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Consob, accelerazione sul dossier della nomina del presidente: cosa succede

(Adnkronos) – Una circostanza, non un dettaglio: la Consob senza un presidente, oggi il tradizionale incontro con il mercato a Piazza Affari e nel mezzo il più grande risiko bancario della storia italiana. A dare il là Francesco Boccia: l’ex ministro e senatore del Partito Democratico affonda: “Quando si calpestano le regole quotidianamente il risultato è questo”. La replica della maggioranza non tarda ad arrivare. 

 Il primo, contattato dall’AdnKronos, è il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, che respinge le accuse e rivendica la piena operatività dell’Autorità. “La Consob continua a operare, peraltro con ottimi risultati dimostrati dai continui investimenti che hanno come attenzione l’Italia, in modo assolutamente pieno ed efficace: ovviamente la speranza è che si nomini al più presto un presidente”, dichiara. Poi l’affondo contro il Pd: “Come spesso succede anche in altri ambiti, il senatore Boccia, come gran parte del Partito Democratico, attacca in modo strumentale e spesso infondato il governo Meloni e la maggioranza che lo sostiene, additandoli di malefatte che in verità non esistono e di conseguenze nefaste che poi mai si avverano”. 

Risposta numero due: il sottosegretario al Mef, Federico Freni, che con i cronisti a margine liquida come infondata l’idea di una Commissione paralizzata dall’assenza del presidente. “Consob sta lavorando a prescindere dalla presidenza, questa narrativa che la Commissione sia ferma in attesa del presidente è una narrativa che non sta né in cielo né in terra”, osserva. E aggiunge: “Consob funziona, le professionalità interne alla Commissione sono sempre le stesse, lavorano senza soluzione di continuità e io francamente posso avere tante preoccupazioni nella vita tranne che il mercato possa pensare che Consob è ferma”. Quindi la battuta finale sui tempi della nomina: “Consob non è ferma, va avanti, continua, lavora, lavora bene, insomma francamente il presidente arriverà, sicuramente arriverà, come arriverà l’inverno, arriverà l’autunno e tornerà l’estate, non sta a me fare previsioni di tempo”. 

 

 

Poi arriva una indicazione su un possibile cambio di passo, direttamente dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che lascia intendere un’accelerazione sul dossier: “Questa settimana ci occuperemo della Consob”.
 

La presidente vicaria della Commissione, Chiara Mosca, rivendica il lavoro svolto dall’Autorità anche in assenza del presidente. “Questo collegio sta esercitando con pienezza i compiti a esso assegnati, svolgendo un’attività che non può essere descritta in termini di ordinarietà o straordinarietà”, afferma. A sostegno della tesi arrivano anche i numeri: nel 2025 la Commissione si è riunita 63 volte, adottando 426 delibere ed esaminando 933 pratiche istruite dagli uffici; tra gennaio e l’inizio di luglio 2026 le riunioni sono già state 36, con 564 pratiche esaminate e 260 delibere adottate. Oltre 70 gli esposti sul consolidamento bancario in corso nel 2025. 

A proposito di risiko, non sono sfuggite in platea le presenze del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, del presidente di Banco Bpm, Massimo Tononi, dell’amministratore delegato di Bper, Gianni Franco Papa, del presidente di Unicredit, Pier Carlo Padoan, e del presidente di Unipol Carlo Cimbri. E poi ancora il presidente di Generali, Andrea Sironi, il presidente di Mediolanum, Giovanni Pirovano. Con un curioso colloquio, alla fine, tra il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e il presidente del gruppo Unipol, Carlo Cimbri.  

 

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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