026 12:07:34 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Restauro Bastione di San Giorgio, Pisa investe 622mila euro</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/restauro-bastione-di-san-giorgio-pisa-investe-622mila-euro/</link>
                <description><![CDATA[<p><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">PISA – Il restauro del <strong>Bastione di San Giorgio</strong> segna una nuova tappa nel recupero dell&#8217;area storica della <strong>Cittadella</strong> di <strong>Pisa</strong>. Il <strong>Comune</strong> ha ufficialmente affidato i lavori per il consolidamento e la rifunzionalizzazione della fortezza e del tratto adiacente delle <strong>Mura urbane</strong>, per un investimento complessivo di <strong>622mila euro</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le risorse arrivano da due fonti: <strong>322mila euro</strong> dal bilancio comunale e la parte restante dalla <strong>Regione Toscana</strong> attraverso il bando dedicato agli interventi di sostegno per le città murate e le fortificazioni toscane. I lavori partiranno nelle prossime settimane e dovranno concludersi entro la fine del <strong>2026</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il sindaco <strong>Michele Conti</strong> ha inquadrato l&#8217;intervento all&#8217;interno di un progetto di rigenerazione urbana più ampio, già in fase avanzata grazie a <strong>7 milioni di euro di fondi PNRR</strong>, destinati a trasformare la zona della Cittadella in uno dei parchi urbani più estesi della città.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Grazie al restauro, ha spiegato il primo cittadino, il <strong>Bastione di San Giorgio</strong> diventerà una nuova porta d&#8217;accesso al <strong>Parco della Cittadella</strong>, mentre gli spazi interni ospiteranno una <strong>sala polivalente</strong> a disposizione della comunità.</p>
<figure id="attachment_426837" aria-describedby="caption-attachment-426837" style="width: 2045px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-426837" src="https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/03/bastione-s.giorgio-dentro-e1773651037283.avif" alt="Bastione di San Giorgio Pisa" width="2045" height="1150" /><figcaption id="caption-attachment-426837" class="wp-caption-text">Immagine del progetto Bastione di San Giorgio, Crediti: www.comune.pisa.it</figcaption></figure>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il cantiere prevede una serie di interventi mirati: pulizia degli ambienti interni da materiali di riporto e vegetazione infestante, demolizione di pavimentazioni incongrue, rifacimento dei piani interni con materiali idonei, restauro e consolidamento delle cortine murarie, installazione di un portone d&#8217;accesso e nuovi infissi, consolidamento delle volte e realizzazione di un impianto di illuminazione con faretti a incasso e riflettori.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il Comune affida i lavori per il recupero della storica fortezza della Cittadella: nasceranno una nuova porta d'accesso al parco e una sala polivalente]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il restauro vale 622mila euro: fondi comunali e regionali per restituire alla città uno spazio multifunzionale.]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 13:04:35 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 16 Mar 2026 13:04:35 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Dall’olio esausto nuove soluzioni per auto e abitazioni</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/dallolio-esausto-nuove-soluzioni-per-auto-e-abitazioni/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA – Dall&#8217;<strong>olio di frittura esausto</strong> si ricavano materiali capaci di sostituire prodotti di origine fossile e petrolio nell&#8217;industria automobilistica e in quella delle costruzioni. È quanto emerge da una serie di ricerche coordinate dall&#8217;<a href="https://corrieretoscano.it/pisa/cronaca/scienziati-analizzano-arretramento-coste-toscane/" target="_blank" rel="noopener"><strong>università di Pisa</strong></a> e pubblicate sulle riviste scientifiche <em>Materials Today Sustainability</em>, <em>Scientific Reports</em> e <em>Chemical Engineering Journal</em>.</p>
<p>A guidare il progetto è la professoressa <strong>Maurizia Seggiani</strong> del <strong>Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale (Dici)</strong>, nell&#8217;ambito del <strong>Centro Nazionale Pnrr Most – Mobilità Sostenibile</strong>. Il lavoro coinvolge anche il <strong>Politecnico di Bari</strong> e l&#8217;<strong>Università di Bologna</strong>.</p>
<p>Il processo converte lo scarto alimentare in <strong>poliolo</strong>, componente base per la produzione di <strong>schiume poliuretaniche</strong>, in <strong>materiali a cambio di fase</strong> – capaci di assorbire, accumulare e rilasciare calore – e in <strong>biolubrificanti</strong> per sistemi idraulici industriali. Tutti prodotti che, nella filiera tradizionale, derivano dal petrolio.</p>
