(Adnkronos) – Un drone ha colpito la centrale nucleare di Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina occupato dalle forze russe. Lo ha reso noto l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), citando informazioni fornite dai responsabili dell’impianto. Secondo l’agenzia, il velivolo senza pilota ha colpito l’edificio delle turbine, provocando un foro in una parete ma senza danneggiare le attrezzature principali. “Non dovrebbe esserci alcun attacco di qualsiasi tipo contro o proveniente dalla centrale”, ha ammonito il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi, aggiungendo che “attaccare siti nucleari è come giocare con il fuoco”.Â
Mosca ha accusato Kiev di aver condotto un attacco deliberato contro la piĂą grande centrale nucleare d’Europa, ma il Ministero degli Esteri ucraino ha negato qualsiasi coinvolgimento. “Non è chiaro perchĂ© l’Ucraina dovrebbe colpire una propria centrale nucleare situata sul proprio territorio e che cerca di riportare sotto il proprio controllo sovrano”, ha affermato Kiev, definendo le accuse russe “un’altra operazione di disinformazione dello Stato occupante”. Le autoritĂ filorusse hanno inoltre denunciato un secondo attacco con droni contro l’hub logistico dell’impianto, che avrebbe distrutto diversi autobus utilizzati per il trasporto dei dipendenti, senza provocare feriti.Â
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Le forze ucraine hanno intanto colpito nella notte la raffineria di petrolio di Saratov, insieme a diverse altre infrastrutture dell’industria petrolifera russa. Lo ha reso noto lo Stato Maggiore ucraino, precisando che l’attacco è avvenuto intorno alle 3 del mattino, ora locale. Il governatore dell’oblast di Saratov, Roman Busargin, aveva avvertito di un possibile attacco con droni sulla regione, per poi confermare che l’attacco, che non avrebbe causato feriti, aveva danneggiato un’infrastruttura civile, senza però specificarne il tipo o l’ubicazione.Â
Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che la difesa aerea ha intercettato nella notte 216 droni ucraini in 10 regioni russe, tra cui l’oblast’ di Saratov, nonchĂ© sulla Crimea e sul Mar d’Azov. Lo Stato Maggiore ucraino ha riferito di un vasto incendio presso l’impianto, affermando che la raffineria è una delle piĂą importanti nella regione e che fa parte del colosso energetico russo Rosneft. Secondo quanto riportato nel comunicato, l’Ucraina ha colpito anche la stazione di produzione e distribuzione di Lazarevo, nella regione russa di Kirov, che pompa petrolio greggio attraverso l’oleodotto principale Surgut-Gorky-Polotsk, nonchĂ© un deposito di carburanti e lubrificanti nella cittĂ di Matveyev Kurgan, nella regione di Rostov.Â
Le forze speciali ucraine hanno affermato che la stazione di produzione e distribuzione lineare di Lazarevo si trova a 1.200 chilometri dal confine ucraino ed è collegata al sistema principale di oleodotti Druzhba, consentendo al Cremlino di trasferire rapidamente petrolio tra due delle piĂą grandi reti di oleodotti nella parte europea della Russia. Le forze speciali hanno aggiunto che i droni ucraini a lungo raggio hanno colpito anche il deposito di petrolio Agroproduct a Matveyev Kurgan, dotato di grandi serbatoi di stoccaggio, terminali di carico stradali e ferroviari e una stazione di pompaggio. L’entitĂ dei danni è ancora in fase di valutazione, ha dichiarato lo Stato Maggiore.Â
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L’Unione europea non ha alcun diritto di parlare delle “linee rosse” superate dalla Russia, perchĂ© è impegnata a sostenere la prosecuzione del conflitto in Ucraina, ha dichiarato intanto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Interfax commentando le parole della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che aveva definito la caduta di un drone in Romania un ulteriore superamento di una “linea rossa” da parte di Mosca.Â
“I Paesi che fanno tutto il possibile perchĂ© la guerra continui non dovrebbero parlare di presunte ‘linee rosse’ – ha affermato il portavoce, secondo cui nell’Unione europea – hanno giĂ oltrepassato tutto ciò che era possibile oltrepassare, quindi non ha piĂą senso fare conteggi”. Peskov ha inoltre dichiarato che “la fonte originaria di tutti i problemi è l’Ucraina e le azioni del regime di Kiev; tutto il resto ne è una conseguenza”.Â
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