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        <title>Corriere Pisano - Feed</title>
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        <description>Quotidiano Locale</description>
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        <pubDate>Sun, 19 Apr 2026 22:01:30 +0000</pubDate>
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	<title>Economia - Corriere Pisano</title>
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                <type>post</type>
                <title>Quanto costa alimentarsi in modo sostenibile in Italia? L’indagine svela i rincari da Nord a Sud</title>
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                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">Portare in tavola cibi sani e rispettosi dell&#8217;ambiente richiede un budget che fluttua in modo marcato a seconda del calendario, della geografia e dell&#8217;età dei consumatori. A tracciare la radiografia economica della spesa alimentare nel nostro Paese è un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale &#8220;Quality &amp; Quantity&#8221;. La ricerca porta la firma di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="372">Stefano Marchetti</b> e <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="392">Haoran Yang</b> dell&#8217;Università di Pisa, in collaborazione con <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="451">Ilaria Benedetti</b> (Università della Tuscia) e <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="496">Mathias Silva Vazquez</b> (Università di Roma Tor Vergata).</p>
<p data-path-to-node="6">L&#8217;indagine, che si inserisce all&#8217;interno del progetto PRIN 2022 sulle diete sostenibili e la vulnerabilità sociale, ha preso in esame l&#8217;andamento dei prezzi tra l&#8217;agosto del 2021 e il marzo del 2024. Sfruttando il database dell&#8217;Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i ricercatori hanno elaborato oltre <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="326">326mila rilevazioni</b> relative a 167 prodotti distribuiti in 107 province italiane. Il focus dell&#8217;analisi si è concentrato sui panieri alimentari ispirati ai principi della dieta mediterranea, calibrando le stime economiche (minime, medie e massime) su cinque specifiche categorie demografiche.</p>
<p data-path-to-node="7">Il primo dato macroscopico che emerge dal triennio analizzato è un rincaro generalizzato che si aggira intorno al <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="114">20%</b> per quasi tutte le fasce di popolazione. Inoltre, le abitudini alimentari sane subiscono una forte impennata dei costi durante i mesi primaverili ed estivi. Come evidenziato dal professor Stefano Marchetti del Dipartimento di Economia e Management dell&#8217;ateneo pisano, la dieta mediterranea risulta infatti più cara durante la bella stagione, con un&#8217;unica eccezione rappresentata dai bambini piccoli, le cui specifiche esigenze nutrizionali rendono il carrello più dispendioso nei mesi freddi.</p>
<p data-path-to-node="8">Scendendo nel dettaglio anagrafico, il sostentamento alimentare degli <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="70">uomini adulti</b> si conferma il più oneroso in assoluto. Partito da cifre inferiori nel 2021, questo paniere supera stabilmente la quota dei 200 euro mensili in primavera ed estate, per poi assestarsi tra i 150 e i 160 euro verso la fine della stagione autunnale e invernale. Un andamento analogo, seppur con cifre inferiori, si registra per le <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="412">donne adulte</b>, la cui spesa media nei mesi caldi è passata nel triennio da 175 a 208 euro, mentre in quelli freddi è lievitata da 130 a circa 156 euro.</p>
<p data-path-to-node="9">Nella fascia intermedia di spesa si collocano gli <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="50">anziani</b>, con esborsi che toccano i 160-170 euro in estate e scendono a circa 120 euro in inverno. Per gli <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="156">adolescenti</b>, il costo stagionale caldo è cresciuto da 109 a 131 euro, contro i 78 euro necessari nei mesi più rigidi (partendo da una base iniziale di 65 euro). I <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="319">bambini piccoli</b>, come anticipato, viaggiano invece in controtendenza: per loro l&#8217;estate richiede un budget compreso tra i 49 e i 62 euro, mentre in inverno l&#8217;impegno economico della famiglia sale, variando dai 65 ai 79 euro, segnando un rincaro complessivo che in questa specifica categoria sfiora il 25%.</p>
<p data-path-to-node="10">Oltre al fattore temporale, lo studio accende i riflettori su una netta frattura territoriale. Le province del <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="111">Nord Italia</b> registrano regolarmente i prezzi medi e i picchi massimi più elevati. Tuttavia, analizzando la soglia del &#8220;prezzo minimo&#8221; – ovvero il limite teorico di spesa più basso per garantirsi una dieta salutare – è il <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="332">Sud Italia</b> a risultare più caro.</p>
<p data-path-to-node="11">Secondo l&#8217;analisi di Marchetti, questa dinamica meridionale potrebbe essere legata a una minore capillarità della grande distribuzione organizzata in alcune aree, un fattore che attutisce la concorrenza e limita le economie di scala, riducendo di fatto le opzioni di risparmio per i cittadini. Questa complessa mappatura economica dimostra come l&#8217;accessibilità a un&#8217;alimentazione corretta non sia affatto scontata o uniforme, ribadendo l&#8217;urgenza di politiche di monitoraggio mirate a tutelare le fasce di popolazione più esposte alle fluttuazioni del mercato.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Un triennio di aumenti costanti: il carrello della spesa per chi sceglie la dieta mediterranea ha subito un'impennata del 20%, con la spesa per gli uomini adulti che supera i 200 euro mensili in estate]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Uno studio universitario calcola le spese delle famiglie per nutrirsi bene. Aumenti del 20% sulla dieta mediterranea durante questo triennio]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:56:15 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 13 Apr 2026 17:46:41 +0200</modDate>
                <author>Davide Caruso</author>
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                <type>post</type>
                <title>Studiare a Pisa pesa meno: la Normale dirotta il 60% dei fondi agli allievi con Isee sotto i 40mila euro</title>
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                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">PISA – La <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="10">Scuola Normale Superiore</b> cambia marcia sul diritto allo studio e ridisegna il proprio sistema di welfare studentesco. Con una decisione che punta a favorire concretamente la mobilità sociale e a premiare il merito in modo più equo, l&#8217;istituzione d&#8217;eccellenza pisana ha varato una profonda riforma degli aiuti economici destinati agli iscritti al corso ordinario (il percorso che va dall&#8217;immatricolazione fino alla laurea).</p>
<h3 data-path-to-node="6"><b data-path-to-node="6" data-index-in-node="0">Dal contributo fisso al sostegno progressivo</b></h3>
<p data-path-to-node="6">Fino ad oggi, la Scuola erogava un contributo standard di 1.280 euro a tutti i suoi allievi, indipendentemente dalla loro situazione economica. Il nuovo impianto normativo, approvato dal Senato Accademico lo scorso <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="260">31 marzo</b>, smantella questo approccio uniforme per introdurre un sistema proporzionale al reddito.</p>
<p data-path-to-node="7">Il cambiamento è netto: per i giovani che provengono da famiglie con un <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="72">ISEE inferiore ai 40mila euro</b>, l&#8217;assegno annuale subirà un&#8217;impennata, arrivando a toccare i <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="164">5mila euro</b>. Superata questa soglia, l&#8217;importo si ridurrà gradualmente, fino a scendere a 500 euro per gli indicatori Isee che oltrepassano i 70mila euro.</p>
<p data-path-to-node="8">Questo intervento economico si somma ai benefit storici garantiti dalla Normale, che rimarranno <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="96">gratuiti per la totalità degli iscritti</b> senza alcuna distinzione di censo: l&#8217;alloggio nei collegi, i pasti in mensa e i sussidi per la mobilità sia nazionale che internazionale. Inoltre, non prevedendo l&#8217;istituto il pagamento di tasse proprie, la nuova borsa permetterà a chi ha un ISEE fino a circa 65.000 euro di vedersi rimborsare integralmente anche le rette dovute alle Università di Pisa o Firenze.</p>
<h3 data-path-to-node="9"><b data-path-to-node="9" data-index-in-node="0">Le risorse e il regime transitorio</b></h3>
<p data-path-to-node="9">Attualmente, l&#8217;investimento globale della Scuola tra contributi didattici e rimborsi delle tasse universitarie supera gli 800mila euro. Con le nuove regole, lo stanziamento complessivo aumenterà e subirà una radicale redistribuzione: oltre il <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="278">60 per cento dei fondi</b> sarà infatti incanalato a favore della fascia con Isee sotto i 40mila euro.</p>
<p data-path-to-node="10">Il nuovo regime entrerà ufficialmente in vigore a partire dall&#8217;anno accademico <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="79">2026/2027</b> per le nuove matricole. Tuttavia, le agevolazioni interesseranno anche chi sta già frequentando i corsi. Questo sarà possibile grazie a uno sforzo economico aggiuntivo messo a bilancio dalla Normale e a un gesto di solidarietà dell&#8217;assemblea degli studenti, che ha scelto di rinunciare a una quota del vecchio contributo fisso spettante alle fasce di reddito più alte per finanziare l&#8217;attuazione del nuovo modello.</p>
<h3 data-path-to-node="11"><b data-path-to-node="11" data-index-in-node="0">Il commento del direttore</b></h3>
