Rinviata l’assemblea di Plures, 14 sindaci in coro: “Servono trasparenza e garanzie per il futuro”

FIRENZE – Una presa di posizione netta e unitaria dei sindaci della Piana fiorentina, del Mugello e del Valdarno per chiedere trasparenza, coinvolgimento attivo e garanzie sul futuro di Plures. Dopo il rinvio dell’assemblea societaria – deciso con il voto contrario dei rappresentanti delle realtà territoriali nel consiglio di amministrazione – e l’emergere delle indiscrezioni sulla nomina del nuovo amministratore delegato, 14 primi cittadini hanno sottoscritto un documento congiunto per rivendicare il valore del controllo pubblico e il ruolo decisionale dei territori.

“Abbiamo sostenuto da subito lo stop alla quotazione in borsa, perché i servizi pubblici non devono soggiacere agli interessi di gruppi privati e finanziari, e vogliamo che le scelte strategiche tornino nelle mani degli amministratori pubblici”, premettono i sindaci, contestando la gestione delle ultime fasi decisionali. Pur giudicando in linea teorica condivisibile l’obiettivo di un allargamento del perimetro societario, la nota chiarisce che tali operazioni “devono essere oggetto di un confronto tra soci per evitare che compromettano la natura pubblica della società”, rifiutando una governance in cui “il ruolo dei soci sia limitato a una ratifica di scelte maturate tra i Comuni di Firenze e Prato”.

I primi cittadini mettono in guardia dal rischio che la crescita dimensionale e la difesa dai grandi player extraregionali diventino “un modo per reintrodurre dalla finestra la logica di mercato che abbiamo fermato alla porta”. Per questo motivo viene sollecitata la condivisione preventiva dei criteri di selezione, delle candidature e degli indirizzi strategici da affidare al nuovo cda, imponendo che ogni eventuale piano di aggregazione sia supportato da analisi di impatto finanziario e discusso nell’assemblea dei sindaci.

Ferme restano anche le garanzie sul piano economico e tariffario: “Investimenti e indebitamento che ne derivano non devono ricadere sulle tariffe di Tari e Taric: prima di chiedere di più ai cittadini, la società deve dimostrare di aver recuperato ogni inefficienza, a partire da costi di struttura, consulenze, livelli dirigenziali e oneri finanziari, con piena trasparenza su come si forma la tariffa”.

Sul fronte della gestione dei rifiuti, i sindaci precisano che il recente voto sul revamping del termovalorizzatore di Montale costituisce un’apertura al tema della carenza impiantistica ma non l’avvio di una stagione di nuove costruzioni, ribadendo che l’asse portante resta la strategia del ‘rifiuto zero’, basata su riduzione, riuso e raccolta differenziata. Il documento si chiude con l’appello a superare le controversie legali e a ripristinare un dialogo alla pari: “Una società pubblica deve aiutare le scelte dei sindaci, non condizionarle o sconfessarle.Servono la fine dei contenziosi con i Comuni soci e con l’Autorità di ambito e una governance che dia voce alle diverse realtà del territorio. Le sindache e i sindaci dei nostri territori tornino protagonisti nelle scelte fondamentali sui servizi pubblici locali. Protagonisti, non spettatori”.

Il documento è stato firmato dai sindaci Giuseppe Carovani (Calenzano), Leonardo Romagnoli (Borgo San Lorenzo), Luca Benesperi (Agliana), Edoardo Prestanti (Carmignano), Francesco Tagliaferri (Vicchio), Daniele Venturi (Rufina), Tommaso Cuoretti (Londa), Massimiliano Amato (Dicomano), Guglielmo Bongiorno (Cantagallo), Francesca Vivarelli (Vaiano), Andrea Tagliaferri (Campi Bisenzio), Riccardo Palandri (Poggio a Caiano), Damiano Sforzi (Sesto Fiorentino) ed Emanuele Piani (San Godenzo).

REDAZIONE

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