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mercoledì 13 Maggio 2026
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Internazionali, lo speaker del Centrale: “Sinner cuore d’oro, riservato ma simpatico”

(Adnkronos) –
Lo speaker degli Internazionali d’Italia 2026 racconta Jannik Sinner. Oggi, mercoledì 13 maggio, iniziano i quarti di finale del Masters 1000 di Roma, con Luciano Darderi in campo, mentre il numero 1 del mondo sarà impegnato domani contro il russo Andrej Rublev. Il Foro Italico si prepara quindi per l’ennesimo bagno di folla, colorata di arancione, in un’edizione da record, sia a livello di vendita dei biglietti che di entusiasmo generale. Un’euforia che, dalle vie capitoline, arriva fino al campo del Centrale, riempito dalla voce di Carlo Nicoletti, speaker ufficiale degli Internazionali d’Italia. 

“Sono ormai 15 anni che collaboro con la Fitp”, ha raccontato Nicoletti all’Adnkronos, “ho iniziato quando, dopo aver seguito il torneo in diretta radiofonica, mi buttarono al Centrale a presentare una delle semifinali. Ricordo che c’era Roger Federer, eppure io non avevo mai visto una partita di tennis in vita mia. Mi sono ritrovato catapultato al centro del campo, mi sono divertito e l’anno dopo mi hanno chiesto di diventare speaker ufficiale del torneo. Ho seguito le Next Gen che si sono tenute in Italia, le Atp Finals. Il calendario è piuttosto fitto”. 

Il tennis ormai in Italia sta diventando sport nazionale, con gli Internazionali che ormai registrano una partecipazione record.
 

“Ogni anno c’è una crescita esponenziale. L’asticella si alza sempre di più, sia a livello di strutture che di tennis giocato. Io ho presentato la prima partita di Sinner sul Centrale, il suo trionfo alle Next Gen. Ho raccontato Djokovic, Nadal, Murray, tutti i più grandi di sempre. Ogni anno ci sono sempre nuovi record di spettatori, ma io ho sempre visto tantissima gente qui. Un tempo il site era più piccolo e concentrato, ma, a parte forse i primi due giorni, ho visto sempre un Foro Italico gremito. Forse perché ho avuto la fortuna di iniziare in anni in cui il tennis era già molto amato in Italia. Dopodiché la crescita è stata veramente esponenziale. Oggi il pubblico è coinvolgente, si fa coinvolgere e c’è un’atmosfera molto positiva”. 

Qual è il tennista che scalda di più il pubblico degli Internazionali? Magari ha i capelli rossi…
 

“Sarebbe troppo facile rispondere Sinner. La verità è che basta che in campo ci sia un giocatore italiano o un’italiana e il pubblico va in estasi. È una cosa che si respira. Quest’anno l’abbiamo visto con Cocciaretto sul Centrale, l’anno scorso con il trionfo di Paolini sia nel tabellone singolare femminile che nel doppio in coppia con Sara Errani. Ma più indietro mi ricordo Flavia Pennetta, Roberta Vinci, poi c’è stato Fabio Fognini e oggi ci sono anche Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti. Tutti hanno ricevuto l’affetto del pubblico italiano. Ovviamente noi abbiamo il numero 1 e questo crea un clima diverso, ma con tutti gli italiani sul Centrale ci sono sempre state sensazioni forti ed emozionanti”. 

Ci può svelare il Sinner dietro le quinte, lontano dalle telecamere?
 

“Caratterialmente io cerco sempre di mantenere una certa distanza con i tennisti italiani. Faccio tanti tornei, sono con loro per la Coppa Davis, per le Atp Finals. Nel 2021, nel primo anno delle Finals in Italia e in tempi di Covid, mi facevo il tampone insieme a Sinner e Berrettini. Con Jannik c’è un rispetto distaccato, lui è un ragazzo molto riservato, ma ho assistito a scene in cui ha mostrato un lato di sé simpatico e divertente. L’anno scorso mi ha fatto i complimenti, mi ha detto che ho una bellissima voce e mi ha ringraziato. A me non piace essere invadente, rispetto gli spazi degli altri. Lui è un ragazzo veramente semplice, che alla sua età viene assalito continuamente dai tifosi, soprattutto qui a Roma”. 

Qual è il segreto dello speaker perfetto?
 

“Per fare il mio lavoro bisogna avere grande cura della voce e del diaframma. Qui il tempo cambia rapidamente, bisogna fare attenzione. Ci vuole tanta esperienza, conoscere il pubblico e capire quando fare determinate cose e quando invece evitarle. Vale per la scelta della musica così come per lo speakeraggio. Dallo scorso anno ho cominciato a scandire il nome di Jannik, con il pubblico che urlava Sinner in risposta. È stato un po’ un rischio, ma ha funzionato. Quest’anno l’ho riproposto per tutti i tennisti italiani del torneo, con grande successo. L’idea mi è venuta guardando le sue partite, la carica del pubblico. Quell’entusiasmo è passato dal campo alle tribune, io ho osato e questo rischio ha premiato”. (di Simone Cesarei) 

 

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