<p><strong>Nel settore automobilistico</strong>, le schiume poliuretaniche ottenute dall&#8217;<strong>olio di frittura esausto</strong> trovano impiego nei pannelli interni delle portiere e in altri componenti dell&#8217;abitacolo per attenuare le vibrazioni. I materiali a cambio di fase, inglobati nella schiuma, contribuiscono al controllo termico: assorbono il calore quando il veicolo è esposto al sole e lo rilasciano al calare della temperatura esterna, migliorando il comfort e riducendo i consumi legati alla climatizzazione.</p>
<p>Analoghe applicazioni sono previste per l&#8217;<strong>edilizia</strong>: inserite in pareti e intercapedini, queste schiume multifunzionali migliorano l&#8217;isolamento termico e acustico degli edifici, concorrendo all&#8217;efficientamento energetico e alla riduzione dei consumi.</p>
<p>La professoressa Seggiani ha sottolineato come, in uno scenario geopolitico instabile, investire in <strong>alternative al petrolio</strong> non riguardi soltanto la sfera ambientale, ma rappresenti una scelta industriale e politica. La valorizzazione di scarti locali come l&#8217;<strong>olio di frittura esausto</strong> si configura, secondo la ricercatrice, come una delle strategie per rafforzare l&#8217;autonomia tecnologica, diversificare le fonti e costruire modelli produttivi più resilienti.</p>
<p>I risultati confermano il potenziale dell&#8217;<strong>olio di frittura esausto come alternativa al petrolio</strong> nella produzione di materiali ad alto valore aggiunto, aprendo prospettive concrete per un&#8217;industria manifatturiera più sostenibile e meno dipendente dalle materie prime fossili.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L'Università di Pisa trasforma gli scarti di cucina in schiume poliuretaniche, materiali isolanti e biolubrificanti]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Ricercatori dell'Università di Pisa ricavano dall'olio di frittura esausto materiali sostenibili per auto ed edifici, come alternativa ai prodotti di origine fossile e petrolio.]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:15:04 +0100</pubDate>
                <modDate>Wed, 11 Mar 2026 12:15:04 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Fondi Pnrr e medicina di prossimità: operativo il nuovo polo socio-sanitario da 4 milioni di euro a Ponsacco</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/fondi-pnrr-e-medicina-di-prossimita-operativo-il-nuovo-polo-socio-sanitario-da-4-milioni-di-euro-a-ponsacco/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">PONSACCO – Il riassetto dell&#8217;assistenza sanitaria territoriale pisana compie un passaggio strategico con l&#8217;inaugurazione formale della nuova <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="146">Casa di Comunità</b> di Ponsacco, già entrata in funzione lo scorso 5 marzo. La cerimonia di apertura della struttura &#8220;spoke&#8221;, la prima di questa tipologia nel perimetro provinciale, ha registrato la presenza del presidente della Regione Toscana <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="388">Eugenio Giani</b>, della direttrice generale dell&#8217;Asl Toscana Nord Ovest <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="457">Maria Letizia Casani</b> e del sindaco <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="492">Gabriele Gasperini</b>, affiancati da una nutrita rappresentanza della Giunta e del Consiglio regionale.</p>
<p data-path-to-node="6">L&#8217;infrastruttura, resa possibile da uno stanziamento di <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="56">quattro milioni di euro</b> derivanti dai fondi del <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="104">PNRR</b>, sorge in via Caduti di Nassiriya, sostituendo di fatto le funzioni del dismesso distretto di via Rospicciano. L&#8217;edificio, originariamente concepito per ospitare una residenza sanitaria assistenziale, si sviluppa su tre livelli per una superficie complessiva di 2.800 metri quadrati. Questa ampiezza ha consentito di riunire in un unico grande polo un&#8217;ampia gamma di servizi medici e amministrativi in precedenza frammentati sul territorio.</p>
<p data-path-to-node="7">Al piano terra sono stati concentrati gli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, gli uffici della continuità assistenziale (ex guardia medica), il centro prelievi, il consultorio e gli sportelli CUP. In questa medesima area è operativo il <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="276">Punto Unico di Accesso (PUA)</b>, uno snodo fondamentale per indirizzare tempestivamente le istanze socio-sanitarie dell&#8217;utenza. I due livelli superiori sono invece assegnati al dipartimento di prevenzione della zona Valdera, che accoglie le sezioni di medicina del lavoro, sportiva e legale, oltre agli uffici di igiene pubblica e sanità veterinaria.</p>
