(Adnkronos) – Il numero uno del tennis mondiale, Jannik Sinner, si sta preparando per il suo esordio sull'erba di Wimbledon. Quest'anno il campione altoatesino può prepararsi meglio per il cambio di superficie, visto che lo scorso anno con l'infortunio all'anca al torneo di Madrid a maggio c'era stato uno stop obbligatorio e il suo Wimbledon 2024 ne aveva risentito con la sconfitta ai quarti da parte di Daniil Medvedev.  "Il cambiamento delle superfici può influenzare lo stile di gioco, la velocitĂ di gioco, la risposta della palla e la biomeccanica del giocatore, che a loro volta contribuiscono a diversi tipi di infortuni. L'incidenza degli infortuni riportata nel tennis varia da 0,04 a 3,0 infortuni per 1.000 ore di gioco in giocatori di tutte le etĂ . Se prendiamo ad esempio il torneo di Wimbledon, negli anni compresi tra il 2003 e il 2012, praticamente subito dopo il cambio di erba dei campi, il tasso complessivo di infortuni è stato di 20,7 per 1.000 set giocati". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è il medico fisiatra Andrea Bernetti, segretario generale della Simfer (SocietĂ italiana di medicina fisica e riabilitativa) e professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniversitĂ del Salento.  "Gli infortuni a Wimbledon erano localizzati prevalentemente a livello degli arti inferiori (50%), seguiti da quelli agli arti superiori (28%) e alla colonna vertebrale (25%) I tassi di infortunio sono stati piĂą alti per le donne (23,4 per 1.000) rispetto agli uomini (17,7 per 1.000). Il 39% degli infortuni erano nuovi infortuni acuti, mentre il 61% erano riacutizzazioni di precedenti infortuni", precisa Bernetti.  L'erba è considerata la superficie piĂą veloce con un rimbalzo della palla piĂą basso e una durata del punto piĂą breve. I giocatori devono raggiungere la palla piĂą rapidamente sull'erba e il campo può essere scivoloso. "Gli infortuni comuni includono lesioni muscolari in particolare a livello dei quadricipiti e ischiocrurali a causa di eccessivo allungamento dovuto a scivolamenti. Gli atleti – sottolinea il medico-fisiatra – possono sperimentare inoltre infortuni al rachide lombare a causa dei movimenti in allungamento per raggiungere la palla. Sono descritti inoltre traumi a livello della caviglia a causa di scivolamenti e arresti improvvisi sulla linea di fondo". Se entriamo nello specifico del torneo di Wimbledon, "dobbiamo ricordare come, per esigenze legate anche alla necessitĂ di far competere ad alto livello al prestigioso torneo tutti i tennisti piĂą famosi, l'erba dei campi abbia subito un netto cambiamento. Per anni era una mistura: al 70% si utilizzava la Lorrina Perennial Ryegrass (il loietto perenne) e al 30% il Barcrown Creeping Red Fescue (la festuca perenne), un mix che rendeva il terreno soffice, ma allo stesso tempo irregolare – ricorda Bernetti – Dal 2001 tutti campi di Wimbledon sono invece costituiti solo dal loietto inglese. Inoltre, i campi vengono regolarmente passati con rulli pesanti, rendendo la superficie di Wimbledon molto regolare e uniforme, con erba di 8 millimetri su fondo compatto. Di conseguenza le palline hanno rispetto al passato un rimbalzo piĂą alto, regolare e sostanzialmente prevedibile".  Ma cosa accade sulle altre superfici? "Il 'cemento' è una superficie rigida con ridotto assorbimento degli urti, maggiore resistenza all'attrito e forze massime, e picchi di pressione piĂą elevati sul retropiede – risponde Bernetti – Infortuni comuni includono lesioni muscolari, dolori al ginocchio (ad esempio una condropatia femoro-rotulea). Maggiore incidenza di tendinopatia achillea e fascite plantare a causa del ridotto assorbimento degli urti e dell'aumento della resistenza all'attrito". "Sulla terra rossa o 'battuta' – prosegue il medico-fisiatra – le palline assorbono peso e umiditĂ , diventano piĂą pesanti e perdono velocitĂ . Il tempo di gioco effettivo è del 20-30% piĂą lungo sui campi in terra battuta rispetto a quelli in cemento. La forza media sul piede è significativamente inferiore sulla terra battuta rispetto al cemento. Gli infortuni piĂą comuni includono infortuni da uso eccessivo ripetitivo agli arti superiori (spalla, polso e gomito), a causa di scambi piĂą lunghi e palline piĂą pesanti. Infortuni agli adduttori sono comuni a causa di eccessivo allungamento con scivolamenti, arresti improvvisi e cambi di direzione". In conclusione, "la gestione degli infortuni nel tennis professionistico richiede un approccio olistico e integrato che prenda in esempio ogni singolo aspetto dell'atleta in modo personalizzato, anche ovviamente il passaggio critico della stagione tra una superficie e l'altra". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sinner a Wimbledon, incognita erba e rischio infortuni: cosa dice l’esperto
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