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sabato 7 Marzo 2026
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Prato blindata per corteo remigrazione, doppia contromanifestazione. Giani: “Toscana regione di accoglienza e integrazione”

PRATO – Prato blindata per la manifestazione di ‘Remigrazione e riconquista’, presidente Luca Marsella, portavoce di CasaPound, di scena nel pomeriggio di sabato 7 marzo.
Manifestazione con doppia contromanifestazione. Una in piazza Duomo, promossa da sindacato autonomo Sudd Cobas. L’altra nella centralissima piazza delle Carceri, presenti anche Eugenio Giani, presidente Regione Toscana, Mia Diop, vicepresidente Regione Toscana, Alessandra Nardini e Cristina Manetti, assessore regionali, Marco Furfaro deputato Pd, Cgil, Anpi, Arci, il presidente della Provincia di Prato Simone Calamai.
In piazza delle Carceri srotolata una lunga bandiera della pace.
Eugenio Giani: “La Toscana è la regione dell’accoglienza e dell’integrazione”.

Poi: “Prato sei bellissima! Mai più fascismi. Mai più deportazioni.

Oggi qui ricordiamo le deportazioni dei lavoratori pratesi dopo gli scioperi contro la guerra e il fascismo. Una memoria che appartiene a questa città e che continua a parlare al presente”.
Prato blindata per corteo remigrazione, doppia contromanifestazione. Giani: "Toscana regione di accoglienza e integrazione"
(Foto Fb Cgil Toscana)
Una manifestazione di ‘Remigrazione e riconquista’ contro la quale ha espresso condanna il vescovo di Prato Giovanni Nerbini.
Remigrazione e riconquista: “Contro di noi hanno scatenato tutti i poteri forti della Regione Toscana: dal presidente Eugenio Giani al vescovo di Prato, passando per Arci, Anpi, Cgil e un pittoresco gruppo di campeggiatori “Cobas”, che hanno reclutato qualche immigrato probabilmente del tutto inconsapevole delle ragioni della scampagnata”.
I manifestanti, provenienti da varie parti d’Italia, hanno sfilato in un breve corteo, aperto da un grande striscione con scritto Remigrazione, da piazza del Mercato nuovo alla vicina piazza Ciardi, intonando cori e cantando a più riprese l’inno di Italia.
Inizialmente l’iniziativa doveva svolgersi in piazza Europa ma è stata spostata dopo che un gruppo di lavoratori e di aderenti al sindacato Sudd Cobas hanno occupato la piazza.
Claudiu Stanasel, candidato sindaco della Lega e già vicepresidente del Consiglio Comunale di Prato: “Ancora una volta assistiamo al solito copione: quando la sinistra manifesta è democrazia, quando a manifestare sono altri diventa improvvisamente un problema. È l’ennesima dimostrazione di un atteggiamento profondamente ipocrita e antidemocratico”.

Christian Di Sanzo, deputato, coordinatore Pd Prato: “Oggi Prato ha dato la più bella risposta che una città possa dare. Lavoratori, cittadini, associazioni, sindacati, partiti, comunità di migranti sono scesi in piazza per dire no all’odio e alle discriminazioni, e per difendere i valori su cui si fonda la nostra democrazia. La nostra città il 7 marzo sa cosa commemora. Sa cosa ha pagato. E sa riconoscere chi vuole infangare quella memoria per alimentare odio e divisione. Qui non c’è spazio per chi si richiama, esplicitamente o implicitamente, alle pagine più buie della nostra storia, pagine che questa città conosce bene, e che non dimentica. La risposta di oggi – larga, civile, unitaria – dice molto di Prato. Non una città che si divide, ma una città che si riconosce nei propri valori e li difende insieme”.

