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Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, come preannunciato dal presidente Donald Trump. L’avvio delle operazioni è stato reso noto dal Centcom, il Comando centrale degli Usa. “Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno iniziato oggi alle 17:15 (ora della costa orientale degli Stati Uniti, le 23.15 italiane del 10 giugno) a lanciare ulteriori attacchi di autodifesa contro diversi obiettivi in Iran, su ordine del Comandante in Capo”, vale a dire il presidente. “Gli attacchi sono una risposta all’aggressione ingiustificata e continua da parte dell’Iran”, ha aggiunto il Comando.
In Iran, difese aeree attivate a ovest di Teheran, come riferisce l’agenzia Mehr. Esplosioni sono state segnalate attorno all’isola di Kish nel Golfo Persico e al porto di Sirik, vicino a Minab, nella provincia di Hormozgan nel sud del paese. Secondo Iran International, i raid avrebbero coinvolto anche Amol, Shiraz, Aligoudarz, Ahvaz, Bushehr, Bandar Abbas, Chalus, e Kelardasht.
“Ieri li abbiamo colpiti duramente, oggi li attaccheremo di nuovo con forza”, aveva annunciato Trump nel corso della giornata di mercoledì facendo riferimento ai raid compiuti 24 ore prima. Sulla stessa lunghezza d’onda le parole di Pete Hegseth, segretario alla Difesa: “Il Centcom sarà molto impegnato perché colpiremo duramente l’Iran. Teheran ha la possibilità di concludere un ottimo accordo. Finora non si sono dimostrati disposti a farlo. Gli Stati Uniti lanceranno bombe a raffica su infrastrutture chiave in Iran, non per far ripartire la guerra, ma per stabilire le condizioni per un accordo con attacchi forti e chiari”.
Il rischio di un’escalation è concreto: “Le forze armate iraniane sono pienamente preparate” a rispondere, la posizione espressa da una fonte militare iraniana citata dall’agenzia di stampa Tasnim. “Gli americani dovranno affrontare una dura risposta. L’Iran prenderà di mira nuovi interessi americani in caso di attacco”.
Esplicito l’avvertimento del presidente della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale iraniana, Ebrahim Azizi: “Questa volta la guerra non si limiterà a questa regione”.
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