<p data-path-to-node="11">A sottolineare la portata del provvedimento è il Direttore dell&#8217;istituzione, <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="103">Alessandro Schiesaro</b>, che evidenzia l&#8217;importanza di supportare in modo efficace i ragazzi costretti a studiare lontani dalle proprie famiglie: &#8220;È un passo in avanti decisivo per rendere davvero possibile studiare in Normale a tutte le studentesse e gli studenti che vogliono affrontare il concorso – ha dichiarato Schiesaro –. La Normale garantisce vitto e alloggio gratuiti a tutti, ma il costo della vita fuori sede penalizza chi non ha alle spalle una famiglia in grado di offrire un sostegno economico. Mi fa molto piacere che l&#8217;Assemblea degli Studenti abbia deciso di contribuire concretamente alla realizzazione di questo progetto. Grazie al loro sostegno e a un incremento dei fondi a bilancio possiamo estendere da subito molti dei nuovi benefici anche a chi è allievo della Normale in corso&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Addio al contributo fisso per tutti: l'istituzione d'eccellenza introduce un modello proporzionale al reddito, portando l'assegno annuale fino a 5mila euro per le famiglie meno abbienti]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Nuovo sistema progressivo d'aiuto economico nell'accademia d'eccellenza toscana. Più risorse garantite verso le famiglie]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:18:18 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 09 Apr 2026 14:18:18 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Rinnovo del contratto integrativo, presidio alla Cassa di Risparmio di Volterra</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/rinnovo-del-contratto-integrativo-presidio-alla-cassa-di-risparmio-di-volterra/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>VOLTERRA &#8211; Le lavoratrici e i lavoratori della Cassa di Risparmio di Volterra, insieme alle organizzazioni sindacali Fisac Cgil, Fabi, First Cisl e Uilca, promuovono un presidio pubblico a Volterra in occasione dello sciopero indetto per il <strong>rinnovo del contratto integrativo aziendale.</strong></p>
<p>Appuntamento martedì (7 aprile) dalle 10 alle 13 in Piazza dei Priori a Volterra.</p>
<p>&#8220;L’iniziativa &#8211; dicono i sindacati &#8211; nasce dopo il fallimento del tentativo di conciliazione e di fronte alla totale chiusura dell’azienda, che ha <strong>rifiutato ogni proposta di confronto sul rinnovo del contratto integrativo</strong>, limitandosi a proporre una semplice proroga dell’esistente senza affrontare le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori. I<strong> sindacati denunciano l’assenza di un vero negoziato,</strong> il mancato riconoscimento della piattaforma votata dal personale e un atteggiamento aziendale che svuota le relazioni sindacali, imponendo decisioni unilaterali&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[VOLTERRA &#8211; Le lavoratrici e i lavoratori della Cassa di Risparmio di Volterra, insieme alle organizzazioni sindacali Fisac Cgil, Fabi, First Cisl e Uilca, promuovono un presidio pubblico a Volterra in occasione dello sciopero indetto per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Appuntamento martedì (7 aprile) dalle 10 alle 13 in Piazza dei Priori a [&hellip;]]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Domani (7 aprile) sciopero con manifestazione davanti alla sede centrale indetto da Fisac Cgil, Fabi, First Cisl e Uilca]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Mon, 06 Apr 2026 08:35:02 +0200</pubDate>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Salario minimo a 10 euro e tetto massimo a 40: la ricetta dell’Università di Pisa per battere le disuguaglianze</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/salario-minimo-a-10-euro-e-tetto-massimo-a-40-la-ricetta-delluniversita-di-pisa-per-battere-le-disuguaglianze/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">PISA – L&#8217;Italia detiene un primato negativo all&#8217;interno dell&#8217;area OCSE: è l&#8217;unica nazione in cui, negli ultimi trent&#8217;anni, i salari reali medi hanno subìto una flessione, in netto contrasto con la crescita registrata negli altri Paesi avanzati. Una dinamica che ha alimentato il fenomeno del lavoro povero e dilatato le disparità tra generi, settori e qualifiche. Ma intervenire per legge sulle buste paga, imponendo sia un &#8220;pavimento&#8221; che un &#8220;soffitto&#8221;, potrebbe invertire la rotta senza innescare crisi sistemiche.</p>
<p data-path-to-node="6">A dimostrarlo è un nuovo studio accademico pubblicato sulla rivista scientifica internazionale <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="95">Economic Modelling</i>, che ha simulato gli effetti macroeconomici di una rigida regolamentazione salariale applicata al tessuto produttivo italiano.</p>
<h2 data-path-to-node="6"><b data-path-to-node="7" data-index-in-node="0">I parametri della simulazione</b></h2>
<p data-path-to-node="7">La ricerca si basa sulle elaborazioni del modello macroeconomico <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="95">Eurogreen</b>. I ricercatori hanno ipotizzato uno scenario preciso: l&#8217;introduzione di un <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="180">salario minimo fissato a 10 euro l&#8217;ora</b>, affiancato da un <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="237">salario massimo con un limite di 40 euro l&#8217;ora</b>.</p>
<p data-path-to-node="8">I risultati dell&#8217;analisi tracciano un quadro in cui l&#8217;intervento statale agisce a tenaglia, colpendo due estremi del problema. Da un lato, la soglia minima si rivela uno strumento cruciale per contrastare il lavoro povero e sollevare i redditi più bassi. Dall&#8217;altro, il tetto massimo argina la concentrazione di ricchezza ai vertici aziendali e, dato ancor più rilevante, contribuisce in maniera sostanziale a colmare il <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="421">divario retributivo tra uomini e donne</b>.</p>
<h2 data-path-to-node="9"><b data-path-to-node="9" data-index-in-node="0">Il nodo della stabilità economica</b></h2>
<p data-path-to-node="9">Nel dibattito politico, la tutela dell&#8217;equità sociale viene spesso presentata come un ostacolo all&#8217;efficienza economica. I dati dello studio, tuttavia, smentiscono questa contrapposizione. Nel medio periodo, infatti, l&#8217;applicazione combinata dei due limiti salariali manterrebbe <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="313">sostanzialmente stabili sia l&#8217;occupazione che la produttività</b>.</p>
<p data-path-to-node="10">Il meccanismo è virtuoso: l&#8217;aumento delle retribuzioni più basse innesca un fisiologico rafforzamento della <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="108">domanda interna</b>. I cittadini con redditi incrementati tornano a spendere, e questa maggiore propensione al consumo va a compensare gli oneri aggiuntivi legati all&#8217;aumento del costo del lavoro per le imprese. Parallelamente, la simulazione dimostra che il taglio dei super-stipendi non genera contraccolpi negativi sull&#8217;andamento generale dell&#8217;economia.</p>
<p data-path-to-node="11">Come evidenziato da <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="20">Simone D’Alessandro</b>, docente del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, le due misure funzionano in sinergia proprio perché aggrediscono lati opposti della disuguaglianza, garantendo un riequilibrio efficace senza minare la stabilità del Paese. Rimodulare la distribuzione dei salari diventa così una leva economica strategica per rinsaldare la coesione sociale.</p>
<h2 data-path-to-node="12"><b data-path-to-node="12" data-index-in-node="0">Il metodo di indagine</b></h2>
<p data-path-to-node="12">Per giungere a queste conclusioni, il team di ricerca ha fotografato l&#8217;economia italiana reale, frammentando la forza lavoro in <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="150">114 categorie</b> distinte per genere, qualifica e settore di appartenenza. Su questa base è stato prima proiettato uno scenario &#8220;inerziale&#8221; (senza alcun intervento governativo), per poi sovrapporre le due misure salariali e misurarne gli impatti nel tempo su prezzi, produttività e consumi.</p>
<p data-path-to-node="13">Lo studio porta la firma di un team inter-istituzionale composto dai ricercatori del <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="85">Centro Ecohesion Collective</b> dell’Università di Pisa (Guilherme Spinato Morlin, David Cano Ortiz, Simone D’Alessandro e Pietro Guarnieri) e da Marco Stamegna della <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="248">Scuola Normale Superiore</b>.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Nuova indagine scientifica svela che regolamentare i compensi in Italia aiuta donne ed operai. L'occupazione resta stabile applicando tali limiti orari]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Ricercatori toscani propongono nuovi limiti agli stipendi. Fissare una base ed un limite orario aiuta lavoratori senza causare disoccupazione]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:19:07 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 23 Mar 2026 10:19:07 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-212806</guid>
                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/economia/salario-minimo-a-10-euro-e-tetto-massimo-a-40-la-ricetta-delluniversita-di-pisa-per-battere-le-disuguaglianze/</oldGuid>
                                
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                <id>212735</id>
                <type>post</type>
                <title>Guerra in Medio Oriente, l’Italia trema sull’export: Toscana la regione più esposta</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/guerra-in-medio-oriente-litalia-trema-sullexport-toscana-la-regione-piu-esposta/</link>
                <description><![CDATA[<p><p><strong>La guerra in Medio Oriente non è solo una crisi geopolitica, ma rischia di trasformarsi in un impatto economico diretto per l’Italia</strong>. Secondo analisi economiche basate su dati di Confartigianato e centri studi sull’export, il valore delle esportazioni italiane verso l’area raggiunge circa 27,8 miliardi di euro, pari all’1,28% del Pil e al 4,6% dell’export manifatturiero complessivo. ￼<br />
Un dato ancora più significativo se si considera che, nel 2025, la domanda di prodotti italiani in Medio Oriente è cresciuta del 7,9%, ben oltre il 3,1% registrato a livello globale. ￼<br />
<strong>Un eventuale rallentamento, quindi, rischia di produrre effetti che vanno oltre il semplice calo delle vendite, incidendo sull’intero sistema produttivo.</strong><br />
L’impatto, però, non sarebbe uniforme sul territorio. In termini assoluti, la regione più esposta è la Lombardia, ma se si guarda al rapporto tra export e Pil emerge con forza la Toscana, dove le esportazioni verso il Medio Oriente arrivano a pesare fino al 2,94% dell’economia regionale. ￼</p>