Alla contromanifestazione anche Antonella Bundu, candidata presidente Regione Toscana con ‘Toscana Rossa’: “La remigrazione si distingue dalle politiche migratorie ordinarie perché introduce un criterio identitario ed etnico che estende l’idea di espulsione ben oltre il perimetro della legalità amministrativa. In nessun Paese al mondo esiste la remigrazione come legge perché non esiste alcuna legislazione nazionale che preveda espulsioni su base etnica, culturale o “di appartenenza nazionale” come concetto formalizzato”.

 

Nella mattina di sabato 7 marzo in piazza Santa Maria delle Carceri la cerimonia commemorativa in memoria  dei 133 cittadini pratesi che nel marzo 1944 vennero rastrellati dalle truppe naziste e fasciste, rinchiusi nel Castello dell’Imperatore e poi deportati a Mathausen ed Ebensee. Dei 133 pratesi solo in 18 fecero ritorno.

Marco Furfaro: “Perché oggi, proprio oggi, nell’anniversario di quella deportazione, CasaPound e altre organizzazioni neofasciste hanno scelto Prato per marciare a favore della “remigrazione”. Una parola farlocca per dire deportazione. Nello stesso giorno, nella stessa città. A pochi metri da quel Castello. Il fascismo a Prato non ha mai avuto spazio“.
Vescovo Giovanni Nerbini: “Parole come “remigrazione” e “riconquista” suscitano una certa inquietudine”. Poi: “Il termine “riconquista”, indicato esplicitamente tra i temi della mobilitazione convocata nella nostra città, è sintomo di una mentalità non solo chiusa ma dichiaratamente xenofoba.
Di fronte a questo non possiamo restare in silenzio, come cristiani e come cittadini. Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti ci ricorda che “una persona e un popolo sono fecondi solo se sanno integrare creativamente dentro di sé l’apertura agli altri”.

Sindacato Sudd Cobas: Oggi da Prato parte un messaggio per tutta l’Italia: possiamo fermarli. Possiamo e dobbiamo fermare chi nel 2026 sogna progetti di deportazioni. Possiamo trasformare in realtà le parole “nessuno spazio ai fascisti”. Grazie al coraggio di donne e uomini che scelgono semplicemente di mettere i propri corpi di traverso. Grazie alla determinazione di una classe lavoratrice multinazionale che oggi come nel 1944 sciopera contro il fascismo, senza paura. Nessuna deportazione sui nostri territori. Né ora né mai”.

Daniele Gioffredi, segretario generale Cgil Prato-Pistoia: “La nostra piazza è la migliore risposta agli sciacalli e ai provocatori che vogliono sporcare la data di oggi, anniversario delle deportazioni da Prato a seguito degli scioperi contro la guerra e il fascismo. Siamo scesi in piazza per difendere la democrazia, la Costituzione e i valori dell’antifascismo. La parola ‘remigrazione’ nasconde odio, discriminazione, razzismo, è una parola nuova che ha però idee e radici lontane, che ci riportano a quel ventennio nel quale furono fatte le leggi razziali e fu sostanzialmente abolito il diritto di sciopero. La nostra piazza è importante perché si sono messe insieme tutte le forze democratiche di questa città per tenere viva la memoria e l’esempio di coloro che hanno fatto in modo che il nostro Paese avesse una Costituzione nata dalla Resistenza e dall’antifascismo. Come diceva Sandro Pertini, il fascismo non è un’opinione, il fascismo è un crimine”.
Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia: “Prato può essere il luogo di convivenza possibile, purché la politica non abdichi al ruolo di governo, di controllo e, ove necessario, di repressione del crimine; ciò non è stato fatto per dieci lunghi anni di giunte PD e le conseguenze sono chiare. Prato ha un problema di sicurezza dovuto anche all’immigrazione senza controllo, benedetta dalle giunte PD. Proprio a Prato, lo scorso 15 agosto, abbiamo fatto il primo comitato della sicurezza nazionale, una delle azioni concrete del governo a sostegno del territorio, mentre a livello nazionale abbiamo dato regole certe per l’immigrazione regolare. Rispetto e legalità vanno di pari passo”

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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