PISA – Nel primo pomeriggio di ieri (30 luglio), un detenuto si è reso protagonista di un episodio di violenza inaudita. Lo stesso individuo che, in occasione della recente visita di un esponente politico al Don Bosco, aveva inscenato un tentativo di impiccamento, oggi ha brutalmente aggredito con pugni al volto e ferito con una lama un agente di polizia penitenziaria. A riferirlo è il sindacato Alsippe.
“Ironia della sorte, a subire questa vile aggressione è stato proprio il poliziotto che, in precedenza, gli aveva salvato la vita sventando quel teatrale tentativo di suicidio – dice il sindacato – A causa dei violenti colpi ricevuti, l’agente ha riportato il viso tumefatto, un profondo taglio ad un dito e una prognosi di 7 giorni. Quanto accaduto oggi non è purtroppo un caso isolato. All’interno della casa circondariale di Pisa le aggressioni, verbali e fisiche, sono ormai quasi all’ordine del giorno. Una situazione intollerabile che continua a degenerare anche a causa del mancato rispetto delle disposizioni vigenti: non viene infatti applicata, nell’immediatezza, la circolare che impone il trasferimento immediato dei detenuti che si macchiano di aggressioni nei confronti degli operatori. A ciò si aggiunge la consapevolezza, da parte della popolazione detenuta, di rimanere sostanzialmente impuniti, dal momento che delle sanzioni disciplinari interne non importa nulla e manca del tutto la certezza di conseguenze penali immediate”.
“Non è più accettabile che i poliziotti penitenziari – conclude il sindacato – debbano svolgere il proprio servizio in balia della violenza, esposti a rischi mortali e privi di tutele concrete e di risposte incisive da parte dell’amministrazione. Si esige un intervento immediato per ripristinare la sicurezza, la legalità e la dignità del personale all’interno dell’istituto pisano. In attesa di fattive risposte e di un concreto intervento da parte degli Organi Superiori dell’Amministrazione Penitenziaria, la segreteria Alsippe augura al collega una pronta guarigione, manifestandogli sentita e doverosa vicinanza”.
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