(Adnkronos) – L’attesa è tutta per il parere del proxy advisor Glass Lewis, che secondo quanto risulta ad AdnKronos dovrebbe arrivare già entro domani. Nel frattempo, l’ex Ad di Mps Luigi Lovaglio rompe il silenzio e, in un’intervista a Bloomberg Tv, ribadisce la propria fiducia in una possibile riconferma come amministratore delegato.
“Mi sento a mio agio a far parte della lista”, afferma, riferendosi a quella presentata dall’imprenditore Tortora, sottolineando come “continuità ed esecuzione siano cruciali in questa fase”. Parole che sembrano voler rafforzare l’idea di una prosecuzione del percorso strategico avviato negli ultimi quattro anni, periodo durante il quale – rivendica Lovaglio – i risultati ottenuti dovrebbero essere riconosciuti dal mercato.
Fonti finanziarie consultate dall’AdnKronos fanno però notare che la lista che lo sostiene è stato stata da subito considerata un po’ l’anello debole di tutta l’operazione: per l’assenza di elementi di continuità con il precedente consiglio di amministrazione, oltre che per i criteri di selezione dei candidati e per la tempistica della presentazione, avvenuta a ridosso della scadenza e senza indicazioni su un eventuale passaggio preventivo presso la Banca Centrale Europea.
Sul fronte delle criticità, pesa anche l’inchiesta della Procura di Milano legata all’operazione Mediobanca. Lovaglio, ha ribadito oggi, non la considera un ostacolo alla sua rielezione. “Considerando lo stato dell’indagine – ha dichiarato a Bloomberg – l’indagine non rappresenta un problema per me essere amministratore delegato del gruppo”.Ma proprio le valutazioni del proxy advisor Iss sembrano dire il contrario. Certo, la stessa Mps ha ribadito che la discontinuità al vertice non è stato determinato solo dall’indagine, ma certo ha avuto un suo peso.
Nel report Iss – che AdnKronos ha potuto visionare – si evidenzia a pagina 43 come il consiglio di amministrazione abbia tenuto conto delle indagini in corso, valutando il possibile impatto di procedimenti legali o regolamentari prolungati sull’efficace svolgimento del mandato dell’Ad, inclusa l’attuazione del piano strategico e la gestione del processo di integrazione con Mediobanca.
Secondo Iss, proprio “la natura personale delle indagini avrebbe spinto il Cda a considerare prioritario mitigare i rischi di governance e reputazionali in vista di un eventuale nuovo mandato, in linea con le migliori pratiche per le banche quotate”. (di Andrea Persili)
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