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Vaccini, D’Avino (Fimp): “Sono tutti importanti, anche i raccomandati che sono in calo”

(Adnkronos) – "Tutte le vaccinazioni sono importanti per prevenire le malattie trasmissibili. Il Piano nazionale prevenzione vaccinale raccomanda fortemente tutte le vaccinazioni. Alcune sono considerate obbligatorie perchĂ©, in assenza della loro somministrazione, scattano delle sanzioni amministrative, ma in realtĂ  tutti i vaccini previsti dal Pnpv sono ugualmente importanti. Come Fimp", insieme ai medici di "Fimmg, Simg e Siti, cioè gli igienisti, abbiamo costituito qualche anno fa il Calendario per la vita, un board scientifico che sostanzialmente identifica le vaccinazioni da fare da 0 a 99 anni, che sono state recepite dal piano nazionale". Lo ha detto Antonio d'Avino, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), in occasione della 2 giorni in corso a Torino 'Il bambino al centro: vaccinato e soddisfatto e Vaccinando su e giĂą per l'Italia', uno dei diversi appuntamenti organizzati da Fimp in varie regioni d'Italia per fare chiarezza sul tema della vaccinazione pediatrica e dell'anagrafe vaccinale. "La copertura delle vaccinazioni per cui esiste l'obbligo – esavalente difterite, tetano, pertosse, antiepatite, antipolio e antiemofilo – che dovrebbe essere del 95% o superiore, è praticamente raggiunta in tutta Italia, salvo qualche rara eccezione – spiega D'Avino – Il discorso è diverso, per esempio, per le vaccinazioni raccomandate come quella contro il Papillomavirus (Hpv) o contro il meningococco B. Dopo l'emergenza pandemica, le vaccinazioni che hanno maggiormente risentito delle coperture vaccinali sono proprio quelle che si fanno nell'etĂ  adolescenziale o preadolescenziale. Quella per la meningite B, per esempio, è in sofferenza rispetto alle coperture attese. Dobbiamo lavorare su due aspetti. Il primo riguarda coloro che non hanno completato il ciclo vaccinale che prevede 3 dosi. Il secondo è vaccinare gli adolescenti. Talvolta la seconda o addirittura anche la terza dose non vengono effettuate".  "Il vaccino per il meningococco B – chiarisce il presidente Fimp – andrebbe co-somministrato, entro l'anno di vita, insieme all'esavalente e alle gocce di quello contro il rotavirus. In molti Paesi europei, anche in Uk, si fa tutto nella stessa seduta: l'iniezione non è come somministrare delle gocce, ma da un punto di vista di risposta immunitaria e di eventuali eventi avversi non è assolutamente vero che fare 3 punture determina maggiori rischi che farne 2. In ogni caso, per non fare le 3 iniezioni in un'unica seduta, si rinvia la terza ai mesi successivi, con altri richiami". Per chiudere il ciclo vaccinale in questi bambini bisogna che "il pediatra di famiglia, a ogni bilancio di salute, controlli lo stato vaccinale – suggerisce D'Avino – Questo molto spesso avviene, perchĂ© per esempio in Campania abbiamo una piattaforma a cui accediamo e verifichiamo lo stato vaccinale degli assistiti. A questo punto si dovrebbe invitare i genitori a prenotare il richiamo nel centro vaccinale. La cosa, dal punto di vista organizzativo, è molto piĂą complessa rispetto alla possibilitĂ  di somministrare il vaccino nell'ambulatorio del pediatra di famiglia, contestualmente alla visita: è tutta un'altra cosa". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

© Riproduzione riservata

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