<p><strong>Un dato che evidenzia come non conti solo quanto si esporta, ma quanto quel mercato sia strategico per l’equilibrio economico di un territorio.</strong><br />
Anche la composizione dell’export gioca un ruolo centrale:<strong> l’Italia vende nell’area soprattutto macchinari, metalli, mezzi di trasporto e prodotti della moda</strong>, con un contributo rilevante delle piccole e medie imprese attive nei settori dell’alimentare, dell’arredo, della gioielleria e dell’occhialeria. ￼</p>
<p><strong>I principali mercati restano gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita, destinazioni chiave per il made in Italy</strong>. Un eventuale rallentamento di queste economie, in un contesto di tensione internazionale, avrebbe effetti disomogenei ma potenzialmente significativi su tutto il sistema produttivo italiano.</p>
<p>In questo scenario, la Toscana emerge come <strong>uno dei territori più vulnerabili</strong> agli equilibri geopolitici globali, confermando quanto le crisi internazionali possano incidere direttamente sulle economie locali</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il valore delle esportazioni italiane verso il medio Orinte raggiunge circa 27,8 miliardi di euro, pari all’1,28% del Pil]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il valore delle esportazioni italiane verso il medio Orinte raggiunge circa 27,8 miliardi di euro, pari all’1,28% del Pil]]></metadDscription>
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                                                                    <tag>Pisa Economia</tag>
                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:18:30 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 23 Mar 2026 00:15:06 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-212735</guid>
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                <id>212638</id>
                <type>post</type>
                <title>Acque Spa, quasi pronta la nuova condotta idraulica lunga 1,2 chilometri a Gello</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/acque-spa-quasi-pronta-la-nuova-condotta-idraulica-lunga-12-chilometri-a-gello/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; Conto alla rovescia agli sgoccioli per l’avvio dei lavori per il rinnovamento della <strong>rete idrica di Gello</strong>. Uomini e mezzi entreranno in azione già mercoledì mattina (25 marzo) lungo <strong>via Dini</strong> dove<strong> sarà sostituita completamente la condotta idraulica per una lunghezza di 1300 metri</strong>. L&#8217;intervento, un investimento di circa 900mila euro realizzato da Acque, permetterà di ridurre le perdite, migliorare la continuità dell’erogazione e garantire una distribuzione dell’acqua più efficiente e sicura, con benefici tangibili anche in termini di tutela della risorsa idrica.</p>
<p>“Si tratta di un’opera strategica &#8211; ha detto <strong>il presidente di Acque, Simone Milllozzi </strong>&#8211; che si inserisce nel più ampio programma di ammodernamento delle infrastrutture idriche e fognarie che stiamo portando avanti per rendere le reti più resilienti e adeguate alle esigenze attuali e future del territorio”.</p>
<p>“Con quest&#8217;intervento, a lavori finiti, finalmente i residenti di Gello potranno beneficiare di una rete idrica moderna e al passo con i tempi &#8211; ha aggiunto <strong>il sindaco Matteo Cecchelli</strong> &#8211; Siamo grati al gestore idrico per aver accolto, appena possibile, le nostre sollecitazioni”.</p>
<p>Per consentirne lo svolgimento dei lavori del primo lotto, da mercoledì 25 marzo sarà necessario il restringimento della carreggiata e <strong>l&#8217;istituzione del senso unico alternato nel tratto di via Dini compreso fra via Ruffini e il Fosso del Gatano</strong>, oltre al divieto di sosta su entrambe i lati sempre nel tratto interessato dal cantiere. <strong>Nel parcheggio di via Dova, invece, sarà realizzata un&#8217;area provvisoria per lo stoccaggio dei materiali di circa 200 metri quadrati.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il presidente Millozzi: "Opera strategica nel programma di ammodernamento delle infrastrutture idriche e fognarie"]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il presidente Millozzi: "Opera strategica nel programma di ammodernamento delle infrastrutture idriche e fognarie"]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 14:13:44 +0100</pubDate>
                <modDate>Fri, 20 Mar 2026 14:13:44 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <guid>corrierepisano.it-212638</guid>
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                <type>post</type>
                <title>Scoperta targata UniPi e Cnr: il polimero del legno si trasforma in un accumulatore di energia</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/scoperta-targata-unipi-e-cnr-il-polimero-del-legno-si-trasforma-in-un-accumulatore-di-energia/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="4">PISA – Dagli scarti di lavorazione della carta può nascere una nuova generazione di dispositivi per l&#8217;immagazzinamento di energia. Un gruppo di ricerca guidato dall&#8217;<b data-path-to-node="4" data-index-in-node="165">Università di Pisa</b> ha dimostrato che la <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="205">lignina</b>, un abbondante sottoprodotto dell&#8217;industria della cellulosa e della carta e uno dei principali componenti naturali del legno, può essere trasformata nel cuore di micro-accumulatori ultrarapidi e sostenibili.</p>
<p data-path-to-node="5">La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="88">Journal of Materials Chemistry A</b>, nasce da una collaborazione internazionale iniziata nel 2023 tra Cnr-Istp di Bari, Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, Dipartimento di Fisica dell’Università di Salerno, CNR-SPIN e Università di Vigo in Spagna.</p>
<p data-path-to-node="6">La lignina è la sostanza chimica che agisce come collante naturale conferendo resistenza meccanica al legno, di cui costituisce circa un quarto della biomassa. Nonostante la sua grande disponibilità, questo polimero complesso è stato finora poco valorizzato nei processi industriali, che la considerano prevalentemente un rifiuto difficile da trattare. Tuttavia, la lignina possiede una struttura chimica ricca di gruppi in grado di interagire efficacemente con le cariche elettriche.</p>
<p data-path-to-node="7">I ricercatori hanno sfruttato queste proprietà, utilizzando la lignina come strato attivo all&#8217;interno di microcircuiti per catturare e rilasciare energia. Il risultato più significativo emerso dallo studio riguarda lo sviluppo di <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="230">“microsupercondensatori”</b>, ovvero micro-batterie capaci di ricaricarsi in tempi brevissimi e di erogare energia in modo quasi istantaneo. Questi dispositivi si rivelano ideali per alimentare l&#8217;elettronica miniaturizzata, come <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="455">sensori ambientali</b>, apparecchi <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="486">biomedicali</b> o tecnologie <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="511">indossabili</b>.</p>
<p data-path-to-node="8">In particolare, lo studio ha confrontato tre diverse lignine, ottenute attraverso differenti metodi di estrazione, per individuare quale garantisse le migliori prestazioni elettriche. Il contributo fondamentale dell&#8217;Università di Pisa si è concentrato proprio sull&#8217;aspetto chimico: &#8220;Nel nostro laboratorio abbiamo estratto le diverse lignine e ne abbiamo studiato in dettaglio la struttura, per capire come la loro architettura molecolare influenzi il comportamento nei micro-dispositivi&#8221;, ha spiegato la professoressa <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="519">Alessandra Operamolla</b> del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Ateneo pisano. &#8220;Mettere in relazione struttura e prestazioni è fondamentale: solo così possiamo trasformare un risultato scientifico in una tecnologia realmente applicabile&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="9">&#8220;La prospettiva è affascinante e molto concreta&#8221;, ha concluso la professoressa Operamolla. &#8220;Stiamo parlando di uno scarto abbondante e rinnovabile che può diventare un elemento chiave per l’elettronica del futuro. Se la lignina riesce a funzionare come cuore di micro-accumulatori energetici sostenibili, allora significa che l’innovazione può nascere anche dal legno e contribuire a rendere più verde la tecnologia di domani&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Dagli scarti della carta all'elettronica del futuro: l'Ateneo pisano trasforma la lignina in micro-batterie ultrarapide e sostenibili]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Dipartimento chimico toscano trasforma sottoprodotti industriali in supercondensatori ecologici. Soluzione perfetta per piccoli sensori]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:07:34 +0100</pubDate>
                <modDate>Tue, 17 Mar 2026 12:07:34 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <id>211715</id>
                <type>post</type>
                <title>Restauro Bastione di San Giorgio, Pisa investe 622mila euro</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/restauro-bastione-di-san-giorgio-pisa-investe-622mila-euro/</link>
                <description><![CDATA[<p><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">PISA – Il restauro del <strong>Bastione di San Giorgio</strong> segna una nuova tappa nel recupero dell&#8217;area storica della <strong>Cittadella</strong> di <strong>Pisa</strong>. Il <strong>Comune</strong> ha ufficialmente affidato i lavori per il consolidamento e la rifunzionalizzazione della fortezza e del tratto adiacente delle <strong>Mura urbane</strong>, per un investimento complessivo di <strong>622mila euro</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le risorse arrivano da due fonti: <strong>322mila euro</strong> dal bilancio comunale e la parte restante dalla <strong>Regione Toscana</strong> attraverso il bando dedicato agli interventi di sostegno per le città murate e le fortificazioni toscane. I lavori partiranno nelle prossime settimane e dovranno concludersi entro la fine del <strong>2026</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il sindaco <strong>Michele Conti</strong> ha inquadrato l&#8217;intervento all&#8217;interno di un progetto di rigenerazione urbana più ampio, già in fase avanzata grazie a <strong>7 milioni di euro di fondi PNRR</strong>, destinati a trasformare la zona della Cittadella in uno dei parchi urbani più estesi della città.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Grazie al restauro, ha spiegato il primo cittadino, il <strong>Bastione di San Giorgio</strong> diventerà una nuova porta d&#8217;accesso al <strong>Parco della Cittadella</strong>, mentre gli spazi interni ospiteranno una <strong>sala polivalente</strong> a disposizione della comunità.</p>
