VERONA – Nello scontro tra le ultime della classe, il Pisa torna dalla trasferta del “Bentegodi” con un pareggio che muove la classifica ma lascia in eredità il rimpianto per un finale arrembante non capitalizzato. La sfida salvezza termina con un nulla di fatto che mantiene toscani e veneti appaiati sul fondo a quota 15 punti, a tre lunghezze dalla zona sicurezza.
La gara dei nerazzurri è stata caratterizzata da una doppia lettura. Nel primo tempo, la formazione di Hjliemark ha palesato difficoltà in fase di costruzione, subendo l’iniziativa dell’Hellas e ringraziando la sorte quando Orban ha colpito il palo su punizione e mancato il bersaglio in altre due nitide occasioni.
Tuttavia, è la gestione degli ultimi dieci minuti a lasciare l’amaro in bocca all’ambiente pisano. Usciti dal guscio difensivo, gli ospiti hanno costruito e fallito tre palle gol clamorose per il colpaccio: all’ottantesimo il palo ha respinto l’incornata di Moreo (con successiva parata di Montipò su Caracciolo), mentre all’ottantasettesimo minuto è stato Meister, a tu per tu con l’estremo difensore, a calciare centralmente fallendo il match-point. Un punto di sostanza per la tenuta difensiva, ma che sa di occasione perduta per la dinamica dell’epilogo.
Il tabellino
VERONA (3-5-2): Montipò; Slotsager, Nelsson, Edmundsson; Niasse (69’ Lirola), Bernede (46’ Serdar), Al-Musrati, Lovric (85’ Harroui), Frese (46’ Bradaric); Orban (82’ Mosquera), Bowie. All. Sammarco.
PISA (3-4-2-1): Scuffet; Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov (68’ Calabresi); Touré, Aebischer, Loyola (75’ Marin), Angori; Moreo, Stojilković (68’ Meister); Durosinmi (46’ Leris). All. Hiljemark.
NOTE: Ammoniti: Moreo (P), Marin (P), Serdar (V).
Davide Caruso


