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Scandalo nei collegi d’élite britannici in Medio Oriente: “Insegnano a picchiare le mogli”

Bastonature leggere alle mogli ribelli e vietato parlare di omosessualità. Sono questi alcuni degli insegnamenti che centinaia di studenti apprendono nelle scuole britanniche in Medio Oriente. Il prestigio di un’istruzione simbolo nel mondo di liberalismo, che promette l’accesso a Oxford e Cambridge, è sceso a compromessi con una parte del fondamentalismo locale. A squarciare il velo di questa realtà è un’inchiesta del Telegraph, secondo la quale, per non perdere un business da 80 milioni di sterline, i grandi istituti inglesi che operano negli Emirati hanno accettato di inserire nei programmi manuali che spiegano come punire le donne. Ma andiamo con ordine.

La scuola “british” all’estero insegna a picchiare le mogli?

In tutto il mondo, l’istruzione britannica è vista più di una semplice istituzione scolastica: è un timbro di garanzia. Ma quando, con le divise impeccabili, sport nobili e un’aura di superiorità liberale, questo “modello british” si sposta dal verde delle campagne inglesi ai grattacieli di Dubai e Riad, il prestigio si trasforma in una facciata. Sotto l’insegna della Union Jack, tra le dune del Golfo, l’eccellenza occidentale ha accettato di scendere a compromessi per compiacere i regimi locali e far quadrare i conti in patria.

Il cuore dell’indagine riguarda i libri di testo di “Educazione Islamica” utilizzati negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita. In un manuale destinato agli studenti musulmani, l’inchiesta ha rintracciato capitoli dedicati alla gestione della “nushuz” (la disobbedienza coniugale). Il testo istruisce i mariti a seguire un processo in tre fasi per correggere le mogli ribelli: il consiglio, il divieto di condividere il letto e, infine, la “bastonatura leggera” (darb ghayr mubarrih). Il manuale specifica che tale atto ha scopi “correttivi” e deve essere eseguito con un siwak, una specie di spazzolino naturale ricavato dalle radici o dai rami di una pianta, utilizzato da secoli in Medio Oriente e Africa per l’igiene orale, ma che nei fatti è paragonabile a un bastoncino di legno. Si consiglia, inoltre, di evitare il viso e l’uso di fruste o bastoni più grandi.

Agli studenti viene anche chiesto di spiegare alle future mogli che il divorzio è un diritto esclusivo del marito, in quanto l’uomo è “più paziente e tollerante”. Non mancano riferimenti al Jihad, descritto come un dovere individuale in caso di attacco o su ordine del sovrano.

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Un business da 79 milioni di sterline

Perché queste storiche istituzioni inglesi accettano di veicolare messaggi simili? La risposta risiede in un modello finanziario cinico ed estremamente redditizio, spiega il Telegraph. Negli ultimi due anni, le scuole private britanniche hanno trasferito circa 79 milioni di sterline dai campus esteri alle sedi centrali nel Regno Unito.

Grazie a una scappatoia legale, questi profitti rientrano in patria sotto forma di “Gift Aid”, una modalità che li rende esentasse. Questo flusso di denaro è diventato vitale in un momento in cui le scuole indipendenti nel Regno Unito affrontano crescenti pressioni economiche, inclusa l’introduzione dell’Iva sulle rette scolastiche da parte del governo laburista.

Ispezioni e rette

Il legame tra l’insegnamento dei precetti religiosi e il profitto è diretto. A Dubai, le scuole sono valutate dall’autorità locale (Khda) anche sulla qualità dell’educazione islamica e morale. Un rating più alto permette alla scuola di aumentare legalmente le rette annuali, che per gli studenti più grandi possono superare le 20.000 sterline.

L’inchiesta mostra come scuole come il Brighton College o il Kent College Dubai abbiano migliorato i propri punteggi ispettivi proprio dopo essere state sollecitate dalle autorità locali a potenziare la memorizzazione e la recitazione del Corano da parte degli studenti.

Censura di Stato e propaganda

La sottomissione ai regimi locali non si limita ai libri di testo. I docenti a Dubai devono firmare un codice di condotta legalmente vincolante che vieta categoricamente di discutere di identità di genere, omosessualità o relazioni fuori dal matrimonio. La violazione di queste norme può portare alla radiazione dalla professione.

Nelle hall di questi istituti, i ritratti della Regina o dei leader britannici sono stati rimossi per far posto alle immagini giganti dei regnanti locali, come Mohamed bin Zayed Al Nahyan (presidente degli Emirati Arabi Uniti) o Mohammed bin Salman (principe dell’Arabia Saudita). Agli studenti è imposto di cantare l’inno nazionale emiratino ogni mattina, mentre i programmi di educazione morale esaltano il Paese come leader mondiale nella “coesistenza pacifica”, nonostante le gravi restrizioni ai diritti umani e la criminalizzazione della comunità Lgbtqi+.

Un’espansione a rischio

Nonostante l’entusiasmo della Segretaria all’Istruzione Bridget Phillipson, che considera queste scuole un asset fondamentale per la crescita del Regno Unito all’estero, l’intera operazione appare oggi fragile. Con lo scoppio delle tensioni tra Iran e Israele e i recenti attacchi missilistici nella regione, molti espatriati britannici stanno fuggendo dal Golfo, mettendo a rischio il numero di iscrizioni proprio mentre Harrow si appresta ad aprire due nuovi campus nel deserto.

Resta aperta la questione morale, secondo il Telegraph: è accettabile che il prestigio educativo di una nazione democratica venga utilizzato per legittimare e diffondere ideologie fondamentaliste in cambio di vantaggi fiscali e rette d’oro?

Giovani

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

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