<figure id="attachment_426837" aria-describedby="caption-attachment-426837" style="width: 2045px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-426837" src="https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/03/bastione-s.giorgio-dentro-e1773651037283.avif" alt="Bastione di San Giorgio Pisa" width="2045" height="1150" /><figcaption id="caption-attachment-426837" class="wp-caption-text">Immagine del progetto Bastione di San Giorgio, Crediti: www.comune.pisa.it</figcaption></figure>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il cantiere prevede una serie di interventi mirati: pulizia degli ambienti interni da materiali di riporto e vegetazione infestante, demolizione di pavimentazioni incongrue, rifacimento dei piani interni con materiali idonei, restauro e consolidamento delle cortine murarie, installazione di un portone d&#8217;accesso e nuovi infissi, consolidamento delle volte e realizzazione di un impianto di illuminazione con faretti a incasso e riflettori.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il Comune affida i lavori per il recupero della storica fortezza della Cittadella: nasceranno una nuova porta d'accesso al parco e una sala polivalente]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il restauro vale 622mila euro: fondi comunali e regionali per restituire alla città uno spazio multifunzionale.]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 13:04:35 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 16 Mar 2026 13:04:35 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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			<media:title type="html">Bastione di San Giorgio Pisa</media:title>
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                <type>post</type>
                <title>Dall’olio esausto nuove soluzioni per auto e abitazioni</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/dallolio-esausto-nuove-soluzioni-per-auto-e-abitazioni/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA – Dall&#8217;<strong>olio di frittura esausto</strong> si ricavano materiali capaci di sostituire prodotti di origine fossile e petrolio nell&#8217;industria automobilistica e in quella delle costruzioni. È quanto emerge da una serie di ricerche coordinate dall&#8217;<a href="https://corrieretoscano.it/pisa/cronaca/scienziati-analizzano-arretramento-coste-toscane/"><strong>università di Pisa</strong></a> e pubblicate sulle riviste scientifiche <em>Materials Today Sustainability</em>, <em>Scientific Reports</em> e <em>Chemical Engineering Journal</em>.</p>
<p>A guidare il progetto è la professoressa <strong>Maurizia Seggiani</strong> del <strong>Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale (Dici)</strong>, nell&#8217;ambito del <strong>Centro Nazionale Pnrr Most – Mobilità Sostenibile</strong>. Il lavoro coinvolge anche il <strong>Politecnico di Bari</strong> e l&#8217;<strong>Università di Bologna</strong>.</p>
<p>Il processo converte lo scarto alimentare in <strong>poliolo</strong>, componente base per la produzione di <strong>schiume poliuretaniche</strong>, in <strong>materiali a cambio di fase</strong> – capaci di assorbire, accumulare e rilasciare calore – e in <strong>biolubrificanti</strong> per sistemi idraulici industriali. Tutti prodotti che, nella filiera tradizionale, derivano dal petrolio.</p>
<p><strong>Nel settore automobilistico</strong>, le schiume poliuretaniche ottenute dall&#8217;<strong>olio di frittura esausto</strong> trovano impiego nei pannelli interni delle portiere e in altri componenti dell&#8217;abitacolo per attenuare le vibrazioni. I materiali a cambio di fase, inglobati nella schiuma, contribuiscono al controllo termico: assorbono il calore quando il veicolo è esposto al sole e lo rilasciano al calare della temperatura esterna, migliorando il comfort e riducendo i consumi legati alla climatizzazione.</p>
<p>Analoghe applicazioni sono previste per l&#8217;<strong>edilizia</strong>: inserite in pareti e intercapedini, queste schiume multifunzionali migliorano l&#8217;isolamento termico e acustico degli edifici, concorrendo all&#8217;efficientamento energetico e alla riduzione dei consumi.</p>
<p>La professoressa Seggiani ha sottolineato come, in uno scenario geopolitico instabile, investire in <strong>alternative al petrolio</strong> non riguardi soltanto la sfera ambientale, ma rappresenti una scelta industriale e politica. La valorizzazione di scarti locali come l&#8217;<strong>olio di frittura esausto</strong> si configura, secondo la ricercatrice, come una delle strategie per rafforzare l&#8217;autonomia tecnologica, diversificare le fonti e costruire modelli produttivi più resilienti.</p>
<p>I risultati confermano il potenziale dell&#8217;<strong>olio di frittura esausto come alternativa al petrolio</strong> nella produzione di materiali ad alto valore aggiunto, aprendo prospettive concrete per un&#8217;industria manifatturiera più sostenibile e meno dipendente dalle materie prime fossili.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L'Università di Pisa trasforma gli scarti di cucina in schiume poliuretaniche, materiali isolanti e biolubrificanti]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Ricercatori dell'Università di Pisa ricavano dall'olio di frittura esausto materiali sostenibili per auto ed edifici, come alternativa ai prodotti di origine fossile e petrolio.]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:15:04 +0100</pubDate>
                <modDate>Wed, 11 Mar 2026 12:15:04 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/economia/dallolio-esausto-nuove-soluzioni-per-auto-e-abitazioni/</oldGuid>
                                
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                <type>post</type>
                <title>Fondi Pnrr e medicina di prossimità: operativo il nuovo polo socio-sanitario da 4 milioni di euro a Ponsacco</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/fondi-pnrr-e-medicina-di-prossimita-operativo-il-nuovo-polo-socio-sanitario-da-4-milioni-di-euro-a-ponsacco/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">PONSACCO – Il riassetto dell&#8217;assistenza sanitaria territoriale pisana compie un passaggio strategico con l&#8217;inaugurazione formale della nuova <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="146">Casa di Comunità</b> di Ponsacco, già entrata in funzione lo scorso 5 marzo. La cerimonia di apertura della struttura &#8220;spoke&#8221;, la prima di questa tipologia nel perimetro provinciale, ha registrato la presenza del presidente della Regione Toscana <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="388">Eugenio Giani</b>, della direttrice generale dell&#8217;Asl Toscana Nord Ovest <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="457">Maria Letizia Casani</b> e del sindaco <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="492">Gabriele Gasperini</b>, affiancati da una nutrita rappresentanza della Giunta e del Consiglio regionale.</p>
<p data-path-to-node="6">L&#8217;infrastruttura, resa possibile da uno stanziamento di <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="56">quattro milioni di euro</b> derivanti dai fondi del <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="104">PNRR</b>, sorge in via Caduti di Nassiriya, sostituendo di fatto le funzioni del dismesso distretto di via Rospicciano. L&#8217;edificio, originariamente concepito per ospitare una residenza sanitaria assistenziale, si sviluppa su tre livelli per una superficie complessiva di 2.800 metri quadrati. Questa ampiezza ha consentito di riunire in un unico grande polo un&#8217;ampia gamma di servizi medici e amministrativi in precedenza frammentati sul territorio.</p>
<p data-path-to-node="7">Al piano terra sono stati concentrati gli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, gli uffici della continuità assistenziale (ex guardia medica), il centro prelievi, il consultorio e gli sportelli CUP. In questa medesima area è operativo il <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="276">Punto Unico di Accesso (PUA)</b>, uno snodo fondamentale per indirizzare tempestivamente le istanze socio-sanitarie dell&#8217;utenza. I due livelli superiori sono invece assegnati al dipartimento di prevenzione della zona Valdera, che accoglie le sezioni di medicina del lavoro, sportiva e legale, oltre agli uffici di igiene pubblica e sanità veterinaria.</p>
<p data-path-to-node="8">Dal punto di vista logistico, il presidio garantisce un&#8217;apertura al pubblico di dodici ore giornaliere per sei giorni alla settimana. L&#8217;organizzazione interna dei medici di famiglia è strutturata per assicurare una presenza associata costante, garantendo sempre un riferimento clinico ai pazienti. Un forte impulso è stato inoltre conferito alla dotazione tecnologica: la struttura offre l&#8217;assistenza dell&#8217;infermiere di famiglia ed è equipaggiata per eseguire esami diagnostici di primo livello, quali ecografie e monitoraggi Holter, nonché analisi di laboratorio a refertazione istantanea. Tali apparecchiature operano in stretta sinergia con una postazione dedicata alla <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="673">telemedicina</b>, progettata per consentire consulti specialistici da remoto direttamente con le reti ospedaliere.</p>
<p data-path-to-node="9">A margine del taglio del nastro, il presidente Giani ha inquadrato l&#8217;avvio della struttura all&#8217;interno di una più vasta riprogrammazione della sanità pubblica. Il cronoprogramma regionale prevede l&#8217;attivazione di almeno settanta Case di Comunità finanziate tramite il PNRR, alle quali se ne aggiungeranno altre ottanta supportate da canali di credito alternativi. Un&#8217;imponente operazione di modernizzazione che andrà ad assorbire circa due terzi dell&#8217;intero plafond di 453 milioni di euro assegnato all&#8217;emergenza e all&#8217;innovazione sanitaria toscana.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Regione Toscana taglia nastro della Casa della Salute pisana. Investimenti europei garantiscono ambulatori, cure territoriali ed esami diagnostici rapidi]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il presidente Giani e la dg Casani tagliano il nastro in Valdera: ttracciaa la rotta per l'assistenza pubblica del futuro]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 15:11:26 +0100</pubDate>