<p data-path-to-node="8">Dal punto di vista logistico, il presidio garantisce un&#8217;apertura al pubblico di dodici ore giornaliere per sei giorni alla settimana. L&#8217;organizzazione interna dei medici di famiglia è strutturata per assicurare una presenza associata costante, garantendo sempre un riferimento clinico ai pazienti. Un forte impulso è stato inoltre conferito alla dotazione tecnologica: la struttura offre l&#8217;assistenza dell&#8217;infermiere di famiglia ed è equipaggiata per eseguire esami diagnostici di primo livello, quali ecografie e monitoraggi Holter, nonché analisi di laboratorio a refertazione istantanea. Tali apparecchiature operano in stretta sinergia con una postazione dedicata alla <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="673">telemedicina</b>, progettata per consentire consulti specialistici da remoto direttamente con le reti ospedaliere.</p>
<p data-path-to-node="9">A margine del taglio del nastro, il presidente Giani ha inquadrato l&#8217;avvio della struttura all&#8217;interno di una più vasta riprogrammazione della sanità pubblica. Il cronoprogramma regionale prevede l&#8217;attivazione di almeno settanta Case di Comunità finanziate tramite il PNRR, alle quali se ne aggiungeranno altre ottanta supportate da canali di credito alternativi. Un&#8217;imponente operazione di modernizzazione che andrà ad assorbire circa due terzi dell&#8217;intero plafond di 453 milioni di euro assegnato all&#8217;emergenza e all&#8217;innovazione sanitaria toscana.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Regione Toscana taglia nastro della Casa della Salute pisana. Investimenti europei garantiscono ambulatori, cure territoriali ed esami diagnostici rapidi]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il presidente Giani e la dg Casani tagliano il nastro in Valdera: ttracciaa la rotta per l'assistenza pubblica del futuro]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 15:11:26 +0100</pubDate>
                <modDate>Tue, 10 Mar 2026 16:06:09 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Pisa, Ryanair presenta l’estate 2026 con due nuove rotte</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/pisa-ryanair-presenta-lestate-2026-con-due-nuove-rotte/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-start="660" data-end="1020">PISA<strong data-start="660" data-end="670"> –</strong> L’operativo <strong data-start="683" data-end="711">Ryanair estate 2026 Pisa</strong> prevede <strong data-start="720" data-end="775">58 rotte complessive dall’aeroporto Galileo Galilei</strong>, con due nuove destinazioni internazionali e un aumento delle frequenze su diversi collegamenti già esistenti. L’annuncio è arrivato martedì 10 marzo con la presentazione del piano voli della compagnia irlandese per la prossima stagione estiva.</p>
<p data-start="1022" data-end="1445">Le principali novità riguardano l’introduzione dei nuovi collegamenti <strong data-start="1092" data-end="1111">Pisa–Bratislava</strong> e <strong data-start="1114" data-end="1128">Pisa–Rabat</strong>, che si aggiungono al network già attivo sullo scalo toscano. Allo stesso tempo Ryanair ha previsto un incremento dei voli settimanali su alcune delle rotte più richieste dai passeggeri, tra cui <strong data-start="1324" data-end="1444">Bruxelles, Copenaghen, Edimburgo, Malta, Manchester, Marrakech, Palma di Maiorca, Skiathos, Tirana e Trapani-Marsala</strong>.</p>
<p data-start="1447" data-end="1774">Il piano operativo sarà sostenuto principalmente dai <strong data-start="1500" data-end="1538">9 aeromobili Ryanair basati a Pisa</strong>, un investimento stimato in circa <strong data-start="1573" data-end="1599">900 milioni di dollari</strong>. Secondo la compagnia, l’attività contribuirà a sostenere <strong data-start="1658" data-end="1703">oltre 3600 posti di lavoro nella regione</strong>, oltre a favorire l’arrivo di turisti in Toscana durante tutto l’anno.</p>
<p data-start="1776" data-end="2055">Nel complesso, l’operativo Ryanair per l&#8217;estate 2026 Pisa prevede <strong data-start="1840" data-end="1870">oltre 630 voli settimanali</strong> da e per lo scalo pisano. La compagnia opera da Pisa da <strong data-start="1927" data-end="1938">28 anni</strong> e ha trasportato fino ad oggi <strong data-start="1969" data-end="2003">circa 59 milioni di passeggeri</strong>, consolidando nel tempo la presenza sul territorio.</p>
<p data-start="2587" data-end="2873">La compagnia ha inoltre rinnovato l’appello al Governo e alle Regioni per l’abolizione dell’addizionale municipale negli aeroporti italiani, ritenuta dalla compagnia uno strumento che potrebbe favorire nuovi investimenti, l’apertura di ulteriori rotte e la crescita del traffico aereo.</p>
