UniCredit, Padoan lascia la presidenza: si apre la partita per la successione, sullo sfondo il dossier Commerzbank

(Adnkronos) – Si apre la partita per la successione di Pier Carlo Padoan alla presidenza di UniCredit dal 2021, al suo secondo mandato. L’ex mininistro ha annunciato che non si ricandiderà alla guida del Consiglio di amministrazione alla scadenza del suo mandato, prevista nell’aprile 2027. Una decisione motivata ufficialmente da ragioni personali, condivisa con la banca e comunicata con circa sei mesi di anticipo rispetto al rinnovo del board. 

L’annuncio dell’uscita di Padoan arriva mentre il gruppo guidato da Andrea Orcel è impegnato nel rafforzamento della propria presenza internazionale e, soprattutto, nella complessa partita tedesca di Commerzbank. Sullo sfondo resta infatti l’integrazione tra l’istituto di Francoforte e Hvb, la controllata tedesca di UniCredit, un’operazione che potrebbe ridisegnare gli equilibri del settore bancario europeo. Unicredit è in attesa delle ultime autorizzazioni: quella della DG COMP. la direzione della Commissione europea competente in materia di concorrenza e controllo delle concentrazioni e quella della KNF, l’autorità di vigilanza finanziaria polacca. Entrambe le autorizzazioni dovrebbero arrivare entro dicembre. 

La partita della successione
 

Con l’annuncio di Padoan si apre ufficialmente il percorso per individuare il nuovo presidente. Sarà lo stesso Padoan, insieme al presidente del Comitato Nomine, Jeffrey Hedberg, a contribuire alla selezione di una figura in grado di assicurare continuità alla governance e accompagnare il gruppo nella prossima fase strategica. 

Il primo nodo da sciogliere riguarda il profilo del successore: puntare su una personalità esterna oppure privilegiare una soluzione interna al consiglio di amministrazione. La tradizione di UniCredit ha generalmente favorito figure di elevato profilo istituzionale, con una solida esperienza economico-finanziaria, autorevolezza e capacità di interlocuzione con gli stakeholder, anche a livello internazionale. Caratteristiche che assumono un peso ancora maggiore alla luce delle scelte europee del gruppo. Prima di Padoan erano stati nominati Cesare Bisoni che aveva preso il posto di Fabrizio Saccomanni e prima ancora Giuseppe Vita. Tra i presidenti anche il tedesco Dieter Rampl. L’alternativa potrebbe essere rappresentata da una candidatura interna al board, una scelta che consentirebbe di valorizzare la conoscenza della banca e garantire continuità negli indirizzi strategici e negli equilibri di governance. Al momento la vicepresidente vicario è Elena Carletti. La ricerca del successore è destinata a entrare nel vivo nei prossimi mesi e potrebbe portare al nome entro l’assemblea di aprile. 

Il dossier Commerzbank e gli equilibri europei
 

A rendere particolarmente significativa la scelta del prossimo presidente è anche il dossier Commerzbank. UniCredit resta concentrata sulla Germania, dove il confronto con il governo di Berlino e il management dell’istituto di Francoforte si sviluppa su un terreno nel quale interessi industriali, valutazioni politiche e aspetti regolamentari si intrecciano. L’ integrazione con Hvb aprirebbe inevitabilmente anche una riflessione sugli assetti di governance del nuovo gruppo. In operazioni transfrontaliere di questa portata, infatti, la distribuzione delle responsabilità e delle cariche può diventare parte integrante degli equilibri negoziali. È anche in questa prospettiva che la successione di Padoan assume una rilevanza strategica. La scelta di una figura con un forte profilo istituzionale e una consolidata esperienza internazionale potrebbe rappresentare un elemento importante nella gestione dei rapporti con le autorità e gli interlocutori europei. 

Il rapporto con Orcel e la trasformazione della banca
 

Padoan era entrato nel Consiglio di amministrazione di UniCredit nell’ottobre 2020 come presidente designato, assumendo ufficialmente l’incarico nell’aprile 2021, in coincidenza con l’arrivo di Andrea Orcel alla guida operativa del gruppo. Da allora ha affiancato l’amministratore delegato in una fase di profonda trasformazione della banca, segnata dal rafforzamento della redditività, dalla crescente remunerazione degli azionisti e da una strategia di espansione che ha riportato UniCredit al centro del consolidamento bancario europeo. Un percorso che ha incluso anche il tentativo di acquisizione di Banco Bpm, successivamente abbandonato nel luglio 2025 dopo il confronto con il governo italiano sulle condizioni imposte attraverso il golden power. “Desidero ringraziare personalmente Pier Carlo per la sua leadership e il suo supporto sin dall’inizio del mio mandato. È stato per me una fonte costante di saggi consigli e di grande esperienza, e ho molto apprezzato la nostra collaborazione”, ha dichiarato Orcel. L’amministratore delegato ha inoltre ribadito che il Consiglio di amministrazione e il management resteranno pienamente concentrati sull’attuazione della strategia durante la fase di transizione. 

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