                <modDate>Tue, 10 Mar 2026 16:06:09 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <id>210603</id>
                <type>post</type>
                <title>Pisa, Ryanair presenta l’estate 2026 con due nuove rotte</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/pisa-ryanair-presenta-lestate-2026-con-due-nuove-rotte/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-start="660" data-end="1020">PISA<strong data-start="660" data-end="670"> –</strong> L’operativo <strong data-start="683" data-end="711">Ryanair estate 2026 Pisa</strong> prevede <strong data-start="720" data-end="775">58 rotte complessive dall’aeroporto Galileo Galilei</strong>, con due nuove destinazioni internazionali e un aumento delle frequenze su diversi collegamenti già esistenti. L’annuncio è arrivato martedì 10 marzo con la presentazione del piano voli della compagnia irlandese per la prossima stagione estiva.</p>
<p data-start="1022" data-end="1445">Le principali novità riguardano l’introduzione dei nuovi collegamenti <strong data-start="1092" data-end="1111">Pisa–Bratislava</strong> e <strong data-start="1114" data-end="1128">Pisa–Rabat</strong>, che si aggiungono al network già attivo sullo scalo toscano. Allo stesso tempo Ryanair ha previsto un incremento dei voli settimanali su alcune delle rotte più richieste dai passeggeri, tra cui <strong data-start="1324" data-end="1444">Bruxelles, Copenaghen, Edimburgo, Malta, Manchester, Marrakech, Palma di Maiorca, Skiathos, Tirana e Trapani-Marsala</strong>.</p>
<p data-start="1447" data-end="1774">Il piano operativo sarà sostenuto principalmente dai <strong data-start="1500" data-end="1538">9 aeromobili Ryanair basati a Pisa</strong>, un investimento stimato in circa <strong data-start="1573" data-end="1599">900 milioni di dollari</strong>. Secondo la compagnia, l’attività contribuirà a sostenere <strong data-start="1658" data-end="1703">oltre 3600 posti di lavoro nella regione</strong>, oltre a favorire l’arrivo di turisti in Toscana durante tutto l’anno.</p>
<p data-start="1776" data-end="2055">Nel complesso, l’operativo Ryanair per l&#8217;estate 2026 Pisa prevede <strong data-start="1840" data-end="1870">oltre 630 voli settimanali</strong> da e per lo scalo pisano. La compagnia opera da Pisa da <strong data-start="1927" data-end="1938">28 anni</strong> e ha trasportato fino ad oggi <strong data-start="1969" data-end="2003">circa 59 milioni di passeggeri</strong>, consolidando nel tempo la presenza sul territorio.</p>
<p data-start="2587" data-end="2873">La compagnia ha inoltre rinnovato l’appello al Governo e alle Regioni per l’abolizione dell’addizionale municipale negli aeroporti italiani, ritenuta dalla compagnia uno strumento che potrebbe favorire nuovi investimenti, l’apertura di ulteriori rotte e la crescita del traffico aereo.</p>
<p data-start="2875" data-end="3224">Anche <strong data-start="2881" data-end="2902">Toscana Aeroporti</strong>, società che gestisce gli scali di <strong data-start="2938" data-end="2946">Pisa</strong> e <strong data-start="2949" data-end="2960">Firenze</strong>, ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa. Il network di 58 rotte e l’introduzione dei nuovi collegamenti per Bratislava e Rabat rafforzano la connettività internazionale dello scalo e contribuiscono alla crescita dei flussi turistici verso la regione.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[58 le opportunità di viaggio  totali per la stagione estiva. Nuovi voli per Bratislava e Rabat e oltre 630 collegamenti settimanali verso molte destinazioni europee]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Ryanair estate 2026 Pisa: 58 rotte dall’aeroporto Galilei, nuove destinazioni Bratislava e Rabat e oltre 630 voli settimanali verso l’Europa.]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 12:52:10 +0100</pubDate>
                <modDate>Tue, 10 Mar 2026 12:52:10 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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            </item>
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                <id>210473</id>
                <type>post</type>
                <title>Oltre 23 milioni per la rigenerazione urbana del bacino pisano: il sopralluogo istituzionale sulle nuove opere</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/oltre-23-milioni-per-la-rigenerazione-urbana-del-bacino-pisano-il-sopralluogo-istituzionale-sulle-nuove-opere/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">CASCINA – Prosegue l&#8217;attività di monitoraggio della Regione Toscana sui cantieri infrastrutturali finanziati dal PNRR. L&#8217;assessora al Diritto alla casa, <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="158">Alessandra Nardini</b>, e l&#8217;assessore all&#8217;Urbanistica, <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="209">Filippo Boni</b>, hanno condotto un sopralluogo istituzionale nel Comune di Cascina per verificare lo stato di avanzamento del Programma Innovativo della Qualità dell’Abitare (<b data-path-to-node="5" data-index-in-node="381">PINQUA</b>).</p>
<p data-path-to-node="6">Il piano d&#8217;area, denominato <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="28">&#8220;C.A.S.C.I.N.A.&#8221;</i> e gestito dall&#8217;amministrazione comunale in veste di soggetto attuatore, assorbe un investimento di oltre <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="150">23,2 milioni di euro</b>. Il progetto, che estende la sua valenza anche ai territori di Crespina-Lorenzana, Lari-Casciana Terme, Vicopisano, Calcinaia e San Giuliano Terme, è focalizzato sullo sviluppo di nuove forme di welfare per l&#8217;autonomia abitativa. Attraverso una complessa articolazione dei lavori, l&#8217;intervento prevede la costruzione di un nuovo complesso residenziale destinato al cohousing e il recupero funzionale di otto edifici pubblici preesistenti. Le operazioni di cantiere spaziano dalla manutenzione straordinaria di alloggi e palazzi storici (tra cui Palazzo Bulleri), alla riqualificazione di piazze e plessi scolastici, fino al potenziamento dell&#8217;intermodalità ferroviaria e all&#8217;ampliamento degli impianti sportivi.</p>
<p data-path-to-node="7">Durante la visita, la delegazione regionale, accompagnata dagli amministratori locali, ha esaminato da vicino quattro snodi cruciali del progetto: il cantiere per i nuovi alloggi nell&#8217;area di via Modda a San Frediano, i lavori di rifunzionalizzazione degli immobili in via Guelfi e viale II Giugno, e l&#8217;ammodernamento delle strutture sportive del ‘Villaggio Santa Maria’.</p>
<p data-path-to-node="8">A margine dell&#8217;ispezione, i rappresentanti della Giunta hanno delineato l&#8217;indirizzo politico delle opere in corso. L&#8217;assessora Nardini ha sottolineato come le risorse intercettate abbiano fornito agli enti locali la capacità di concretizzare interventi altrimenti inattuabili, garantendo la priorità assoluta agli investimenti in <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="330">housing sociale</b> ed Edilizia Residenziale Pubblica per tutelare le fasce più vulnerabili. L&#8217;assessore Boni ha posto l&#8217;accento sulla concretezza della <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="479">rigenerazione urbana</b>, evidenziando come la restituzione alla collettività di spazi comuni deteriorati rinnovi il tessuto cittadino in modo organico e non traumatico.</p>
<p data-path-to-node="9">Il dossier pisano rappresenta uno dei tre grandi progetti PINQUA presentati dalla Toscana e approvati dal Ministero delle Infrastrutture. Insieme agli interventi pianificati nella Valle del Serchio e nell&#8217;asse Calenzano-Sesto Fiorentino, il programma garantisce al territorio regionale un afflusso complessivo di risorse vicino ai <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="331">45 milioni di euro</b>.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Nardini assieme a Boni visitano cantieri cascinesi. Importanti finanziamenti europei trasformano spazi comuni creando alloggi residenziali accessibili]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Dalle piazze ai complessi residenziali: il welfare abitativo diventa realtà grazie a un maxi-investimento che mira a tutelare le fasce più vulnerabili della collettività]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 16:57:00 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 09 Mar 2026 16:57:00 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/economia/oltre-23-milioni-per-la-rigenerazione-urbana-del-bacino-pisano-il-sopralluogo-istituzionale-sulle-nuove-opere/</oldGuid>
                                
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                <type>post</type>
                <title>Fondi regionali per il recupero architettonico: un contributo straordinario per la sede delle terme di Casciana</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/fondi-regionali-per-il-recupero-architettonico-un-contributo-straordinario-per-la-sede-delle-terme-di-casciana/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>L&#8217;amministrazione regionale toscana consolida il proprio intervento a sostegno del patrimonio architettonico e del comparto del benessere. È stato formalmente varato lo schema relativo all&#8217;accordo di programma che sancisce la cooperazione operativa tra l&#8217;ente di Palazzo Strozzi Sacrati e il <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="302">Comune di Casciana Terme Lari</b>. L&#8217;intesa istituzionale è mirata alla realizzazione di un mirato intervento di recupero strutturale.</p>
<p>L&#8217;architettura economica della misura si fonda sull&#8217;erogazione di un contributo di natura straordinaria quantificato in <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="158">95.000 euro</b>. Sotto il profilo contabile, la dotazione attinge alle risorse previste all&#8217;interno del bilancio pluriennale dell&#8217;ente per il triennio 2026-2028. Le disposizioni regionali stabiliscono tuttavia che l&#8217;intero pacchetto finanziario venga impegnato e liquidato già nel corso dell&#8217;attuale annualità, il <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="468">2026</b>. Il perfezionamento dell&#8217;accordo di programma servirà a normare nel dettaglio il cronoprogramma esecutivo e le esatte modalità di attuazione dei lavori.</p>
