(Adnkronos) – Sono state pubblicate le nuove linee guida italiane sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per lo screening e la diagnosi del tumore della mammella. Per la prima volta in Europa gli specialisti suggeriscono il ricorso all’Ia, in prima battuta, per selezionare quali esami dovranno avere una doppia lettura e quali invece una lettura singola da parte dei radiologi. Si tratta di un’importante innovazione – spiegano gli esperti – che, grazie alle tecnologie informatiche innovative, potrĂ garantire una maggiore qualitĂ dell’analisi degli esami. SarĂ anche possibile risparmiare risorse umane che potranno essere dirottate ad altre mansioni. Lo annuncia in una nota il Gisma – Gruppo italiano screening mammografico, che ha partecipato insieme ad altre 9 societĂ scientifiche – con il supporto metodologico del Cergas e del Centro F. Dondena dell’universitĂ Bocconi di Milano – alla stesura del nuovo documento che è stato coordinato dall’Osservatorio nazionale screening, la cui sede operativa è l’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica di Firenze. Â
“Finora le raccomandazioni europee prevedevano un ruolo di affiancamento dell’Ia all’attuale protocollo di screening – spiega Silvia Deandrea, presidente nazionale Gisma – Questo consisteva in una doppia lettura della mammografia, effettuata da 2 radiologi che fornivano ciascuno il proprio parere in maniera indipendente. Da oggi l’Italia fa un passo avanti, aderisce alle indicazioni europee e ne propone una nuova che suggerisce che non tutte le mammografie di screening debbano sempre essere analizzate da 2 diversi radiologi. Si è compreso che l’Ia, selezionando le immagini mammografiche, può supportare maggiormente i radiologi nel ridurre l’affaticamento e la diagnosi soggettiva”. Â
Questa metodologia, sottolinea l’esperta, “può anche migliorare complessivamente i carichi di lavoro e i tempi di attesa. Passare quindi dall’impiego di 2 radiologi a solo uno comporta indubbi vantaggi visto anche la scarsitĂ di personale medico-sanitario che lavora nelle nostre strutture. In un contesto, come quello italiano, dove si registra una mancanza cronica di specialisti radiologi, è un’ottima notizia. In particolare, molte Regioni non riescono ancora ad estendere lo screening mammografico a tutte le donne tra i 45 ai 49 anni e dai 70 ai 74 anni anche per mancanza di risorse umane. Grazie all’Ia sarĂ quindi possibile allagare l’offerta di un percorso di screening gratuito a tutte le persone aventi diritto, così come raccomandato a livello italiano ed europeo”. Â
Nel nuovo documento italiano sono contenute altre 2 raccomandazioni che recepiscono le novitĂ giĂ introdotte nelle ultime linee guida europee sullo screening mammografico. La prima suggerisce di aggiungere, dopo un primo doppio parare positivo umano, l’uso dell’Ia per aumentare le possibilitĂ di trovare lesioni. Vi sono così maggiori probabilitĂ di scoprire neoplasie in stadio precoce. La seconda invece propone di non sostituire il secondo lettore radiologo con l’Ia. Queste tecnologie, per quanto sicure ed efficaci, non sono ancora in grado di garantire un utilizzo così esteso. “Sono raccomandazioni non vincolanti, ma che contengono dei suggerimenti qualificati per il personale medico-sanitario e per le istituzioni regionali – osserva Deandrea – L’Ia rappresenta una grande risorsa per l’intero Servizio sanitario nazionale e come tale deve essere sfruttata il piĂą possibile. Con il nostro nuovo documento ci poniamo quindi l’obiettivo di migliorare la qualitĂ degli screening organizzati in Italia in accordo alle ultime evidenze scientifiche”. Â
“Le ultime linee guida rappresentano una fondamentale novitĂ nel contrasto al tumore piĂą diffuso e frequente nel nostro Paese – afferma Paola Mantellini, coordinatrice dell’Osservatorio nazionale screening – Ogni anno il numero di nuovi casi ammonta a oltre 53mila e piĂą di 4 milioni di donne sono invitate a partecipare ai programmi gratuiti organizzati dalle varie Regioni. Tuttavia, poco piĂą del 50% si sottopone a un percorso che può essere in molti casi salvavita. Incrementare la quantitĂ delle partecipanti è una delle nostre prioritĂ ed è un obiettivo che va raggiunto anche grazie al ricorso alla tecnologia. Migliorare la qualitĂ degli esami erogati, come ben sanno tutte le societĂ scientifiche che hanno contributo a questa raccomandazione, è poi indispensabile se vogliamo incentivare sempre piĂą donne a partecipare. A tal fine è molto importante che i professionisti sanitari attivino un attento monitoraggio utile a misurare l’accuratezza diagnostica di questi nuovi sistemi di Ia nel proprio contesto locale”. Â
Le societĂ scientifiche coinvolte nella messa a punto delle linee guida sono state: Aie, Associazione italiana di epidemiologia; Aifm, Associazione italiana di fisica medica; Aiom, Associazione italiana di oncologia medica; Airo, Associazione italiana di radioterapia e oncologia clinica; Faster/Aiters, Federazione delle associazioni scientifiche dei tecnici di radiologia; Gisma; Siapec-Iap, SocietĂ italiana di anatomia patologica e citologia diagnostica (Divisione italiana della International Academy of Pathology); Sicpre, SocietĂ italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica; Sirm SocietĂ italiana di radiologia medica e interventistica; Siti, SocietĂ italiana d’igiene, medicina preventiva e sanitĂ pubblica. Â
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