(Adnkronos) – “I pazienti oncologici sono a rischio di malnutrizione. Sin dalla diagnosi, il 30-40% ha problemi di malnutrizione per difetto. I supplementi nutrizionali orali permettono al paziente di affrontare le terapie riducendo le complicanze legate agli interventi chirurgici e ai trattamenti sistemici. Inoltre, accorciano i tempi di degenza e le ospedalizzazioni. In questo modo si stima che il sistema sanitario può risparmiare addirittura dal 9 al 12% della spesa complessiva e questo si traduce in centinaia di milioni”. Così Riccardo Caccialanza, direttore della Sc di Dietetica e Nutrizione clinica della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia e professore in Scienza dell’alimentazione e tecniche dietetiche applicate al Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell’universitĂ degli Studi di Milano, intervenendo all’evento organizzato oggi a Roma in occasione della Giornata mondiale contro il cancro e dedicato alla “riflessione su un tema sempre piĂą rilevante dal punto di vista clinico ed economico, che è la malnutrizione nei pazienti oncologici”.Â
“Abbiamo delle evidenze molto solide per cui lo screening nutrizionale deve essere effettuato su tutti i pazienti oncologici, indipendentemente dalla fase di malattia – afferma Caccialanza – Gli stessi pazienti devono essere supportati dal punto di vista nutrizionale attraverso percorsi chiari in cui anche la supplementazione orale deve essere garantita come gratuita. Questo perchĂ©, oltre ai benefici clinici sulla qualitĂ di vita, i nostri dati sono molto solidi e parlano anche di risparmi per decine e decine di milioni di euro per il sistema sanitario nazionale”.Â
L’esperto sottolinea che il paziente, quando ricorre al supplemento nutrizionale “tollera meglio le terapie e può fare i dosaggi massimi previsti dagli oncologi e dai radioterapisti. E’ un paziente che sta decisamente meglio e che quindi può reinserirsi anche a livello sociale o stare a casa, curato dei propri caregiver, senza la necessitĂ di tornare spesso in ospedale”.Â
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