<p data-path-to-node="7">Destinatario dell&#8217;investimento pubblico è <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="79">Palazzo Poggi</b>, l&#8217;edificio storico che ospita le strutture dello stabilimento termale cittadino. La finalità dell&#8217;operazione trascende il mero aspetto conservativo del bene.</p>
<p data-path-to-node="8">A delineare l&#8217;orizzonte strategico dell&#8217;iniziativa è il presidente della Regione, <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="82">Eugenio Giani</b>, il quale ha inquadrato il restauro dell&#8217;immobile come un&#8217;azione concreta a tutela dell&#8217;identità termale del territorio toscano. Secondo l&#8217;analisi dei vertici regionali, la salvaguardia del complesso monumentale rappresenta una precondizione essenziale per generare nuove ricadute economiche, fungendo da propulsore per incrementare l&#8217;attrattività turistica e per stimolare lo sviluppo complessivo del tessuto locale di Casciana Terme Lari.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il presidente Giani annuncia l'intesa per finanziare il restauro di Palazzo Poggi, tutelando l'identità storica e monumentale dell'area pisana]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il presidente Giani annuncia l'intesa per finanziare il restauro di Palazzo Poggi, tutelando l'identità storica e monumentale dell'area pisana]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 03 Mar 2026 17:52:56 +0100</pubDate>
                <modDate>Tue, 03 Mar 2026 17:52:56 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/economia/fondi-regionali-per-il-recupero-architettonico-un-contributo-straordinario-per-la-sede-delle-terme-di-casciana/</oldGuid>
                                
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                <id>209155</id>
                <type>post</type>
                <title>Innovazione in ambito vitivinicolo: l’università di Pisa sperimenta i raggi UV-C per incrementare la qualità delle uve</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/innovazione-in-ambito-vitivinicolo-luniversita-di-pisa-sperimenta-i-raggi-uv-c-per-incrementare-la-qualita-delle-uve/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA – L&#8217;impiego mirato della tecnologia a raggio ultravioletto si conferma uno strumento strategico per l&#8217;evoluzione sostenibile del comparto enologico e per la riduzione dei trattamenti chimici anticrittogamici. Un recente studio condotto dall&#8217;<b data-path-to-node="5" data-index-in-node="246">Università di Pisa</b>, i cui esiti sono stati pubblicati sulle pagine della rivista scientifica internazionale <i data-path-to-node="5" data-index-in-node="354">Plants</i>, ha certificato come l&#8217;irraggiamento diretto dei filari consenta di innalzare gli standard qualitativi del vino senza incidere negativamente sui volumi del raccolto.</p>
<p data-path-to-node="6">L&#8217;indagine accademica si è svolta sul territorio toscano, prendendo in esame le coltivazioni di varietà <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="160">Cabernet Sauvignon</b> situate all&#8217;interno della Tenuta dell&#8217;Ornellaia, a <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="230">Bolgheri</b>. L&#8217;innovazione procedurale introdotta dai ricercatori non ha richiesto stravolgimenti delle consuete pratiche agricole, basandosi sull&#8217;utilizzo di una tecnologia (i raggi UV-C) già in uso nel settore per il contenimento delle patologie vegetali.</p>
<p data-path-to-node="7">Il team scientifico ha implementato il protocollo standard aggiungendo esposizioni mirate alla luce ultravioletta durante la specifica fase di maturazione delle uve. L&#8217;obiettivo era quello di sollecitare la pianta a incrementare la produzione di determinati metaboliti secondari, essenziali per la resa organolettica della bevanda.</p>
<p data-path-to-node="7">I riscontri emersi dalle analisi documentano un deciso successo della sperimentazione. I grappoli sottoposti ai cicli di irraggiamento hanno registrato concentrazioni superiori di <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="210">antociani e flavonoli</b>, i composti naturali deputati a conferire al vino una colorazione più intensa e maggiormente stabile nel tempo. Parallelamente, si è rilevato un arricchimento del corredo aromatico, che restituisce un prodotto finale caratterizzato da maggiore complessità olfattiva. Sotto il profilo prettamente agricolo, le misurazioni non hanno evidenziato alcuna anomalia negli indici vegetativi della vite, mantenendo inalterata la quantità complessiva della produzione.</p>
<p data-path-to-node="9">A inquadrare la valenza istituzionale ed economica del traguardo è il professor <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="123">Claudio D&#8217;Onofrio</b>, docente di viticoltura presso l&#8217;Ateneo pisano e figura di coordinamento della ricerca. Il cattedratico ha evidenziato come le evidenze appena registrate superino l&#8217;ambito delle mere simulazioni di laboratorio, dimostrando l&#8217;efficacia del metodo in un contesto reale e operativo.</p>
<p data-path-to-node="10">Secondo l&#8217;analisi del coordinatore, l&#8217;adozione consapevole e calibrata di questa tecnologia preesistente rappresenta un presidio fondamentale per le aziende del settore. I raggi UV-C si propongono infatti come un alleato decisivo per tutelare l&#8217;eccellenza produttiva, abbattere l&#8217;impatto ecologico delle coltivazioni e rispondere adeguatamente alle incognite imposte dalle recenti variazioni climatiche.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Ricerca condotta su viti toscane conferma: fasci ultravioletti aumentano sentori e colore del calice. Nessun calo produttivo, meno sostanze chimiche usate]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Ricerca condotta su viti toscane conferma: fasci ultravioletti aumentano sentori e colore del calice. Nessun calo, meno sostanze usate]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 11:09:06 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 02 Mar 2026 11:09:06 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <id>207824</id>
                <type>post</type>
                <title>Il paradosso della transizione ecologica: i ‘green jobs’ crescono, ma frenano i contratti a tempo indeterminato</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/il-paradosso-della-transizione-ecologica-i-green-jobs-crescono-ma-frenano-i-contratti-a-tempo-indeterminato/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">PISA – Le dinamiche occupazionali legate alla transizione ecologica restituiscono un quadro complesso per il sistema Paese. Nel decennio intercorso tra il 2010 e il 2019, l&#8217;Italia ha registrato una sensibile espansione dei cosiddetti <strong><em>green jobs</em></strong>, una tendenza alla quale, tuttavia, non ha fatto seguito un consolidamento delle garanzie contrattuali. Al contrario, l&#8217;incremento delle mansioni a vocazione ambientale risulta inversamente proporzionale all&#8217;erogazione di contratti a tempo indeterminato.</p>
<p data-path-to-node="6">È quanto emerge da un&#8217;indagine congiunta condotta dall&#8217;<strong>u</strong><b data-path-to-node="6" data-index-in-node="55">niversità di Pisa</b> (attraverso il ricercatore del Dipartimento di Scienze Politiche Francesco Suppressa) e dall&#8217;<strong>u</strong><b data-path-to-node="6" data-index-in-node="167">niversità di Torino</b> (con gli studiosi Silvana Dalmazzone e Roberto Leombruni). I risultati della ricerca sono stati recentemente pubblicati sulle pagine della rivista scientifica internazionale <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="362">Journal of Cleaner Production</b>.</p>
<p data-path-to-node="7">Sotto il profilo puramente quantitativo, il decennio in esame ha segnato un netto incremento degli inserimenti lavorativi ad alta intensità ambientale, passati dalle circa <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="213">40mila</b> unità del 2010 alle <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="241">56mila</b> del 2019. L&#8217;analisi territoriale evidenzia come le regioni del Nord mantengano il primato per volume complessivo di contratti verdi attivati. Tuttavia, le posizioni caratterizzate dalla più elevata concentrazione di compiti ecologici hanno trovato particolare diffusione nel Mezzogiorno e nelle Isole, concentrandosi prettamente nel comparto manifatturiero e coinvolgendo in larga maggioranza una forza lavoro maschile dotata di un livello di istruzione medio-basso.</p>
<p data-path-to-node="8">L&#8217;elemento di maggiore criticità sollevato dallo studio riguarda la stabilità dell&#8217;impiego. I dati certificano che i profili professionali maggiormente assorbiti in attività &#8216;green&#8217; scontano una minore probabilità di stabilizzazione. Depurando l&#8217;analisi da variabili quali età, area geografica e settore produttivo, lo scarto negativo rispetto alle occupazioni tradizionali si attesta tra i <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="453">2 e i 3 punti percentuali</b> per quanto concerne l&#8217;accesso al tempo indeterminato.</p>
<p data-path-to-node="9"><b data-path-to-node="9" data-index-in-node="0">Francesco Suppressa</b> definisce tale scenario come un vero e proprio &#8216;paradosso&#8217; dell&#8217;attuale mercato del lavoro: a fronte di una centralità sempre maggiore delle politiche ambientali, le figure operative chiamate ad attuarle subiscono una spiccata precarietà. Il ricercatore pisano evidenzia inoltre una &#8220;biforcazione&#8221; strutturale del settore: la domanda si concentra agli estremi, assorbendo da un lato profili ad altissima specializzazione (in quota minoritaria) e dall&#8217;altro manodopera a bassa scolarizzazione, svuotando di fatto la fascia intermedia. Un assetto che, in assenza di politiche formative e di tutela mirate, rischia di poggiare la sostenibilità ecologica su basi occupazionali estremamente fragili.</p>
<h2 data-path-to-node="9"><b data-path-to-node="10" data-index-in-node="0">L&#8217;approccio metodologico</b></h2>
<p>Per condurre l&#8217;indagine, i ricercatori hanno adottato un criterio di classificazione innovativo, focalizzato sulle singole mansioni (&#8216;task&#8217;) anziché sulle macro-categorie settoriali o sui meri titoli professionali. Incrociando le comunicazioni obbligatorie relative ai contratti stipulati tra il 2010 e il 2019 con i dati Inapp, il team ha vagliato oltre <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="380">9300 attività lavorative</b>, riuscendo a isolare <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="427">204 compiti specifici</b> di natura ambientale, distribuiti all&#8217;interno di 84 figure professionali operanti nel mercato nazionale.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Uno studio congiunto tra gli atenei di Pisa e Torino fa luce sul mercato occupazionale: aumentano le posizioni legate all'ambiente, cala la stabilità]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Uno studio degli atenei di Pisa e Torino fa luce sul mercato occupazionale: aumentano le posizioni legate all'ambiente, cala la stabilità]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 14:40:49 +0100</pubDate>
