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Bambini più alti, “ma non è una buona notizia”: l’allarme degli esperti

Contrariamente alle recenti notizie che parlavano di una generazione “in miniatura”, un nuovo studio dell’Università di Oxford rivela che i bambini britannici stanno diventando più alti. Tuttavia, il dato nasconde una realtà preoccupante: questa crescita non è segno di benessere, ma è trainata dall’impennata dell’obesità infantile nelle aree più povere.

Il mito dei “bambini che si rimpiccioliscono”

Negli ultimi anni, il dibattito pubblico nel Regno Unito è stato scosso da titoli allarmistici: “I bambini britannici si stanno rimpicciolendo“. Esperti e media avevano puntato il dito contro l’austerità e il peggioramento della dieta nazionale, suggerendo che i bambini fossero più bassi dei loro coetanei europei. Ma una nuova e imponente analisi dei dati dei programmi di misurazione infantile (Child Measurement Programmes) in Inghilterra, Scozia e Galles ribalta questa narrazione, svelando un fenomeno molto più complesso e inquietante.

Secondo i ricercatori di Oxford, le notizie su un calo assoluto dell’altezza media erano basate su dati imprecisi o interpretazioni parziali. Al contrario, l’altezza media dei bambini britannici è effettivamente aumentata negli ultimi due decenni. Tuttavia, gli studiosi avvertono: non è una buona notizia. Se storicamente l’aumento dell’altezza è stato lo “specchio delle condizioni di una società”, riflettendo miglioramenti nella nutrizione e nella salute, oggi nel Regno Unito questo indicatore sembra essersi rotto. Per la prima volta, l’altezza non è più sinonimo di salute, ma un segnale di allarme per le disuguaglianze socioeconomiche.

Il legame paradossale tra altezza e obesità

Il fattore determinante dietro questo incremento è l’obesità infantile. Essere in sovrappeso o obesi provoca cambiamenti ormonali che accelerano lo sviluppo lineare durante l’infanzia. In termini semplici: i bambini obesi tendono a crescere più velocemente e a essere temporaneamente più alti dei loro coetanei normopeso.

“Potrebbe sembrare una storia positiva, ma è l’esatto contrario”, spiega il dottor Andrew Moscrop del Nuffield Department of Primary Care Health Sciences di Oxford. Il motivo è duplice:

  1. Sviluppo precoce, ma stop anticipato: questi soggetti tendono a smettere di crescere prima e non diventano necessariamente adulti più alti.
  2. Rischi futuri: questi bambini affrontano un rischio molto più elevato di sviluppare malattie gravi come diabete e patologie cardiache in età adulta.

La geografia della disuguaglianza

Il dato demografico più rilevante riguarda la distribuzione di questo fenomeno. Mentre nelle aree più ricche i tassi di obesità infantile sono in calo, nelle zone più deprivate del Paese sono in forte aumento. In Inghilterra, ad esempio, tra il 2009 e il 2024, l’altezza media dei ragazzi di 11 anni nelle aree più povere è aumentata di 1,7 cm, parallelamente a un balzo della prevalenza di sovrappeso e obesità, passata dal 37,7% al 43,3% nello stesso gruppo. Nelle zone più benestanti, invece, l’altezza è rimasta stabile o è cresciuta in modo molto meno marcato.

Il risultato è un assottigliamento del divario di altezza tra ricchi e poveri, ma per le ragioni sbagliate: i bambini delle classi svantaggiate stanno “raggiungendo” i coetanei più ricchi non grazie a una vita migliore, ma a causa di una dieta peggiore e di ambienti meno sani.

L’effetto della pandemia e i “deserti alimentari”

Lo studio evidenzia come la pandemia di Covid-19 abbia agito da catalizzatore. Durante i lockdown, la chiusura delle scuole e la riduzione dell’attività fisica hanno portato a un picco improvviso e senza precedenti sia dell’obesità che dell’altezza media. Tra le bambine di 11 anni in Inghilterra, l’altezza media è saltata di ben 1,4 cm in un solo anno (tra il 2019 e il 2021), in coincidenza con un aumento vertiginoso dell’obesità.

Le cause profonde, tuttavia, sono strutturali. I ricercatori sottolineano che i bambini nelle aree povere sono esposti a:

  • Una densità molto maggiore di punti vendita di cibo spazzatura (fast food).
  • Minore disponibilità di alimenti freschi e nutrienti a prezzi accessibili.
  • Mancanza di spazi aperti sicuri per giocare e fare esercizio.
  • Tagli ai servizi per l’infanzia che dovrebbero sostenere la crescita sana.

Una lezione per le politiche

L’analisi di Oxford lancia un monito globale: l’altezza media di una popolazione potrebbe non essere più un indicatore affidabile del benessere pubblico laddove l’obesità è in aumento. Per i decisori politici, il messaggio è chiaro: per migliorare davvero la salute della prossima generazione, non basta guardare i centimetri, ma occorre eradicare la povertà infantile e trasformare gli ambienti in cui i giovani crescono.

Giovani

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

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