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Dalla coltivazione all’innovazione tecnologica: il nuovo piano della Toscana per la filiera della birra

FIRENZE – Il patrimonio enogastronomico toscano si arricchisce di un nuovo strumento finanziario rivolto a un comparto in forte espansione territoriale e commerciale. La Giunta regionale ha formalmente adottato la delibera contenente le disposizioni attuative relative al bando istituito dalla Legge regionale 34 del 2025, una cornice normativa interamente dedicata allo sviluppo e alla valorizzazione della filiera della birra artigianale.

L’architettura economica del provvedimento prevede, per l’annualità in corso, uno stanziamento complessivo pari a 200mila euro. Il fondo risulta equamente ripartito in due capitoli di spesa da 100.000 euro ciascuno, destinati rispettivamente agli investimenti di natura materiale e a quelli immateriali.

Il sostegno alle imprese si concretizzerà attraverso l’erogazione di un contributo a fondo perduto pari al 65% delle spese ritenute ammissibili dall’ente. Il dispositivo fissa inoltre precisi limiti quantitativi per le istanze: le richieste di sovvenzione dovranno essere comprese tra una soglia minima di 3500 euro e un tetto massimo di 10mila euro.

L’accesso alla misura è rigorosamente riservato ai titolari di microbirrifici e microbirrifici agricoli, entità produttive classificate dal limite massimo di 10mila ettolitri di bevanda realizzati annualmente.

In fase di valutazione, le graduatorie assegneranno punteggi prioritari a specifiche categorie d’impresa e metodologie operative. Saranno infatti premiati i progetti caratterizzati da un’elevata sostenibilità e qualità, le aziende a guida giovanile o femminile, l’impiego di materie prime di provenienza toscana e le attività insediate nelle aree territoriali più fragili, definite istituzionalmente come Toscana diffusa.

I fondi regionali copriranno un ampio spettro di interventi strutturali e logistici. Per quanto concerne gli asset materiali, i contributi finanzieranno l’ammodernamento e la ristrutturazione degli impianti, l’acquisizione di nuove strumentazioni tecnologiche necessarie all’ottimizzazione dei processi organizzativi e produttivi, le procedure per le certificazioni di qualità e i progetti legati alla lavorazione e coltivazione della materia prima.

Sul fronte immateriale e commerciale, le risorse supporteranno l’adesione a marchi collettivi di settore e l’attivazione di specifici percorsi formativi rivolti al personale impiegato nella somministrazione e nella vendita.

I vertici dell’amministrazione hanno delineato gli obiettivi strategici del bando. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha inquadrato la filiera brassicola come una realtà dinamica e identitaria, in grado di coniugare virtuosamente innovazione, agricoltura e attrattività turistica. Dal canto suo, l’assessore all’Economia e all’Agricoltura, Leonardo Marras, ha sottolineato come la piena attuazione della legge miri a rafforzare l’intero ciclo produttivo locale, garantendo vitalità economica e tutelando le vocazioni produttive di tutti i territori della regione.

REDAZIONE

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