(Adnkronos) – Come previsto ampiamente i timori per pressioni inflazionistiche, legati al conflitto in Medio Oriente, hanno spinto il Consiglio direttivo della Bce a rialzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento, una decisione – si spiega – “solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo choc potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l’area dell’euro”.Â
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“Le prospettive – continua il comunicato dell’Eurotower – restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Le implicazioni complessive della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine dipenderanno dall’intensitĂ e dalla durata dello choc sui prezzi dell’energia, nonchĂ© dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto”. Â
“Con la decisione odierna il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza, causata dalla guerra. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirĂ attentamente la situazione e adotterĂ un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonchĂ© della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensitĂ della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.Â
Con il rialzo deciso oggi daI Consiglio direttivo i tassi di interesse sui depositi presso la Banca Centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno innalzati rispettivamente al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%, con effetto dal prossimo 17 giugno.Â
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