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Università di Pisa, pubblicato il Bilancio di Genere 2024-2025: studentesse maggioranza ma calano tra i docenti

PISA – L’Università di Pisa ha pubblicato sul proprio portale il Bilancio di Genere per il biennio 2024-2025, un documento curato da Francesca Pecori, responsabile dell’Unità per l’Eguaglianza e le Differenze, e approvato dal Comitato Unico di Garanzia, che fotografa la situazione della comunità accademica tracciando progressi e persistenti disuguaglianze.

Dal punto di vista della popolazione studentesca, la componente femminile rappresenta il cinquantuno virgola sei per cento del totale. Si registra una leggera crescita delle immatricolazioni femminili nei corsi legati alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con percentuali che passano dal quattordici virgola quindici al quindici virgola quaranta per cento nelle triennali e dal ventuno virgola settantasei al ventitré virgola ventuno per cento nelle magistrali. Le studentesse ottengono inoltre risultati accademici favorevoli, risultando maggioranza tra i laureati in corso e registrando una percentuale di voti massimi pari al trentatré virgola diciotto per cento, a fronte del ventinove virgola diciannove per cento degli uomini. Permane tuttavia una forte divisione disciplinare: le donne scelgono prevalentemente percorsi umanistici e sanitari, mentre gli uomini mantengono la netta prevalenza in ingegneria e ICT. Sul fronte occupazionale, pur a fronte di un tasso di inserimento lavorativo iniziale leggermente superiore per le laureate triennali a un anno dal titolo (quarantatré virgola sessanta per cento contro trentanove virgola novanta), il quadro complessivo mostra livelli occupazionali e retribuzioni medie ancora superiori per gli uomini.

La situazione muta in modo sensibile analizzando il personale docente e ricercatore, dove i dati evidenziano un lieve arretramento rispetto alla precedente rilevazione del biennio 2022-2023. Le professoresse ordinarie si attestano al venticinque virgola trentasette per cento, le associate al quaranta virgola ottantacinque per cento e le ricercatrici scendono al quarantotto virgola settantasei per cento. Nelle discipline tecnico-scientifiche la presenza femminile all’interno dell’ateneo pisano si ferma al trenta per cento, un dato inferiore rispetto alla media nazionale fissata al trentasei virgola novantasei per cento. Una dinamica opposta caratterizza invece il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario, dove le donne rappresentano il sessantuno virgola ottantanove per cento della forza lavoro complessiva, toccando picchi dell’ottantasei virgola trentatré per cento nelle biblioteche e del settantasette virgola quattordici nell’area amministrativa, oltre a coprire la metà dei ruoli dirigenziali di seconda fascia.

Il documento richiama l’attenzione sulle misure adottate dall’ateneo per favorire le pari opportunità, tra cui il piano di azioni positive, i servizi di supporto come lo sportello contro la violenza di genere e le carriere alias. Elisabetta Catelani, presidente del Comitato Unico di Garanzia, ha evidenziato come tali strumenti rendano la promozione dell’uguaglianza un elemento strutturale della programmazione universitaria. Sulla stessa linea Renata Pepicelli, delegata del rettore per le politiche di uguaglianza, ha sottolineato l’esigenza di proseguire gli sforzi per centrare gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030.

REDAZIONE

© Riproduzione riservata

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