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Donald Trump deride le atlete trans: “Vorrei essere più esplicito” – Video

Il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha sbeffeggiato le atlete transgender, offrendo una grottesca imitazione pubblica di come solleverebbero i pesi durante le competizioni. Ieri, durante il ritiro annuale dei membri repubblicani della Camera dei Rappresentanti al Kennedy Center di Washington, Trump ha finto di sollevare un bilanciere, grugnendo e mimando lo sforzo fisico davanti ai congressisti presenti. Il tycoon avrebbe voluto “essere più esplicito”, ma ha detto di doversi fermare perché “ci sono persone che mi guardano”.

Non è la prima volta che il presidente fa il verso alle atlete transgender.

La sua posizione sul tema è sempre stata netta: undici mesi fa il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo che vieta alle donne transgender di competere nelle categorie sportive femminili e aveva duramente criticato la partecipazione di Imane Khelif nella categoria della boxe femminile alle Olimpiadi di Parigi.

L’imitazione di Trump

Durante la performance al Kennedy Center, Trump ha sottolineato come la sua comunicazione divisiva non lo abbia mai ostacolato nella corsa alla presidenza, semmai il contrario. “Mia moglie odia quando faccio questo. È una persona molto di classe. Mi ha detto: ‘È così poco presidenziale’. Ma io le ho risposto: ‘Eppure sono diventato presidente’”, ha dichiarato candidamente tra gli applausi e le risa dei congressisti repubblicani.

Trump ha mimato il sollevamento di un bilanciere, suggerendo che per un’atleta transgender sarebbe stato estremamente facile battere le avversarie donne. “Avrebbe potuto fare ‘ding, ding’”, ha detto, mimando un sollevamento senza sforzo.

Nello stesso discorso, The Donald ha affermato che “due persone transgender hanno vinto medaglie d’oro nella boxe”. Secondo il fact-checking della Cnn, il presidente si riferiva probabilmente alle campionesse olimpiche Imane Khelif (Algeria) e Lin Yu-ting (Taiwan), entrambe identificate come donne alla nascita e che hanno sempre gareggiato nella categoria femminile. Entrambe le atlete erano state al centro di polemiche durante i Giochi Olimpici di Parigi 2024 dopo che l’International Boxing Association (Iba) le aveva squalificate per presunti “test di ammissibilità di genere”, decisione poi respinta dal Comitato Olimpico Internazionale.

I precedenti del tycoon

Trump aveva già fatto la stessa imitazione pubblicamente almeno un’altra volta, nel maggio 2025, durante un discorso di inaugurazione dell’anno accademico all’Università dell’Alabama. In quell’occasione aveva dichiarato: “Poi arriva un ragazzo, o una ragazza, o qualsiasi cosa sia… Una persona transgender che era un sollevatore di pesi fallito come maschio, ma arriva a 206 libbre, mettono la piccola cosa addosso e solo ‘boom, boom, boom’.” Anche allora aveva commentato che Melania disapprovava le sue imitazioni e che avrebbe dovuto affrontare la sua critica una volta tornato a casa.

Durante la campagna elettorale e nei primi giorni del secondo mandato, Trump ha utilizzato la questione delle persone transgender nello sport come cavallo di battaglia. I repubblicani hanno speso 215 milioni di dollari solo in spot televisivi contro le persone transgender durante l’ultima campagna presidenziale.

Gli ordini esecutivi: sport, esercito e identità di genere

La lotta alla “cultura woke” e alle persone transgender sono pilastri della politica trumpiana: a poche ore dal secondo insediamento, il tycoon ha promesso di impegnarsi a fermare la “follia transgender” sin dal primo giorno; il 5 febbraio 2025, quindici giorni dopo il suo ritorno a Washington, ha firmato l’ordine esecutivo “Keeping Men Out of Women’s Sports”, che vieta alle atlete transgender di competere nelle categorie sportive femminili.

Durante la cerimonia di firma alla Casa Bianca, Trump ha dichiarato: “Con questo ordine esecutivo, la guerra contro le donne nello sport è finita”. Il presidente ha poi aggiunto: “Se permettete agli uomini di dominare le squadre femminili o i vostri spogliatoi, sarete indagati per violazioni del Titolo IX e rischierete i vostri finanziamenti federali.” L’ordine impone al Dipartimento dell’Istruzione di indagare sulle scuole superiori sospettate di non conformità e di ritirare tutti i finanziamenti dai programmi educativi che negano alle donne e alle ragazze pari opportunità atletiche. L’ordine si applica a tutte le istituzioni educative che ricevono fondi federali, dalle scuole elementari alle università.

Donald Trump ha formalizzato per legge che “la politica ufficiale del governo degli Stati Uniti prevede l’esistenza di due soli generi, maschile e femminile”.​

Transgender nell’esercito e nelle scuole

Il 22 dicembre 2024, durante l’America Fest in Arizona, Donald Trump era stato esplicito: “Con un tratto della mia penna, il primo giorno, fermeremo la follia transgender: firmerò gli ordini esecutivi per porre fine alla mutilazione sessuale infantile, per far uscire i transgender dall’esercito e dalle nostre scuole elementari, medie e superiori.”

Facendo seguito alle parole, il presidente americano ha poi reintrodotto il divieto di arruolamento per persone transgender nell’esercito, già implementato durante il primo mandato (2017) ed eliminato da Biden nel 2021. La novità dell’ordine attuale è che vieterebbe non solo gli arruolamenti ma anche la permanenza in servizio di chi è già stato arruolato. La motivazione ufficiale del presidente è che “le forze armate americane devono concentrarsi sull’ottenere travolgenti e decisive vittorie e non possono essere oppresse dai terribili costi sanitari e dai disagi che la presenza di transgender nell’esercito implicherebbe”.

Secondo i dati del Dipartimento della Difesa, nel 2019 circa 15.000 persone in servizio si consideravano transgender. Tra il 2016 e il 2019, le spese mediche per le persone transgender sono ammontate a 8 milioni di dollari, a fronte di un budget complessivo per la difesa di oltre 50 miliardi.

​A marzo 2025, Trump ha esercitato pressioni sulle agenzie federali per eliminare riferimenti all’identità di genere e ai programmi Dei (Diversity, Equity and Inclusion), definiti “pericolosi, avvilenti e immorali” e centro di discriminazione “verso i maschi bianchi”.

I numeri: quante sono le atlete transgender

Secondo un sondaggio Gallup, il 69% degli americani ritiene che gli atleti transgender debbano gareggiare in squadre che riflettono il proprio sesso biologico. D’altronde, il fenomeno delle atlete transgender nello sport agonistico è numericamente contenuto.​

Nei College statunitensi ci sono 510.000 atleti aderenti alla Ncaa (National Collegiate Athletic Association), meno dello 0,002% dei quali sarebbero transgender. Nonostante la marginalità numerica del fenomeno, la questione è diventata centrale nella retorica e nei programmi della destra conservatrice americana, che la utilizza come simbolo di una più ampia battaglia culturale contro i diritti delle persone transgender.

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content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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