<p data-start="2875" data-end="3224">Anche <strong data-start="2881" data-end="2902">Toscana Aeroporti</strong>, società che gestisce gli scali di <strong data-start="2938" data-end="2946">Pisa</strong> e <strong data-start="2949" data-end="2960">Firenze</strong>, ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa. Il network di 58 rotte e l’introduzione dei nuovi collegamenti per Bratislava e Rabat rafforzano la connettività internazionale dello scalo e contribuiscono alla crescita dei flussi turistici verso la regione.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[58 le opportunità di viaggio  totali per la stagione estiva. Nuovi voli per Bratislava e Rabat e oltre 630 collegamenti settimanali verso molte destinazioni europee]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Ryanair estate 2026 Pisa: 58 rotte dall’aeroporto Galilei, nuove destinazioni Bratislava e Rabat e oltre 630 voli settimanali verso l’Europa.]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 12:52:10 +0100</pubDate>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Oltre 23 milioni per la rigenerazione urbana del bacino pisano: il sopralluogo istituzionale sulle nuove opere</title>
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                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">CASCINA – Prosegue l&#8217;attività di monitoraggio della Regione Toscana sui cantieri infrastrutturali finanziati dal PNRR. L&#8217;assessora al Diritto alla casa, <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="158">Alessandra Nardini</b>, e l&#8217;assessore all&#8217;Urbanistica, <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="209">Filippo Boni</b>, hanno condotto un sopralluogo istituzionale nel Comune di Cascina per verificare lo stato di avanzamento del Programma Innovativo della Qualità dell’Abitare (<b data-path-to-node="5" data-index-in-node="381">PINQUA</b>).</p>
<p data-path-to-node="6">Il piano d&#8217;area, denominato <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="28">&#8220;C.A.S.C.I.N.A.&#8221;</i> e gestito dall&#8217;amministrazione comunale in veste di soggetto attuatore, assorbe un investimento di oltre <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="150">23,2 milioni di euro</b>. Il progetto, che estende la sua valenza anche ai territori di Crespina-Lorenzana, Lari-Casciana Terme, Vicopisano, Calcinaia e San Giuliano Terme, è focalizzato sullo sviluppo di nuove forme di welfare per l&#8217;autonomia abitativa. Attraverso una complessa articolazione dei lavori, l&#8217;intervento prevede la costruzione di un nuovo complesso residenziale destinato al cohousing e il recupero funzionale di otto edifici pubblici preesistenti. Le operazioni di cantiere spaziano dalla manutenzione straordinaria di alloggi e palazzi storici (tra cui Palazzo Bulleri), alla riqualificazione di piazze e plessi scolastici, fino al potenziamento dell&#8217;intermodalità ferroviaria e all&#8217;ampliamento degli impianti sportivi.</p>
<p data-path-to-node="7">Durante la visita, la delegazione regionale, accompagnata dagli amministratori locali, ha esaminato da vicino quattro snodi cruciali del progetto: il cantiere per i nuovi alloggi nell&#8217;area di via Modda a San Frediano, i lavori di rifunzionalizzazione degli immobili in via Guelfi e viale II Giugno, e l&#8217;ammodernamento delle strutture sportive del ‘Villaggio Santa Maria’.</p>
<p data-path-to-node="8">A margine dell&#8217;ispezione, i rappresentanti della Giunta hanno delineato l&#8217;indirizzo politico delle opere in corso. L&#8217;assessora Nardini ha sottolineato come le risorse intercettate abbiano fornito agli enti locali la capacità di concretizzare interventi altrimenti inattuabili, garantendo la priorità assoluta agli investimenti in <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="330">housing sociale</b> ed Edilizia Residenziale Pubblica per tutelare le fasce più vulnerabili. L&#8217;assessore Boni ha posto l&#8217;accento sulla concretezza della <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="479">rigenerazione urbana</b>, evidenziando come la restituzione alla collettività di spazi comuni deteriorati rinnovi il tessuto cittadino in modo organico e non traumatico.</p>
<p data-path-to-node="9">Il dossier pisano rappresenta uno dei tre grandi progetti PINQUA presentati dalla Toscana e approvati dal Ministero delle Infrastrutture. Insieme agli interventi pianificati nella Valle del Serchio e nell&#8217;asse Calenzano-Sesto Fiorentino, il programma garantisce al territorio regionale un afflusso complessivo di risorse vicino ai <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="331">45 milioni di euro</b>.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Nardini assieme a Boni visitano cantieri cascinesi. Importanti finanziamenti europei trasformano spazi comuni creando alloggi residenziali accessibili]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Dalle piazze ai complessi residenziali: il welfare abitativo diventa realtà grazie a un maxi-investimento che mira a tutelare le fasce più vulnerabili della collettività]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 16:57:00 +0100</pubDate>
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                <author>REDAZIONE</author>
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