                <modDate>Wed, 25 Feb 2026 15:34:28 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <id>207637</id>
                <type>post</type>
                <title>Turismo, Pisa supera il traguardo del milione di arrivi: vola il mercato internazionale (+6,7%)</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/turismo-pisa-supera-il-traguardo-del-milione-di-arrivi-vola-il-mercato-internazionale-67/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA – Il comparto turistico pisano chiude il 2025 registrando un risultato storico: per la prima volta, la città e il suo litorale hanno superato la soglia di <strong>un</strong><b data-path-to-node="5" data-index-in-node="160"> milione di arrivi</b>, totalizzando oltre <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="200">2,24 milioni di presenze</b>. I dati provvisori elaborati dall&#8217;Ufficio turismo del Comune evidenziano un consolidamento dell&#8217;attrattività internazionale e un mutamento nelle scelte di pernottamento dei viaggiatori.</p>
<p data-path-to-node="6">A sostenere la crescita (+3,7% di arrivi e +2,7% di presenze complessive rispetto al 2024) è stata la robusta performance della componente straniera. Il tasso di internazionalizzazione della domanda è salito al <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="240">61,1%</b>, con quasi 694mila arrivi e 1.373.259 presenze dall&#8217;estero, segnando un incremento del <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="333">+6,7%</b>. Tale dinamica espansiva ha permesso di compensare la contrazione del mercato domestico, che ha visto i turisti italiani registrare una flessione del 3,1%. La permanenza media in città si è mantenuta stabile a <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="549">2,2 notti</b>.</p>
<p data-path-to-node="7">Sotto il profilo ricettivo, il 2025 certifica un divario tra le diverse tipologie di offerta. Le strutture alberghiere hanno subito una lieve flessione del -1,6%, mentre il settore <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="214">extralberghiero è cresciuto del +6,5%</b>. Attualmente, la maggioranza dei pernottamenti (55%) si concentra in quest&#8217;ultimo comparto. Parallelamente, l&#8217;analisi delle piattaforme come Airbnb e Vrbo indica un tasso medio di occupazione del 62,3%, a fronte però di una flessione delle tariffe medie (-12,8%, attestandosi a 93,9 euro).</p>
<p data-path-to-node="8">Sul fronte costiero, i dati restituiscono un quadro misto. Se gli arrivi sono aumentati del 3,2% (quasi 167.000), le presenze hanno subito un calo del <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="184">-7,3%</b> (590.265 totali), determinando una contrazione della permanenza media da 3,9 a 3,5 notti. Anche in quest&#8217;area gli stranieri sono in aumento (+7,3%), ma non in misura sufficiente a bilanciare il netto arretramento del turismo italiano (-17,4%).</p>
<p data-path-to-node="9">Il Sindaco <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="44">Michele Conti</b> ha espresso grande soddisfazione per il traguardo raggiunto, legandolo agli investimenti nella promozione: &#8220;I numeri raccontano un settore in costante crescita. Abbiamo superato 1 milione di arrivi grazie alla valorizzazione di tutta la città, non solo legata al nostro principale patrimonio artistico di piazza Duomo&#8221;. Sul litorale, il Primo Cittadino ha indicato la rotta: &#8220;Dobbiamo insistere per migliorare la permanenza media e allungare la stagione oltre i classici mesi estivi&#8221;. L&#8217;assessore al turismo, <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="567">Paolo Pesciatini</b>, ha sottolineato come i risultati premino le strategie condivise con gli stakeholder, evidenziando un cambiamento nel percepito dei turisti internazionali: &#8220;Gli stranieri non scelgono più Pisa solo per la Torre, ma mostrano un interesse crescente verso gli altri siti culturali e le eccellenze diffuse nel tessuto urbano&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="9">Il fermento turistico è confermato anche dai dati di accesso agli InfoPoint comunali, che nel 2025 hanno assistito oltre 183mila utenti (+30,3%), in larga maggioranza stranieri. Infine, le proiezioni per l&#8217;anno in corso appaiono incoraggianti: secondo la piattaforma Hbenchmark, il tasso di occupazione camere rilevato a febbraio 2026 si attesta al <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="382">54,5%</b>, registrando un +6,5% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. I dati definitivi saranno presentati in un incontro pubblico a marzo.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Dati record nell'anno da poco concluso per l'area cittadina. Crescono nettamente le presenze dall'estero. Michele Conti esalta le bellezze artistiche]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Dati record nell'anno da poco concluso per l'area cittadina. Crescono nettamente le presenze dall'estero. Conti esalta le bellezze artistiche]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 23 Feb 2026 15:01:34 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 23 Feb 2026 15:01:34 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/economia/turismo-pisa-supera-il-traguardo-del-milione-di-arrivi-vola-il-mercato-internazionale-67/</oldGuid>
                                
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                <id>207104</id>
                <type>post</type>
                <title>Veicoli a guida autonoma: da Cnr, Unipi e Mit una nuova infrastruttura comunicativa per la sicurezza stradale</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/veicoli-a-guida-autonoma-da-cnr-unipi-e-mit-una-nuova-infrastruttura-comunicativa-per-la-sicurezza-stradale/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; La sicurezza e l&#8217;efficienza dei veicoli a guida autonoma compiono un passo avanti grazie a una sinergia accademica internazionale che coinvolge<strong> l&#8217;Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa, l&#8217;Università di Pisa e l&#8217;Auto-Id Lab del Massachussetts Institute of Technology</strong>. Il team di ricerca ha elaborato una soluzione tecnologica mirata a svincolare i robotaxi dalla necessità di un controllo umano da remoto. Attualmente, infatti, le vetture autonome in circolazione negli Stati Uniti richiedono spesso l&#8217;intervento di operatori a distanza per decifrare scenari stradali ambigui, come cantieri o segnaletica complessa; una criticità sistemica recentemente finita al centro di un&#8217;indagine del Congresso statunitense.</p>
<p data-path-to-node="7"><strong>Per superare l&#8217;impasse e l&#8217;eventuale latenza delle reti internet,</strong> gli studiosi hanno sviluppato <i data-path-to-node="7" data-index-in-node="96">Time-Logic-Map</i> (Tlm), un protocollo di messaggistica avanzato presentato alla Vehicle Technology Conference di Chengdu. Questo sistema trasferisce le direttive di guida dall&#8217;assistenza remota direttamente all&#8217;infrastruttura fisica locale. Attraverso la tecnologia Vehicle-to-Everything (V2X), elementi urbani come semafori e incroci trasmettono in tempo reale all&#8217;automobile pacchetti di dati leggeri e costantemente aggiornati, spiegando alla vettura come muoversi in sicurezza.</p>
<p data-path-to-node="8"><strong>Il funzionamento del protocollo traduce la segnaletica stradale</strong> – originariamente pensata per l&#8217;occhio umano e di difficile interpretazione per i sensori automobilistici – i<strong>n un linguaggio spaziale dedicato alle macchine</strong>. Il sistema si articola su tre flussi di informazioni complementari: la geometria esatta della carreggiata, fondamentale per mantenere l&#8217;orientamento anche in assenza di copertura satellitare; le regole logiche di scorrimento, per definire le precedenze e le corsie effettivamente percorribili; e infine la sincronizzazione temporale, che allinea la marcia del veicolo ai cicli semaforici.</p>
<p data-path-to-node="9">Attualmente, l&#8217;architettura Tlm sta affrontando una fase di sperimentazione all&#8217;interno di un simulatore virtuale (digital twin). Una volta validati i modelli digitali, il progetto prevede il trasferimento dei test in un ambiente fisico controllato, per poi approdare in via definitiva sulle reti viarie aperte al traffico.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Ricercatori toscani col Massachusetts lanciano il protocollo TLM: i robotaxi dialogheranno coi semafori senza controllo remoto]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Ricercatori toscani col Massachusetts lanciano il protocollo TLM: i robotaxi dialogheranno coi semafori senza controllo remoto]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 11:25:22 +0100</pubDate>
                <modDate>Thu, 19 Feb 2026 11:25:22 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <id>206692</id>
                <type>post</type>
                <title>Ricerca, l’ateneo di Pisa converte i rifiuti alimentari in etil levulinato: un nuovo vettore per i motori a benzina</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/ricerca-lateneo-di-pisa-converte-i-rifiuti-alimentari-in-etil-levulinato-un-nuovo-vettore-per-i-motori-a-benzina/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA – Un significativo passo avanti nel campo dell&#8217;economia circolare e della produzione di energie rinnovabili arriva dai laboratori dell&#8217;<b data-path-to-node="5" data-index-in-node="140">Università di Pisa</b>. Uno studio congiunto, recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale <i data-path-to-node="5" data-index-in-node="259">Journal of environmental chemical engineering</i>, ha delineato un metodo innovativo per convertire gli scarti del pane – una delle matrici di rifiuto alimentare più voluminose a livello globale, stimata in quasi un milione di tonnellate annue – in <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="506">etil levulinato</b>, un biocarburante ad alto valore aggiunto.</p>
