PISA – La Regione Toscana ha recapitato al Comune di Pisa le proprie osservazioni sul nuovo Piano operativo, mettendo in discussione l’intero impianto urbanistico promosso dall’amministrazione Conti. Secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, il documento inviato a Palazzo Gambacorti non si limita a rilievi formali, ma smonta punto per punto le scelte di pianificazione attuali, evidenziando incertezze su volumi edificabili, consumo di suolo e sostenibilità ambientale.
Gli uffici regionali chiedono chiarezza immediata sulla capacità edificatoria reale, area per area e per ogni singola destinazione d’uso. La critica si concentra sul ricorso a indici generici, privi di schede specifiche per i singoli interventi. A questo si aggiungono preoccupazioni sull’accessibilità dei nuovi lotti, sulla tenuta della viabilità esistente e sulla densità edilizia prevista in diverse zone della città, comprese quelle situate in prossimità dell’Arno.
Particolarmente severo è il giudizio in ambito ambientale. Stando a quanto riportato, l’assenza di un dimensionamento complessivo impedisce di valutare correttamente l’impatto delle nuove trasformazioni sul territorio. La Regione lamenta inoltre la mancanza di approfondimenti necessari su temi sensibili come la gestione delle acque, il funzionamento del sistema fognario e di depurazione, nonché la resilienza ai rischi climatici, tra cui alluvioni, siccità e il fenomeno dell’intrusione salina lungo la costa.
Anche il comparto infrastrutturale è finito sotto la lente d’ingrandimento. La Regione ha sollecitato la presentazione di studi di traffico aggiornati per comprendere le ricadute delle nuove previsioni urbanistiche sulla SR 206 e sulla FiPiLi, richiamando espressamente l’attenzione sulla sicurezza dei ponti lungo la 206, alcuni dei quali già monitorati per criticità strutturali.
“Questo Piano, così com’è, non regge perché non chiarisce quanto si costruirà e quali conseguenze avranno le nuove previsioni su quartieri, ambiente, traffico e servizi” ha dichiarato Mazzeo, esortando il sindaco Conti a sospendere l’iter per avviare una revisione sostanziale. Secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, il futuro di Pisa deve muoversi su binari differenti, privilegiando la rigenerazione urbana, i servizi di prossimità e il potenziamento del verde cittadino. “La Pisa del futuro ha bisogno di una direzione diversa: spazi di socialità, più alberi, più ombra e un piano che preveda in maniera certa e concreta la riduzione di cemento e di isole di calore” ha concluso Mazzeo, sottolineando la necessità di puntare sul cosiddetto ‘depaving’, ovvero la rimozione dell’asfalto in eccesso per restituire suolo permeabile alla città.
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