(Adnkronos) – L'Assemblea dei soci di Unicredit approva con un consenso quasi unanime (99,88%) l'aumento di capitale a servizio dell'Ops su Banco Bpm. Ma l'amministratore delegato Andrea Orcel pone chiari paletti sull'operazione: "Dovrà avere un senso in termini di creazione di valore, altrimenti non la porteremo avanti". Dopo il parere negativo della Bce sul cosiddetto "sconto danese" per Piazza Meda, Orcel ribadisce la posizione di Unicredit: "Abbiamo avuto ragione a formulare l'offerta su Bpm escludendo Anima, viste le incertezze. Questa proposta presenta caratteristiche che potrebbero aumentare, mantenere stabile o ridurre il valore di Bpm: ci riserviamo di valutarle attentamente". Qualche piccolo azionista azzarda addirittura l'ipotesi Generali, ma l'Ad riafferma la linea rigorosa della banca in tema di M&A: "Ogni operazione sarà condotta esclusivamente alle nostre condizioni stringenti, garantendo un incremento di valore per voi, i nostri azionisti". Un approccio già applicato con Commerzbank, dove "abbiamo utilizzato capitale eccedente, investito e sostenuto costi per coprirlo. Quando decideremo di uscire, recupereremo il capitale investito più un guadagno". Sul punto conclude: "La quota in Commerzbank? È un investimento totalmente coperto". In Assemblea, non manca tema dell’esposizione di Unicredit in Russia. La rassicurazione di Orcel: "L'esposizione cross-border verso la Russia sarà completamente azzerata entro settembre". E aggiunge: "Vorrei sottolineare che, nel ridurre questa esposizione da 8 miliardi a 300 milioni, la perdita effettiva è stata, tra virgolette, solo dell'11% del valore". Sull'operazione di Unicredit su Bpm, l'analista finanziario Pietro Calì commenta all'Adnkronos al termine dell'Assemblea: "C'è attesa per la decisione sul Golden power dello Stato (la procedura è stata prorogata fino a fine aprile). Ovviamente legata alla decisione dello Stato rimangono due variabili: presenza in Russia di Unicredit (e uscita dal Paese) e gli sviluppi della vicenda Commerzbank. Io penso – prosegue Calì – comunque che l'integrazione Unicredit-Bpm possa generare una grande creazione di valore. La banca che nascerebbe dall'integrazione avrebbe un Cet1 maggiore di 13. Prezzo/utile stimato al 2027 di 7,1". In breve: l'azienda capitalizzerebbe 7,1 volte gli utili". Il gruppo finale, precisa Calì, "sarebbe più diversificato sia come linee di business che come diversificazione geografica". (di Andrea Persili) —finanzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Unicredit: maggioranza bulgara (99,88%) per l’aumento di capitale su Bpm, i paletti di Orcel
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