Pirelli, con Bkt asse sull’India: 800mila pneumatici entro 2030 e possibile jv per nuovo sito produttivo

(Adnkronos) – L’India entra a passo deciso nella strategia di crescita di Pirelli. Il gruppo italiano ha siglato con Balkrishna Industries (Bkt), uno dei principali produttori mondiali di pneumatici Off-Highway, un accordo industriale che prevede una prima fase con la produzione in India di fino a 800mila pneumatici premium a marchio Pirelli entro il 2030. Il piano parte da un accordo di off-take: Bkt realizzerà i pneumatici in un nuovo stabilimento dotato di tecnologie avanzate, secondo gli standard tecnologici e qualitativi Pirelli. L’operazione punta a intercettare la crescita del mercato indiano dell’auto e, soprattutto, quella della fascia alta. Secondo le stime presentate da Pirelli, le immatricolazioni nel Paese cresceranno del 5-7% l’anno tra il 2025 e il 2030, mentre il mercato degli pneumatici premium per autovetture è atteso quasi quintuplicare nello stesso periodo. Nel 2030 il mercato degli pneumatici per autovetture dovrebbe arrivare a circa 50 milioni di pezzi, con quelli da 18 pollici in su, segmento di riferimento per Pirelli, che rappresenterebbero indicativamente il 10%. 

Per Pirelli l’India vale oggi una presenza commerciale ma l’accordo con Bkt apre alla possibilità di una base produttiva nel Paese. Una seconda fase, infatti, potrebbe portare alla costituzione di una joint venture paritetica e alla realizzazione di un impianto dedicato agli pneumatici car High Value, a marchio Pirelli e Bkt, destinati sia al mercato indiano sia all’estero. Ma sui tempi e sugli eventuali investimenti Pirelli mantiene prudenza: la seconda fase scatterà solo al verificarsi di determinate condizioni legate allo sviluppo del mercato premium. “È troppo presto per parlare di investimenti relativi alla seconda fase e non possiamo nemmeno rivelare i termini previsti dall’accordo per quella fase” ha spiegato l’ad di Pirelli Andrea Casaluci, incontrando la stampa riunita a Nuova Delhi in occasione della presentazione del Calendario Pirelli 2027, che verrà svelato domani. Il fattore scatenante per la seconda fase “sarà la crescita del mercato di fascia alta. Non dimenticate mai che la strategia di Pirelli è e rimane incentrata sui prodotti di fascia alta”. 

La dimensione economica dell’operazione è chiara. Il mercato indiano dovrebbe arrivare a rappresentare circa il 3% dei ricavi Pirelli entro il 2030, per un valore nell’ordine dei 200 milioni di euro. Una cifra che, ha spiegato il gruppo, comprenderà sia la produzione degli 800mila pneumatici premium prevista dall’accordo con Bkt sia le importazioni. Per il presidente esecutivo, Marco Tronchetti Provera, l’accordo va letto come l’avvio di una presenza più strutturata in un mercato che sta cambiando rapidamente. “L’India è un mercato che sta acquisendo sempre maggiore importanza. La modernizzazione dell’India sta subendo una forte accelerazione e ritengo che per noi ci sia la possibilità di avere un mercato importante in crescita”, ha detto. 

 

“Per noi questo accordo si inserisce perfettamente nella nostra strategia, quella di puntare sulla fascia alta e sul local-for-local, è solo l’inizio di un percorso – ha aggiunto Tronchetti Provera -. Partiamo da una fase di avvio, fornendo tecnologia, creando tecnologia e investendo capitali per gettare le basi di qualcosa di più importante in prospettiva, agendo insieme e in sintonia con la famiglia Poddar”. Lo stesso Rajiv Poddar, joint managing director di Bkt ha commentato: “Quando un marchio affermato a livello globale come Pirelli sceglie Bkt, è un riconoscimento della forza produttiva, della qualità e delle competenze che abbiamo costruito nel corso di decenni. Siamo orgogliosi di mettere la nostra scala industriale al servizio di questa partnership e dei clienti non solo in India, ma anche nei nostri mercati internazionali. La leadership tecnologica di Pirelli e le capacità industriali di Bkt costituiscono insieme una solida base per creare valore duraturo”. L’intesa con la multinazionale indiana, ha precisato Tronchetti Provera, non va letta come un’operazione societaria. Con Bkt, ha chiarito, “c’è solo un accordo industriale”, escludendo al momento evoluzioni sul piano dell’azionariato. L’eventuale joint venture prevista nella seconda fase sarebbe quindi un ulteriore sviluppo industriale dell’intesa, subordinato alla crescita del mercato di riferimento. 

Il gruppo guarda all’India all’interno di una strategia più ampia di sviluppo della capacità produttiva e del modello “local-for-local”. “Stiamo già investendo negli Stati Uniti, in Arabia Saudita e ora anche in India – ha ricordato Tronchetti Provera -. Quindi ora siamo concentrati sul portare a termine ciò che abbiamo in programma, che è davvero molto importante. Se aggiungessimo qualcos’altro, penso che sarebbe troppo”. E Casaluci ha aggiunto: “Nutriamo aspettative sul mercato di fascia alta che ci rendono fiduciosi di arrivare molto presto a una seconda fase di crescita. Ma dobbiamo prima realizzare uno sviluppo costante del mercato”, ha spiegato. L’asse con Bkt consente intanto al gruppo di entrare nella produzione locale. Bkt mette a disposizione capacità industriale e conoscenza del mercato indiano, Pirelli porta tecnologia e posizionamento nel segmento premium. Un modello che potrebbe trasformarsi poi nella joint venture e nel nuovo impianto previsti dalla seconda fase. “Le prospettive del mercato automotive nazionale, e in particolare dei prodotti premium della partnership, sono molto promettenti. È il momento giusto per cogliere questa opportunità”, ha ribadito Casaluci. 

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