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La dirigente di Azione Universitaria dopo l’aggressione: “A Pisa superato un limite di civiltà. È inaccettabile non essere liberi di esprimersi”

PISA – Quello che doveva essere un comune momento di aggregazione studentesca si è trasformato in una serata di tensione e violenza nel cuore di Pisa. Lo scorso 27 marzo, un aperitivo organizzato da Azione Universitaria in Piazza della Pera è stato interrotto dall’intervento di circa cento militanti appartenenti a collettivi di sinistra e aree antagoniste. L’episodio, che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e il successivo riparo dei partecipanti a Palazzo Gambacorti, riaccende il dibattito sulla sicurezza e sulla libertà di espressione negli atenei italiani.

La cronaca dei fatti

Secondo quanto denunciato dall’associazione e confermato da alcune testimonianze dei presenti, l’aggressione sarebbe stata organizzata. Il lancio di bottiglie di vetro, oggetti contundenti e spray al peperoncino ha costretto i militanti di Azione Universitaria a una fuga verso Corso Italia, terminata solo all’interno della sede del Comune, dove gli studenti sono stati scortati in sicurezza.

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti, annunciando un’interrogazione parlamentare per fare chiarezza sulla “spedizione punitiva” e per identificare i responsabili.

L’intervista a Cristina Matteucci (dirigente Au)

Per approfondire la dinamica dell’accaduto, abbiamo raccolto la testimonianza di Cristina Matteucci, dirigente di Azione Universitaria, che ha vissuto in prima persona i momenti più concitati della serata.

Può ricostruire i momenti iniziali dell’evento? Quando avete capito che la situazione stava degenerando?

“Siamo arrivati in Piazza della Pera poco prima dell’orario d’inizio. La piazza era già presidiata dalle forze dell’ordine e al centro c’era un gruppo di persone che ci fissava con ostilità. Con il passare dei minuti il numero dei contestatori è cresciuto fino a raggiungere circa cento unità. È stato allora che la situazione ha iniziato a degenerare: ci hanno bersagliato con cori violenti come ‘Uccidere un fascista non è reato’ e insulti pesanti. Io stessa mi sono sentita urlare ‘brutta puttana fascista’“.

Quali sono stati gli elementi di maggiore pericolo durante l’aggressione?

“Il momento di massima criticità è stato quando hanno iniziato a lanciarci oggetti contundenti: bottiglie di vetro, cubetti di ghiaccio e bicchieri pieni di birra. La situazione è diventata realmente pericolosa quando siamo stati costretti a scappare mentre ci rincorrevano, continuando il lancio di oggetti. Abbiamo trovato rifugio solo riparandoci all’interno del palazzo comunale”.

Come valuta la gestione dell’ordine pubblico e l’accoglienza in Comune?

“Ringraziamo le forze dell’ordine per il servizio reso e il personale di Palazzo Gambacorti per averci dato asilo in un momento così drammatico. Tuttavia, troviamo inaccettabile che nel 2026 degli studenti di destra debbano avvisare la questura per ogni singola iniziativa che intendono svolgere”.

L’aggressione sembra aver avuto una connotazione mirata verso le ragazze presenti

“Più che spaventate, eravamo scioccate. Non riuscivamo a capacitarci di come uomini e donne dell’età dei nostri genitori potessero rivolgerci insulti sessisti così squallidi. Ci meraviglia soprattutto il comportamento delle donne presenti: sono le stesse che scendono in piazza l’8 marzo o per la giornata contro la violenza sulle donne, ma in quel momento non hanno esitato a colpirci”.

Cosa vi aspettate ora dalle indagini?

“Azione Universitaria ha piena fiducia nel lavoro degli inquirenti. Speriamo che tutti i violenti protagonisti di quella sera vengano identificati e perseguiti immediatamente”.

Esiste un “caso Pisa” o il problema è più esteso?

“Il problema non riguarda solo Pisa, ma l’intera nazione. Viviamo in un clima di odio unilaterale dove uno studente di destra non è libero di esprimere le proprie idee per paura di persecuzioni. È inconcepibile pensare che per un semplice aperitivo tra amici si rischi di non tornare a casa”.

Qual è il suo appello alle istituzioni universitarie e politiche?

“Ci aspettiamo una condanna ferma da parte di tutte le forze politiche: comunali, regionali, nazionali e universitarie. Credo che con questo episodio si sia superato un limite invalicabile”.

Davide Caruso

© Riproduzione riservata

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