PISA – Nel panorama accademico contemporaneo, la qualità dell’offerta formativa e dei progetti scientifici deve procedere di pari passo con una solida narrazione istituzionale. Lo certifica .university, il Global University Ranking 2026 elaborato dalla società specializzata Lundquist, che ha incoronato l’università di Pisa tra le migliori realtà a livello globale per la sua capacità di comunicare sul web e attrarre nuove risorse, studenti e partner.
Superando i classici parametri basati unicamente sui rendimenti accademici, questa speciale classifica si concentra sull’efficacia del posizionamento digitale e sulla reputazione online. In questo scenario, l’Ateneo toscano ha conquistato un prestigioso quarto posto su scala nazionale, piazzandosi al contempo in diciottesima posizione nella graduatoria mondiale.
I parametri e l’eccellenza pisana
L’indagine ha preso le mosse da una selezione iniziale di 118 istituti (60 internazionali e 57 italiani, individuati attingendo ai database Censis e Qs World University Ranking 2025), per poi restringere l’analisi a un gruppo d’élite composto da 47 università (25 estere e 22 tricolori). Gli analisti hanno setacciato cinque specifiche aree strategiche: identità, ricerca e innovazione, sostenibilità, relazioni con la rete degli ex studenti e qualità dell’esperienza studentesca.
È proprio in quest’ultima categoria, legata al benessere e all’inclusione degli iscritti, e nella gestione del bacino degli alumni, che l’università di Pisa ha registrato le performance migliori, piazzandosi al secondo posto in tutta Italia. La giuria ha inoltre premiato l’approccio divulgativo dell’Ateneo, capace di raccontare l’impatto delle proprie ricerche in modo chiaro e accessibile a un pubblico variegato.
Il commento del Rettore
I risultati raggiunti hanno trovato l’apprezzamento dei vertici universitari. A inquadrare le strategie che hanno permesso questo balzo in avanti è il Rettore dell’istituto pisano, Riccardo Zucchi.
“Questo risultato testimonia un percorso costruito nel tempo, in cui l’Ateneo ha investito con continuità nella comunicazione, nella sostenibilità e in una visione inclusiva della propria comunità, che riconosce negli alumni una parte integrante e vitale, espressione ampia e duratura dei suoi valori e interessi”, ha dichiarato la massima carica dell’Ateneo.
Per Zucchi, il paradigma moderno richiede competenze a tutto tondo: “Oggi un’università è forte se sa mettere insieme qualità della ricerca e della didattica, attenzione alle persone e capacità di raccontarsi in modo chiaro: è così che si costruisce un dialogo reale con la propria comunità e si rafforza la propria presenza a livello internazionale”.
I competitor in Italia e all’estero
La fotografia tricolore scattata da Lundquist vede l’istituto pisano in ottima compagnia: le alte sfere della classifica italiana accolgono anche l’Università di Bologna, l’ateneo veneziano Ca’ Foscari e il Politecnico di Milano, seguiti a stretto giro dal Politecnico di Torino e dalla Bocconi.
Allargando lo sguardo al palcoscenico globale, le strategie di comunicazione istituzionale più efficaci parlano britannico. Il podio assoluto è infatti monopolizzato dalle grandi accademie d’oltremanica: a guidare il mondo per capacità di narrazione e competitività sono l’Imperial College London, la University of Oxford e la University of Birmingham.
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