FIRENZE – Non serve guardare altrove per trovare ambulatori aperti dopo il tramonto. La proposta avanzata da Fratelli d’Italia di estendere le visite specialistiche alle fasce serali e al fine settimana riceve una risposta secca dalla Regione. “Ottima idea – ironizza l’assessora alla sanità Monia Monni – peccato che in Toscana si faccia già da tempo”.
La replica politica si trasforma subito in una battaglia di numeri. L’opposizione citava l’esempio del “modello Piemonte”. La Regione ribalta il tavolo: sui volumi di attività del sabato, la Toscana supera il Piemonte, pur avendo 600mila residenti in meno.
Qui non si tratta di esperimenti estivi. Tenere le luci accese negli ospedali e nei distretti è ormai una scelta strutturale per abbattere le liste d’attesa. I dati del monitoraggio nazionale, relativi ai primi undici mesi del 2025, fotografano un sistema a pieno regime. Tra le 18 e la mezzanotte sono state prenotate 239.977 prestazioni. A queste si aggiungono oltre 22.600 visite effettuate di sabato. In totale, la sanità toscana “fuori orario” garantisce più di 262mila appuntamenti, coprendo oltre l’8% dell’intera offerta monitorata. La domenica, invece, resta dedicata esclusivamente alle urgenze.
“L’estensione degli orari è una componente stabile del nostro sistema pubblico”, rivendica Monni. Tuttavia, l’assessora avverte: tenere aperto l’ambulatorio non è la bacchetta magica. Il problema delle liste d’attesa non si risolve solo con gli straordinari.
La questione è più profonda e chiama in causa Roma. Serve lavorare sull’appropriatezza delle prescrizioni, certo. Ma servono soprattutto le risorse umane. Monni punta il dito contro i tetti di spesa per il personale, fermi da anni per volontà statale, che impediscono nuove assunzioni. La richiesta al Governo è chiara: servono investimenti veri. La Regione chiede di portare il fondo per la sanità nazionale almeno al 7,5% del Pil. “Senza risorse adeguate – conclude l’assessora – la sanità pubblica e universalistica non può sopravvivere. Si rafforza il sistema con scelte coerenti, non con gli annunci”.
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