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Cgil e Uil temono gli effetti dei dazi Usa, ma l’appello a intervenire ha destinatari diversi

FIRENZE – Sono ancora i dazi a tenere banco nel dibattito sui temi economici toscani. 

“Come Cgil Toscana – dice Fabio Berni della segreteria – siamo estremamente preoccupati per l’impatto che i dazi annunciati dall’amministrazione Trump potranno avere sull’economia della nostra regione- Gli effetti delle tariffe imposte dagli Usa andranno infatti a colpire molti settori dell’economia Toscana che già vivevano una fase di forte rallentamento e contrazione come quello della filiera della moda, dell’automotive, dell’elettrodomestico, a cui si aggiungono il settore agroalimentare, quello farmaceutico, meccanico, cartario, chimico. Su alcuni di questi settori sono già in corso tavoli di confronto tra Regione, amministrazioni locali, sindacati e associazioni datoriali sulla formazione, sugli ammortizzatori sociali e sulle politiche attive del lavoro, sui bandi regionali per il sostegno dei comparti coinvolti che andranno necessariamente estesi a tutti i settori colpiti”.

“Colpisce semmai, ormai da molte settimane, il colpevole silenzio e l’inerzia del governo – prosegue Berni –  sul sostegno alle produzioni del paese. Infatti, dopo aver tifato per la vittoria di Trump (che nel proprio programma aveva proprio l’applicazione di tariffe all’Europa), aver definito i dazi un’opportunità per il paese e aver sostenuto che non fossero una catastrofe, non sta facendo niente sugli ammortizzatori sociali (che da tempo richiediamo) e sulle misure a sostegno di settori fondamentali per l’economia del paese la cui crisi rischia di produrre ricadute sociali ed economiche drammatiche per le lavoratrici e i lavoratori e per l’intero paese”.

Aggiunge il segretario generale della Uil Toscana, Paolo Fantappiè: “Secondo le stime dell’Irpet i dazi del 20% imposti dal presidente statunitense Trump all’Unione Europea avranno un peso enorme sull’economia toscana: oltre 400 milioni di Pil in meno, con le stime di crescita che calano dallo 0,8% allo 0,5%. Un danno molto grave, che va a mitigare la spinta del Pnrr, senza la quale oggi la nostra regione sarebbe in recessione. Il danno economico si accompagna purtroppo a un rischio sociale non indifferente, soprattutto per l’occupazione in Toscana. Non possiamo far pagare alle persone, già provate da mesi di inflazione e mancato recupero del potere d’acquisto, i costi di scelte scellerate dall’altra parte dell’oceano. Per questo chiediamo un incontro a Regione Toscana e Confindustria nel quale si faccia una mappatura precisa, settore per settore, delle possibili ripercussioni dell’aumento dei dazi e in cui si creino le condizioni per un patto mirato a tutelare l’occupazione, scongiurando qualsiasi licenziamento”.

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REDAZIONE

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