PONTEDERA – Alla vigilia del Primo Maggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio alla storia industriale italiana visitando lo stabilimento e il museo Piaggio di Pontedera. Accolto dalla ministra del lavoro Elvira Calderone e dai vertici del gruppo, Matteo e Michele Colaninno, il Capo dello Stato ha attraversato la ‘città operaia’ in un clima di forte partecipazione istituzionale e popolare.
Durante la visita privata alla linea di produzione 2R, Mattarella ha potuto osservare da vicino la nascita della Vespa, l’icona del design italiano che quest’anno celebra il traguardo degli 80 anni, in una suggestiva coincidenza temporale con l’anniversario della Repubblica. Il percorso del presidente è proseguito a piedi verso il museo, tra gli applausi dei cittadini e l’Inno d’Italia intonato dai piccoli studenti delle scuole locali. Si è trattato della sua seconda presenza a Pontedera, dopo quella del 2018 legata alla memoria di Giovanni Gronchi.
Nel corso della cerimonia in auditorium, il Capo dello Stato ha pronunciato un discorso di ampio respiro europeo e sociale, sottolineando come sia “tempo di visione e non di misure di corto respiro”. Mattarella ha evidenziato il deficit competitivo dell’Europa in termini di produttività e innovazione, sollecitando l’abbattimento delle barriere che frenano l’unione dei mercati interni e invitando a orientare le risorse verso i settori più strategici.
Il messaggio più severo è stato però riservato alla sicurezza: “C’è una piaga che non accenna a sanarsi – ha osservato con durezza – proseguono notizie di lavoratori che perdono la vita sul lavoro”. Per il presidente, la tutela della vita umana durante l’attività professionale resta un impegno che “non consente rinunce o distinguo”, definendo le morti bianche come “un tributo inaccettabile”. Un pensiero finale è stato rivolto alla Festa dei Lavoratori, estesa simbolicamente “anche a chi il lavoro lo sta cercando, a chi lo difende, a chi cerca di superare le barriere del lavoro povero e precario”.
“Oggi siamo a Pontedera per onorare la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla sede della Piaggio a Pontedera. È un evento che celebra toscano, un’azienda storica, un’azienda che rappresenta molto di più dell’essere un simbolo del manifatturiero e della tecnologia, ma rappresenta un pezzo dei valori del territorio. Questo è un territorio che ha saputo innovarsi, che con la Vespa, diventato un simbolo incredibile, ha saputo, nell’immediato dopoguerra, ricostruire un’azienda di riferimento e che oggi, nuovamente trasformandosi, guarda alla robotica. Quindi di nuovo si innova e si prova ad affrontare le sfide del futuro. È un grande onore per tutta la Toscana la presenza del presidente Mattarella ed è un grande piacere anche per la Piaggio, azienda storica del nostro territorio”.
Così la presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, oggi a PonteCon Stefania Saccardi, a rappresentare il consiglio regionale, c’erano anche i vicepresidenti Antonio Mazzeo e Diego Petrucci, il segretario dell’Ufficio di presidenza Massimiliano Ghimenti e il consigliere Matteo Trapani.
Riferendosi al discorso che Mattarella ha tenuto nell’auditorium del Museo della Piaggio, Saccardi ha affermato che “il presidente sa sempre cogliere gli elementi principali per dare a tutti fiducia e capacità di guardare al futuro. Ci ha richiamati tutti ai valori più importanti – ha proseguito la presidente Saccardi, – al tema del valore del lavoro come elemento fondante della nostra Repubblica, e alla necessità di un lavoro sicuro, un lavoro dignitoso e non solo al lavoro come elemento di sostentamento, ma come elemento di inclusione sociale, di nervatura del sistema paese”. Saccardi ha sottolineato anche i passaggi con i quali Mattarella “ha posto attenzione alle difficoltà che ancora, nel mondo del lavoro, vivono le donne e i giovani e al fatto che tanti giovani, per lavorare, si allontanano dal nostro paese. Su questo il presidente ha richiamato tutte le istituzioni a lavorare e fare di più”.
“Il lavoro è prima di tutto dignità: dev’essere sicuro, stabile, ben retribuito – ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo -. Il presidente Mattarella l’ha sottolineato con grande forza. Il lavoro è speranza, si costruisce attraverso la pace, investendo in nuove tecnologie e nell’innovazione, ma anche riconoscendo diritti, soprattutto alle donne. Qui a Pontedera il presidente Mattarella è stato circondato da un grande affetto. Noi abbiamo bisogno di lui, delle sue parole e della sua forza. Per me è un esempio nell’impegno nelle istituzioni”.
“Il presidente della Repubblica ha scelto la provincia di Pisa e la sede della Piaggio per celebrare la Festa del Lavoro – ha commentato il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Diego Petrucci -. Le sue parole sono un monito per tutti, soprattutto quelle che condannano il lavoro precario. La prossima settimana presenterò in Consiglio regionale una proposta di legge, a cui sto lavorando da tempo, per combattere il precariato nelle professioni sanitarie nelle aziende pubbliche. Ritengo che sia il modo migliore per accogliere il suo monito”.
“Credo che il presidente Mattarella sia davvero un faro in un ‘epoca storica molto difficile e molto complessa – ha detto il consigliere Massimiliano Ghimenti –. Lo è su tanti punti, non può non esserlo sul tema del lavoro, che non a caso i padri e le madri costituenti hanno voluto citare fin dall’articolo 1”. E il presidente della Repubblica, ha ricordato Ghimenti, “è il garante della Carta costituzionale. Le sue parole sono come sempre illuminanti. Oggi si deve parlare di lavoro, ma i numeri rischiano di nascondere una realtà che è fatta ancora di lavoro precario, di sfruttamento, anche di mancanza di lavoro e di giovani che fuggono. Grazie al presidente per queste parole – conclude – e per questa cerimonia, che ha messo al centro anche i lavoratori e il sindacato”.
Per il consigliere regionale Matteo Trapani, quello di Mattarella è stato “un discorso importante. Parte dalla Costituzione e dice che oggi è la Festa della Repubblica perché la Repubblica è fondata sul lavoro, ma la scelta dell’articolo 1 del fondarla sul lavoro non vuol dire il principio lavorista, ma vuol dire altro. Vuol dire che solo con l’impegno di ognuno di noi nella società, nelle fabbriche, nelle piazze è possibile attuare, nelle crepe sociali, quelli che sono i diritti fondamentali inseriti nella nostra Costituzione”. E ha aggiunto: “È stato un discorso di una forza enorme, nel quale il presidente ha parlato di lavoro, di precariato, di innovazione digitale, di fabbriche e di futuro. Iniziare oggi in modo migliore era impossibile, proprio da qui da Pontedera, dalla nostra provincia, un luogo importante, un luogo centrale e fondamentale anche per il dibattito costituente”.
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