<p>La ricerca è stata resa possibile grazie ai fondi del progetto <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="105">Pnrr Fest</b> e alla collaborazione interdisciplinare tra due strutture dell&#8217;Ateneo: il <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="189">Dipartimento di chimica e chimica industriale</b>, rappresentato dalla professoressa Anna Maria Raspolli Galletti e dai dottori Sara Fulignati e Lorenzo Bonaldi, e il <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="352">Dipartimento di ingegneria dell’energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni</b>, con il professor Stefano Frigo e i dottori Marco Francesconi e Luca Miglino.</p>
<p>Il team di ricerca ha messo a punto un processo di sintesi sostenibile che si distingue per semplicità ed economicità, caratteristiche che lo rendono idoneo a un futuro trasferimento su scala industriale. Utilizzando un catalizzatore a basso costo (acido solforico diluito) e ottimizzando le variabili di reazione quali temperatura e concentrazione di biomassa, gli studiosi sono riusciti a ottenere una <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="453">resa del 57 per cento</b>. Un risultato tecnico di rilievo, considerando la natura residuale della materia prima di partenza. Questo approccio permette di generare flussi di prodotto concentrati, abbattendo i costi di separazione e incrementando l&#8217;efficienza complessiva.</p>
<p>L&#8217;aspetto più rivoluzionario dello studio risiede nell&#8217;applicazione del biocarburante. Sebbene l&#8217;etil levulinato fosse già noto come additivo per i motori diesel, la sperimentazione pisana ha testato per la prima volta il composto in <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="292">motori a benzina</b>. Le prove hanno previsto l&#8217;impiego di miscele con percentuali di biocarburante molto elevate, fino al <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="411">40 per cento in volume</b>. I risultati hanno confermato che l&#8217;integrazione non altera le prestazioni del veicolo e non necessita di modifiche meccaniche ai motori a combustione interna attualmente in uso. L&#8217;utilizzo di questo additivo di origine rinnovabile garantisce, al contempo, una riduzione delle emissioni inquinanti e una minore dipendenza dai combustibili fossili.</p>
<p>Secondo i ricercatori, la validazione di questo processo apre nuove prospettive di mercato per l&#8217;etil levulinato, confermandolo come vettore energetico versatile. La trasformazione di un rifiuto abbondante in risorsa energetica risponde concretamente alla doppia esigenza di mitigare lo spreco alimentare e favorire una mobilità più sostenibile, compatibile con le tecnologie esistenti.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Progetto PNRR svela un metodo per ricavare additivi bio dalla panificazione. Miscele utilizzabili nei propulsori attuali fino al 40% senza danni]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Progetto Pnrr svela un metodo per ricavare additivi bio dalla panificazione. Miscele utilizzabili nei propulsori attuali]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 17 Feb 2026 13:17:02 +0100</pubDate>
                <modDate>Tue, 17 Feb 2026 13:17:02 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <oldGuid>https://corrierepisano.it/provincia/economia/ricerca-lateneo-di-pisa-converte-i-rifiuti-alimentari-in-etil-levulinato-un-nuovo-vettore-per-i-motori-a-benzina/</oldGuid>
                                
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                <type>post</type>
                <title>Allarme 2050: il 90 per cento dei terreni rischia di morire. Da Pisa la ricetta ‘SoilTech’ per salvarli</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/allarme-2050-il-90-per-cento-dei-terreni-rischia-di-morire-da-pisa-la-ricetta-soiltech-per-salvarli/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="5">PISA – C&#8217;è un&#8217;emergenza silenziosa che corre sotto i nostri piedi. Se i ritmi di sfruttamento attuale non cambieranno, <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="119">entro il 2050 fino al 90% del suolo del pianeta potrebbe essere degradato</b>. Una prospettiva allarmante per la sicurezza alimentare globale, a cui l&#8217;Università di Pisa risponde indicando una nuova via: quella della tecnologia applicata alla terra.</p>
<p data-path-to-node="6">L&#8217;ateneo pisano è protagonista di un importante contributo scientifico appena pubblicato sulla prestigiosa rivista <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="115">Nature Reviews Bioengineering</i>. A firmare lo studio, intitolato <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="178">SoilTech innovations for sustainable soil and food security</i>, sono il ricercatore <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="259">Samuele Risoli</b> (primo autore) e il professor emerito <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="312">Giacomo Lorenzini</b>, entrambi del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali.</p>
<p data-path-to-node="7"><b data-path-to-node="7" data-index-in-node="0">La soluzione si chiama <em>SoilTech. </em></b>La pubblicazione analizza come invertire la rotta utilizzando un mix di bioingegneria, strumenti digitali e agricoltura di precisione. Gli studiosi hanno individuato tre fronti di battaglia decisivi:</p>
<p data-path-to-node="7"><b data-path-to-node="8,0,0" data-index-in-node="0">Conservare</b> i terreni che sono ancora in salute. <b data-path-to-node="8,1,0" data-index-in-node="0">Migliorare</b> la produttività di quelli coltivati. <b data-path-to-node="8,2,0" data-index-in-node="0">Recuperare</b> le aree ormai compromesse.</p>
<p data-path-to-node="7">Non si tratta di fantascienza, ma di applicare soluzioni che vanno dai fertilizzanti &#8220;bio-based&#8221; ai sistemi di monitoraggio avanzati. L&#8217;idea è combinare i dati ambientali raccolti dai sensori con l&#8217;Intelligenza Artificiale per gestire le colture, affiancando a questo tecniche di &#8220;biorisanamento&#8221; che usano piante e microrganismi per ripulire i terreni contaminati.</p>
<p data-path-to-node="7">&#8220;La crisi del suolo è meno visibile di altre emergenze, ma ha conseguenze dirette sul clima e sugli ecosistemi&#8221;, spiega Risoli. Per il ricercatore, però, la scienza da sola non basta: serve un ponte solido con il mondo produttivo per trasformare le teorie in pratiche reali nei campi. Lo studio sottolinea proprio l&#8217;importanza della sinergia con le aziende, citando il supporto e la visione condivisa di realtà come <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="449">Cereal Docks</b> e <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="464">Grey Silo Ventures</b>. L&#8217;obiettivo finale è chiaro: mantenere alta la produzione agricola necessaria a sfamare il mondo, senza però uccidere la risorsa non rinnovabile che la rende possibile.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Ricercatori pubblicano su rivista scientifica: ecco come preservare i campi con strumenti digitali e microrganismi]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Ricercatori pubblicano su rivista scientifica: ecco come preservare i campi con strumenti digitali e microrganismi]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Mon, 09 Feb 2026 11:56:08 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 09 Feb 2026 11:56:08 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Prima palancola al canale dei Navicelli. Il sindaco Conti: “Un momento storico”</title>
                <link>https://corrierepisano.it/provincia/economia/prima-palancola-al-canale-dei-navicelli-il-sindaco-conti-un-momento-storico/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PISA &#8211; &#8220;Oggi è una data importante perché segna l’avvio concreto dei lavori di palancolatura lungo il <strong>Canale dei Navicelli.</strong> Un passaggio fondamentale, reso possibile grazie a un emendamento approvato nel 2024, che ha consentito di portare sul canale <strong>30 milioni di euro complessivi per questa infrastruttura strategica</strong>&#8220;. Lo ha dichiarato <strong>il sindaco di Pisa Michele Conti a margine della cerimonia di posa della prima palancola, simbolico via ai lavori.</strong></p>
<p>&#8220;Parliamo di un investimento articolato su tre anni – prosegue Conti –: 10 milioni nel 2024, che corrispondono ai lavori avviati oggi, 10 milioni nel 2025 e 10 milioni nel 2026. Un intervento strutturale che <strong>consentirà di aumentare il pescaggio del canale</strong> e di migliorare in modo significativo la navigabilità, riducendo le criticità operative e permettendo la movimentazione di imbarcazioni sempre più grandi, costruite qui e apprezzate sui mercati di tutto il mondo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ringrazio l’onorevole Edoardo Ziello per il lavoro svolto in parlamento e il viceministro Edoardo Rixi, che ha sostenuto con convinzione questo progetto. La sua conoscenza diretta del settore nautico, che unisce Liguria e Toscana, è stata determinante. Insieme al Governo centrale abbiamo lavorato affinché il nostro canale diventasse più attrattivo e in grado di accogliere nuove imprese&#8221;.</p>
<p><strong>Il sindaco ha poi indicato le prossime sfide</strong>: &#8220;Restano due passaggi strategici. Il primo è la realizzazione del ponte mobile sul canale scolmatore, che consentirà alle imbarcazioni di uscire direttamente a mare dalla foce armata, senza transitare dal porto di Livorno, anche alla luce dei grandi investimenti sulla Darsena Europa. Il secondo è aprire un’interlocuzione seria e concreta con la Regione Toscana e con l’<strong>Ente Parco di San Rossore Migliarino Massaciuccoli</strong>, per il piano di gestione, individuando aree che possano essere dedicate allo sviluppo della nautica&#8221;.</p>
<p>&#8220;La posa della prima palancola &#8211; conclude Conti &#8211; non è solo l’inizio di un cantiere, ma la conferma di una visione: <strong>Pisa investe su lavoro, infrastrutture e competitività</strong>. La nautica è una delle eccellenze del nostro territorio e questo intervento ne rafforza il futuro&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il primo cittadino: "Un intervento che consentirà di aumentare il pescaggio del canale e di migliorare in modo significativo la navigabilità"]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il primo cittadino: "Un intervento che consentirà di aumentare il pescaggio del canale e di migliorare in modo significativo la navigabilità"]]></metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 12 Jan 2026 18:53:29 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 12 Jan 2026 18:53:29 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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